Anteprima parziale del testo
Scarica Appunti su shopenhauer e più Appunti in PDF di Filosofia solo su Docsity!
SCHOPENHAUER ne (territorio germanico) nel 1788, muore a Francoforte nel 1860. Prende filosofia Di meno i Gottinga. Si laureò a lena, nel 1813, con una tesi sulla quadruplice radice del principio ci cano Gente {è una delle nozioni importanti della filosofia tedesca a partire da Leibniz, èil principio E a ogni sos deve avere una motivazione, una causa che ne giustifichi l’esistenza e ciò che Obi ; a maggiore è intitolata “Il mondo come volontà e rappresentazione” 1818-1819. Altre opere: cu la ontà della natura” (1836); ‘I due problemi fondamentali dell'etica” (1841); “Parerga e Paralipomena” una Serie di saggi di argomento vario quasi a complemento e ampliamento dell'opera maggiore. Molto importanti per comprendere meglio le tesi di Schopenhauer sulla realtà e su noi stessi, naturalmente all’interno della realtà, sono gli influssi culturali che egli volle far propri nell’ambito della sua vasta cultura, il primo è Kant, il secondo è una parte del patrimonio di scritti tra il religioso e il filosofico che provenivano dall’India (il corpus dei veda e il canone buddista), il terzo è il cosiddetto filone neoplatonico, è una corrente di pensiero di epoca ellenistica (dalla morte di Alessandro Magno 323 d.C. fino ai primi sec dell’epoca cristiana) in cui numerosi filosofi grecì cercano di ricostruire la filosofia platonica, in maniera sistematica di dottrine, nel far ciò questa corrente mescola elementi dell’originaria dottrina platonica con forti elementi di filosofia aristotelica, stoica e influssi di tipo religioso provenienti dalle zone più orientali d'Europa. IL MONDO COME VOLONTA” E RAPPRESENTAZIONE (1818-1819) Il Mondo è il mondo, l'universo, il cosmo, l'insieme della realtà, la totalità della realtà, ma non più intesa come l'assoluto (idealismo). Il mondo come volontà, come noumeno, e rappresentazione, come fenomeno. E’ un po” come se intendesse dire che la realtà ha due strati, tagliando un foglio in due, con una retta orizzontale, avremmo una parte superiore e una parte inferiore. Quella superiore è la realtà come fenomeno, così come ci si appare, così come lo conosciamo con la mente, con l'intelletto, la ragione, attraverso i nostri sensi e ciò che la mente conosce attraverso i sensi è sempre qualcosa di individuale di singolare e come tale è sempre qualcosa in continuo cambiamento, tale perenne cambiamento, pur non essendo sregolato, è tale da rendere fatiscente la realtà fenomenica, la rappresentazione, al punto che per Schopenhauer e per la antica sapienza indiana ha la stessa essenza di un sogno, di un illusione, ora c'è, ora è cambiata, o non c'è più, tutto cambia, tutto sfuma, non ha un autentica consistenza d'essere, lo etichetta come fantasmagoria che passa davanti i nostri sensi e che noi percepiamo, ma non come un aspetto autentico della realtà. Lo chiama anche “velo di Maya”, Maya era la divinità indiana del cambiamento. Il fenomeno che cosa da un lato vela e dall'altro lascia trasparire? Ciò che c'è al di sotto della linea orizzontale. l’altro aspetto della realtà, quello più autentico poiché immutabile, invariante. Dunque al di sotto c'è una realtà in sé non del tutto nascosta dalla rappresentazione. La rappresentazione proveniendo anch'essa dall’urto dell'x in sé, formandosi per il tramite dei nostri sensi aggiungendosi spazio, tempo e la relazione di causa-effetto è interamente costituita di enti singolari e siccome sensibili anche materiali. Materiale, a livello di rappresentazione, c'è innanzitutto ciò di cui abbiamo primariamente coscienza, consapevolezza, il nostro corpo. Tutto è materiale, persino le emozioni e i sentimenti. Noi abbiamo, grazie alla stretta vicinanza coscienziale di noi al nostro corpo, un accesso privilegiato alla realtà non fenomenica. Al fondo del nostro essere, essere comune a noi tutti, c'è la vita, sia pure inconsapevolmente, ma naturalmente, essa tende all’autoconservazione. Vita che vuole vivere, la vita stessa che vuole autoconservarsi. Questo è il nucleo più radicale della nostra esistenza che poi Schopenhauer generalizza all'esistenza dell'intera rappresentazione e che costituisce una via di accesso a una conoscenza di carattere generale dell'x in sé. L'x în sé, il mondo come noumeno, è concepito a modo della vita che tende all'autoconservazione, volontà di autoconservarsi, di esistere, volontà di volontà, di continuare ad essere quello che è. Questo fondamentale desiderio di ; autoconservazione, nell’ambito fenomenico, si manifesta attraverso una pluralità di desideri che hanno in comune il mantenimento della propria esistenza. Secondo Schopenhauer tutta questa pluralità di desideri è fatalmente, intrinsecamente, destinata al fallimento e dunque al procurarci sofferenza e dolore. Per una ragione del tutto intrinseca al ragionamento di Schopenhauer, se in noi il desiderio vuole sopravvivere, se noi siamo desiderio di vivere, noi siamo desiderio di desiderare, se la vita è desiderio, noi siamo Geller di