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Specialità e normalità, è il riassunto sintetico del libro.
Tipologia: Dispense
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Introduzione Sia specialità che normalità sono concetti importanti. Nessuno dei due è su ciente da solo. Dal 2006 ad oggi: tracce di un percorso verso la scuola inclusiva Nel 2006 esce il libroLa speciale normalità, in cui in Italia si parlava di integrazione scolastica, non di inclusione: qualità degli apprendimenti e partecipazione sociale. Nel 2000 grandi tensioni tra interventi speciali e partecipazione alla vita scolastica normale. Fridays for Future e pandemia. Agenda 2030, nel 2015: parla di unicità, universalità, equità e convivenza di tutte le di erenze. Nuove consapevolezze e militanze, LGBTQ+, neofemminismo… 2000 arriva in Italia ICF. Disability Studies: denunciano i limiti oppressivi.
Verso quale inclusione? Nilholm e Goransson hanno individuato 4 usi del termine ‘inclusione’: ● Stretta: presenza fisica dell’alunno in classe; ● Stretta: il modo in cui la scuola risponde ai bisogni di alunni con disabilità; ● Ampio: capacità della scuola di rispondere alle di erenze individuali di ognuno; ● Ampio: sviluppo di comunità democratiche dove le di erenze individuali sono VALORIZZATE. Inclusione come obiettivo generale dell’educazione che riguarda tutti Una scuola equa è quella che ha il coraggio di fare delle di erenze positive. I vissuti di chi fa esperienza di marginalità diventano oggetto di riflessione e possono contribuire a identificare gli ostacoli del nostro sistema formativo. Inclusione come l’orientamento della scuola di tutti. Esclusione vista come meccanismo sociale, non come una conseguenza delle caratteristiche personali. Inclusione come processo di cambiamento dell’educazione e della società. L’inclusione deve diventare il motore per il cambiamento dell’intero contesto educativo. Il pensiero inclusivo in educazione mira anche a cambiare e far evolvere il mondo fuori e dopo di esso. Inclusione che ha come finalità l’apprendimento e la partecipazione Obiettivo duplice, sviluppare al massimo i propri talenti e diventare parte attiva della comunità. Punto di incontro come messa in comune dei talenti che possono svilupparsi in progetti condivisi. Non solo valore politico della socialità, ma educazione sociale come processo necessario per l’apprendimento. Inclusione anche per gli insegnanti che si sentono di crescere professionalmente in quel contesto e per i genitori che mettono in discussione la propria genitorialità e crescere nelle proprie competenze. Il valore euristico dei dilemmi in educazione e nell’educazione inclusiva. Specialità e normalità come i due poli che contribuiscono a realizzare inclusione:
Non si o re una soluzione al trilemma ma propone una prospettiva. Edgar Morin propone il dispositivo dialogico: Basata sull’idea di complessità, la comprensione completa non è possibile. Non è possibile conoscere le parti senza conoscere il tutto e viceversa.
Il valore della normalità Articolo 34 della costituzione : istruzione aperta a tutti. (ripasso le leggi verso l’inclusione). Normalità come valore identitario e rassicurante.
In relazione a quella individuale, rispecchiamenti, stereotipi… Prima identità sociale per mezzo delle insegnanti e dei compagni. Identità sociale come conoscenza che l’individuo ha di appartenere ad un gruppo oppure no. Genera o meno autostima e riconoscimento, non armonico. Costruzione del noi con distinzione del loro.
Non deve essere netto il noi e il loro > diventa una gerarchia. In un setting trasmissivo di cile che si promuova emancipazione e democrazia. Neanche nessuna assunzione di responsabilità sarebbe una soluzione. Ruolo centrale della maestra: maestro ignorante che pone le domande giuste. Insegnanti e alunni decidono come lavorare e organizzare il lavoro. Importanza della normalità per le persone con disabilità Esclusione: so erenza Appartenere alla normalità produce un senso di vicinanza a ettiva ed emotiva. Mi sento alunno come gli altri nella normalità. Processi di identificazione e di apprendimento consentono alla persona di apprendere competenze in modo più normale. In un gruppo di persone con disabilità c’è la probabilità di apprendere per imitazione comportamenti problematici e regressivi. Scopo comune.
La specialità dei saperi della pedagogia speciale nell’a rontare le vulnerabilità Opposizione disabilità-abilità come ciò che è desiderabile e ciò che non lo è. Saperi e tecniche speciali non devono essere usati per forza solo con alunni speciali. Dobbiamo liberarci dell’idea negativa dell’aggettivo speciale. Interventi con alcuni caratteristiche che li rendono speciali:
La dialogica della speciale normalità I rischi di entrambe. I rischi della NORMALITA’ Pro: ● pari diritti e valore a tutti ● normalità come rappresentate del valore dei luoghi formativi per costruire una propria identità sociale sana Contro: ● APPIATTIMENTO: ignorata e trascurata la complessità. Fare parti uguali tra diseguali. Uguaglianza di tutti, troppo comodo e non vero. ● OMOLOGAZIONE: conformarsi al gruppo. Assimilazione delle diversità. Masking: persone con lo spettro autistico imitano persone neurotipiche per apparire uguali a loro. ● STANDARDIZZAZIONE: contesti assunti come luoghi di valore nel nome dell’eterogeneità che vengono ritenuti validi e funzionali. Bisogna riconoscere i propri limiti e superarsi, non essere rigidi e conservatori. I rischi della SPECIALITA’ Pro: ● riconoscere l’unicità valorizzando di erenze ● l’educazione ha la responsabilità di progettare interventi plurali e flessibili Contro: ● ETICHETTAMENTO E STIGMATIZZAZIONE: Dare troppa attenzione alla specialità con il rischio di stigmatizzarla. Atteggiamenti pietistici e di troppa facilitazione ad es. ● ISOLAMENTO DI SOGGETTI CHE APPRENDONO: spazio fuori dalla classe per interventi individualizzati, produce isolamento a livello di classe. ● DELEGA E DERESPONSABILIZZAZIONE: delegato solo all’insegnante di sostegno senza la co-progettazione con il docente di sezione. CONSAPEVOLEZZA DEI RISCHI COME CONSAPEVOLEZZA DELL’ECOLOGIA DELL’AZIONE: