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Appunti secondo modulo REFILAO, Appunti di Filosofie Orientali

Appunti di filosofie e religioni dell'Asia Orientale .

Tipologia: Appunti

2019/2020

In vendita dal 21/02/2023

asia-guida
asia-guida 🇮🇹

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Mod 2- Cestari
Pratiche connesse-Un introduzioni alle religioni dell’Asia orientale
Pensa 3 parole a cui associare l’idea di religionefede, ingiustizie, speranza
Fede e ragione entrano in conflitto perché la fede ha un contenuto di verità
‘Religione’Non è una nozione ma un atteggiamento mentale. noi partiamo da
un’idea dottrinale, ma per parlare delle religioni asiatiche non va bene, perché
limita.
È fondamentale capire la propria posizione nel contesto delle religioni prima di
iniziare lo studio delle religioni. Ciascuna delle posizioni presenta pro/contro. Per
esempio, accettare come le altre religioni concepiscono sé stesse.
Che cosa è centrale nello studio delle religioni?
Idee e dottrine, dogmi e testi
Gerarchie e strutture, organizzazioni e gruppi
Riti e cerimonie
Esperienze mistiche
La domanda cosa credono i cinesi? È problematica perché non è detto che i cinesi
credino in qualcosa, il credere non è centrale nella concezione cinese, è un
presupposto dell’approccio quantitativo.
Dobbiamo cambiare atteggiamento, è necessario cambiare approccio
Molte delle prospettive degli studi che riguardano le religioni richiedono un
approccio teologico, teoretico, incentrato sui testi e idee religioso. Quando però
parliamo di religioni orientali dobbiamo avere un approccio che mette al centro le
pratiche, relazioni tra pratiche (pratiche interconnesse. Dal primato della dottrina è
necessario passare al primato della pratica. Altrimenti, rischiamo di non cogliere i
contenuti.
APPROCCI CLASSICI: STUDIO RELIGIONI
Quante religioni ci sono in Cina?
Quale è la religione più diffusa?
In cosa credono i cinesi?
Queste domande non sono sufficienti per rendere conto della situazione religiosa in
paesi come la Cina, Giappone, etc.
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Mod 2- Cestari Pratiche connesse-Un introduzioni alle religioni dell’Asia orientale Pensa 3 parole a cui associare l’idea di religionefede, ingiustizie, speranza Fede e ragione entrano in conflitto perché la fede ha un contenuto di verità ‘Religione’Non è una nozione ma un atteggiamento mentale. noi partiamo da un’idea dottrinale, ma per parlare delle religioni asiatiche non va bene, perché limita. È fondamentale capire la propria posizione nel contesto delle religioni prima di iniziare lo studio delle religioni. Ciascuna delle posizioni presenta pro/contro. Per esempio, accettare come le altre religioni concepiscono sé stesse. Che cosa è centrale nello studio delle religioni?  Idee e dottrine, dogmi e testi  Gerarchie e strutture, organizzazioni e gruppi  Riti e cerimonie  Esperienze mistiche La domanda cosa credono i cinesi? È problematica perché non è detto che i cinesi credino in qualcosa, il credere non è centrale nella concezione cinese, è un presupposto dell’approccio quantitativo. Dobbiamo cambiare atteggiamento, è necessario cambiare approccio Molte delle prospettive degli studi che riguardano le religioni richiedono un approccio teologico, teoretico, incentrato sui testi e idee religioso. Quando però parliamo di religioni orientali dobbiamo avere un approccio che mette al centro le pratiche, relazioni tra pratiche (pratiche interconnesse. Dal primato della dottrina è necessario passare al primato della pratica. Altrimenti, rischiamo di non cogliere i contenuti. APPROCCI CLASSICI: STUDIO RELIGIONI Quante religioni ci sono in Cina? Quale è la religione più diffusa? In cosa credono i cinesi? Queste domande non sono sufficienti per rendere conto della situazione religiosa in paesi come la Cina, Giappone, etc.

Adam Chau  approccio relazionale Cosa’ come’ presuppone una domanda più attenta alla dimensione processuale del pensiero. Le domande più semplici nascono da una serie di presupposti, da ricondurre ad un ‘approccio sostanzialistico e quantitativo’  approccio che pensa alle religioni come ad elementi isolabili(confessioni), corpi impenetrabili che sono determinabili in precise entità (dati quantitativi). Elementi numerabili chiaramente distinguibili tra di esse. L’idea è che un devoto di una religione professa solo quella religione. Quindi, secondo questo pensiero le religioni non possono influenzarsi. Domanda tipica approccio quantitativo che cos’è la religione? L’accento è posto sul fatto che la religione sia qualcosa di definibile, un corpo. Ma questo è solo un presupposto, non è detto che sia così. In alcune parti del mondo, in altri contesti, momenti storici Cosa fa si che una religione sia perfettamente distinguibile in quanto tale? Pensare alla religione come:  Oggetto chiaro e distinto (DNA religioso);  Centralità della dottrina e dei testi ortodossia (contenuto di fede)  Esclusivismo religioso (emerge nel momento dell’educazione) Altri presupposti derivanti dall’approccio moderno, del protestantesimo alla religione:  Impegno etico e sociale;  Superiorità morale  Fattore interiore e privato Chau definisce religione ogni forma di interazione con spiriti, come dio, dei, fantasmi, spiriti demoniaci etc. Centrale nella definizione di Chau è relazione sociale, cioè pensare la socialità all’interno di tutti gli aspetti che concorrono nella vita dei cinesi. La religione è l’insieme di relazioni che hanno a che vedere con le relazioni sovraumane. Le tipologie di relazioni non sono così diverse tra umano-umano, e esseri umano- sovraumano. Queste relazioni sono dette:

Non esiste un approccio che vada bene per tutti, alle volte è necessario prendere una posizione. È impossibile essere ‘oggettivi’. La statistica, studi religiosi (esegesi, filosofia), storia delle religioni, antropologia, scienze politiche, sociologia delle religioni sono tutte discipline che hanno dei presupposti. Per esempio, la statistica si basa su ampio utilizzo di dati quantitativi, i dati sono fondamentali per lo studio statistico delle religioni. Approccio problematico: idea religione confessionale, cioè una religione corrisponde ad una precisa identità e richiede una precisa affiliazione ad un gruppo definito. Le religioni cinese e non solo però sono differenti da questa prospettiva, studi religiosi: approccio si basa sulla centralità delle dottrine, dei testi canonici le ‘religioni del mondo ’ come sistemi coerenti sono state inventate, si tratta si costruzioni di sistemi coerenti apparsi in un determinato momento storico inizio modernizzazione, colonialismo, etc sociologia delle religioni: come interagiscono le religioni con la società? Max weber parlava del grande tema socioeconomico della secolarizzazione Predire una serie di risultati partendo da determinate condizioni, particolarmente interessante per lo stato. Ovviamente questo approccio è di difficile applicazione sulle religioni cinesi, perché anche questa disciplina si basa su religioni confessionali e di tipo esclusivo. Un'altra disciplina che ha particolare rilevanza nello studio delle religioni è Scienze politiche, tradizionalmente si tratta di studi poco sviluppati basati sulla secolarizzazione delle istituzioni:  distinzione pubblico e privato tipica domanda: come votano i membri di una certa religione? Come riconoscere e controllare una radicalizzazione religiosa? Il pericolo è quello di dare per default la risposta, il comportamento di alcuni gruppi religiosi. Differenza tra diverse discipline: dati quantitativi scienze politiche, statistica, sociologia testi e dottrine studi religiosi, teologia, filosofia, esegesi due discipline più flessibili sono: antropologia e storia delle religioni

storia delle religioni: le religioni vengono studiate come fenomeni storici come si sono sviluppate le religioni? Come sono cambiate le divinità nel corso del tempo? Uso massiccio di documenti, testi e materiali che serve a comprendere la teoria ma anche la modalità con cui in quel periodo storico si viveva la religione. Approccio dell’Antropologia delle religioniparte direttamente dagli antropologi, che si ponevano un dubbio, in epoca coloniale, di come si governavano le colonie. Nasce dalla necessità di governare le colonie. Gli antropologi erano consiglieri, dovevano imparare le esigenze di gruppi molto diversi da ‘loro’. Questo comportò il fatto che venne a formarsi all’interno di questo approccio un tipo di comprensione ‘emico’ e osservazione partecipativa. L’antropologia punta in modo decisivo al confronto, costante discussione metodologica e con situazioni concrete. 5 MODALITA’ DI PRATICA RELIGIOSA RILEVATA DA A. CHAU IN CINA (approccio molto elastico che potrebbe essere applicato anche in occidente (proselitismo,))  discorsivo/scritturale composizione e uso di testi commentari. Grandi tradizioni (elitècanoni) Vs piccole tradizioni (fasce pop. meno importanti) o esemp i: compilazione, testi, sviluppare discorsi, predicare, leggere, discutere, dibattere, tradurre, commentare testi sacri, cercare testi- tesoro (buddhismo tibetano). o Prodotti : testi singoli, canoni (confuciano, daoista, buddhista): daodejing, koan bibbia, liturgia della parola, catechismo  personale- cura di séatti che presuppongono un interesse duraturo della cura di sé (idea Foucaultiana di tecnologia di sé o esempi : meditazione, esercizi, recitazione testi, qigong, preghiere individuali, forma più semplice: recita namu amida butsu (‘onore al dio Amida’)nenbutsu 念仏 meditazione, confessione, yoga, non mangiare carne  Liturgico rituali elaborati (che richiedono alta specializzazione e conoscenza esoterica, segreta , conoscenza che viene passata da maestro-allievo attraverso un’iniziazione, richiedono impegno costante, sono costosi e non alla portata di tutti)

La differenza fondamentale tra le religioni è che hanno un modo di vivere la religione come pratiche sganciate, sono da separare da quelle religioni che invece hanno una struttura confessionale. Organizzazioni religioni ben delineate affiancate a credi popolari non delineabili. Anche in Giappone l’idea di struttura confessionale ha attecchito maggiormente dall’epoca moderna in poi ** lo shintō non è la religione autoctona. I dati sono falsati, anche perché i giapponesi non dichiarano la propria religione ma solo quella a ci è affiliata la propria famiglia, tramite un sistema di registrazione delle famiglie presso i templi che risale all’epoca Edo. festa dei morti (OBON), Omairi sono feste relativamente religiose. Sono un costume, una tradizione molto sentita. Non serve essere affiliati ad una determinata religione per prendere parte a queste feste. Notiamo anche che in questo grafico mancano gli ‘atei’. Approccio: pratico, alternativa a quello quantitativo e dottrinale, approccio che è impegnato a dimostrare la situazione religiosa in Cina in modo più convincente; le varie modalità di pratica entrano in competizione: esempio modalità di pratica di testo può entrare in competizione con la pratica relazionale, come pure possiamo trovare una competizione nella medesima modalità (pratica del testo x, con pratica del testo y, competizione tra i fornitori di servizi religiosi, per attirare clienti (tipo di modello vicino a quello del mercato). Parlare di denominazioni non è sufficiente: taoismo, buddhismo, islam non aiutano a comprendere le religioni come sono vissute in Cina. Obiezione: perché diciamo che non sono categorie rappresentative se i commentatori cinesi e il governo spiegano le religioni cinesi in quel modo Le connessioni culturali sono complicate e operano in modo contorto.  effetti colonialismo e orientalismo, tradizioni inventate moderne, stati nazione alterano il loro passato modificando la percezione che abbiamo del passato e anche il presente. 43.21%^ 51.23% 0.97%4.59%

affiliazioni religiose(2012)

shinto e relativi buddhismo e relativi cristianesimo altri

Le élites politiche e religioni hanno interessi nel costruire idee definite di buddhismo, daoismo e cristianesimo in modo da costruire dei bauli, utile al controllo dello stato. Lo stesso concetto di pluralismo religioso (diversità), concetto fondamentale nelle democrazie liberali, è basato su un’idea di identità religiosa forte, su una differenza sostanziale tra le diverse denominazioni religione (forte identità religiosa). L’assunzione del pluralismo ci impedisce di capire la situazione in Cina. Il pluralismo è un valore soltanto se non diventa a sua volta un ostacolo nel capire la situazione della religione. non è utile Il pluralismo religioso e il dialogo religioso favoriscono una specifica modalità religiosa modalità discorsiva delle religioni , che punta alla dimensione del testo. Le autorità cinesi puntano a una forma denominazionale di definizione della religione, in realtà silenziano le pratiche religiose, che altrimenti sarebbero poco definibili, controllabili da parte dello stato. Esempi: caso associazione taoista ‘Quanzhen’, sembra essere in grado di una migliore capacità retorica, e quindi sembra più religiosa dei ritualisti Zhengyi, questo fa sì che abbia più potere di contrattazione all’interno dello stato. Allo stesso modo il buddhismo confessionale ha più potere rispetto al taoismo nello sviluppare discorsi. La Cina è troppo complessa per l’dea di pluralismo religioso, questa idea che noi distilliamo a partire da una precisa situazione: Le religioni in Cina sono perlopiù non denominazionali, l’indeterminazione rende le pratiche non esclusiviste. Le pratiche religiose in Cina sono l’elemento principale. () Il pluralismo religioso e il dialogo interreligiosa rispettano le religioni cinesi? No, perché il dialogo risponde a una logica dottrinale, che non si adatta alle religioni basate sulle pratiche. Il focus sulle pratiche religiose mette in discussione da un punto di vista politico e filosofico, le modalità con cui gli stati nazione hanno sviluppato discorsi di coerenza interna e di mobilitazione del consenso. Le nazioni si barricano dietro paradigmi con i quali si pensano le nazioni. Esempi:  paradigma religioso cognitivista: pensare che le religioni sono teorie che si devono conoscere;

Il buddhismo arriva in periodo Han Tra la dinastia Zhou e Qin si colloca il pensiero cinese classico Come possiamo avvicinare il pensiero cinese classico? Approccio tradizionale: confucianesimo- daoismo- maoismo- legismo In effetti non vi erano una serie di scuole, prima della dinastia. Han non venivano usati questi termini, sono le élite della dinastie Han che determinano questi box, categorie. In epoca moderna possiamo tentare un approccio di tipo critico. Approccio critico:  le def. Sono moderne  non c’erano religioni/filosofie precise e distinte.  I testi erano misti e non erano mai scritti da un autore. Cosa possiamo aspettarci dal pensiero cinese? Il pensiero cinese moderno è molto complesso rispetto a quello di 50 anni fa e probabilmente lo sarà altrettanto tra 50 anni. Laozi e zhuangzi non erano testi taoisti, sono stati catalogati in questo modo solo a posteriore. Anche la parola <> è una parola moderna, che all’epoca non esisteva, si parlava di ‘ru’ (letterato). I testi della Cina pre-HAN sono molto differenti: scritti in listarelle di bambù, tenute insieme da corde , scoperte nel 1993 a Guodian In effetti anche in Giappone il carattere usato come classificatore per i libri è 冊(ふ み).

Questo significa che c’è una grande differenza sul modo in cui noi oggi costruiamo il nostro pensiero relazione fra supporto e parola: libri stampati, e-book, pergamene, tomi, listarelle. Questi supporti fisici sono influenzati. I TESTI NELLA CINA PRE-HAN Es. Daodejing testo presumibilmente politico, con risvolti filosofici (doveva educare il principe), fluidità di argomenti. I testi non erano pensati per una struttura astratta, ma servivano per la pratica: riti, pratiche personali, corredi funebri. I testi avevano uno specifico potere. IDEA DI <> IN ARISTOTELE Tipi di opposizione esempi Livello di opposizione correlativi Padre e figlio Doppio e mezzo Minimo: gli opposti si applicano a vicenda contrari Bianco e nero Privazione e possesso Cecità e vista contradditori <<sono seduto/non sono seduto>> Massimo: gli opposti sono inconciliabili Il pensiero classico cinese tende a considerare soprattutto la dimensione dei correlativi, sono considerati più importanti, perché fanno poco uso di categorie dualistiche, vi è piuttosto una tendenza al poloralismo. GLI OPPOSTI CORRELATIVI NEL DAO 陰 陽 Immagine molto chiara, ci sono due forme sinuose, e si tratta si una forma pensata in movimento, una specie di circolarità. Questi opposti sono correlativi, cioè non possono darsi senza l’altro. I bottoncini nel momento di massima forza, indica il seme da cui partirà, dopo la massima forza, a svilupparsi la parte nera/bianca. Ying e Yang sono correlativi, yin 雲 (idea) si richiama alla concezione della nuvola indica momento della contrazione, yang 日 è la dimensione della luce quindi dell’espansione. Es. la respirazione

calore= energia(Vapore+riso)flusso energetico costante che pervade tutto ciò che noi vediamo. Non vi è una grande distinzione tra umano, animale, inanimato. Unità profonda tra macrocosmo e microcosmo, allo stesso modo non c’è distinzione tra mente e corpo. Relazione di tutte le cose fra loro. Anche Mencio, pensatore della scuola Ru, pensa ad un’etica fisiologica. Vuol dire che non abbiamo una dimensione interiore contrapposta ad una dimensione corporea, materiale. Il nostro corpo ci porta ad avere un certo tipo di orientamento etico. DINAMISMO, NON STATICITA’ 中 pittogramma: freccia che colpisce il bersaglioefficacia (per Confucio quando adempiamo ai riti, abbiamo raggiunto l’obiettivo= virtù dinamica Cogliere il momento giusto. IL DAOISMO Molto importante per capire il pensiero antico cinese. PROBLEMA: COME NOI COMPRENDIAMO UNA RELIGIONE (importanza al testo, ortodossia, unità di pensiero, fondatore, autorità, scuole) Il daoismo pre-Han è una religione/ filosofia (distinzione moderna), forma di pensiero che non rientra in nessuna delle indicazioni che colleghiamo all’idea di religione:non c’è un fondatore storicofondatore miticoi testi non sono omogenei;non esisteva una struttura religiosa;non esisteva l’idea di monachesimo;mancava la parola stessa ‘daoismo’ indicazioni storiche generali (pre buddhista) in cui si svilupparono i primi testi, successivamente chiamati ‘testi daoisti’:

  • dinastia Zhou (770-221 a.c): crisi dinastia a causa di contrasti interni per la successione
  • 771-481 A.C: Chunqiu (epoche delle primavere e autunni- Confucio)
  • 480-221 A.C: periodo Zhanguo (epoca stati combattenti) – epoca di tutti contro tutti che terminerà con la riunificazione della Cina sotto l’imperatore Giallo (persecuzioni) Nel frattempo, fioriscono tante scuole, chiamate ‘le cento scuole’ ’ Baijia’  grande vivacità della situazione, frammentata del discorso politico/etico Il pensiero daoista è complicato da definire: È una parola creata a posterior i, per mettere insieme testi e correnti che erano molto diverse fra loro. Fangshi = alchimisti, medici, agopuntori, divinatori che puntavano alla ricerca dell’immortalità. Il Zhuangzi era considerato addirittura marginale, è stato riconsiderato solo dopo l’arrivo del Buddhismo (oltre 500 anni dopo la sua composizione). PENSATORI STORIA CINESE Gli storici di epoca Han (206 AC-220DC): SIMA TAN (165-110AC) e SIMA QIAN (145- 86AC) hanno deciso di chiamare il ‘daoismo’ al fine di fare il punto, dei raggruppamenti per ricostruire quello che si sapeva del pensiero antico, dopo la distruzione dell’imperatore giallo. Gli storici compilano lo Shiji. Prima degli Han non esistevano parole come ‘daoismo’, i testi non erano pensati come unica corrente. La distinzione tra filosofia daoista (DAOJIA) e religione daoista (DAOJIAO) è MODERNA. Questa differenza non ha ragione di esistere, e evidenziare questa religione andrebbe contro l’idea che non si può parlare di religioni cinesi facendo una distinzione tra teoria e pratica. Il ritrovamento di listarelle di bambù nelle tombe ha messo in discussione il modo in cui oggi interpretiamo il pensiero cinese, creando confusione l’idea dell’antica cultura cinese sta cambiando radicalmente. Che relazioni ci sono fra LAOZI E IL ZHUANGZI? POCHE

ci sono episodi all’interno del zhuangzi che richiamano questa pratica: essere tutt’uno con il gesto, perfetta coscienza (SHEN), come se uno spirito lo possedesse. LAOZI invece molto probabilmente è un mito (secondo la leggenda è un contemporaneo di Confucio, lascia la Cina perché disgustato dalla situazione e prima di uscire per raggiungere l’occidente, la guardia gli avrebbe chiesto di scrivere una summa di UN TEXTUS RECEPTUS dal I secolo A.C, la versione più o meno definitiva risale al III sec. DC, a cura di WANG BI (INTERPRETAZIONE METAFISICA DEL TESTO). MA sono state ritrovate altre copie:  TOMBA DI MAWANGDUI (1972-73) testo del III sec;  TOMBA A GUODIAN (1993): listarelle risalenti al IV sec A.C (si tratta di un testo differente, in poesia, testo molto oscuro, forse un testo oggetto di una tradizione orale, mancano nomi e indicazioni di periodi questo testo richiede una ‘chiave di lettura’) Il LAOZI è pensato come manuale di ispirazione politica. TEMI (in linea con l’esigenza degli Stati combattenti 480-221 A.C):  TESTO politico (arte del buon governo)  Principi di condotta individuali  Ricerca di metodi di lunga vita Manca la lettura metafisica. --> dovremo aspettare il III sec con la scuola del mistero di WANG BI. RICETTA POLITICA DEL LAOZI Rivolta contro la spirale di violenza. Attraverso il non-agire, la non-azione possiamo liberarci della violenza. INVERSIONI DEL LAOZI INVERSIONE DELLA MENTALITA’ COMUNE Sensazione di obiettiva confusione, lo scopo dei paradossi è proprio quello di sovvertire la mentalità comune , non quella occidentale, ma la mentalità comune degli esseri umani. Questo atteggiamento sconcertò i lettori. Non si tratta solo di una provocazione, ma di una riflessione sul tema della forza. Il potere/la forza è pericoloso, perché possono ritorcersi contro chi li usa. Per questo motivo piuttosto che usare la forza, è meglio usare la forza che la controparte ci manda e

restituirgliela. In modo da non esserci sbilanciati e allo stesso tempo avremo restituito la violenza che l’altro voleva fare su di noi. Cedere alla forza dell’altro non è soccombere, ma una vittoria facendo cadere l’altro con l’uso della sua stessa forza. Dobbiamo tornare ad essere deboli come i bambini. Il saggio è colui che si pone nel punto più basso perché sa già che sarà raggiunto dagli altri dopo che avranno sperperato tutto quello che avevano guadagnato adeguamento al principio naturale del dao. (utilizzo del dao in contesto politico) Metafora dell’acqua : flusso che scorre inesorabilmente verso il basso, come la saggezza è bene che tenda ad andare verso il punto più basso. Non andare contro la corrente del dao. Dobbiamo assecondare la corrente del dao in modo da avvantaggiare la propria situazione. L’essere umano deve seguire il flusso del dao. Il dao è inesauribile come l’acqua. L’acqua è adattabile, trasparente, non ha una forma precisa. Dal punto di vista politico il Laozi è molto interessante: <<…Ecco il governo del saggio:/ egli vuota i cuori e la lor pancia riempie, la volontà fiacca e le ossa rafforza;/ sempre vuole che il popolo non intende e non desideri. /…

Laozi 3,4- «Patiscono, gli uomini, la fame/ per l’esoso tributo in grano che (i governanti) sottraggono:/ la fame, per questo, patiscono. / Le genti sono ingovernabili, / perché i loro superiori fin troppo s’adoprano:/ per questo sono ingovernabili. / Il popolo incurante è della morte, / perché (c’è chi) agogna, nel viver, lusso e agi:/ per questo è incurante della morte. / È proprio facendo nulla per la vita/ che, saggiamente, maggior valor le diamo» (Laozi 75, 1-11, p. 81). Il desiderio + fame porta alle ribellioni= ingovernabilità WUWEI (無為) è un agire non agendo, intervenire in forma indiretta. CONFUCIO La figura di Confucio è importantissima per il pensiero cinese classico. Il pensiero cinese classico è tutt’oggi importante

Vaso rituale nella carne Pensiero occidentale: forma non è importante, conta il contenuto Pensiero confuciano: la forma è sostanza; è ciò che ci rende diversi dai ‘barbari’ valore trasformativo La forma trasforma quello che noi siamo. I comportamenti si attaccano a noi, e dall’esterno compenetrano dentro di noi (idea di habitus: Pierre Bourdieu) ‘Culto della presentazione’ ha risvolti commerciali ma dice molto anche delle relazioni umane, del modo in cui ti relazioni con l’altro. Le forme 型 (kata), molto diffusi nelle arti marziali asiatiche, sono modi stilizzati di immaginare un combattimento, si tratta cioè di un modo per incarnare uno stile. Diventano parte del corpo. Apprendere una forma non vuol dire conoscere a memoria ma diventare quella forma. La forma deve essere nuovamente viva dentro di noi, deve esprimersi attraverso il nostro corpo. **Importanza della forma I riti sono la parte formalizzata del comportamento umano. Ha anche una forma estetica L’individuo attraverso i riti impara il senso etico che si manifesta attraverso i riti. L’etica è la parte non formalizzata del comportamento umano, mentre il rito è la parte formalizzata. ** ci sono cose che non rientrano all’interno dei riti, ecco che interviene l’etica. Il rito prescrive che ci si debba comportare in un certo modo, l’etica interviene nel momento in cui l’individuo non si trova d’avanti ad una situazione determinata, in quel momento scatta un meccanismo, un orientamento generale interpretando la situazione sulla base della sua conoscenza dei riti. Il rapporto riti/etica è simile all’idea di struttura strutturata/strutturante di P .Bourdieu. Entrambi i concetti parlano di un cambiamento che avviene dall’esterno vs l’interno. Idea che da struttura strutturata(passiva) diventa struttura strutturante (attiva). L’habitus è insieme di disposizioni interiorizzate che si relazionano con la forma, rendendo l’individuo più capace (allievo-maestro), orienta/ ispira il comportamento dell’individuo.

La forma trasforma l’essere umano. Le virtù più importanti:  pietà filiale(xiao): atteggiamento di deferenza, apprensivo per il padre;  benevolenza o umanità(ren): atteggiamento di attenzione che il sovrano ha rispetto al suddito non si tratta di relazioni paritarie, tutte le relazioni sono verticali. Queste Relazioni hanno valore etico e politico. Potrebbero venire in conflitto un altro aspetto interessante riguarda la spiegazione del carattere ‘仁 ’ uomo + due =relazione necessaria per l’essere umano. Particolarmente importante nel pensiero classico: corrispondenza 1:1 tra carattere/significato. Altre virtù:  senso del giusto (yi ‘義’: ciò che è giusto fare in quel momento)  sincerità (xin ‘信’): uomo che non è diverso dal parlare l’uomo di valore o uomo nobile ‘君子’ è colui che incarna queste virtù (junzi) il sovrano deve essere un ‘junzi’, il suo potere deve essere benevolo e muovere gli altri non attraverso l’imposizione di una forza ma attraverso il fascino che emana, in quanto incarnazione dei riti. Colui che incarna il cerimoniale attira i sudditi. Il de ‘徳 ’ (carisma, potenza) come wuwei ‘無爲’(confuciano). Una potenza che non è potere. (=carisma= consente all’imperatore di muovere le persone ) idea di potere in Foucault idea di potere, che incorpora il corpo, lo educa, lo disciplina (non lo nega ma lo ingloba)un potere che è anche positivo idea di microfisica del potere (=idea confuciana) WUWEI secondo Confucio significa indurre gli altri tramite il proprio magnetismo personale (carisma) senza fare noi (iumperatore) direttamente. In epoca Han (136 A.C) – come si è formato il canone confuciano (tutto ciò che veniva considerato essenziale per la vita dell’uomo)

  1. 易經 (周易) Yijing (Zhouyi) Libro dei mutamenti (strumento per mettere a fuoco i propri pensieri)
  2. 尚書 (書經) Shangshu (Shujing) Libro dei documenti (storia)
  3. 詩經 (毛詩) Shijing (Maoshi) Libro delle odi (poesia)
  4. 禮記 Liji Libro dei riti (etichetta)