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breve descrizione dell'umanesimo e rinascimento
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Con il termine Umanesimo si suole designare il movimento intellettuale, letterario ed artistico che ha origine in Italia nella seconda metà del XIV secolo e tocca il suo apice nel corso del XV , confluendo poi nel Rinascimento ed estendendosi in seguito anche in Europa fino alle soglie del Seicento. Il termine umanisti comincia ad essere usato nella seconda metà del Quattrocento per indicare i maestri di discipline storico-letterarie e, più in generale, i cultori degli studia humanitatis (“studi relativi all’umanità”), espressione con cui Cicerone indicava l’istruzione basata sulla grammatica, sulla retorica, sulla storia, la poesia e la filosofia. La differenza principale fra la mentalità medievale e quella umanistica consiste nella diversa valutazione dell’uomo e della sua esperienza , che nella prima si traduce in chiave quasi esclusivamente religiosa, nella seconda, invece, nell’apprezzamento e nel riconoscimento del valore delle virtù umane e terrene. Si afferma una nuova concezione dell’uomo e del mondo che, soprattutto nel Quattrocento, lascia scarso spazio alla teologia e dunque si passa dal teocentrismo all’ antropocentrismo , ovvero il mondo non gravita più, come nel Medioevo, intorno a Dio, ma intorno all’uomo: l’uomo inteso come “creatura degna di ogni ammirazione”, libero nelle proprie scelte e “artefice della propria sorte”, centro di un universo concepito come un cosmo equilibrato ed armonico. L’Umanesimo assume come modelli di riferimento gli autori dell’ antichità classica greca e latina, ritenuti sommi esempi di un pensiero, di un linguaggio e di un’arte degni di imitazione, in quanto espressione di un’insuperata civiltà. Il classicismo, inteso come riscoperta e rivalutazione della cultura antica in tutte le sue forme, diventa uno dei tratti caratteristici dell’età umanistico-rinascimentale. Il Rinascimento è un periodo storico-artistico che inizia negli ultimi vent’anni del XV secolo sino al primo quarto del XVI secolo. Come dice anche il termine stesso si tratta di una rinascita che investe, dal punto di vista artistico, tutte le arti quindi pittura, scultura e architettura. Esso si sviluppa nelle corti, che diventano il luogo per eccellenza dello scambio e della produzione culturale, grazie anche al ruolo mecenatesco di principi e signori che, con un’abile politica culturale, sfruttano l’ospitalità garantita a poeti e scrittori per garantirsi prestigio e fama. Il primo a parlare di “Rinascita” è Giorgio Vasari , che fu, in un certo senso, il primo storico dell’arte. È famoso per aver scritto un’opera storiografica intitolata “Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architettori”. Proprio in questo scritto vengono coniati per la prima volta i termini Rinascimento e Gotico. La prima fase dell’arte rinascimentale è incentrata a Firenze , città che diventa uno dei centri mondiali di diffusione ed elaborazione della nuova cultura umanistico-rinascimentale. In seguito, a partire dal primo Cinquecento, Roma , capitale della controriforma, diventerà il centro indiscusso dell’arte, che acquisirà un linguaggio maturo grazie particolarmente a Michelangelo e Raffaello, che avviano il manierismo con la ricerca di un canone perfetto , che diventi modello da riprodurre (la Pietà Vaticana di Michelangelo può essere vista, in questo senso, come conclusione di questo percorso artistico).
L’idea fondamentale della cultura rinascimentale è quella in comune con l’Umanesimo, ovvero la rivalutazione dell’uomo e della sua esperienza terrena alla luce della fiducia nelle sue capacità e nelle sue virtù. L’uomo rinascimentale si pone al centro del mondo , in armonico rapporto con la realtà circostante, che egli può comprendere e dominare con il giusto uso della ragione , delle conoscenze scientifiche e del sapere della tradizione e degli antichi. Tre caratteristiche principali dello stile rinascimentale:
1. Formulazione delle regole della prospettiva lineare centrica , che organizzava lo spazio unitariamente. La prospettiva è un sistema per rappresentare un ambiente tridimensionale su di una superficie piana, e permette di raffigurare oggetti, personaggi e paesaggi con le reciproche posizioni e distanze che hanno, o avrebbero, nello spazio reale a tre dimensioni (lunghezza, larghezza e profondità). Fino alla fine del Trecento, i pittori, tra cui Giotto, avevano usato un metodo intuitivo per rappresentare uno spazio che apparisse profondo. Fu Brunelleschi , tra il 1414 e il 1416, a mettere a punto le leggi geometriche della prospettiva centrale o lineare, che fu poi alla base di tutta la pittura del Rinascimento. L’effetto di profondità̀ dello spazio è ottenuto con il progressivo decrescimento della grandezza degli oggetti e con la convergenza in un unico “punto di fuga” delle linee rette, che nella realtà sono invece parallele fra di loro. Brunelleschi non trascrisse le sue regole in un trattato: si limitò a dimostrarle, dipingendo, nel 1416, due tavolette, oggi purtroppo perdute, che rappresentavano in prospettiva una Veduta di Piazza della Signoria a Firenze con Palazzo Vecchio e una Veduta del Battistero di Firenze. Saranno però Leon Battista Alberti e Piero della Francesca a fissare le complesse regole della rappresentazione prospettica in due trattati teorici, rispettivamente il De pictura (1436) e il De prospectiva pingendi (1475). Masaccio , invece, fu tra i primi ad adottare la prospettiva nella pittura. Nell’affresco della Trinità (1426-1428) che si trova nella chiesa di Santa Maria Novella a Firenze, le figure si dispongono secondo un’i mpostazione piramidale. Gli assi prospettici della composizione convergono sulla figura di Cristo, punto di fuga e centro simbolico della scena. I personaggi sono disposti secondo rigorosi rapporti metrico-proporzionali e a differenza dei dipinti medievali sono delle medesime dimensioni. I committenti partecipano alla scena e simboleggiano l’intera umanità. Le figure sono corpose, realistiche, espressive, certamente derivate dallo studio del vero e sono collocate nello spazio come volumi fortemente tridimensionali. I mantelli sembrano scolpiti dalla luce e danno ai personaggi un aspetto monumentale.