Scarica Schopenhauer: Il Mondo come Illusione e la Ritorna a Kant e più Appunti in PDF di Filosofia solo su Docsity!
autore che reagisce all’idealismo è prussiano —> nasce ad Danzica (Polonia) —> conosce molto bene la cultura tedesca 1788-1861 —> periodo grandi sconvolgimenti storico-politici dell’Europa ↓ tra la fine del 1700 e la prima metà del 1800 succede di tutto: - dalla rivoluzione francese
- all’epopea napoleonica
- le rivoluzioni del ‘ = è un periodo molto tormentato—> lo stesso Schopenhauer ha un animo molto tormentato si interessa di molte cose —> studia medicina e poi si appassiona sempre più per la filosofia —> rimane affascinato dall’idealismo si trasferisce a Berlino per frequentare i corsi di filosofia fa una serie di viaggi in Europa (anche in Italia) ↓ —> aveva la possibilità economica di farlo comincia con questi viaggi a mettere in crisi l’idealismo di Fichte + Schelling —> quando torna in Germania è ormai nato l’astro di Hegel che sta insegnando all’università di Berlino Schopenhauer comincia a criticare Hegel —> c’è anche motivo personale ↓ 1813 Schopenhauer discute la sua dissertazione per diventare docente universitario ↓ = “SULLA QUADRUPLICE RADICE DEL PRINCIPIO DI RAGION SUFFICIENTE” durante la discussione pubblica Hegel lo attacca pesantemente Schopenhauer rimane profondamente deluso —> questa dissertazione che era l’inizio di una brillante carriera diventa al contrario una sorta di macigno insuperabile da quel momento Schopenhauer cercherà di proporsi come professore universitario ma visto che criticava l’idealismo + le sue posizioni filosofiche erano sempre più distanti dall’idealismo —> ben presto comincia a capitare che i suoi corsi fossero deserti —> nelle università dell’epoca quando un professore proponeva un corso ma non aveva sufficienti studenti doveva chiudere il corso ↓ è ciò che capita a Schopenhauer —> questa sorta di confronto con Hegel diventa sempre più volta verso l’odio personale verso questo filosofo ma anche professore che gli aveva un po’rovinato la carriera 1831 durante una epidemia di colera Hegel muore —> si libera la cattedra è gli studenti di Hegel avrebbero potuto seguire altri corsi tra cui quelli di Schopenhauer stranamente Schopenhauer abbandona l’insegnamento universitario —> come se una volta venuta a meno la sua nemesi non fosse più interessato ad insegnare all’università comincia a girare l’Europa + scrivere una serie di saggi
- rilanciò un libro che aveva lanciato ma che non aveva avuto alcun successo = 1819 IL MONDO COME VOLONTÀ E RAPPRESENTAZIONE —> testo famoso di Schopenhauer venne risistemato + ampliato 1 edizione non ebbe successo —> molte copie vennero mandate al macero nelle librerie non si riusciva a venderlo diventerà un libro molto conosciuto dopo il 1848 —> dopo le grandi rivolte quando si inizia anche a sventrare la cultura accademica ↓ e quindi di comincia a criticare + prendere le distanze dall’idealismo che fino a quel momento era stato considerato una sorta di orizzonte filosofico intoccabile che non poteva ↓ essere messo in discussione = quando storicamente si comincia a fare una critica più pesante nei confronti di Hegel —> il testo di Schopenhauer viene letto + comincia ad avere un certo successo Schopenhauer avrà una fama negli ultimissimi anni della sua vita tra il 1848 e il 1861 —> solo in quegli anni comincia ad essere conosciuto + letto e questo testo diventerà il suo manifesto filosofico
- Schopenhauer aveva scritto una serie di altri saggi che a causa di questa improvvisa fama tardiva —> decide di raccoglierli è pubblica un altro testo = 1851 PARERGA e PARALIPOMENA —> sono 2 parole greche che vogliono dire apedince completamenti saggi di sviluppo delle idee che Schopenhauer aveva illustrato nel “mondo come volontà e rappresentazione” hanno anche queste opere un discreto successo Schopenhauer era famoso per il suo caratteraccio —> misogino + odiava tutti (anche i suoi colleghi) ↓ quindi nei suoi testi spesso c’è uno stile molto sarcastico e pungente Schopenhauer è convinto di devolver salvare il kantismo dall’interpretazione sbagliata che ne avevano dato:
- Fichte
- Schelling che chiama i 3 IMPOSTORI
- Hegel ↓ = i 3 che secondo Schopenhauer avevano ingannato con paroloni + concetti astratti e in parte incomprensibili una schiera di studenti di filosofia presentandosi come i veri eredi del kantismo ↓ proprio su questo punto Schopenhauer vuole invece ritornate a Kant —> anche il suo ritorno a Kant sarà totalmente personale = non c’entra nulla con i testi di Kant l’idea da cui parte Schopenhauer per la sua riflessione —> che si vedrà nel “mondo come volontà e rappresentazione” = tesi del mondo come rappresentazione —> è la prima tesi che lo stesso Schopenhauer presenta
Schopenhauer si pone questo problema —> è possibile distinguere in modo chiaro con tipologie diverse tutti gli oggetti, i fenomeni del mondo? ↓ la risposta per Schopenhauer è —> si possiamo distinguere tutti i fenomeni in 4 classi
- OGGETTI ESTERNI
- CONCETTI = pensieri
- SPAZIO e TEMPO
- AZIONI = i comportamenti umani —> secondo Schopenhauer tutta la realtà può essere classificata all’interno di queste classi = un qualsiasi fenomeno rientra in queste classi —> non ci sono altre tipologie di oggetti ↓ l’aspettò interessante è che ognuno di questi oggetti può essere spiegato tramite al ricorso al principio di causalità tramite una sfumatura di quelle 4 sfumature le 4 categorie:
- gli OGGETTI ESTERNI = gli oggetti della percezione
- i CONCETTI = gli oggetti interni alla mente
- lo SPAZIO e il TEMPO come categorie fondamentali dell’intuizione = come basi che ci permettono di avere la percezione degli oggetti
- le AZIONI = il comportamento umano —> ognuna di queste categorie secondo Schopenhauer può essere RICONDOTTA A UNA FORMA DI RAGION SUFFICIENTE, a una forma di causalità —> che ovviamente non è più solo la semplice causalità fisica ↓ stiamo parlando di concetti e azioni = non parliamo più solo di causalità di tipo meccanico e fisico —> stiamo ampliando il concetto di causalità
- la causalità spiega gli OGGETTI ESTERNI come PRINCIPIO NORMALE DEL DIVENIRE —> la causalità spiega gli oggetti esterni nel loro cambiamento e quindi in generale nel loro divenire . ↓ . il divenire dice Schopenhauer è = RATIO FIENDI . —> questa causalità è chiamata da Schopenhauer RATIO FIENDI . = la ragione-principio-causa del divenire . ↓ ciò significa che in generale il divenire come relazione tra gli oggetti è sempre analizzabile in termini casuali = c’è una causa che genera un effetto
- la causalità spiega i CONCETTI come SUCCESSIONE LOGICA NEI RAGIONAMENTI —> i concetti quindi sono secondo Schopenhauer causati da ulteriori concetti in una concatenazione logica . = RATIO CONOSCENDI —> chiamata così questa forma di causalità —> la RATIO CONOSCENDI giustifica quindi la struttura logica del pensiero . —> ecco che da quindi una spiegazione dei concetti
- la causalità dello SPAZIO e del TEMPO —> secondo Schopenhauer dobbiamo ammettere lo spazio e il tempo . ↓ che lui propone come 2 categorie che servono a giustificare (a causare) la percezione degli oggetti nel mondo . —> spazio e tempo sono quindi la RAGIONE DELL’ESSERE DEGLI OGGETTI = RATIO ESSENDI . ↓ . nel senso di principi costitutivi = senza spazio e senza tempo non si danno gli oggetti
- la causalità che spiega l’AZIONE —> l’azione è spiegata in termini di INTENZIONE REALIZZATA . ↓ l’azione/il comportamento umano —> vuole rendere conto delle ragioni che giustificano l’azione stessa = RATIO AGENDI —> l’azione ha bisogno di ragioni + di motivazioni + di intenzioni che poi vengono realizzate questo significa secondo Schopenhauer che —> OGNI TIPOLOGIA DI OGGETTO (= ogni fenomeno) HA UNA GIUSTIFICAZIONE DI TIPO CAUSALE declinata in una delle 4 modalità <— ↓ allora in generale ciò significa che il mondo come fenomeno è da ricondurre al principio di causalità —> se il mondo è da ricondurre al principio di causalità vuol dire che prima di tutto il primo dei principi che noi dobbiamo riconoscere/la prima categoria che dobbiamo riconoscere è = la CATEGORIA DELLA CAUSALITÀ ↓ ma la causalità (come aveva insegnato Kant secondo Schopenhauer) non è altro che una FROMA A PRIORI DELL’IO/ del soggetto/della mente ↓ e quindi se il mondo in generale può essere ricondotto alla causalità che è la forma della mente ecco la prima tesi di Schopenhauer: 1 tesi Schopenhauer = IL MONDO È UNA MIA RAPPRESENTAZIONE —> il modo prima di tutto è una rappresentazione —> ma non una rappresentazione in generale = è sempre una mia rappresentazione ↓ è sempre una rappresentazione di una coscienza/di un soggetto ↓ tutto ciò che esiste + quello che noi chiamiamo mondo + tutto quello che cataloghiamo all’interno di questo concetto che utilizziamo per descrivere qualsiasi fenomeno —> di fatto non è altro che una funzione del soggetto = infondo è una rappresentazione ↓ questo significa che Schopenhauer infondo ha dato una interpretazione kantiana molto più problematica di quello che lui stesso ammette —> Schopenhauer cita esplicitamente il ritorno a Berkeley —> Berkeley aveva sostenuto: “essere significa essere percepito”
quindi in realtà questi 2 aspetti (soggetto e oggetto) che nella tradizione materialistica + nella tradizione idealistica sono sempre stati individuati come aspetti fondamentali —> sono in realtà secondo Schopenhauer collegati tra di loro proprio dalla relazione di rappresentazione ↓ quindi la RAPPRESENTAZIONE in realtà è una relazione, È LA RELAZIONE TRA IL SOGGETTO E L’OGGETTO —> ecco cosa vuol dire che il mondo è rappresentazione = vuol dire il mondo non si da senza un soggetto di cui è mondo ↓ in questo modo Schopenhauer si vuole allontanare ovviamente dal materialismo, ma il suo obbiettivo è allontanarsi in particolare dall’idealismo SCHOPENHAUER SI È in realtà ALLONTANATO DA KANT —> si sta profondamente sbagliando ↓
- Kant non aveva MAI INTESO il FENOMENO come un ILLUSIONE + non aveva mai pensato che il fenomeno fosse una sorta di apparenza illusoria —> il fenomeno per Kant è una manifestazione reale = per Kant il fenomeno è ciò che noi possiamo conoscere ↓ ma questo non vuol dire che sia un illusione non vuol dire che dobbiamo squarciarlo e andare oltre —> anche perché per Kant è IMPOSSIBILE ANDERE OLTRE IL FENOMENO
- invece per Schopenhauer il FENOMENO è un ILLUSIONE + è un gioco di specchi + è qualcosa che noi dobbiamo superare per liberarci dall’inganno —> ma quindi per Schopenhauer noi POSSIAMO SCOPRIRE COSA C’È OLTRE IL FENOMENO = noi possiamo squarciare il velo di Maya secondo Schopenhauer per attingere al noumeno —> qui vediamo la distanza rispetto a Kant ↓ Kant dice che il noumeno che è un oggetto di pensiero non può essere conosciuto = è un concetto limite ↓ —> la realtà in se (= il noumeno) non può mai essere attinta invece Schopenhauer propone tramite una serie di vie di liberazione il percorso per arrivare ad attingere al nuomeno = quindi per liberarsi dal fenomeno + liberarsi da quell’illusione e scoprire la vera realtà ↓ ciò basta per farci capire che Schopenhauer è andato in realtà molto oltre Kan = è ben poco kantiano —> ed è in un certo senso caduto in una forma di soggettivismo alla Berkeley che è molto più problematico da gestire
è vero però che questa è anche una debolezza di Schopenhauer —> spesso e volentieri Schopenhauer più che altro fornisce intuizioni che non sono poi sostenute da argomenti o
. esperienze —> non ci da la possibilità di verificare tramite un processo se quella conclusione alla quale è arrivato . effettivamente regge oppure no ↓ . ce la propone (a più riprese durante il testo la tesi il mondo è rappresentazione) ogni volta con una sorta di: . = data questa immagine è ovvio che il mondo è una rappresentazione: se parliamo di causalità rispetto al tempo il . mondo è una rappresentazione + se parliamo del rapporto tra soggetto e oggetto il mondo è una rappresentazione . ↓ cioè la riproduzione sempre con una verità intuitiva —> questa è la tendenza di Schopenhauer ma è anche il suo limite, alcune sue tesi di Schopenhauer rimangono molto . problematiche perchè molto ambigue o molto criticabili
- Quali sono i 2 aspetti fondamentali della rappresentazione? Perchè con questa descrizione della rappresentazione si può prendere le distanze sia dal materialismo che dell’idealismo? I 2 aspetti fondamentali della rappresentazione sono soggetto e oggetto che sono in relazione come la percezione, ovvero l’oggetto, e lo spirito percepente, ovvero il soggetto. Con questa descrizione si può prendere le distanze da materialismo e idealismo perchè Schopenhauer dice non si da il mondo senza il soggetto ma anche che non si da il soggetto senza mondo, quindi soggetto e oggetto sono in relazione ——————————————————————————————————————————————— secondo Schopenhauer il soggetto e l’oggetto sono 2 facce della stessa medaglia —> non si può togliere una delle 2: - quello che facevano i materialisti era ridurre tutto all’oggetto . - quello che facevano gli idealisti era ridurre tutto al soggetto . ↓ Schopenhauer è quindi convinto di proporre una sorta di terza via/terza strada perchè la sua filosofia mette come punto fondamentale l’idea che la rappresentazione si da sempre e solo come rapporto tra soggetto e oggetto . —> quindi non c’è soggetto senza mondo, ma non c’è mondo senza soggetto
- Quali sono le differenze principali tra Kant e Schopenhauer? per Kant la rappresentazione è reale, per Schopenhauer è un illusione che può essere superata conoscendo il noumeno, quindi liberandosi di queste illusioni attraverso le vie di liberazione ——————————————————————————————————————————————— ~ la prima differenza forte è che infondo declinano in 2 modi molto diversi il concetto di fenomeno: . - per Kant il fenomeno è reale —> è una manifestazione reale . - per Schopenhauer diventa chiaro che il fenomeno è qualcosa di non veramente reale ma di illusorio ~ seconda differenza è la possibilità per Schopenhauer di conoscere ciò che sta sotto il fenomeno ovvero il noumeno: . - Kant ci dice che il noumeno è inconoscibile . - Schopenhauer invece ci dice che il nuomeno è conoscibile parzialmente, non del tutto, ma è conoscibile —> Schopenhauer si scaglia in tutta la prima parte del mondo come volontà e rappresentazione contro Hegel e l’idealismo . dicendo che sono gli impostori + che hanno tradito Kant + che bisogna tornare a Kant . ↓ ma in realtà Schopenhauer non torna proprio a Kant, da una interpretazione soggettivistica di Kant, una interpretazione che lo stesso Kant non avrebbe mai accettato
2 tesi Schopenhauer: IL MONDO COME VOLONTÀ
- noi viviamo il corpo dall’interno = noi viviamo il corpo non come un corpo ma come il nostro corpo/come il nostro io . incarnato ↓ tant’è che la conoscenza che abbiamo del nostro corpo è dall’interno immediata . = non è più una conoscenza che ha bisogno della coscienza, non ha bisogno della rappresentazione —> ecco la differenza tra il mio corpo e gli altri corpi:
- quando io conosco gli altri corpi posso sempre pensarli come fenomeni . —> tant’è che che posso darne una descrizione in termini di movimento, massa, energia
- ma quando invece conosco il mio copro mi rendo conto che quella descrizione è insufficiente . —> quando io faccio qualcosa muovo il mio corpo . quando decido qualcosa sto usando il mio corpo . ↓ anche in questa semplice idea = non esiste un pensiero senza un cervello, non può esistere una mente senza un soggetto . —> qualsiasi nostro atto volitivo/decisione/pensiero in realtà è sempre un movimento del nostro corpo . come minimo è un movimento del nostro cervello ↓ Schopenhauer non aveva ancora gli strumenti per analizzare bene in che modo, ma aveva intuito che non si può dare una mente senza un movimento del cervello che in qualche modo produce i pensieri, cioè senza il correlativo corporeo di tutto questo —> ma allora in realtà è la mente a dipendere dal corpo = è più importante il corpo della mente . ↓ la mente è ingabbiata nella rappresentazione —> al contrario il corpo visto che lo possiamo conoscere direttamente . ne abbiamo una conoscenza immediata . ↓ allora il corpo non è una semplice rappresentazione, e se non è una semplice rappresentazione significa che non è un fenomeno —> ma è la soglia per accedere al noumeno . = è quel passaggio che ci permette di intuire che al di sotto del mondo come rappresentazione . (che il mondo che ci costruiamo grazie alla nostra mente, che però è anche una gabbia causata dalla nostra . mente) c’è qualcos’altro che ha a che fare con il nostro corpo . —> che cos’è quel qualcos’altro? Schopenhauer lo chiama volontà
- In che senso Schopenhauer può concludere il testo scrivendo che l’azione del corpo è l’atto della volontà oggettivato? Siccome l’uomo ha esperienza immediata e intuitiva del proprio corpo che quindi si rivela come volontà Schopenhauer ci dice che quindi i movimenti del corpo non sono altro che espressioni della volontà, di conseguenza il movimento del corpo o la sua azione non costituiscono l’effetto della volontà ma bensì l’oggettivazione ——————————————————————————————————————————————— qui Schopenhauer sta rispondendo a Cartesio —> sta dicendo che non possiamo separare la mente da una parte e il corpo . dall’altra come se fossero sostanze parallele totalmente autonome con . poi dei punti di contatto ↓ . no è proprio sbagliata questa immagine in effetti l’atto volitivo (= il pensiero, la decisione) e l’azione sono in realtà sono 2 parti della stessa cosa = sono 2 modalità di darsi della stessa sostanza, —> sono semplicemente il modo interiore e il modo esteriore di intendere la volontà .
quando noi parliamo di atto volitivo cadiamo nel tranello di pensare che sia la mente separata dal copro che da un comando al corpo ma non è così —> quando io parlo di atto volitivo sto facendo una sorta di astrazione di rappresentazione del mio
. corpo . = sto trattando il mio corpo come se fosse un fenomeno che segue ad una decisione interna della mente . —> ma in realtà il mio corpo non è così . ↓ quando io decido di fare qualcosa faccio qualcosa, nel duplice senso per cui se io decido di alzare la mano io alzo la mano —> ma anche nel senso che se io decido di alzare la mano questa decisione è un movimento del mio cervello . (oggi sappiamo che è in qualche modo legato ad un movimento biochimico ed elettrico dei neuroni del mio cervello) . = cioè senza cervello non si da la mente . —> quindi è un errore separare l’atto volitivo e l’azione, sono 2 facce della stessa medaglia . ↓ cioè la volontà che la tradizione ha sempre concepito come qualcosa di distaccato dal copro che ha a che fare con la mente in realtà non è nient’altro che il mio corpo —> questa è la volontà . ↓ . ecco perché il corpo non è nient’altro che volontà oggettivata . = è volontà che è diventata un oggetto nel mondo . ↓ d’altronde con quella duplice natura del corpo capiamo perché è diventato un oggetto nel mondo —> perché il mio corpo che agisce mostra agli altri la mia volontà come oggetto . quando io decido di fare qualcosa e lo faccio gli altri vedono un corpo che agisce ma pensano che io voglio fare . qualcosa ↓ guarda caso noi interpretiamo immediatamente i comportamenti dei corpi altrui come manifestazione della volontà altrui —> facciamo sempre questo passaggio, lo diamo per scontato . ↓ ma è un passaggio che secondo Schopenhauer permette di capire che la di sotto della mente/al di sotto della coscienza c’è una caratteristica più forte dell’uomo —> c’è quella che è la sua caratteristica fondamentale . = è che l’uomo è un essere desiderante, l’uomo è desiderio, è bramosia, . ↓ . l’uomo è volontà, è volontà di vivere WILLE ZUM LEBEN = la volontà alla vita . ↓ (questa è la volontà di vivere, è la bramosia di vita, è il voler vivere) che ci permette di fare un ulteriore passaggio —> perché possiamo dire che in effetti il nostro corpo è la nostra volontà individuale oggettivizzata . —> è la nostra volontà dell’individuo che è diventata un oggetto . ↓ ma questo mio copro è sempre duplice = è sia fenomeno che noumeno, —> quindi non è puro, non è una volontà pura —> dobbiamo cioè scoprire al di sotto del nostro corpo la wille zum leben, la . volontà di vivere
eppure dobbiamo renderci contro che quando parliamo del nostro corpo come volontà abbiamo anche esperienze chiare di questo tipo —> quando noi pensiamo al nostro corpo come volontà ingenuamente pensiamo che il corpo risponde sempre in modo consapevole della nostra volontà —> ma non è così ↓ in effetti in determinate situazioni ci accorgiamo che dietro alla nostra volontà/che dietro al nostro corpo —> si nasconde un energia/un IMPULSO ALLA VITA —> qualcosa che noi non riusciamo a controllare, ma al contrario da cui siamo controllati ↓ quando ci accorgiamo di questo? ad esempio in quelle situazioni di limite in cui perdiamo il controllo del nostro corpo (esempio: in una prova di questo tipo = io potrei pensare che il mio corpo risponde immediatamente alla mia volontà, ma se decidiamo di fermare il nostro cuore con la nostra mente con ci riusciamo, così come potremmo anche provare a trattenere il respiro ma a un certo punto il sistema nervoso centrale si stacca e si attiva il sistema a sintattico che è un sistema automatico in cui sveniamo, si disattiva la mente, la coscienza viene meno, il nostro corpo ci fa svenire e a quel punto non siamo più noi a controllare il nostro corpo è il nostro corpo riprende a respirare) ↓ cioè quando facciamo queste esperienze limite ci accorgiamo che in effetti alla notra volontà è oggettivata al nostro corpo —> ma non sempre, non in modo puro —> noi siamo sempre e noumeno e fenomeno, siamo sempre questo corpo ambiguo ↓ ma dietro a questo corpo avvertiamo questa potenza, questa volontà che non è più quella individuale, ma è una forza irresistibile superiore alla volontà individuale ↓ che effettivamente Schopenhauer chiama la VOLONTÀ ALLA VITA = WILLE ZUM LEBEN ↓ = è quella VOLONTÀ CHE SI IMPONE, si pone anche contro di noi, anche contro la nostra coscienza, contro la mia mente —> il mio corpo si impone perché vuole vivere = l’istinto di sopravvivenza scavalca sempre qualsiasi nostra capacità razionale ↓ a testimonianza del fatto che più della ragione c’è la volontà e più della volontà individuale c’è la volontà di vivere —> è il VERO NOUMENO che sta dietro al nostro corpo e che quindi sta dietro all’intero mondo è la vera forza o impulso alla vita che di fatto regola l’esistenza <— ↓ di cui noi non siamo altro che individuazioni delle sue manifestazioni concrete —> ma questo NON significa che SIAMO AUTONOMI, non significa che possiamo veramente decidere di noi stessi —>tant’è che in determinate situazioni ci rendiamo contro che il nostro corpo reagisce in modo indipendente rispetto alla nostra volontà = ha tutta una serie di processi che noi non controlliamo ↓ il nostro corpo risulta addirittura autonomo rispetto alla nostra coscienza
ecco questa riflessione permette a Schopenhauer di dire che effettivamente il vero noumeno che si manifesta tramite il corpo, ma il vero noumeno non è il corpo —> il VERO NOUMENO È LA WILLE ZUM LEBEN = questa sorta di impulso alla vita che per Schopenhauer ha una serie di caratteristiche che possono essere comprese proprio perché l’uomo si trova nella soglia tra il mondo dell’illusione (= ovvero il mondo della rappresentazione) e il mondo della volontà di vivere ↓ l’uomo cioè rispetto agli altri animali è in grado di rendersi conto della volontà di vivere, di più è in grado di comprenderla, non totalmente ma in parte —> quindi è anche in grado di descriverne le caratteristiche quali sono le CARATTERISTICHE della wille zum leben?
- prima di tutto appare evidente che la wille zum leben È UNA DELLE CATEGORIE ↓ —> non ha più nulla a che fare con la mente quindi non ha più nulla a che fare con lo spazio + con il tempo + con la causalità = cioè la volontà di vivere è: - SENZA SPAZIO: non possiamo parlare di spazio, non ha più senso questa parola
- SENZA TEMPO = è eterna: anche qui non possiamo più parlare di tempo
- la cosa più grave è che è SENZA SENSO —> perché non possiamo applicare il principio di causalità ↓ e quindi non ha senso chiederci all’interno della volontà di vivere che cosa ha causato cosa perché questa è una categoria, entriamo nella rappresentazione <—
- ma se NON È APPLICABILE IL PRINCIPIO DI CAUSALITÀ significa qualcosa di ancora più radicale = che la volontà di vivere NON È RAZIONALE ↓ cioè la radice profonda dell’essere, la radice profonda del mondo —> è la vita intesa come pulsione totalmente insensata e irrazionale, senza alcuna direzione (ecco qual’è il principio del mondo)
- ecco qual’è la verità secondo Schopenhauer del mondo = una VERITÀ CRUDELE —> perché è una verità che ci allontana totalmente dalle narrazioni filosofiche e in particolare secondo Schopenhauer dalla finzione hegeliana che ci aveva detto tutto sommato che il mondo è razionale —> quindi la versione hegeliana che è una visione ottimistica, è una visione della sintesi, della conciliazione, è una visione rassicurante, perché alla fine il mondo è comprensibile ↓ invece se seguiamo il ragionamento di Schopenhauer squarciato il velo di Maya? quello che vediamo è il semplice impulso alla vita che si trova in ogni cosa, ogni animale, vegetale, tutto il mondo partecipa alla wille zum leben ↓ e quindi cosa vuol dire in concreto? in concreto significa LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA —> questo è quello che vediamo quando analizziamo effettivamente, senza i pregiudizi della filosofia occidentale, il mondo secondo Schopenhauer
noi ci innamoriamo di una donna/di un uomo, ma in realtà quello che accade sono reazioni biochimiche ci ci permettono da 2 organismi di generare 1 nuovo organismo —> quindi in realtà tutta la finzione dell’amore si risolve nell’unico obbiettivo della procreazione ↓ = cioè in fondo l’unico obbiettivo è quello di far andare avanti la specie (cioè di salvaguardare la vita) ↓ l’amore quindi non c’entra nulla con le cose belle o i sentimenti positivi —> tutto questo fa parte di un illusione, fa parte del mondo della rappresentazione —> l’amore in realtà ha a che fare con la sessualità ↓ perché siamo organismi con la problematica della sessualità —> quindi siamo organismi che devono unirsi per generare —> il maschile e il femminile devono unirsi per generare ecco l’inganno dell’amore per arrivare a questa unione, anche qui si vede questo pessimismo Schopenhauer usa una METAFORA molto famosa: “la vera essenza dell’amore si ritrova nella MANTIDE RELIGIOSA che ci mostra che cos’è l’amore” —> cosa fa la mantide religiosa? - la mantide religiosa fa una serie di movimenti e mostra parti del corpo al suo partner per corteggiarlo, per attirarlo = è il corteggiamento, l’innamoramento
- cosa succede al maschio attirato dai movimento della mantide? —> in effetti il maschio si unisce e copula con la mantide
- ma una volta che c’è stata l’unione sessuale, la mantide femmina si mangia il maschio (se lo divora piano piano) perché ha bisogno delle proteine del maschio per garantire la vita ai ↓ suoi figli ecco secondo Schopenhauer l’immagine che troviamo nella natura e che spiega veramente essere l’illusione dell’amore —> tutto questo vuol dire propriamente che alla base di ogni cosa c’è sempre e solo la volontà di vivere —> la volontà di vivere vuole sempre e solo se stessa in effetti noi potremmo chiederci questo: perché io voglio bere o mangiare? perché c’è questa necessità del volere magiare o bere? —> per garantire la sopravvivenza alla vita ma perché voglio morire? cosa vuol dire voler morire? —> per Schopenhauer l’uomo si rivela un essere di volontà inteso come la realizzazione di desideri = l’uomo è un ESSERE DESIDERANTE —> in quanto essere desiderante è inevitabilmente PORTATO ALL’INFELICITÀ ↓ perché il suo essere desiderante lo porta in continuazione a sperare di realizzare dei desideri + muoversi per farlo —> creando però così un cortocircuito che di nuovo fa rientrare la nostra vita all’interno di un gioco di illusioni ↓ qual’è il cortocircuito? il cortocircuito tra desiderio e soddisfacimento del desiderio = quando noi soddisfiamo un desiderio improvvisamente realizziamo che quel desiderio infondo non era così importante
quando realizziamo un desiderio ci rendiamo conto che il desiderio era il MOTORE DELLA NOSTRA VITA —> quindi cosa succede? cadiamo in uno stato di NOIA ↓ in effetti per Schopenhauer questa è la vita umana altra METAFORA molto famosa: “LA VITA È UN PENDOLO TRAVIL DOLORE E LA NOIA” —> cosa vuol dire? la vita è un pendolo tra: - il DOLORE RICONOSCIUTO come tale
- il DOLORE MASCHERATO = la noia ↓ se questi sono i 2 estremi del pendolo che si muove —> vuol dire che c’è anche il punto raggiunge la massima velocità = che è il punto perpendicolare alla terra ↓ questo punto è il momento del piacere e della felicità ↓ quindi c’è nella vita dell’uomo il piacere/la felicità —> ma per definizione non può mai essere l’obbiettivo finale non può mai essere la situazione statica in cui si trova l’uomo = la FELICITÀ o il PICERE PER DEFINIZIONE devono essere FUGACI —> altrimenti non sarebbero felicità o piacere = se noi fossimo sempre felici o se noi provassimo sempre piacere non sapremmo che cos’è la felicità e che cos’è il piacere ↓ quindi l’UOMO è essenzialmente STRUTTURATO secondo Schopenhauer PER RICONOSCERE che:
- la SUA VITA NON È piacere o FELICITÀ
- la sua vita È DOLORE —> ovvero è desiderio ↓ perché il desiderio è una forma di dolore? - perché io desidero sempre quello che non ho (desidero sempre quello che mi manca) —> ma se desidero sempre quello che non ho il DESIDERIO È UNA FORMA DI ASSENZA è una mancanza che io cerco di colmare ↓ quindi è una forma del dolore
- però dall’altra parte quando io ho soddisfatto il desiderio emerge la noia —> perché improvvisamente mi accorgo che la mia vita non ha più senso ↓ allora cosa faccio? torno a desiderare ecco il pendolo, desidero qualcosa di diverso, desidero qualcosa di più <— quindi l’uomo è destinato in quanto macchina desiderante a non trovare mai la soddisfazione ultima esempio: questo ci accade in continuazione, magari abbiamo un progetto e facciamo di tutto per realizzarlo, abbiamo gradi soddisfazioni e poi avvertiamo il vuoto, e poi avvertiamo che c’è qualcosa che non va perché abbiamo concluso