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PROCESSUALE PENALE PROGREDITO + GIUDIZIO ABBREVIATO Inizialmente il ito abbreviato non era come lo conosciamo oggi ma era una sorta di patteggiamento sul ito perché occorreva la richiesta dell'imputato ma anche il consenso del PM quindi il dissenso del PM bloccava di fatto l’accesso al ito inoltre era un giudizio a prova bloccata cioè un giudizio abbreviato non aperto a integrazioni probatorie quindi chiuso (possibile solo allo stato degli atti) e privo della possibilità di alcun tipo di modifica al capo imputazione. La CoCo negli anni soprattutto dopo il 1988 è intervenuta affermando che è diritto dell'imputato chiedere il giudizio abbreviato e l'eventuale dissenso del PM deve essere motivato tra l'altro la CoCo sostiene che se anche il giudice dovesse ritenere ingiustificato il rigetto, potrebbe comunque all'esito del dibattimento (non è più possibile quindi tornare indietro all'udienza preliminare perché ormai si è svolto il dibattimento) applicare lo sconto di pena che si sarebbe applicato se si fosse seguito lito abbreviato. La CoCo ha inoltre affermato che il rigetto del giudice è sindacabil, l'imputato può ripresentare richiesta in limine iudici (se vene rigettata prima della dichiarazione di apertura del dibattimento posso ripresentario). L'ultima sentenza della CoCo ha dichiarato illegittima la sostituzione della pena dell'ergastolo con 30 anni di pena per eccesso di delega perché è vero che il rito abbreviato è un rito premiate che consente lo sconto di 1/3 Però applicare lo sconto di un terzo ad una pena indeterminata è a tutti li effetti ilegittimo. ll giudizio abbreviato a prova bloccata entra in crisi dopo le pronunce della CoCo ed è necessario un chiarimento su rito; a chiarire il funzionamento del rto ci ha pensato la L. Carotti che recepisce le pronunce e introduce l’abbreviato di seconda generazione: aperto ad integrazioni probatorie, basta solo la richiesta dell'imputato e il PM non può più impedir l'accesso al rito, la legge reintroduce la possibilità di chiedere l'abbreviato peri reati puniti con l'ergastolo e verrà sostituito con la pena di 30 anni, Dopo la legge Carotti abbiamo quindi due tipologie di abbreviato, quello semplice che rimane (a prova bloccata) e quello condizionato cioè l'imputato può formulare richiesta di rito abbreviato a condizione che vi sia un'integrazione probatoria purché l'integrazione risponda a due requisiti ovvero che sia necessaria per la decisione e realizzi un'economia processuale (l'integrazione non deve allungare eccessivamente la durata del processo altrimenti si sarebbe potuto proseguire con rito ordinario), così facendo al PM deve per forza essere garantito il diritto alla prova contraria. È possibile una contestazione suppletiva in quello condizionato, il PM potrebbe contestare nuovi fatti che emergono quindi si allarga la piattaforma cognitiva del giudice che conosce per l'appunto più fatti. La CoCo ci tiene a ribadire che anche se si ha un rigetto dell'accesso al ito l'imputato può sempre ripresentare richiesta prima della dichiarazione di apertura del dibattimento. Con ta Riforma Orlando viene introdotto un terzo tipo di giudizio abbreviato detto “abbreviato semplice ma associato alle indagini difensive” quindi in sostanza l'imputato presenta richiesta di accesso al giudizio abbreviato allegando la prova delle indgaini difensive che ha svolto, il PM dal canto suo ha sempre diritto a svolgere delle sue indagini e anche se si sono concluse nel termine di 60g previsto per legge il PM può fare indgaini suppletive, l'imputato ha chiaramente la facoltà di revocare la richiesta di abbreviato perché se dalle indgaini fatte dal PMritiene più conveniente il dibattimento, lo revoca l'abbreviato. sempre grazie alla Riforma Orlando appare la possibilità di presentare delle risposte gradate, ipotizziamo che chiedo giudizio abbreviato condizionato, subordinando ad esso, in caso andasse male, quello semplice e in ulteriore subordine all'abbreviato semplice il patteggiamento (sempre se ammesso). Compare un regime di invalidità, quando l'imputato chiede il giudizio abbreviato rinuncia ad eccepire la competenza per territorio (es: i fatto si è verificato a Potenza e viene giudicato dal giudice di Milano di per sé sarebbe incompetente ma con abbreviato rinunci al contraddittorio quindi devi accettare) inoltre con l'abbreviato si possono eccepire solo le nullità assolute, nullità intermedie e relative si sanano. Il meccanismo della Legge Carotti sulla concessione dell'abbreviato per reati puniti con l'ergastolo viene smontato nel 2019: se anche in astratto, al di là della pena in concreto, il codice penale punisce quel reato con l'ergastolo (es: femminicidio) non si può accedere al rito abbreviato, anche la CoCo ha ritenuto legittima questa scelta del legislatore (seguendo il ragionamento seguente: il giudice dell'abbreviato è uno, di base i reati gravi vengono giudicat dalla Corte d'assise, abbiamo quindi un ampio collegio che si interroga su queste cose e vale ta regola in dubbio pro reo, non si può affidare ad un singolo giudice la responsabilità di giudicare su reati di tale entità). L'ultima ipotesi di giudizio abbreviato è l'abbreviato impossibile, se anche originariamente la legge del 2019 impedisce di accedere al giudizio abbreviato per reati puniti con l'ergastolo può anche darsi che nelle more dell'udienza preliminare il PM possa modificare l'imputazione, e nell'ipotesi in cui modificando il capo d'imputazione per esempio viene meno un'aggravante circa l'ostatività del reato che lo ha reso punibile con l'ergastolo, sarà possibile per l'imputato richiedere il rito abbreviato. inoltre se il giudice all'esito del dibattimento si accorge che si poteva giudicare con l'abbreviato applica comunque lo sconto di pena. La riforma Cartabia ha ridefinito criteri di ammissione del giudizio abbreviato, è possibile chiederlo se necessario e se realizza un'economia processuale in relazione ai tempi dell'istruttoria dibattimentale, come visto prima, qualora l'istruzione dibattimentale dovesse diventare eccessivamente lunga non ha senso procedere con il giudizio abbreviato. È sempre previsto e viene ribadito dalla Cartabia il controllo illimine iudici ma i controllo non avviene all'esito del dibattimento solo prima della dichiarazione di apertura del dibattimento. La Cartabia ha introdotto un ulteriore sconto di pena per scoraggiare limpugnazione, è vero che l'abbreviato comporta già lo sconto secco di 1/3 peri delitti e di % per le contravvenzioni ma è più possibile ritornare all'abbreviato, oppure l'imputato può decidere di rimanere in abbreviato e qualora optasse per questo caso si consente di effettuare un'integrazione probatoria a fronte della nuova contestazione. ‘Se emerge un'aggravante che rende il reato punibile con l'ergastolo non è più possibile rimanere in abbreviato in virtù della Riforma Cartabia, il giudice revoca ordinanza di abbreviato e si prosegue con l'udienza preliminare 0 se conclusa si apre la fase dell dibattimento. ll giudice per decidere sull'abbreviato dato che non si formano le prove in contraddittorio usa atti di indagine, le eventuali indagini suppletive che il PM può avere espletato e le prove assunte in udienza. Tipologie di pronunce: non s0 come potrebbe finire, di base è preferibile sceglierto nel momento in cui le indagini sono lacunose, e potremmo giungere ad una sentenza di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. se invece sono colpevole e vengo condannato è chiaro che ho die vantaggi dovuti dalla riduzione di pena come abbiamo visto sopra (è uno sconto secco). Dobbiamo tenere conto ed è molto importante sapere che la riduzione opera solo per ta pena principale, prima si calcolano eventuali aggravanti e attenuanti, faccio il bilanciamento e da qui emerge la pena su questa pena effettuo lo sconto di 1/3 ed eventuale diminuzione di 1/6 su pena già ridotta. La CoCO ha inoltre affermato che qualora la pena, intervenute tutti gli conti e le eventuali riduzioni è inferiore a 2 anni il giudice dell'esecuzione può concedere direttamente la sospensione condizionale della pena (prima era impossibile). Impugnazioni: appello, contro la sentenza emessa a valle del rito abbreviato si può presentare appello, contro quelle di proscioglimento solo il PM perché è l'unico che vi ha interesse mentre contro quelle di condanna solo l'imputato può appellare, il PM di base no salvo che venga modificatoiil titolo di reato (non è peculato ma appropriazione indebita). | termini sono i soliti. Le forme dell'appello sono quelle del giudizio dibattimentale. Se si dovesse svolgere giudizio d'appello potremmo rinnovare l'istruzione dibattimentale? Rinnovare materiale probatorio? Di per se la rinnovazione dell'istruzione dibattimentale in appello è un evento eccezionale in primis perché il giudice dell'appello è molto lontano dai fatti rispetto a quello i primo grado (giudizio d'appello è cartolare) è quindi possibile solo in pochi casi o quando la prova è assolutamente necessaria ipotesi in cui emerga nuova prova che potrebbe scagionare l'imputato oppure su istanza di parte. La riforma Cartabia ha previsto che se il PM intende impugnare una sentenza assolutoria in ‘abbreviato ed è orientato vs una condanna, il giudice d'appello potrà rinnovare l'istruzione dibattimentale solo per motivi attinenti alla valutazione della prova dichiarativa cioè ogni volta che in abbreviato per esempio sento un testimone (ipotesi di condizionato) in appello posso risentirlo solo quando il PM impugna la sentenza di proscioglimento perché è orientato vs una condanna, per la prima volta il giudice potrebbe condannare in appello. Si va verso un effetto sfavorevole per l'imputato, quindi, bisogna dare una minima garanzia alla difesa. + PATTEGGIAMENTO “applicazione della pena su richiesta delle parti” - ART. 444-448 Si tratta di una rinuncia al contraddittorio per la prova (nessuna acquisizione probatoria ne ad opera delle parti ne d'ufficio) e sulla prova (contraddittorio dialettico perché a differenza dell'abbreviato dove le parti possono concludere diversamente, PM condanna e imputato assoluzione, qui chiedono entrambe l'applicazione della pena difatti potremmo definirlo un negozio sulla pena) - le prove possono esserci nel fascicolo del giudice ma si saranno formate prima del dibattimento con le forme dell'incidente probatorio. Questo rito trova il suo fondamento giustificativo nell'art. 111.5 Cost. grazie al consenso dell'imputato. Gli elementi visti sopra rendono il patteggiamento un procedimento dalla durata estremamente breve (in rapporto ai tempi del rito ordinario) in risposta a quel principio di celerità che dovrebbe caratterizzare tuttii iti deftattivi Il patteggiamento oltre ad essere un rito deflattivo è anche premiale perché dalla sua applicazione possono discendere diversi vantaggi per l'imputato che vanno dalla riduzione della pena all'estinzione del reato. I riti deflattiv del dibattimento sono condizionati in modo pesante dalla giurisprudenza. Iltruglio era una procedura penale straordinaria in uso nel Regno di Napoli e prevedeva un negozio tra magistrato e imputato, alle volte l'accusato otteneva uno sconto di pena, l’impunità o la salvezza (utilizzato soprattutto per smaltire il sovraffollamento nelle carceri, per ottenere una riduzione della pena o la cancellazione della pena in cambio della denuncia di complici L'antecedente normativo più recente è senza dubbio l'art. 77 L 689/1981 sopravvive per pochi anni fino all'avvento del patteggiamento con il quale verrà abrogato. A livello europeo il patteggiamento esiste in diversi stati e potrebbe essere paragonato al “ll plea bargaining” è un accordo tra l'imputato e il pubblico ministero in un processo penale, in cui l'imputato accetta di dichiararsi colpevole in cambio di una riduzione della pena 0 di capi d'imputazione meno gravi. Esistono altre tipologie comuni del “plea bargaining” come il “charge bargaining” nel quale l'imputato si dichiara colpevole di un reato meno grave rispetto a quello contestato inizialmente; “sentence bargaining*, l'imputato conosce in anticipo quale sarà la pena specifica che il pubblico ministero proporrà al giudice e infine “alford plea”, una forma particolare in cui l'imputato, pur proclamando la propria innocenza, ‘ammette che l'accusa ha prove sufficienti per ottenere una condanna. In Francia troviamo il “Préalable du Culpabilité” che sembra più un “non mi dichiaro colpevole” ma non contesto nemmeno l'accusa (simile al nostro patteggiamento). L'ultimo riferimento comparatistico riguarda la Spagna con“il conformidad” l'imputato accetta la pena proposta dall'accusa, evitando così la celebrazione del dibattimento. ll codice dell’88” contenente la disciplina originaria prevedeva il patteggiamento purché ta pena diminuita fino a 1/3 non superasse i 2 anni di reclusione 0 arresto, sanzione sostitutiva 0 pena pecuniaria (2 anni sono il risultato della riduzione processuale). La sentenza non fa stupefacenti, sequestro di persona, terrorismo e in base all'imputato (soggettive) delinquenti abituali, professionali 0 per tendenza e recidivi. È presente un doppio regime di effetti sotto i 2 anni di pena restano i benefici originari (niente spese, niente pene accessorie, estinzione del reato e casellario pulito); sopra i 2 anni (fino a 5) permangono solo lo sconto di pena e l'inefficacia nei giudizi civilamministrativi. Per entrambi i regimi è oggi ammessa la revisione ed è estesa l'applicazione della confisca, anche facoltativa La legge 205/2004 il “patteggiamento in executivis”, è l'istituto che permette di applicare la disciplina del reato continuato a più sentenze di patteggiamento ormai irrevocabili, oppure tra una sentenza di patteggiamento e una ordinaria. Se sussistono questi presupposti possono andare davanti al giudice dell'esecuzione affinché riconosca la continuazione dei reati oil concorso chiedendo una riduzione per il regime della continuazione, questa legge si adegua ai nuovi limiti massimi Nel 2006 con la legge 38 e nel 2012 con la legge 172 vengono introdotti ulteriori reati per cui nonè possibile patteggiate oltre i 2 anni, viene irrobustito il catalogo dei reati ostativi La riforma Orlando 103/2017 (incisiva) introduce dei limiti al ricorso per cassazione, limi che possono essere criticabili, il PM e l'imputato possono proporre ricorso per cassazione contro la sentenza solo per motivi attinenti all'espressione della volontà dell'imputato, al difetto di correlazione tra la richiesta e la sentenza, all'erronea qualificazione giuridica del fatto e all'llegalità della pena o della misura di sicurezza. La legge Spazzacorrotti del 2019 introduce una disciplina particolare per alcuni responsabili di reati contro la PA. (peculato, corruzione, etc...., per poter patteggiare, l'imputato deve ora restituire integralmente il prezzo o il profitto del reato entro l'udienza (condizione obbligatoria), anche in caso di patteggiamento, il giudice deve applicare le pene accessorie (come l'interdizione dai pubblici uffici), che possono essere perpetue o temporanee infine lo sconto di pena del patteggiamento non impedisce l'applicazione di queste sanzioni interdittive, riducendo drasticamente l'appetibilità del rito per i funzionari pubblici. La Riforma Cartabia 2022 ha trasformato il patteggiamento da semplice accordo sulla pena a un pacchetto negoziale completo, recependo orientamenti giurisprudenziali già esistenti (come la Sentenza Savin 2020) e ampliando i poteri delle parti. Oggi l'accordo tra imputato e PM non riguarda più solo la pena principale, ma può includere le pene accessorie, infatti, le parti possono concordarne la non applicazione o una durata determinata (salvo i reat contro la PA ex art. 444 comma 3-bis), la confisca facoltativa, è possibile negoziare se ordinarta, su quali beni specifici o per quale importo e le pene sostitutive, ll patto può prevedere l'applicazione immediata di pene diverse dalla detenzione (es. lavoro di pubblica utilità o detenzione domiciliare).It giudice mantiene un ruolo di controllo, deve verificare la correttezza della qualificazione giuridica, il bilanciamento delle circostanze e la congruità della pena. Se le parti concordano una pena sostituiva, il giudice può fissare un'apposita udienza per acquisire le informazioni necessarie (es. dall'UEPE) e decidere le modalità esecutive della sanzione. Viene blindato il principio per cui la sentenza di patteggiamento non ha efficacia di prova nei giudi ‘amministrativi, tributari o disciplinari. Questo serve a incentivare i rito, garantendo all'imputato che l'accordo penale non si traduca in una “condanna automatica" in altri ambiti giuridici. La Legge 181/2025 sul “femminicidio”, prevede che la persona offesa abbia diritto di essere avvisata della presentazione della richiesta di patteggiamento fuori udienza quando si procede per una serie di reati specificamente indicati nel 444.1 quater vedi: femminicidio, omicidio nella forma tentata o aggravata, reati in materia sessuale e maltrattamenti in famiglia e lo stalking fuori dall'udienza, problema che non si pone se è in udienza perché it difensore sa già che ha la facoltà di presentare memorie e deduzioni. Presupposti: La pena in generale deve essere inferiore ai 5 anni per il patteggiamento “allargato” ma in realtà anche per i patteggiamento “ristretto” che è sotto i due anni perché è ‘compreso nell’inferiore a 5. IL riconoscimento dell’attenuante fino ad 1/3 è flessibile, non è come abbreviato in cui è previsto lo sconto secco, le parti negoziano una pena e l'attenuante perilrito, decidono loro di quanto ridurre. Gli effetti premiati: il patteggiamento “ristretto” riferendosi a reati di lieve entità o comunque conuna bassa pericolosità sociale prevede un corredo premiale più vantaggioso rispetto a quello “allargato” che riguarda reati un po' più gravi e quindi di conseguenza minore effetti premiali, in generale gli effetti premiati principali sono l'inef extra penale e lo sconto di pena e in aggiunta per il “ristretto” abbiamo l'indennità dal pagamento delle spese processuali, non si applicano pene accessorie e misure di sicurezza, (si possono applicare le sanzioni amministrative) l'estinzione del reato (se nei 5 anni successivi in caso di delitto 0 nei 2 anni successivi in caso di contravvenzioni non commetto un nuovo reato della stessa indole, ‘ovviamente decorrono dal momento in cui la sentenza diventa irrevocabile), l'estinzione degli effetti penali qualora sia stata applicata una pena pecuniaria o una pena sostitutiva questa non è ostativa alla concessione di una successiva sospensione condizionale della pena se invece è stata applicata una pena detentiva essa vale come precedente condanna e quindi io non posso concedere due volte la sospensione condizionale, ultimo ma non per importanza, la non menzione del reato nel certificato del casellario giudiziario (chiaramente peri privati, ‘se faccio domanda di lavoro non comparirà il patteggiamento rimane solo per l'autorità giudiziaria). Procedimenti: le parti necessarie devono incontrarsi, la richiesta come ben sappiamo può avvenire anche da parte del PM quindi su suo impulso anche se è raro e di solito è l'imputato ad avanzare la richiesta per questo si dice che il consenso dell'imputato sia condicio sin equa non per poter procedere al patteggiamento. L'eventuale dissenso da parte del PM deve essere motivato perché altrimenti bloccherebbe l'accesso al ito. Il consenso deve avvenire per iscritto 0 oralmente, a mezzo personale o a mezzo di difensore se munito di procura speciale. La richiesta di patteggiamento va notificata anche alla persona offesa (v. legge sul femminicidio) qualora si tratt di reati da codice rosso. Il giudice può anche disporre la comparizione dell'imputato per verificare la sua volontarietà e quindi il suo consenso che magari potrebbe essere stato estorto (fisserà un'udienza in cui chiederà all'imputato se Quindi in sostanza le tipologie di pronuncia sono: il rigetto, l'inammissibilità cioè quei casi in cui emergono dei vizi (es: vizio nella procura), sentenza di proscioglimento ex art. 129 c.p.p., immediata declaratoria di proscioglimento o in extremis pronuncia con cui si applica la pena. Cisi chiede se la sentenza di patteggiamento si una sentenza di condanna 0 no? Inizialmente in relazione al c.p.p. si diceva no, perché si tratta di una sentenza che applica una pena, altri invece sostengono che lo sia perché sussiste il binomio pena-responsabilità, quindi potrebbe essere. La cassazione con diverse pronunce a fine anni 90' partendo dal presupposto che il giudice abbia l'obbligo di motivazione afferma che in presenza dell'accordo la motivazione è sicuramente più attenuata, verificherà unicamente l'insussistenza delle condizioni di proscioglimento, inoltre l'imputato con la richiesta di patteggiamento in qualche modo dispensa il PM dall’onere della prova perché c'è l'accordo. La Cartabia per fugare i dubbi ah detto che la sentenza di patteggiamento è equiparata ad una sentenza di condanna ma non si sovrappone perfettamente ad essa, non c'è un accertamento della responsabilità a 360° ma comunque applica una pena. Nel patteggiamento “ristretto” si pensava che l'imputato potesse subordinare alla sua richiesta di patteggiamento la sospensione condizionale della pena (sempre 2 anni, quindi, coincide con questa forma di patteggiamento) ma la cassazione con le S.U. lovine si era espressa sul “principio di non addizione”, è preclusa l'iniziativa del giudice exoficio di concedere la sospensione condizionale della pena, non si può scegliere di applicare il patteggiamento “ristretto” e aggiungere la sospensione condizionale se non lo chiedono le parti. Una volta concessa la sospensione condizionale inizialmente non poteva essere revocata poi grazie all'intervento della cassazione questa previsione è mutata in virtù dell'equiparazione della sentenza di patteggiamento a quella di condanna. La sentenza di patteggiamento è inappellabile, l'unico caso in cui si può appellare riguarda la situazione in cui all'esito del dibattimento il giudice ritiene ingiustificato i rigetto e ha applicato lo sconto di pena, il PM era dissenziente sin dall'inizio e quindi può appellare. Il jne è stato ristretto un po' dalla riforma Orlando (v. sopra). ricorso in cassi La parte civile potremmo definirla marginale in quanto il giudice non decidendo sulla domanda non può decidere nemmeno su un'eventuale richiesta e quindi potrà proseguire elle sedi civili. Qualora si fosse costituita in udienza preliminare perché si stava procedendo conitrito ordinario e pio si è optato per i patteggiamento, in quel caso allora al massimo potrà essere condannato al pagamento delle spese processuali sostenute dalla parte civile salvo che intenda compensare. In fase di indagine non può avvenire perché si può costituire solo a partire dall'udienza preliminare. S.U. di benedetto 1992, sentenza di non contendere, visto che chiedo l'applicazione della pena implicitamente riconosco di essere responsabi S.U. serafino 1995, l'obbligo di motivare coinvolgerà in positivo la sussistenza dell'accordo etc. in negativo l'insussistenza delle condizioni pe prosciogliere. L'obbligo di motivazione Imposto dal 111 ma questo obbligo va conformato alla natura giuridica del patteggiamento, ‘S.U. lovine 1993, pri governano l'esito ipio di non addizione sulla sospensione condizionale, le parti ‘S.U. da Leo 1996 e Bahrouni 1997, è una pronuncia giurisdizionale senza giudizio sia con riguardo alla fondatezza dell'accusa e della responsabilità dell'imputato. Sono da ritenere incompatibili con il rito gi effetti che implicano l'accertamento della responsabilità di cui l'impossibilità di revoca della sospensione precedentemente connessa e invece compatibili solo le conseguenze riconducibili all'elemento punitivo e che seguono di dirito alla sentenza di patteggiamento. ‘S.U Giangrasso 1998, l'immutabilità dell'esito conseguito: la sentenza ex art. 444 è impermeabile ai nova e non è ammessa la revisione ‘8.U 1997 Lisuzzo, 1998 Messina e 2000 Franzo: il differente campo visivo del giudice, l'orizzonte cognitivo funzionale alla pronuncia exart. 129 è lo stato degli ati, mentre il perimetro di verifica è il contenuto dell'accordo escludo che sia innocente sulla base degli atti e guardo l'accordo, se tutto mi convince accolgo sennò rigetto). Si è escluso che si potesse chiedere l'applicazione della pena per guadagnare una declaratoria di estinzione del! reato. ‘5.U. 16403/2023: il danneggiato è legittimato a costituirsi parte civile in udienza preliminare anche quando l'imputato abbia precedentemente depositato in cancelleria la richiesta di applicazione della pena munita di consenso del PM ‘5.U. 47803/2008: nel corso delle indagini preliminari non è possibile costituirsi parte civi è pertanto illegittima la condanna dell'imputato al pagamento ‘5.U. 12/1999: l giudice se non può apprezzare la fondatezza della domanda della parte civi ha, invece il potere-dovere di verificare la legittimazione della costituzione di parte civile. ‘5.U. 20/1999: nell'applicare la pena concordata è da escludersi che il giudice possa liquidare d'ufficio le spese processuali sostenute. S.U. 7945/2008: Dove il giudice abbia omesso di condannare al pagamento delle spese può farsi ricorso alla procedura di correzione dell'errore materiale chei decreto penale di condanna venga revocato e gli tti restituiti al pubblico ministero non solo quando la notifica è impossibile per irreperibilità dell'imputato, ma anche quando non è possibile effettuaria nel domicilio dichiarato ai sensi dell'art. 161 c.p.p. così facendo si vuole salvaguardare l'imputato dalla possibilità di proporre impugnazione, incide sul diritto di difendersi che si manifesta da parte del condannato. Inoltre, con la legge 60/2001 il decreto deve essere notificato con il precetto al difensore d'ufficio. La CoCo, nel 2003, ha affermato la legittimità costituzionale del procedimento per decreto, ritenendo che i diritto di difesa possa essere modulato anche in presenza dirti alternativi Il decreto rappresenta una decisione preliminare, destinata a essere annullata in caso di opposizione e a divenire definitiva solo se l'imputato non la propone. Sempre all’inizio del 2000 si sono registrati effetti sia positivi sia negativi sul procedimento per decreto. Tra quelli negativi emerge introduzione della competenza penale del giudice di pace (D.lgs. n. 274/2000), che ha creato un problema di possibili frizioni con la Costituzione: peri reati di lieve entità attribuiti a questo giudice, infatti, non è mai prevista la pena detentiva. Ciò ha determinato una forte “concorrenza” rispetto al procedimento per decreto. Sul versante positivo, la L. n. 134 del 2003 ha ampliato l'ambito di applicazione delle sanzioni sostitutive, innalzando da 3 a 6 mesi i limite di pena detentiva sostituibile con la pena pecuniaria. Net 2015 la CoCo ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 459, comma 1, c.p.p., ella parte in cui attribuiva alla persona offesa (in particolare al querelante) il potere di opporsi, esercitando di fatto un diritto di veto sul procedimento per decreto. La Corte ha ritenuto tale previsione non giustificata, anche perché il querelante, qualora sia anche danneggiato dal reato, può comunque tutelare i propri interessi agendo in sede civile. La riforma Orlando introduce un criterio di ragguaglio più favorevole rispetto a quello del Codice penale, infatti, nel caso di sostituzione della pena da detentiva a pecuniaria il valore giornaliero non può essere inferiore a 75 e non può superare iltriplo ovvero 225. Nella determinazione della pena pecuniaria il giudice dovrebbe tener conto delle condizioni economiche complessive dell'imputato e del nucleo familiare è possibile inoltre applicare il 133.ter c.p.p. che prevede il pagamento rateale. Questa riforma è stata ulteriormente Prima della riforma Cartabia erano oggetto di opposizione il 44% dei decreti emessi quindi solo il 56% diventavano effettivamente esecutivi e le assoluzioni da opposizione rappresentavano il 65,5%. È chiaro qualcosa non andava perché dai dati emerge che all’imputato quasi sempre conveniva opporsi. Gli obiettivi da realizzare erano sicuramente ‘ampliare l'ambito applicativo, promuovere l’acquiescenza e garantire l'effettività della condanna, La riforma Cartabia è intervenuta con l'obiettivo di rendere il decreto penale di condanna uno strumento più appetibile, riducendo l'alto tasso di opposizioni e deflazionando il carico giudiziario. 1. Rimodulazione della Tempistica ILPM può presentare la richiesta di decreto penale entro 1 anno dall'iscrizione del nominativo nel registro delle notizie di reato (art. 459 cp.p.). Questo ampliamento temporale (prima era di 6 mesi) permette al PM di acquisire elementi più solidi, formulando una richiesta che difficilmente verrà ribaltata in sede di opposizione. 2. Nuovi Incentivi Economici e Sconti di Pena Viene introdotta la riduzione di un quinto (1/5) della pena pecuniaria se l'imputato rinuncia all'opposizione e provvede al pagamento entro 15 giorni dalla notifica del decreto. Analogamente al patteggiamento, il reato si estingue se nel termine previsto (5 anni per i delitti, 2.anni per le contravvenzioni) l'imputato non commette un altro reato della stessa indole. Tuttavia, la Cartabia chiarisce che l'effetto estintivo è subordinato all'effettivo pagamento della pena pecuniaria (cfr. art. 45 c.p.p. e 136 disp. att. c.p.p.). 3. Criteri di Ragguaglio più Favorevoli La riforma ha drasticamente modificato i calcolo per la conversione della pena detentiva in pecuniaria (art. 459 c. 1-bis c.p.p.); Il valore giornaliero è ora compreso tra un minimo di 5 € e un massimo di 250 €. In precedenza, il minimo era di 75 €. Questo nuovo sistema è molto più favorevole rispetto ai criteri generali previsti dall'art. 135 c.p. La determinazione del valore deve tenere conto non solo delle condizioni economiche e patrimoniali dell'imputato, ma anche del tenore di vita e del suo nucleo familiare. 4. Lavoro di Pubblica Utilità (LPU) Sostitutivo Questa rappresenta la vera “novità assoluta" della riforma infatti, è possibile sostituire la pena detentiva (entro il limite di 1 anno) conii lavoro di pubblica utilità. Può essere richiesto dal PM già nella fase di istanza di decreto (ipotesi rara) o, più frequentemente, dall'imputato in sede di opposizione. Se ilgiudice rigetta la richiesta di LPU, il decreto penale viene comunque dichiarato esecutivo (ciò avviene se l'opposizione era finalizzata esclusivamente alla richiesta di LPU. Se l'opposizione riguardava anche il merito 0 altri iti, si procede secondo le forme ordinarie). Ai sensi dell'art. 56-bis c. 5 n. 689/1981, il positivo svolgimento del LPU— se unito al risarcimento del danno — comporta la revoca della confisca facoltativa (restano ferme le confische obbligatorie e per equivalente del profitto/prezzo del reato). presupposti: secondo quanto previsto dall’ART. 459 nei procedimenti per reati persegui d'ufficio ed in quelli perseguibili a querela se la querela è stata validamente presentata e se il querelante non ha nella stessa dichiarato di opporvisi (illegittimità cost), il PM, quando che si debba applicare soltanto una pena pecuniaria, anche se inflitta n sostituzione di una iene pena detentiva, può presentare al giudice per le indagini preliminari, entro un anno dalla data in cui il ome della persona alla quale il reato è attribuito è iscritto nel registro delle notizie di trasmissione del fascicolo, la richiesta motivata (perché l'accusa deve reato e pray ll giudice ha un potere limitato sulla sanzione, non può mai applicare una pena diversa da quella proposta dal PM e deve controllare la correttezza del calcolo e la congruità della pena rispetto alla finalità rieducativa (art. 27 Cost.). Se la pena è illegale 0 incongrua, restituisce gli atti. L'ordinanza di restituzione degli atti al PM non è impugnabile, l'unica eccezione è il ricorso per Cassazione per abnormità dell'atto. LETRAS (Cass. Pen. Sez. ® giugno 1895,n. 18) ha chiarito che nel procedimento per decreto penale di condanna, GIP non può assolvere l'imputato exar. 129 pp. basandosi sull sola insuicienza o contadlttoretà della provo. l proscioglimento immediato è Uto csi tassati i evidenza Requisiti del decreto: contiene i seguenti »x ART. 460, non c'è riferimento a “in nome del popolo italiano” e menti: a) Generalità dell'imputato e quando serve quelle della persona civilmente obbligata b) L'enunciazione del fatto in modo chiaro e preciso più le norme di legge violate (il giudice ricordiamo che può rigettare se non condivide qualificazione) ©) Reca la motivazione in forma semplificata quindi è sufficiente la concisa esposizione dei motivi di fatto e di diritto su cui la decisione è fondata comprese le ragioni dell'eventuale diminuzione della pena al di sotto del minimo edittale d) Il dispositivo con l'indicazione specifica della riduzione di 1/5 della pena pecuniaria nel caso di rinuncia, nel termine di 1Sgg dalla notifica, all'opposi ©) L'avviso che l'imputato e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniari possono proporre opposizione entro 15 giorni dalla notificazione del decreto e che l'imputato può chiedere mediante l'opposizione il giudizio immediato, il giudizio abbreviato o l'applicazione della pena a norma dell'articolo 444; se non chiede nulla si andrà in dibattimento. 1) L'avvertimento all'imputato e alla persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria che, in caso di mancata opposizione, il decreto diviene esecutivo; &) L'avviso che l'imputato e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria hanno ta facoltà di nominare un difensore; h) La data e la sottoscrizione del giudice e dell'ausiliario che lo assiste; +. h-bis) L'avviso all'imputato della facoltà di accedere ai programmi di giustizia riparativa; * _hi-ter) L'avviso che può essere effettuato il pagamento della pena pecuniaria in misura ridotta di un quinto, nel termine di quindici giorni dalla notificazione del decreto, con rinuncia all'opposizione. 460.2: Con il decreto di condanna il giudice applica la pena nella misura richiesta dal PM indicando l'entità dell'eventuale diminuzione della pena stessa al di sotto del minimo edittate; ordina la confisca nei casi previsti dall'articolo 240.2 del Codice penale, o la restituzione delle cose sequestrate; concede la sospensione condizionale della pena nei casi previsti dagli articoli 196 e 197 del Codice penale, dichiara altresì la responsabilità della persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria. 460.3: Copia del decreto è comunicata al PM ed è notificata con il precetto al condannato, al difensore d'ufficio 0 al difensore di fiducia eventualmente nominato ed alla persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria. Questo perché essendo emesso inaudita altera parte la notifica è fondamentale per permettere all'interessato di consultare il fascicolo e decidere la strategia difensiva. Il querelante invece viene informato dell'emissione del decreto anche tramite modalità semplificate come la PEC. 460.4: Se non è possibile eseguire la notificazione per irreperibilità dell'imputato, il giudice revoca il decreto penale di condanna e restituisce gli atti al pubblico ministero. In sostanza qualora l'Imputato sia reperibile si avrà la revoca del decreto e ritorno al rito ordinario, in caso di mancata nomina del difensore del difensore si avrà la nullità assoluta del decreto penale e infine qualora la notifica postale fosse incompleta si avrà l'inefficacia della notifica (perché manca la prova di conoscenza effettiva) 460.5: Il decreto penale di condanna non comporta la condanna al pagamento delle spese del procedimento, né l'applicazione di pene accessorie. Nel termine di quindici giorni dalla notifica del decreto il condannato può effettuare il pagamento della sanzione nella misura ridotta di un quinto, con rinuncia all'opposizione. Il decreto, anche se divenuto esecutivo non ha efficacia di giudicato nel giudizio civile 0 amministrativo. Il reato è estinto se il condannato ha pagato la pena pecuniaria e, nel termine di cinque anni, quando il decreto concerne un delitto, ovvero di due anni, quando il decreto concerne una contravvenzione, non commette un delitto ovvero una contravvenzione della stessa indole. In questo caso si estingue ogni effetto penale e la condanna non è comunque di ostacolo alla concessione di una successi sospensione condizionale della pena. L'acquiescenza implica non presentare opposizione accettando implicitamente gl etti della condanna, l'assenza di opposizione produce l'esecutività del decreto e la sua irrevocabilità, infatti, il provvedimento acquista valore di cosa giudicata (art. 648 c. restando impugnabile sol tramite revisione. È importante ribadire che come una sentenza di ‘condanna ordinaria 0 un patteggiamento, il decreto irrevocabile impedisce un secondo giudizio pe o stesso fatto (ne bis in idem). differenza delle sentenze pronunciate in dibattimento, il decreto penale ha uveffcacia limitata in quanto non fa stato nei giuizi civ amministrativi disciplinari. Questo è uno dei principali incentivi perl condannato ad ‘accettare il rito, poiché la condanna penale non pregiudica automaticamente eventuali cause vii per risarcimento danni. La riforma Cartabia (art. 459 c.p.p.) come visto sopra ha permesso di sostituire la pena detentiva breve (fino a un anno) con i lavoro di pubblica utilità. Esistono due modalità per richiedere il lavoro sostitutivo, il primo durante le indagini preliminari (meno frequente): L'indagato presenta la richiesta insieme a un programma di trattamento elaborato dall'UEPE (Ufficio Esecuzione Penale Esterna) e alla dichiarazione di disponibilità dell'ente. Il secondo La restituzione in termine ex art. 462 c.p.p. è un rimedio speciale per chi non ha potuto proporre opposizione tempestivamente, mancata conoscenza incolpevole del decreto (caso fortuito/forza maggiore) o malfunzionamenti del sistema informatico (processo telematico). Colui che presenta istanza di rimessione in termini deve allegare le ragioni della mancata conoscenza e in caso di incertezza il giudice deve concedere la restituzione, di base spetta al GIP decidere. Se l'imputato non richiede un rito alterni diritto di farlo successivamente. ivo contestualmente all'atto di opposizione, perde il ll giudice (persona fisica) che ha emesso il decreto penale non può essere lo stesso che procede a seguito dell'opposizione (art. 34 c.p.p.). La richiesta di to alternativo può essere revocata dall'imputato fino a quando non viene emesso il decreto di fissazione dell'udienza camerale. Se la richiesta è presentata per la prima volta nel giudizio conseguente (dibattimento), è inammissibile. Tuttavia, se è stata presentata nell'opposizione e rigettata dal GIP, può essere riproposta davanti al giudice del dibattimento per permettergli di sindacare i rigetto precedente. Peril patteggiamento non presenta particolari criticità, salvo il diritto di reiterazione: se il GIP rigetta il patteggiamento proposto con l'opposizione, l'imputato può rinnovare la richiesta dinanzi al giudice del giudizio immediato. Peri giudizio abbreviato il giudice fissa l'udienza con decreto, avvisando le parti (inclusa la persona offesa per permetterle di costituirsi parte civile). Nel caso in cui si chieda il “condizionato” se il GIP rigetta una richiesta di abbreviato subordinata a integrazione probatoria l'imputato può formulare una richiesta di abbreviato "semplice" (non condizionato) direttamente nell'udienza camerale. Per garantire il diritto di difesa (artt. 3 e 24 Cost.), l'imputato può rinnovare la richiesta di abbreviato condizionato prima dell'apertura del! dibattimento, se il rigetto del GIP era stato erroneo. Per ta MAP la competenza funzionale appartiene al GIP e non al giudice del dibattimento. Se la prova fallisce 0 ha esito negativo, il GIP deve disporre la prosecuzione del processo nelle forme del giudizio immediato (poiché il decreto penale è già stato revocato all'inizio del rito). Anche in presenza di richiesta di oblazione, il giudice deve prima verificare se ricorrono i presupposti per il proscioglimento immediato exart. 129 c.p.p. (es. se ilfatto non sussiste). Se il giudice rigetta erroneamente la domanda di oblazione presentata con l'opposizione, l'imputato ha il diritto di presentare una nuova istanza nel giudizio immediato conseguente. * SOSPENSIONE DEL PROCEDIMENTO CON MESSA ALLA PROVA Genesi della MAP: L'istituto introdotto con la L. 67/2014) rappresenta una modernizzazione delsistema penale italiano. Non è un'invenzione assoluta, ma i frutto di un trapianto normativo. Si ispira al modello anglosassone della “probation” mi quest'ultimo, che si attiva dopo la condanna, il modello italiano della MAP interviene durante il processo sospendendolo. La Cartabia ne ha ulteriormente ampliato l'applicazione, consolidando il modello. differenza di La finalità dell'istituto è di tipo riparativo, infatti, il reato non è più concepito unicamente come offesa nei confronti dello stato ma anche nei confronti della persona offesa e in linea Jerale della comunità. Il percorso di recupero promosso dalla MAP mira a promuovere la responsabilizzazione dell'imputato tramite un programma di trattamento che viene elaborato dai E La MAP ha una doppia natura sostanziale e processuale, dal punto di vista processuale è un procedimento speciale che comporta la sospensione del processo e la rinuncia ad un contraddittorio pieno su base volontaria dell'imputato mentre dal punto di vista sostanziale è una causa estintiva del reato, qualora la MAP dia esito positivo il reato si estingue producendo l'effetto premiale. È importante ricordare anche la natura negoziale della MAP, si fonda sul consenso dell'imputato che partecipa attivamente al programma, può essere sospesa in qualsiasi momento e la sua sospensione comporta la ripresa del processo. È chiaro che devono essere rispettate delle garanzie costituzionali come per gi attriti alternativi, infatti sebbene l percorso della MAP. come visto, ia di tip riparatorio esso implica limitazioni lla libertà lavori di pubblica utilità, prescrizioni) Per rispettare la presunzione di non colpevolezza (art. 27 Cost.) el principio di legalità (art. 25 Cost.), l'applicazione presuppone comunque un accertamento sommario della responsabilità: non si può dichiarare estinto un reato se non siè prima verificato (seppur provvisoriamente) che ilfatto sussista e sia riconducibile all'imputato. Presupposti: La riforma Cartabia ha ampliato l'ambito di operatività della MAP sia dal punto ivista qualitativo che quantitativo, prima di tutto dobbiamo sapere che la MAP è applicata ai procedimenti penali riguardanti reati di modesto allarme sociale. La Cartabia ha lasciato immutato il riferimento contenuto nell'art. 168-bis c.p. i limiti oggettivi, ossia la pena detentiva non superiore nel massimo a quattro anni (sola, congiunta 0 alternativa alla pena pecuniaria). limite edittale va riferito alla pena massima prevista per la fattispecie base, non rilevano in alcun modo le circostanze aggravanti, speciali 0 di legge (Cassazione S.U. 2016 Sorcinell). Il criterio qualitativo legato ai deliti indicati dall'art. 550, comma 2, c.p.p. è stato realizzato consentendo l'applicazione dell'istituto all'elenco dei reati previste sempre dal 550.2 ma per i