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area della normalità, Appunti di Pedagogia

appunti riguardanti l'area della normalità

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 02/03/2023

giulia.leo18
giulia.leo18 🇮🇹

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(4)

66 documenti

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4 novembre ’21
Area della normalità
Noi utilizziamo la parola normale per indicare il comportamento più presente e adeguato, in
ambito scientifico o non si usa questa parola o si usa tra virgolette. Il concetto di normalità è
socialmente molto diffuso, che ci piaccia o meno.
Quando parliamo del termine normalità si parla di un contesto delimitato per tempo luogo e
cultura.
La normalità dipende dall’intreccio tra
- Caratteristiche psicofisiche (prestazioni associate a tali caratteristiche)
- Comportamenti ritenuti opportuni e appropriati a un individuo
In relazione a variabili quali:
- Età
- Genere
- Condizioni socio economiche
I comportamenti sono ritenuti appropriati o non appropriati in funzione delle norme vigenti in un
delimitato contesto.
Non tutte le prestazioni collocabili all’esterno dell’area della normalità sono socialmente
inaccettabili, inopportune, inadeguate (anticipo di prestazioni o prestazioni considerate superiori a
quelle medie del gruppo di appartenenza).
Ad esempio, Einstein esce dall’area della normalità.
La normalità nel campo delle politiche sociali ed educative è
- Una condizione di benessere individualmente e socialmente accettabile
- Diritti e doveri di cittadinanza
In un logo e tempo l’area della normalità è dotata di confini più o meno identificabili (anche in
relazione all’identità dell’osservatore e alle finalità dell’osservazione) bisogna fare una lettura della
condizione dei soggetti basata sulla loro posizione nei confronti di quest’area, il soggetto esterno è
colui che trasgredisce le regole del contesto, il soggetto interno è quello che le segue.
La prima azione è quella di far rimanere il soggetto all’interno dell’area della normalità, quando si
spinge un soggetto che ha comportamenti esterni a quest’area all’interno dell’area si svolge
un’azione rischiosa. Può avvenire l’eliminazione fisica del soggetto che è fuori dell’area della
normalità, ad esempio con la pena di morte, dovrebbe essere un atto educativo anche sugli altri.
Se no l’eliminazione significa collocare il soggetto in un’altra area di normalità, ad esempio nelle
carceri o gli anziani nelle rsa.
Le persone all’esterno dell’area hanno caratteristiche diverse da quelle che stanno all’interno,
un’altra azione è ampliare l’area della normalità per fare in modo che i soggetti al limite possano
rientrarci, è un’inclusione, come nel luogo di culto o nell’ambito lavorativo.
La disabilità come si colloca? Dipende dal contesto e da ciò che questo chiede all’individuo. Noi
tentiamo di offrire ausili e aiuti a persone che non sono abili al 100% per permettergli di essere il
più possibile normali. Alcune azioni sono violente se il concetto di normalità è particolarmente
netto e solido. Ci si troverà davanti a storie diverse e complesse
In sintesi:
- Stabilizzazione nell’area della normalità
- Dai margini all’interno
- Dall’esterno all’interno
- Eliminazione
- Ampliamento dell’area della normalità
Promozione
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4 novembre ’ Area della normalità Noi utilizziamo la parola normale per indicare il comportamento più presente e adeguato, in ambito scientifico o non si usa questa parola o si usa tra virgolette. Il concetto di normalità è socialmente molto diffuso, che ci piaccia o meno. Quando parliamo del termine normalità si parla di un contesto delimitato per tempo luogo e cultura. La normalità dipende dall’intreccio tra

  • Caratteristiche psicofisiche (prestazioni associate a tali caratteristiche)
  • Comportamenti ritenuti opportuni e appropriati a un individuo In relazione a variabili quali:
  • Età
  • Genere
  • Condizioni socio economiche I comportamenti sono ritenuti appropriati o non appropriati in funzione delle norme vigenti in un delimitato contesto. Non tutte le prestazioni collocabili all’esterno dell’area della normalità sono socialmente inaccettabili, inopportune, inadeguate (anticipo di prestazioni o prestazioni considerate superiori a quelle medie del gruppo di appartenenza). Ad esempio, Einstein esce dall’area della normalità. La normalità nel campo delle politiche sociali ed educative è
  • Una condizione di benessere individualmente e socialmente accettabile
  • Diritti e doveri di cittadinanza In un logo e tempo l’area della normalità è dotata di confini più o meno identificabili (anche in relazione all’identità dell’osservatore e alle finalità dell’osservazione) bisogna fare una lettura della condizione dei soggetti basata sulla loro posizione nei confronti di quest’area, il soggetto esterno è colui che trasgredisce le regole del contesto, il soggetto interno è quello che le segue. La prima azione è quella di far rimanere il soggetto all’interno dell’area della normalità, quando si spinge un soggetto che ha comportamenti esterni a quest’area all’interno dell’area si svolge un’azione rischiosa. Può avvenire l’eliminazione fisica del soggetto che è fuori dell’area della normalità, ad esempio con la pena di morte, dovrebbe essere un atto educativo anche sugli altri. Se no l’eliminazione significa collocare il soggetto in un’altra area di normalità, ad esempio nelle carceri o gli anziani nelle rsa. Le persone all’esterno dell’area hanno caratteristiche diverse da quelle che stanno all’interno, un’altra azione è ampliare l’area della normalità per fare in modo che i soggetti al limite possano rientrarci, è un’inclusione, come nel luogo di culto o nell’ambito lavorativo. La disabilità come si colloca? Dipende dal contesto e da ciò che questo chiede all’individuo. Noi tentiamo di offrire ausili e aiuti a persone che non sono abili al 100% per permettergli di essere il più possibile normali. Alcune azioni sono violente se il concetto di normalità è particolarmente netto e solido. Ci si troverà davanti a storie diverse e complesse In sintesi:
  • Stabilizzazione nell’area della normalità
  • Dai margini all’interno
  • Dall’esterno all’interno
  • Eliminazione
  • Ampliamento dell’area della normalità Promozione

Interventi rivolti a soggetti interni all’area della normalità non caratterizzati da condizioni e rischi di disagio

  • Fisico
  • Economico
  • Psichico
  • Relazionale Ci sono così proposte accrescitive e immunizzanti per l’aumento del benessere. Prevenzione Interventi rivolti a soggetti deboli collocati ai margini dell’area della normalità
  • Potenziali portatori di disagio
  • A rischio di emarginazione e devianza Finalizzati a ridurre il rischio di incontro con malessere e disagio
  • Aumento della consapevolezza
  • Fornire alternative praticabili Riabilitazione/educazione Interventi rivolti a portatori di disagio conclamato esterni all’area della normalità, emarginati e devianti e fragili che richiedono interventi di tipo riabilitativo:
  • Risposta ai bisogni primari
  • Lavoro sulle parti sane
  • Prospettive di cambiamento minime e progressive
  • adattamento per rinuncia: tra il disagio di stare in quella condizione il disagio che porterebbe uscire da questa condizione preferisco il disagio di restarci. L’azione rieducativa deve tentare insieme al soggetto un bilancio dei vantaggi e degli svantaggi, dei costi.
  • riduzione del danno: azione educativa o riabilitativa in senso lato che non risolve il problema, ma riduce semplicemente il danno. È un invito a ridimensionare l’onnipotenza educativa.