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Introduzione alla Statistica: Concetti Fondamentali e Metodi - Prof. Punzo, Schemi e mappe concettuali di Statistica

Un'introduzione chiara e concisa ai concetti fondamentali della statistica. Vengono trattati argomenti come i dati qualitativi e quantitativi, le scale di misura, la raccolta dei dati, le distribuzioni di frequenza e le rappresentazioni grafiche. Inoltre, vengono spiegate le medie di posizione, la variabilità e la concentrazione, offrendo una panoramica completa degli strumenti statistici di base. Il documento include esempi pratici e definizioni chiare, rendendolo utile per studenti e professionisti che desiderano comprendere i principi della statistica descrittiva. Infine, vengono introdotti concetti come la probabilità e gli indici di forma, fornendo una base solida per ulteriori approfondimenti.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2023/2024

Caricato il 20/09/2025

francesco-saverio-izzo
francesco-saverio-izzo 🇮🇹

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La statistica è una disciplina che permette di analizzare la realtà attraverso metodi quantitativi.
Può essere applicata in vari ambiti, come:
Economia (analisi del mercato, prezzi, cambi di valuta)
Aziende (vendite, marketing, produzione)
Società (analisi demografiche, comportamenti dei consumatori)
Scienze biologiche (studi medici, epidemie).
La statistica studia i fenomeni collettivi, cioè quelli che coinvolgono più individui o unità e che
possono essere descritti tramite numeri.
QUANDO UN PROBLEMA DIVENTA STATISTICO?
Molti problemi reali possono essere analizzati con metodi statistici. Esempio:
l’analisi delle quote di mercato di un’azienda per capire l’efficacia di una campagna
pubblicitaria.
Il monitoraggio dei prezzi del cambio di valuta per osservare variazioni nel tempo.
conoscenza statistica significa trattare (osservare) i collettivi (popolazioni, universi, insiemi, unità e
così via).
INDUZIONE da un collettivo limitato (campione) a TUTTA la popolazione di riferimento (universo).
CONCETTI FONDAMENTALI
1. Unità statistica: l’elemento base di un’analisi statistica, ovvero l’oggetto su cui raccogliamo
dati, può essere:
una persona (per studi demografici)
Un’azienda (per studi economici)
Una città (per studi geografici)
2. Carattere statistico: è la proprietà che vogliamo analizzare sulle unità statistiche e può
assumere diverse modalità in corrispondenza delle diverse unità statistiche del collettivo. Può essere:
qualitativo (descrittivo, come il genere o la professione)
Quantitativo (numerico, come il peso o il reddito)
3. Modalità: i valori che è un carattere statistico può assumere. Esempio:
il carattere “genere” a due modalità: maschio, femmina.
Il carattere “titolo di studio” può avere modalità come: diploma, laurea, dottorato.
TIPOLOGIE DI DATI E SCALE DI MISURA
1. DATI QUALITATIVI (mutabili)
sconnessi : le modalità non hanno un ordine naturale di successione (es. Professione: avvocato,
medico, insegnante).
Ordinati: le modalità hanno un ordine di successione (livello di soddisfazione: poco,
abbastanza, molto).
2. DATI QUANTITATIVI (variabili)
discreti : numeri interi (numero di figli, pezzi prodotti, voto ad un esame).
Continui : possono assumere qualsiasi valore in un intervallo (peso, temperatura)
SCALE DI MISURA PER I DATI QUANTITATIVI
scala a intervalli: NON ha 0 assoluto (es. Temperatura in gradi Celsius).
Scala di rapporti: ha uno zero assoluto (reddito, fatturato annuo)
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Scarica Introduzione alla Statistica: Concetti Fondamentali e Metodi - Prof. Punzo e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Statistica solo su Docsity!

La statistica è una disciplina che permette di analizzare la realtà attraverso metodi quantitativi.

Può essere applicata in vari ambiti, come:

  • Economia (analisi del mercato, prezzi, cambi di valuta)
  • Aziende (vendite, marketing, produzione)
  • Società (analisi demografiche, comportamenti dei consumatori)
  • Scienze biologiche (studi medici, epidemie).

La statistica studia i fenomeni collettivi, cioè quelli che coinvolgono più individui o unità e che

possono essere descritti tramite numeri.

QUANDO UN PROBLEMA DIVENTA STATISTICO?

Molti problemi reali possono essere analizzati con metodi statistici. Esempio:

  • l’analisi delle quote di mercato di un’azienda per capire l’efficacia di una campagna

pubblicitaria.

  • Il monitoraggio dei prezzi del cambio di valuta per osservare variazioni nel tempo.

conoscenza statistica significa trattare (osservare) i collettivi (popolazioni, universi, insiemi, unità e

così via).

INDUZIONE da un collettivo limitato (campione) a TUTTA la popolazione di riferimento (universo).

CONCETTI FONDAMENTALI

  1. Unità statistica: l’elemento base di un’analisi statistica, ovvero l’oggetto su cui raccogliamo

dati, può essere:

  • una persona (per studi demografici)
  • Un’azienda (per studi economici)
  • Una città (per studi geografici)
  1. Carattere statistico: è la proprietà che vogliamo analizzare sulle unità statistiche e può

assumere diverse modalità in corrispondenza delle diverse unità statistiche del collettivo. Può essere:

  • qualitativo (descrittivo, come il genere o la professione)
  • Quantitativo (numerico, come il peso o il reddito)
  1. Modalità: i valori che è un carattere statistico può assumere. Esempio:
  • il carattere “genere” a due modalità: maschio, femmina.
  • Il carattere “titolo di studio” può avere modalità come: diploma, laurea, dottorato.

TIPOLOGIE DI DATI E SCALE DI MISURA

  1. DATI QUALITATIVI (mutabili)
  • sconnessi: le modalità non hanno un ordine naturale di successione (es. Professione: avvocato,

medico, insegnante).

  • Ordinati: le modalità hanno un ordine di successione (livello di soddisfazione: poco,

abbastanza, molto).

  1. DATI QUANTITATIVI (variabili)
  • discreti: numeri interi (numero di figli, pezzi prodotti, voto ad un esame).
  • Continui: possono assumere qualsiasi valore in un intervallo (peso, temperatura)

SCALE DI MISURA PER I DATI QUANTITATIVI

  • scala a intervalli: NON ha 0 assoluto (es. Temperatura in gradi Celsius).
  • Scala di rapporti: ha uno zero assoluto (reddito, fatturato annuo)

RACCOLTA DEI DATI E RILEVAZIONE STATISTICA

  • rilevazione totale (censimento): si raccolgono dati su tutta la popolazione.
  • rilevazione campionaria: si analizza un sottoinsieme della popolazione, risparmiando tempo e

risorse.

Distribuzione di un carattere e rappresentazione grafica

Quando raccogliamo dati su un insieme di unità statistiche, possiamo organizzarli in tabelle

statistiche, che possono essere:

 Semplici: quando consideriamo un solo carattere (es. numero di dipendenti di un’azienda).

 Multiple: quando consideriamo più caratteri contemporaneamente (es. numero di dipendenti e

fatturato delle aziende).

Un esempio tipico è la matrice dei dati, dove:

 Ui rappresenta le unità statistiche (aziende, persone, ecc.).

 Xj rappresenta le variabili statistiche (fatturato, numero di addetti, regione, ecc.).

 xij è il valore che la variabile XjX_jXj assume per l'unità iii.

Distribuzione di frequenze

Se vogliamo analizzare come si distribuisce un carattere in un collettivo, possiamo costruire una

distribuzione di frequenze, che indica quante volte una certa modalità compare nel nostro campione.

  1. Frequenza assoluta (nj)

Indica il numero di volte che una modalità compare.

  1. Frequenza relativa (fj)

È il rapporto tra la frequenza assoluta e il totale delle osservazioni:

fj=nj/n

  1. Frequenza percentuale (pj)

È la frequenza relativa moltiplicata per 100:

pj=fj×

Frequenza cumulata

Somma progressiva delle frequenze assolute, relative o percentuali. Si distinguono:

o Frequenza assoluta cumulata (Nj): Nj=n1+n2+...+nj

o Frequenza relativa cumulata (Fj): Fj=f1+f2+...+fj

o Frequenza percentuale cumulata (Pj): Pj=p1+p2+...+pj

Rappresentazioni grafiche 📊

Grafici a barre

  • Utilizzati per rappresentare caratteri qualitativi ordinati e quantitativi discreti
  • Ogni barra ha altezza proporzionale alla frequenza della categoria
  • Se ci sono più categorie affiancate, si possono usare i grafici a barre multipli per confronti.

Es. Distribuzione della popolazione italiana secondo la condizione professionale.

Grafici a nastri

  • Variante dei grafici a barre, ma usata per caratteri qualitativi non ordinati
  • Le barre sono disposte orizzontalmente

Es. Distribuzione dei dipendenti di un’azienda per area geografica:

Macro

Ripartizione

Numero

dipendenti

Nord 810

Centro 408

Sud 220

Tot. Italia 1.438^0 100 200 300 400 500 600 700 800

Mezzogiorno

Centro

Nord

m igliaia

Grafici ad aree

  • Utilizzati per dati quantitativi continui del tempo
  • Mostrano l’evoluzione di un fenomeno in un determinato periodo

Istogrammi

  • Sono composti da rettangoli adiacenti
  • Ogni rettangolo rappresenta una classe di valori (intervallo) con altezza proporzionale alla

frequenza

  • Se le classi hanno ampiezza diversa, si usa la densità di frequenza per rendere le aree proporzionali

ai dati.

Es. Distribuzione dei redditi familiari annuali in classi di valore

Distribuzione delle non forze lavoro di 15 anni e oltre in Italia per condizione e per ripartizione geografica. Ripartizione geografica

Casalinghe Studenti Ritirati dal lavoro

Altri

Nord 3.209 1.553 5.322 780 Centro 1.668 844 1.999 446 Mezzogiorno 3.661 1.823 2.689 1. Totale Italia 8.538 4.220 10.010 2.

Fonte: ISTAT (2001), Rapporto sull’Italia, p. 164.

Grafici a torta

  • Mostrano la composizione percentuale di un fenomeno.
  • L’angolo di ogni fetta è proporzionale alla percentuale dell’attributo
  • Formula: 100 :pj=360°:gj Dove pj è è la percentuale e gj è l’angolo corrispondente

Distribuzione degli strumenti di pagamento adoperati da un campione di famiglie italiane.

Strumenti di pagamento ni Bonifici 27 Affitti, spese condominiali 5 Bollette su c/c 57 Pagamento carte di credito 12 Altri pagamenti 27 POS 72 Totale 200

3. Media aritmetica su classi di valori

Quando i dati sono raggruppati in classi, si usa il valore centrale di ogni classe:

cj= (limite inferiore+ limite superiore)/2 poi si applica la formula della media ponderata.

4. Proprietà della media aritmetica

 Associativa: la media di un insieme può essere calcolata dividendo i dati in gruppi e facendo la

media delle medie ponderate per le dimensioni dei gruppi.

 Traslativa: se si somma o sottrae una costante a tutti i valori, anche la media cambia di quella

costante.

 Omogenea: se tutti i valori vengono moltiplicati o divisi per una costante, anche la media

subisce la stessa operazione.

5. Medie Troncate

La media aritmetica può essere influenzata da valori anomali. Per ridurre questo effetto, si possono

usare medie troncate:

Trimmed Mean al 5% → esclude il 2,5% dei valori più piccoli e il 2,5% dei

valori più grandi

Trimmed Mean al 50% → esclude il 25% dei valori estremi

Esempio

Dati: 3,5, 5,6, 8,8, 9,

  • Media aritmetica: influenzata dal 150
  • Media troncata al 50%... Elimina il 25% inferiore superiore… Calcola la media su 5,6,8,8.

6. Mediana

La mediana è il valore che divide in 2 parti uguali una distribuzione ordinata.

 Se n è dispari, la mediana è il valore centrale

 Se n è pari, la mediana è la media dei due valori centrali

Esempio:

Dati: 5, 6, 9, 11, 14 → n=5n = 5n= 5 , Mediana = 9

Dati: 5, 6, 9, 11, 14, 18 → n=6n = 6n= 6 , Mediana = (9+11)/2 = 10

7. Quartili, Decili e Percentili

 Quartili → dividono la distribuzione in 4 parti:

 Q1Q_1Q1 = Primo quartile (25% dei dati)

 Q2Q_2Q2 = Secondo quartile = Mediana

 Q3Q_3Q3 = Terzo quartile (75% dei dati)

 Decili → dividono in 10 parti.

 Percentili → dividono in 100 parti.

PRIMO QUARTILE: esima

osservazione

TERZO QUARTILE: esima

osservazione

8. Moda

La moda è il valore che compare con maggiore frequenza.

 Unimodale: una sola moda.

 Plurimodale: più di una moda.

Se i dati sono in classi, la classe modale è quella con la maggiore densità di frequenza:

Densita =Frequenzaˋ della classe/Ampiezza della classe.

Esempio:

VALORE MODALE: €

MODA: Settore

del Commercio

CLASSE MODALE: 25

  1. Scarto quadratico medio (deviazione standard)

È la radice quadrata della varianza:

Esempio:

Un’indagine su 200 piccole aziende ha fornito la seguente distribuzione secondo il numero di

dipendenti:

DIPENDENTI 1 2 3 4 5 TOTALE AZIENDE 60 80 30 25 5 200

  1. Coefficiente di variazione (CV)

Misura la variabilità relativa rispetto alla media:

Osservazioni:

 Per distribuzioni con valori negativi e positivi, la media aritmetica non esprime l’ordine di

grandezza effettivo.

 Hai il minimo pari a zero ed è il massimo non definito; pertanto, consente il confronto tra la

variabilità di due distribuzioni, ma non sull’intensità della variabilità.

Esempio

In una regione si hanno 9 industrie che hanno installato un dispositivo anti-inquinante di tipo A e altre

9 un dispositivo di tipo B. È stata rilevata la quantità di cenere inquinante che fuoriesce dalla ciminiera

delle predette industrie.

Tipo Quantità di pulviscolo (g/min) (*)

A 69 80 44 52 54 54 86 77 65 B 35 62 43 23 30 28 22 40 25

Calcolar

e s :

Media aritmetica:

Deviazione standard:

Concentrazione: quanto è distribuito un carattere?

La concentrazione misura quanto una risorsa è equamente distribuita tra le unità statistiche.

Le misure di concentrazioni vengono calcolate sulle variabili TRASFERIBILI.

Un carattere quantitativo si definisce trasferibile se ha senso ipotizzare che un’unità statistica possa

cedere tutto o parte del carattere posseduto ad un’altra unità statistica.

Esempio

Persone

Somma

posseduta

(A)

Somma

posseduta

(B)

Somma

posseduta

(C)

1

a persona 5.000 0 0

2

a persona 5.000 1.000 0

3

a persona 5.000 1.000 0

4

a persona 5.000 3.000 0

5

a persona 5.000 3.000 0

6

a persona 5.000 4.000 0

7

a persona 5.000 23.000 35.

Totale 35.000 35.000 35.

Ordiniamo le N quantità osservate Xi in modo che: x 1  x 2  ...  xi  ...  xn

Ammontari accumulati:

A 1 = x 1

A 2 = x 1 + x 2

................................

Ai= x 1 + x 2 + ... + x i Ai: ammontare di carattere posseduto dale unità i

più povere

................................

An= x 1 + x 2 + x i + ... + x n

Caso A) EQUIDISTRIBUZIONE

Una qualunque frazione di unità dovrebbe possedere la medesima frazione del

carattere statistico trasferibile.

A 1 = 5.

A 2 = 5.000 + 5.000 = 10.


An=7= 5.000+5.000+…+5.000=5.0007 = 35.

i = 1, 2, 3, … 7

F 1 =

; F 2 =

; … F 7 =

Q

i

= A

i

/A

n

: corrispondente frazione di ammontare

F

i

= i/ n: frequenza relativa cumulata delle prime i unità

RAPPORTO DI CONCENTRAZIONE

Le differenze ( FiQi ) possono essere sintetizzate nel Rapporto di concentrazione di Gini (R):

dove:

Casi limite:

R = 0  Equidistribuzione

R = 1  Massima concentrazione

Esempio:

Persone Somma posseduta

Ai (^) Q i=Ai/An F i = i /n

1 0 0 0 0, 2 1.000 1000 0,0 29 0, 286 3 1.000 2000 0,057 0,42 9 4 3.000 5000 0,143 0, 5 3.000 8000 0, 229 0, 6 4.000 12000 0,343 0, 7 23.000 35000 Totale 35.000 0,80 1 3 , 000

Indici di forma: simmetria e asimmetria

Rapporto di Gini: