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Le tradizioni inventate e il Buddhismo in Cina e Giappone - Prof. Cestari, Sbobinature di Filosofie Orientali

Il concetto di 'tradizioni inventate' in relazione al buddhismo in cina e giappone. Viene discusso come il buddhismo abbia influenzato la cultura e la lingua di questi paesi, con particolare attenzione alle scuole tiantai (tendai) e della terra pura. Vengono inoltre analizzate le dinamiche di trasmissione e normalizzazione delle diverse correnti buddhiste, mettendo in luce come molte 'tradizioni' siano in realtà il risultato di ricostruzioni storiche parziali. Uno sguardo critico sulle nozioni di tradizione, modernità e nazione, sottolineando come queste siano spesso costruzioni retoriche volte a nutrire lo spirito nazionale. Complessivamente, il documento fornisce una prospettiva approfondita sulla complessa interazione tra buddhismo, cultura e identità nazionale in cina e giappone.

Tipologia: Sbobinature

2019/2020

Caricato il 15/07/2024

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marta-farina-9 🇮🇹

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Refilao
NAZIONI MODERNE
Tuccari, La Nazione: nonostante sia stato scritto anni fa è ancora molto valido per quanto
riguarda gli aspetti teorici e il dibattito storiograf
Il tema della Nazione è un oggetto importante x la storia moderna e DIFFICILMENTE
DEFINIBILE, facilmente fraintendibile, proprio perché sono state dette molte cose a
riguardo. da questo pov è importante il parere del filosofo DE MAISTRE, il quale nel 1796
diceva che “Nazione è una grande parola, di estrema comodità, giacché se ne fa quel che si
vuole”. Come molti altri termini, nazione è un termine ambiguo, per cui dobbiamo definirlo.
COS’E’ UNA NAZIONE?
Questo è già complicato, perché ci sono molti fattori che concorrono a questa def e molto
spesso una nazione risulta come CONSEGUENZA DI UN’UNICA CIRCOSTANZA
(circostanze uniche, non abbiamo quasi mai una situa in cui 2 nazioni sono eguali), ma ci
sono molte somiglianze che rendono le nazioni orientabili all’interno di certi parametri.
Bisogna anche differenziare tra 2 termini: STATO E NAZIONE. Mentre lo STATO è una
struttura territoriale, amministrativa e di governo, la NAZIONE ha qualcosa di diverso, in più,
perché è una COMUNITA’ DI INDIVIDUI coscienti di avere alcune caratteristiche particolari
per cui cercano e spesso ottengono una sovranità politica e un’autonomia culturale e storica.
INDIVIDUALITA’ STORICA DELLE NAZIONI
MEINECKE: ogni nazione presenta sempre dei lati completamente individuale e suoi propri
VOESSLER: ogni nazione ha il proprio concetto di nazione, ben distinto da ogni altro.
Questo senso nazionale non rimane uguale, ma cambia nel tempo. In più non esiste IL
senso nazionale che valga per tutti i popoli, ma ne esistono diversi perché ogni nazione ha il
suo.
Ma se tutte le nazioni sono singolari, è possibile una TEORIA GENERALE DELLE
NAZIONI?
Secondo RENAN (francese) è possibile, tant’è che la NATURA COMUNE delle nazioni può
essere definita come una COSCIENZA NAZIONALE, una specifica volontà di essere
nazione. Quest’idea, di nazione come spirito nazionale/coscienza, non rappresenterebbe
però un fattore OGGETTIVO, ma qualcosa di SOGGETTIVO (ambito psicolog, sociale, ecc),
chiamato da Renan un <<PLEBISCITO DI TUTTI I GIORNI>>, come se noi ogni mattina
decidessimo di essere italiani o tedeschi.
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Refilao NAZIONI MODERNE Tuccari, La Nazione: nonostante sia stato scritto anni fa è ancora molto valido per quanto riguarda gli aspetti teorici e il dibattito storiograf Il tema della Nazione è un oggetto importante x la storia moderna e DIFFICILMENTE DEFINIBILE, facilmente fraintendibile, proprio perché sono state dette molte cose a riguardo. da questo pov è importante il parere del filosofo DE MAISTRE, il quale nel 1796 diceva che “Nazione è una grande parola, di estrema comodità, giacché se ne fa quel che si vuole”. Come molti altri termini, nazione è un termine ambiguo, per cui dobbiamo definirlo. COS’E’ UNA NAZIONE? Questo è già complicato, perché ci sono molti fattori che concorrono a questa def e molto spesso una nazione risulta come CONSEGUENZA DI UN’UNICA CIRCOSTANZA (circostanze uniche, non abbiamo quasi mai una situa in cui 2 nazioni sono eguali), ma ci sono molte somiglianze che rendono le nazioni orientabili all’interno di certi parametri. Bisogna anche differenziare tra 2 termini: STATO E NAZIONE. Mentre lo STATO è una struttura territoriale, amministrativa e di governo, la NAZIONE ha qualcosa di diverso, in più, perché è una COMUNITA’ DI INDIVIDUI coscienti di avere alcune caratteristiche particolari per cui cercano e spesso ottengono una sovranità politica e un’autonomia culturale e storica. INDIVIDUALITA’ STORICA DELLE NAZIONI MEINECKE: ogni nazione presenta sempre dei lati completamente individuale e suoi propri VOESSLER: ogni nazione ha il proprio concetto di nazione, ben distinto da ogni altro. Questo senso nazionale non rimane uguale, ma cambia nel tempo. In più non esiste IL senso nazionale che valga per tutti i popoli, ma ne esistono diversi perché ogni nazione ha il suo. Ma se tutte le nazioni sono singolari, è possibile una TEORIA GENERALE DELLE NAZIONI? Secondo RENAN (francese) è possibile, tant’è che la NATURA COMUNE delle nazioni può essere definita come una COSCIENZA NAZIONALE, una specifica volontà di essere nazione. Quest’idea, di nazione come spirito nazionale/coscienza, non rappresenterebbe però un fattore OGGETTIVO, ma qualcosa di SOGGETTIVO (ambito psicolog, sociale, ecc), chiamato da Renan un <>, come se noi ogni mattina decidessimo di essere italiani o tedeschi.

Questo fattore soggettivo è legato al popolo, sembrerebbe essere l’unica cosa che le nazioni hanno in comune, cioè le nazioni possono cambiare fattori oggettivi (lingua o istituz pol), ma deve esserci una cosa assolutamente presente, il fattore soggettivo (VOLONTA’ DI ESSERE NAZIONE → es emblematico: Svizzera, perché fin dall’inizio decise di essere un “unico popolo di fratelli”). Quali sono i FATTORI OGGETTIVI (ruolo secondario risp al fattore sogg)? Rappresentano dei PRINCIPI DI STRUTTURA DELLE NAZIONI, cioè sono elementi che strutturano l’ossatura delle nazioni quando esse sono formate. Sono di 3 tipi:

  1. NATURALI: razza, etnia, territorio, sangue
  2. CULTURALI: lingua, rel, cult, ecc
  3. POLITICI: istituz pol, storia pol comune Sono molto importanti in un 2° momento, cioè come aspetti che aiutano a cementare la volontà di essere nazione, rappresentando elementi che vengono riorganizzati dalle IDEOLOGIE, i quali li ordinano e reinterpretano per creare un tutto coerente con l’immagine che vogliono dare della nazione. I fattori NATURALI sono quelli che hanno a che vedere con la consanguineità, la razza e il territorio. Nazione vista come “Terra dei padri” a cui si appartiene per nascita a causa dell’obbedienza alla legge della stirpe (francesi). La Germania è stata l’esempio più lampante dell'unità della nazione attorno a fattori naturali. Hitler parla della nazione rappresentata dal sangue, non dalla lingua. Fattori CULTURALI, molto importanti in Italia. Herder ha posto l’accento sulla lingua come deposito delle ricchezze spirituali del popolo, mentre Fichte dice che “Dove c’è una lingua c’è una nazione”. Sono legati alla lingua, ma anche ad altre questioni, come le trad, la rel, memorie comuni, ecc. Fattori POLITICI: la nazione è il POPOLO, un corpo di associati che vive sotto una legge comune e rappresentato dalla stessa legislatura. Questo rappresenta il criterio politico per eccellenza alla base della dichiarazione dei Diritti dell’uomo e della costituzione della Rep Francese nel 1700. Un tipico caso di nazione con prevalenza di fattori politici sono gli US in cui il patriottismo costituzionale rende gli USA una realtà statale e nazionale diversa dagli UK, anche se il patrimonio cult è simile Di solito le nazioni tendono a fare una mescolanza di questi fattori. E’ raro avere delle nazioni che insistono esclusivamente su uno di questi (es: Manzoni nell’ode Marzo 1821 sull’Italia dice <<Una d’arme, di lingua, d’altare di memorie, di sangue e di cor>>). C’è una differenza notevole fra nazioni che si basano su fattori pol e nazioni che si basano su fattori nat: questi fattori influenzano i meccanismi di INCLUSIONE ED ESCLUSIONE POLITICA SOCIALE, cioè a seconda delle nazoni si danno diverse forme di inclusione e/o

I tre tipi di fattori oggettivi (nat, pol e cult) non spiegano come si arrivi alla formazione della naz. Bisogna trovare un’IDEA TRADIZIONALE che spieghi come si sono formate: di solito si pensa che la naz si sia formata attraverso le cose che I POPOLI HANNO IN COMUNE (fattori ogg), per cui si pensa che se un popolo parla la stessa lingua e ha delle radici cult comuni, allora si formi la nazione, ma in realtà questa non è la CONCEZIONE CRITICA di come si sono formate. Secondo la CONCEZ CRITICA, questo sviluppo è molto più complesso. I fattori comuni (apparentemente così importanti x la formaz della naz) sono stati di fatto DECISI E AGGIUSTATI A POSTERIORI DALLE ELITE CULT E POL. Pensiamo alla frase di D’Azeglio, secondo il quale <<Fatta l’Italia, dobbiamo fare gli italiani>> → gli italiani non erano coscienti di esserlo. Si è dovuti passare dalla formazione dello Stato italiano, alla formazione della nazione ita. Un concetto simile è anche in MAX WEBER, che dice che i concetti di tipo ETNICO (sangue, etnia, ecc) sono COSTRUITI E SUSCITATI ARTIFICIALM DA COMUNITA’ POLITICHE consolidate z produrre condotte solidali più intense, cioè per orientare meglio il comportamento della gente. Anche WALKER CONNOR, nel suo libro ETHNONATIONALISM sottolinea che la naz è un gruppo di per che sente di essere apparentato ancestralmente, percorso da un senso di consanguineità e basato su un mito di origine comune, allo scopo di attivare una vibraz psico di massa fondata su un senso intuitivo di consanguineità. L’oggettività del gruppo naz viene costruita a posteriori, mentre in un primo momento c’è questo aspetto di sensazione, di sentimento, di coscienza, soggettivo LE NAZIONI CULTURALI VENGONO PRIMA O DOPO GLI STATI NAZIONALI? In che rel stanno le naz cult con gli stati naz? Nelle nazioni territoriali questa cosa è abbastanza chiara: Uk e Francia si sono formate come entità statali molto definite. Successivamente a queste, gli stati hanno determinato/formato anche delle nazioni quando sono entrate pienamente nella modernità, ma nel caso delle naz CULT come Ger e Ita (nazioni + recenti che non avevano entità statali precise alle spalle) la situa è abbastanza simile, perché anche Ger e Ita hanno dovuto prima formare Stati e poi nazioni in senso compiuto. Possiamo rispondere alla domanda dicendo che gli stati del 19°/20° secolo nazionalizzano le masse, rendendo la popolaz unificata intorno a IDENTITA’ NAZ. In questo modo si creano NAZ CULT (dopo creazione stati nazionali). COME AVVIENE LA NAZIONALIZZAZIONE?

Le naz cult come PRODOTTO, non origine, come si formano? Si formano attraverso dei fenomeni importanti per la formaz degli stati moderni, cioè la SCUOLA e le politiche di alfabetizzazione hanno determinato un elemento fondamentale per la formaz delle masse naz, il SERVIZIO MILITARE (e gli ospedali), l’ESTENSIONE DEL DIRITTO DI VOTO e le IDEOLOGIE NAZIONALISTE, un punto determinante perché permettono agli studiosi di agire in forma più incisiva sulla popolazione. Nel caso specifico, quali sono i fattori che hanno contribuito a determinare l’emergere degli stati-nazione?

  1. Distruzione delle società agricole e cetuali e INDUSTRIALIZZAZIONE: le società agricole e cetuali sono le società agricole in cui le classi dominanti erano le classi nobiliari, improduttive e che campavano grazie alle rendite dei possedimenti terr. Con l’industr questa società agricola si è sfaldata ed è emersa una realtà legata alla PRODUZIONE
  2. SOVRANITA’ POPOLARE E GOVERNO DEMOCRATICO: in precedenza, gli Stati erano governati da dinastie o oligarchie, mentre con l’avvento dell’idea di sovranità popolare e del governo democratico, si ha un cambiamento radicale nella modalità di pensare le forme di potere istituzionale. Ecco che emerge l’idea di un autogoverno e di un’autodeterminazione dei popoli.
  3. AFFERMAZIONE DELL’IDEA DI NAZIONE: comincia a emergere a partire dalle varie ideologie nazionaliste che emergono tra gli intellettuali del tempo NAZIONI ANTICHE E MODERNE Le nazioni ANTICHE (comunità spirituali, non stati) erano naz con IDENTITA’ NAZ deboli, intermittenti e limitate ai ceti intell e politici. Solo le classi elevate avevano un’eventuale coscienza di un’identità nazionale (potevano non averla oppure era debole). Erano anche naz POLITICAMENTE INERTI, perché il centro del potere non era il popolo, ma le aristocrazie/dinastie, per cui vengono chiamate dagli studiosi naz VEGETATIVE, incoscienti o semi-coscienti. Al contrario, le naz MODERNE si presentano con IDENTITÀ NAZ forti, diffuse su tutta la popolaz. Si può parlare in questo casi di NAZ SOVRANE, con un autogoverno popolare e un’autodeterminazione nazionale, che le rendono nazioni COSCIENTI. ERNEST RENAN Nel suo libro <<Che cos’è una nazione?>> del 1882, sostiene che la naz sia un PRINCIPIO SPIRITUALE, un principio soggettivo, non basato su fattori oggettivi (cult, pol e nat), ma su un’idea soggett, spirituale e ideologica. Questa idea di renan è stata interpretata in 2 modi: a) versione MODERNISTICA: la vede come una modalità legata ad un’idea che ha plasmato le nazionalità

NAZIONALISMO

Si tratta di una parola ambigua, che può significare tante cose anche contraddittorie. Si può parlare di nazionalismo come di:

  1. PROCESSO DI FORMAZIONE degli stati nazionali
  2. INSIEME DI IDEE, TEORIE E PRATICHE che affermano il valore di una nazione
  3. MOVIMENTI che sulla base di queste teorie formano uno stato nazione
  4. SENTIMENTO DI APPARTENENZA ad una nazione Com’è stato inteso il nazionalismo dal pov politico? E’ stato inteso in 2 modi, un modo PROGRESSIVO e uno REAZIONARIO. In senso PROGRESSISTA, diciamo che il nazionalismo può stare alla base dei MOVIMENTI DI LIBERAZIONE nazionale, come può presentarsi anche sotto forma di ANTI- IMPERIALISMO (x le nazioni non-europee). E’ stato anche collegato ai PARTITI RIVOLUZIONARI DI SINISTRA. In senso REAZIONARIO, indica i DISEGNI DI OPPRESSIONE E CONQUISTA, l’IMPERIALISMO (x nazioni europee, mentre ha un sign div se si parla di non europee) e viene collegato ai PARTITI REAZIONARI DI DESTRA. In un contesto del genere, il nazionalismo può avere 2 significati: uno NEGATIVO e peggiorativo, spesso adottato dalla storiografia e dagli studiosi dell’europa continentale, e uno NEUTRO, adottato dagli anglosassoni. In senso negativo, si è parlato di grettezza nazionale, egoismo nazionale o di una <<forma patologica e degenerata di un legittimo sentimento di nazionalità>> (Mazzini). Mazzini faceva una distinzione tra esprit de nationalité e esprit de nationalism, con la nazionalità (giusto patriottismo) contrapposta al nazionalismo (degenerazione). Dal pov neutro, HAYES l’ha definito sia nelle sue accezioni pos che neg per definire l’INSIEME DELLE IDEE LEGATE ALLA NAZIONE. Non solo, indica anche tutti quei FENOMENI ETEROGENEI legati allo stato-nazione (stati d’animo, movimenti, ecc). DEFINIZIONI DI NAZIONALISMO LEMBERG: alcune cose richiamano a teorie di studiosi prec (il risveglio dei popoli e egoismi nazionali) HOBSBAWN GELLNER

DEUTSCH: nazionalismo necessario x garantire/consentire l’integrazione sociale (diverse popolaz + diversi contesti) ALBERTINI: stato centralizzato e moderno già studiato con Foucault e legato al nazionalismo, visto come l’ideologia di questo stato. CONCLUSIONI STORIOGRAFICHE Si possono dedurre dal sign del termine Nazione. La parola nazione fino al 1870 ha avuto un sign LIBERALE E DEMOCRATICO (moti di liberazione da altre potenze), mentre dopo il 1870 le nazioni diventano fonte di IMPERIALISMO, perché non sono più nazioni che si devono formare, puntare alla liberazione, ma si tratta di stati burocratici centralizzati che vedono l’opportunità di espandere la propria potenza attraverso vere e proprie guerre di conquista (siamo nella fase successiva alla creazione Ita e Ger). Un secondo elemento/aspetto storiog riguarda le RETORICHE NAZIONALISTE/NAZIONALISTICHE che non hanno lo stesso effetto (a prescindere dalle relaz e dai fattori a cui si collegano). Hanno effetti differenti se collegate a FATTORI SOGG (es: popolo che vuole essere riconosciuto come naz → spinge verso sign LIBERALE del nazionalismo) o a FATTORI OGG (le comunità diventano rigidamente controllate in forma cosiddetta oggettiva o in forma cosiddetta naturale, ricordiamo però che la naturalizzazione di alcuni fattori delle nazioni ha comportato delle forme di dominio o schiavitù, dando origine a effetti ILLIBERALI) TRADIZIONI INVENTATE PARADOSSO DELLE TRAD DEL GIAPPONE E DELLA CINA MODERNI Sia Giappone che Cina si presentano come 2 paesi che mostrano una stretta relazione con il proprio passato. Questo implica che abbiano continuato delle pratiche antiche, delle trad cult, che sarebbero precedenti alla modernizzazione e alla base del loro successo anche economico. Alcuni studiosi/esperti di economia giappa sostengono che il Giappone sarebbe diventato una grande potenza economica grazie a questo mix positivo di condiz cult uniche e di legami con il suo passato e le sue trad. Il paradosso sta per la maggior parte nel fatto che queste trad sono MODERNE, cioè sono state sviluppate dopo la modernizzazione. La Cina si presenta allo stesso modo, con un paese con trad molto antiche, come il kung fu (trad rimaneggiata moltissimo dopo la modernizzazione), il tempio shaolin (dubbista) e il monte Wudang (trad taoista). Grazie a queste immagini abbiamo l’idea di una Cina

erano inglobate. In particolare, lo Shinto non esisteva, perché era stato inglobato dal Budd → imposizione dall’alto di una netta separazione fra kami e buddha La LINGUA giappa in realtà si presenta come qc di relativamente moderno, perché il giapponese come lingua nazionale parte dall’inizio del processo di modernizz. Dal 1868 si iniziano ad avere le prime necessità di definire una lingua veicolare, una lingua ufficiale, che si svilupperà dal 1903 al 1917. Attorno al 1917 si crea il giapponese moderno, mentre prima c’erano molti ling div a seconda delle condizioni, delle classi sociali, ecc non c'era un’unica lingua giappa. Una cosa simile si può dire del Bushido. Il codice dei Samurai rappresenta un libro che è stato composto da NITOBE INAZO (no Samurai), originariamente in inglese, con un uso diverso della parola Bushido, che ha definito il Bushido in questo modo solo nel 1800 (pubblicato nel 1900) e solo con una serie di conferenze che ha tenuto per gli STRANIERI. Questa è una nozione che nasce originariamente in inglese e che verrà IMPORTATA DI RITORNO in G, diventando una delle basi della “samuraizzazione” della società giappa, in particolare durante la fase della militarizzazione del G. Il tiro con l’arco come via spirituale è qc di ancora più improbabile, perché è a sua volta un’idea che nasce da un TEDESCO (Herrigel), il quale nel suo libro del 1948 arriva a definire il tiro con l’arco giappo come una disciplina fortemente influenzata dallo zen e che aveva una rel con le pratiche spirituali dello zen. Herrigel, intellettuale ted vicino al nazismo, affascinato dal G, scrisse questo libro che ebbe molto successo in occ, ma questo legame che trovò tra tiro dell’arco e zen è tutto INVENTATO. Non esiste nessuna rel fra i 2. Questo libro diventerà però i capostipite di tutta una serie di pubblicazioni che in vario modo hanno legato lo zen a qc altro, dalla cult giappa in generale all’arte della manutenzione della motocicletta, all’arte di mettere a posto la propria stanza (Marie Kondo), ecc. Per capire cosa sign questo insieme di trad che non sono vere trad o molto recenti, bisogna capire come mai sia stato possibile che tutte siano state definite come così antiche E’ un problema di alcuni casi specifici? O è un fenomeno generale, non limitato ad alcuni paesi specifici? Alcuni ricercatori hanno cercato di spiegare il paradosso, in particolare il libri che ha dato il via a questo tipo di ricerca sulle trad inventate è quello di Hobsbawm e Ranger del 1983. Hobsbawn e Ranger nel loro libro del 1983 problematizzano l’idea di TRADIZIONE. Queste trad in realtà sono definite come artificiali e recenti, tant’è che si sarebbero sviluppate in questo modo (dando l’idea di essere antichissime) per creare dei LEGAMI SOCIALI E POLITICI saldi. 2 sono le idee di trad che abbiamo:

  1. TRAD TEMPORALE: si oppone alla modernità; una specie di identità storica storica precedente alla modernità. La trad sarebbe una specie di concetto che renderebbe OMOGENEA LA CULT PRE-MODERNA e ancorare il presente al passato. In questo modo darebbe una sorta di sicurezza ontologica al presente, perché creerebbe quei legami morali della vita con delle strutture trad della società, cioè creano un’identità cut e storica
  1. ANTICA PRATICA: non contrapposta alla modernità, ma pratica ancora in uso oggi con carattere NORMATIVO, cioè una pratica richiesta perché la società eviti di disintegrarsi. Entrambi questi modi di intendere la trad sono dei modi POCO STORICI di presentare il prob e riproducono la contrapposizione fra moderno e pre, fra il cambiamento del moderno e la stasi del pre. Questa contrapposizione non è accidentale, ma è essenziale per stabilire e mantenere un’AUTO IMMAGINE NAZIONALE e questo avviene anche per il G. CONTRAPPOSIZIONE MOD E PRE Abbiamo detto che la contrapposiz tra mod e pre è abbastanza poco storica, ma serve per la CREAZIONE DI UN’IDENTITA’ NAZ. Il G da questo pov non è un’eccezione, anzi questo orientamento è presente in tutti i paesi moderni, in tutte le cult moderne (immagine delle ragazze con lo yukata davanti alla macchina per i biglietti del treno → sembianza di contrapposizione, ma in realtà è usuale). L’uso dei vestiti trad è un uso dettato da regole moderne e reinventato sulla base dell'esigenze moderne. VLASTOS Vlastos indica alcuni problemi che andrebbero affrontati, tipo secondo lui ci sarebbero dei problemi nell’approccio di Hobsbawm e Ranger ad alcuni temi:
  2. INVARIABILE/VARIABILE: secondo H e R, quando si parla di tradizioni bisognerebbe fare una distinzione fra TRADIZIONI (imposte dall'élite) e COSTUMI (tra la gente comune). Le trad sono normative e det dall’imposizione dall’alto, mentre i costumi appartengono alla gente comune e dunque sono più liberi e soggetti a cambiamenti. Questo non è vero, perché per quanto le trad possano essere normative, questa distinz tra elite e popolo è valida solo parzialmente, perché tutte le TRAD TENDONO A CAMBIARE, anche se controllate in forma più o meno rigida dal potere. La rigidità di una trad deve essere pensata nel contesto del POTERE, dell’egemonia
  3. INVENTATO/GENUINO: si può fare una distinzione tra trad inventate e genuine? Perché se noi pensiamo alle trad inventate, viene spontaneo chiedersi se esistano tradizioni “vere”. In realtà, TUTTE LE TRAD SONO INVENTATE, non esistono trad naturali. Sottolineare il fatto dell’invenzione serve per problematizzare il tema stesso delle trad, cioè se molte trad sono inventate in epoca moderna, allora anche la contrapp tra modernità e trad/passato è ESAGERATA, se non fuorviante. Questa distinzione che possiamo fare tra trad inventata e genuina non è corretta, anche la parola “inventato” serve a far capire che noi stiamo parlando di movimenti cult e sociali che continuano anche nella modernità e che quindi non vi è una netta

Qui possiamo trovare un’indicazione molto chiara da parte di Sakai Naoki sul peso che ha quest’idea per il G e anche la sua dipendenza dall’OPPOSIZIONE all’Occ. L’opposizione all’Occ è alla base della costruzione dell’immagine di un paese in cui trad e mod hanno trovato un punto di equilibrio. I termini chiave, quando parliamo di “invenzione della tradizione”, sono trasformazione, adattamento, omogeneizzazione, sistematizzazione, razionalizzazione, alterazione e identificazione. Tutti questi processi cambiano radicalmente il contenuto delle narrazioni e delle pratiche precedenti, per cui l’invenzione è un processo di CAMBIAMENTO a sua volta. Una trasformazione artificiosa, forzata di pratiche/discorsi precedenti. Questo è un elemento che dobbiamo tenere a mente quando parliamo delle trad inventate. I PROCESSI DI INVENZIONE Hanno luogo durante la formazione e il consolidamento degli stati nazionali. Anche G e C sono stato-nazionale a tutti gli effetti e quindi quando gli Stati-nazionali si formano e si consolidano, c’è bisogno che durante questo processo di consolidamento la popolazione si RICONOSCA in queste strutture cult, sociali e di aggregazione che uniscano i cittadini tra loro. In questo modo le trad inventate hanno un ruolo estremamente importante. Le trad creano LEGAMI sociali e politici, creano IDENTITA’ SOCIALI, pol e cult e questo è importante per comunità IMMAGINARIE, come le NAZIONI. Le nazioni sono in realtà delle comunità inventate, delle trad inventate ed è necessario riempire questi elementi più o meno vuoti di legami sociali di qualche tipo. Questi legami speciali sono garantiti dalle trad. Le trad diventano essenziali per stabilire e mantenere l’identità delle nazioni e delle comunità umane. Da questo pov, C e G non sono eccezioni, ma rappresentano degli esempi possibili per capire come il tema degli Stati-nazione sia determinante anche per le culture nazionali moderne. ESPANSIONE DEL BUDDHISMO Cosa succede quando il Budd comincia la sua espansione in Asia? Nella cartina, vediamo l’area di espans originaria, da cui poi si è espanso (linee nere sono rifer alle prime scuole budd, quelle rosse al budd Mahayana, le verdi al Theravada e le blu al Vajrayana) fino a toccare il G. Il Budd è una rel nata in India che si è propagata in tutta l’Asia orient e sud-orient. C’è da dire che anche nella Siberia meridionale c'erano importanti zone budd. Guardando la linea del t possiamo renderci conto di un altro aspetto importante: come il budd si è sviluppato nel corso del tempo. All’inizio abbiamo la “early SANGHA” (= comunità monastica, prime forme di budd), da cui cominciano le prime scuole budd. Abbiamo già qui una diversificazione, perché si sviluppano il THERAVADA e il MAHAYANA. Successivamente inizia anche il VAJRAYANA. La linea del tempo mostra periodi div a

seconda degli Stati (India più antica, anche nel 1200 si stoppa bruscamente per l’invasione islamica). Dalla linea del tempo, abbiamo l’impressione che le scuole budd nel passaggio dalle prime al Mahayana si differenzino molto, ma in realtà le cose sono + complicate, perché la distinzione fra budd antico e Mahayana non è la stessa che noi troviamo fra catt e protest. Problematizziamo il Mahayana: SILK, nel suo saggio, mostra come il Mahayana sia una corrente del budd particolare, perché se in generale il budd si può dividere in Hinayana e Mahayana, la parola Hinayana non si può usare in quanto offensiva. Indica un VEICOLO RISTRETTO (quello di coloro che hanno una mentalità ristretta → non rispetto verso quelli che appartengono ad altre correnti, non Mahayana), mentre il Mahayana riguarda il GRANDE VEICOLO. Come si fa ad utilizzare una parola diversa, non Hinayana, per indicare il budd precedente al Mahayana? Ci sono diverse ipotesi, come l’uso di espressioni tipo “Budd conservatore” o “Pre- Mahayana”, “Budd antico” o “Budd dei Nikaya”, oppure “THERAVADA”. Queste ipotesi sono tutte molto diverse fra loro, perché il Theravada NON E’ UGUALE al Budd pre-Mahayana. Il Theravada è una corrente PARALLELA al Mahayana, che nasce dall’interno del Budd pre- Mahayana. Parlare anche di “Budd conservatore” o “Pre-Mahayana” è fazioso, perché fa riferimento sempre al Mahayana, visto come punto di riferimento. Considerato conservatore, poi, sarebbe ancora più un problema. Rimane la possib di identificarlo come “Budd antico” o “Budd dei Nikaya”. Per capire come considerare il Mahayana risp al Budd prec, dobbiamo fare rif ad una NARRATIVA/RETORICA faziosa che viene ancora trovarsi in alcune pubblicazioni. “Alcuni monaci erano + conservatori ed erano + attenti ad una liberazione (dal nirvana) solo per se stessi”, questi monaci vengono definiti Hinayana. Altri monaci, che si opponevano a questa visione, riformarono il Budd, superarono gli aspetti decadenti della trad e crearono innovaz pos che risultarono ancora più in linea con l’autentico spirito di Budd. A loro viene dato il nome di Mahayana. Questo modo di pensare non va bene, perché ci sono molti PREGIUDIZI. Questi pregiudizi arrivano dall’opposizione Budd antico e Mahayana (conservatore-riformatore, chiusura- apertura verso testi sacri, clericale-aperto ai laici, sessista-coscienza di genere, Arhat (saggio che con i propri sforzi opera per se stesso) - Bodhisattva (salvezza altrui), sapienza imperfetta-perfetta, percorso difficile (da solo, senza Buddha) - facile (con Buddha)). Tutte queste opposizioni rientrano in quella che viene definita “Retorica”, perché non sono né corrette, né storicamente definibili. Sapienza imperfetta: sapienza di cui è depositario il Budd antico, diverso dal modo V di pensare e mostrando un attaccamento alla sapienza Sapienza imperfetta: corretto modo di pensare, vera libertà anche dalla sapienza stessa. Anche questa contrapposizione non è corretta, ma riferibile solo ad alcuni gruppi, non a tutti. Il Mahayana HA COSTRUITO UN’IMMAGINE FALSA DEL BUDD ANTICO. L’opposizione tra i 2 non è storicamente accettabile, in quanto ricostruzione legata ad una concez della rel

Nirmanakaya: corpo di apparenza, quello storico/umano. Questo corpo è un AVATAR, una manifestazione del Buddha apparsa nella storia → dietro a questa manifest ce ne sono altre 2 Sambhogakaya: corpo della gioia, manifestazione dei Sambhogakaya nel loro splendore (fa riferimento a una parte visibile dell’essere umano, ma non visibile in quanto corpo del buddha) Dharmakaya: corpo della dottrina, rappresenta la VERITA’ ULTIMA Cos’è la VERITA’ ULTIMA? Dal pov del M, l’idea di verità non va intesa in senso univoco. Nel Dharmakaya indiano abbiamo 2 livelli di verità:

  1. VERITA’ ULTIMA (corrisponde al Dharmakaya): non rappresentabile, al di là dell’abilità rappresentabile dell’essere umano. Non fa riferimento a condizioni e situaz storiche precise
  2. VERITA’ CONVENZIONALE (corrisponde al Nirmanakaya e Sambhogakaya): verità rappresentabile, visibile e rappresentabile. Fa riferimento a condizioni e situaz storiche precise. Sono ESPEDIENTI (UPAYA = trucchetto, piccolo espediente), importanti perché la verità ultima così com’è NON PUO’ APPARIRE all’uomo, per cui per portare l’uomo a un livello di comprensione superiore ha bisogno di espedienti per potersi manifestare (AVATAR e rappresentazioni artistiche del Sambhogakaya) → verità LIMITATA La distinzione fra le 2 verità (presente anche nel budd antico) col M si ripercuote anche sulla dottrina dei 3 corpi. Una terza particolarità dottrinale riguarda il BODHISATTVA. Chi è? E’ un essere umano che attraverso molte pratiche riesce ad arrivare alla soglia del nirvana (sta per uscire), ma di fronte a questa situa decide di ritornare nel ciclo del samsara non per se stesso (perché ha capito di non essere esistente da un pov ultimo, ma di esistere da un pov psico), ma per aiutare gli altri esseri a compiere anche loro il passo per entrare nel nirvana. Il Bodhi fa VOTO DI DIVENTARE buddha (cioè di entrare nel nirvana) solo dopo che tutti gli altri esseri del mondo saranno salvi. Per tornare nel samsara e aiutare gli altri può TRASFERIRE DEL KARMA POSITIVO. Finora noi abbiamo visto il karma solo come azione negativa (azione desiderante che incatena le pers all’interno della ruota del samsara → budd antico). Nel budd M, inizia ad esserci l’idea di un karma positivo che possa essere trasferito dal bodhisattva (esseri non più umani) agli

altri. Tutti gli immensi meriti ottenuti tramite le pratiche fatte dal bodhi vengono trasmesse agli altri. Bodhisattva Avalokitesvara (murales in India) → Guanyin (cinu - statua lignea in Cina con tratto rilassato) → Kannon (con molte braccia). Queste differenze nella rappre indicano che l’immagine dei buddha e dei bodhi si stanno trasformando Avere molte braccia indica la capacità di fare molte cose risp agli esseri umani che ne hanno solo 2. Kannon viene rappresentata con molte MUDRA, posizioni delle mani dal valore simbolico, e il fiore di loto. Avalo, Guanyin e Kannon sono esempi interessanti xke da bodhi maschile della MISERICORDIA diventa DONNA 4° particolarità del M: la NATURA DEL BUDDHA E’ INTRINSECA IN NOI. Questa idea ha a che vedere con il sanscrito "buddha dhatu” (= natura innata di buddha o utero della buddhità). Indicano che il fatto di essere buddha (la buddhità) è già presente in noi. Questa dottrina vuol dire che OGNUNO DI NOI PUO’ DIVENTARE BUDDHA, diversamente dal budd antico, dove si dice che ognuno di noi può entrare nel nirvana, ma non esiste l’idea che ognuno di noi possa diventare buddha. Sarà particolarm importante in C e G Un’altra particolarità dottrinale del M è l’idea di VACUITA’ (sunyata, 空). Che cos’è? La dottrina della vacuità nella letteratura della PERFEZIONE DELLA SAPIENZA è un ampliamento dell’idea già presente nel buddh antico, dell’ASSENZA DELLA NATURA INTRINSECA DELL’IO, cioè il sé non ha un’essenza sovratemporale e immutabile, una natura intrinseca, ma è frutto di relazioni causali. Nel M quest’idea viene approfondita, dicendo che NESSUNO CE L’HA, tutte le cose non la possiedono, ma questo livello per il M non basta. Non basta dire che tutte le cose sono TRANSITORIE e che io non ho una natura intrinseca, ma bisogna anche eliminare un’ULTERIORE POSSIBILITA’ DI ATTACCAMENTO, cioè la possibilità di attaccarsi alla DOTTRINA BUDD STESSA. Noi non abbiamo una natura intrin, però potremmo attarci a questa idea, che la mancanza di nat intrin comporta. Potremmo cioè dire che la mia idea è giusta e dunque combatto perché venga mantenuta. Se dovessi ragionare a questo modo, la dottrina budd avrebbe FALLITO, mancato il suo obiettivo, quello di ALLONTANARCI DALL’ATTACCAMENTO. Non importa a cosa ci attacchiamo, il fatto è che ci attacchiamo (anche la stessa dott budd lo diventa). VACUITA’ quindi vuol dire non solo mancanza di natura intrinseca delle cose, ma anche MANCANZA DI NATURA INTRINSECA DELLA DOTTR BUDD STESSA. Anche la dottr budd è transitoria e quindi deve essere vista come VERITA’ CONVENZIONALE; non può e non può essere verità assoluta. Questa idea non era del tutto assente nel pre-M, c’erano dei testi in questa direzione, ma il M rende quest’idea ancora più evidente, dicendo che la dottr budd (considerata davvero esistente) non lo sia veramente, ma anzi, che sia fonte di attaccamento. 2 correnti del budd M: BUDD MADHYAMAKA (scuola del mezzo)

Nag che consiste nel pensare che quando si parla di verità si dovrebbe pensare a 2 livelli diversi: un liv di VERITA’ ULTIMA (il reale così com’è) e uno di VERITA’ CONVENZIONALE (verità che si esprime attraverso le rappresentazioni, parole, immagini, concetti). Per Chandrakirti la ver conv ricopre la vera natura del reale e la fa apparire diversam. L’ordine convenz delle cose e la mutua dipendenza delle cose le appartengono. La verità ultima è inesprimibile, impensabile, ecc, detta in sanscrito TATHATA’ (dove tat vuole dire that/quello/tale). Non stiamo dando indicazioni su com’è fatto un oggetto, ma stiamo mostrando una cosa, la realtà è così com’è ed è al di là della nostra possibilità di inserirla in determinate convenzioni. Nonostante questo, LA REALTA’ NON E’ DIVERSA DALLA DIMENSIONE DEL CONVENZIONALE, cioè non rappresenta un noumeno nascosto da un fenomeno che appare, ma la realtà non è diversa, è solo un modo diverso di vedere la medesima realtà. Da un lato noi vediamo la verità convenzionale, dall’altro vediamo la verità ultima. Chandrakirti, seguace di Nag, dà una serie più recisa di indicazioni della verità CONVENZ. Quando parliamo di ver conv, noi possiamo intendere

  1. la COMPRENSIONE ERRATA, una sorta di copertura, oscuramento della verità data dall’IGNORANZA, la cattiva interpret del mondo.
  2. l’INSORGERE CO-DIPENDENTE DI TUTTI I FENOMENI, cioè la catena delle 12 cause, la stessa DOTTRINA BUDD
  3. le CONVENZIONI SOCIALI E IL LING ORDINARIO, tutto ciò che ha a che fare con le convenzioni vere e proprie, come gli UPAYA (i trucchetti che vengono utilizzati per portare le pers da un livello più basso ad uno più alto di comprensione) La dialettica di Nag è dunque una TEORIA PER LA PRATICA, cioè Nag intende la dialettica come PARS DESTRUENS (una pare che distrugge tutti gli aspetti + teorici e astratti, alla base dell’attaccamento). Non esiste solo la pars destruens, ma anche una PARS CONSTRUENS, la PRATICA RELIGIOSA, così se abbiamo dal pov della dialettica la distruzione dei pov astratti (autocontraddittori), nella pratica rel si trova la modalità corretta di ACCESSO ALLA VERITA’. La verità quindi NON VA PENSATA, ma va PRATICATA CORRENTE del BUDD YOGACARA (yogachara, pratica dello yoga) 2 fratelli rappresentanti della corrente: Vasubandhu e Asanga. L’idea centrale dello Yogacara è legata alla CONCEZIONE DELLA MENTE, perché se ci sono tutte queste illusioni che in un modo o nell’altro hanno potere su di noi, è perché c’è un sostrato che permette alle illusioni di aver presa su di noi, la MENTE, vera e propria GENERATRICE DI ILLUSIONI. La mente è alla base delle illusioni e gli oggetti esterni sono delle illusioni, nella misura in cui determinano una contrappos o un distacco fra sogg e oggetto. Quando pensiamo a qualcosa di esterno, quello è un’illusione, perché DIVERSO DA NOI E DALLA MENTE.

Realtà come Matrix: realtà esterna come prodotto di una mente-alveare (AI) che fa pensare gli oggetti esterni e crea la sensazione mentale di una realtà esterna completamente diversa dalla realtà vera. In che cosa somiglia questa rappre allo Y? Entrambi pensano che la MENTE PRODUCE GLI OGGETTI ESTERNI, la mente crea la sensazione che ci sia una distinzione fra ogg e sogg. Attenzione, non bisogna confondersi con l’IDEALISMO (idea che crea l’oggetto), perché assente nello Y, perché nello Y ANCHE LA MENTE E’ UN’ILLUSIONE. Anche la mente è un prodotto della mente stessa, quindi non c’è una irrealtà degli oggetti e una realtà della mente, ma sono ENTRAMBI IRREALI. Per capire cosa sia la mente per lo Y, bisogna pensare ad uno stagno che riflette perfettamente la luna. Se lanciamo dei sassi, l’acqua comincerà ad incresparsi in un modo tale da rendere quasi impossibile vedere il riflesso della luna; solo finito di lanciare i sassi lo stagno (= mente) comincerà a riappacificarsi. Allo stesso modo, noi possiamo immaginare che la nostra mente sia perturbata da una serie di eventi esterni (= sassi) che creano le onde/oggetti. Queste onde-oggetti sono IRREALI, nel senso che sono REALI nella misura in cui sono all’interno dello stagno, ma sono IRREALI in quanti causati dal lancio della pietra. Dal pov dello Y, noi possiamo pensare che la mente sia qc del genere. La mente riflette la realtà (è la realtà), ma tuttavia quando viene perturbata dalle passioni, dall’attaccamento, ecc, viene a sporcarsi, perde la sua pace. Secondo una corrente dello Y, esistono 3 idee di mente (vijnana):

  1. Alaya vijnana: coscienza-magazzino, il livello più basso. Rappresenta la coscienza + profonda, dove vengono a immagazzinarsi i SEMI KARMICI. Il karma (per lo Y) è un po’ come l’azione di quando lanciamo i sassi, creando le perturbazioni sullo stagno. Tutti questi semi (immagine diversa) vengono a depositarsi all’interno dello stagno e iniziano a germogliare, creando delle forme diverse che sono solo ILLUSORIE. La coscienza-ricettacolo/magazzino viene a confondersi, perde la sua pace, determinando la REALTA’ ESTERNA (diff tra mente e realtà esterna) → + PROFONDA
  2. Mano vijnana: coscienza-personale, dove emerge la sensazione di essere DIVERSI (io sono io).
  3. Pravrtti vijnana: coscienza-sensoriale, dove noi ci accorgiamo delle cose del mondo, ma è TERZA nell’idea dello Y. Questa triplice struttura rappresenta la struttura della MENTE, generatrice di illusioni (non è la realtà) e può generarle attraverso questa triplice struttura. Tra le personalità di spicco di questa corrente dobbiamo ricordare XUANZANG, un famoso monaco buddh cinese che ha dato ispirazione a Wu Cheng’en per la scrittura del Xiyouji.