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BhagavataPurana: La storia esemplare di Ajamila e la devozione a Narayana - Prof. Pellisse, Appunti di Filosofia Indiana

Il bhagavatapurana è uno dei testi più importanti della corrente bhagavata, appartenente ai grandi purana, grande raccolta di materiali mitologici della tradizione indiana. I purana sono un genere letterario che raccontano storie di devozione e contengono guide per il pellegrinaggio, descrizioni di santuari e luoghi sacri, riti da compiere e storie esemplari. In questo passaggio, si narra la storia di ajamila, un uomo che, nel momento della morte, riesce a sfuggire all'inferno grazie alla sua devozione verso narayana, uno dei nomi di visnù. La storia si svolge tra i servitori di visnù e quelli di yama e illustra la necessità di conformità tra i comportamenti in questa vita e la retribuzione morale nella vita successiva.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 08/10/2022

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attivita-vian 🇮🇹

4.6

(8)

57 documenti

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BhagavataPurana 6.1
È uno dei testi più importanti della corrente dei bhagavata.
È uno dei grandi purana, grande raccolta di materiali mitologici della collezione indiana
classica.
I purana sono un genere letterario il cui significato è "antica storia"(che superano le 100 mila
strofe). Possono essere paragonate a delle vere e proprie guide di pellegrinaggio perché
raccontano la collocazione geografica di santuari e luoghi sacri, come si fa a raggiungerli,
come sono strutturati, quali sono i siti da visitare, in quale ordine, quali riti compiere in questi
luoghi.
Sono anche dei testi che contengono dei racconti di tipo devozionale, e in particolare il
passo Bhagavatapurana 6.1 è un passo in cui c'è una storia esemplare di devozione e
racconta cosa accadde a un particolare devoto
--> "degnati ora di espormi qui, o illustre, come un uomo possa sfuggire all'inferno con i suoi
molteplici terribili tormenti".
--> "il dialogo tra i servitori di Visnu e quelli di Yama", la storia si svolge tra due gruppi di
servitori, quelli di VIsnu (divinità benevole) e i servitori di Yama (divinità malevole).
-->Il brahmani Ajamila sì contamina avendo sposato una schiava, si degrada perché
commette atti negativi, come prendere prigionieri in ostaggio per il riscatto, giocare
d'azzardo, rubare, in questo modo si guadagnava da vivere in modo spregevole per
sostenere la famiglia. Vincitore di un uomo nel ricevere.
All'età di 88 anni aveva 10 figli, il più giovane dei quali era un fanciullo di nome Narayana
(=che è anche un altro nome di vishnu)ed era il suo prediletto.
-->il personaggio che è discutibile, nel momento ultimo della sua vita, volge la mente
all'unica persona che ama sinceramente e quindi pronuncia il nome di narayana.
-->sul punto di morte arrivano i servitori di Yama con in mano un laccio, venuti per portarlo
via, a questo punto invoca più volte il nome del figlio, che è anche uno dei nomi di vishnu.
-->i servitori di visnù udendo tale invocazione sopraggiunsero e fermarono con la forza i
servi di Yama.
--> "colui il quale abbia intrapreso in questa vita un atto conforme o difforme al Dharma,
costui ne fruisce il frutto nell'aldilà, allo stesso modo nella medesima misura" . Bisogna che
ci sia conformità tra i comportamenti in questa vita e la retribuzione morale nella vita
successiva. Chi compie il bene deve ottenere un frutto che costituisce un merito, e chi
compie il male ottiene il demerito. Bisogna che questo meccanismo sia ferreo, perché
altrimenti non c'è più garanzia della retribuzione morale delle azioni. Se non c'è questa
conformità, la legge del Karman (principio di retribuzione morale delle azioni) viene infranta.
In ambito sacerdotale vige il principio di una sorta di giustizia cosmica (es_ in Occidente se
un bambino nasce cieco, ci si chiede dov'è la giustizia divina, un bambino nato cieco non
può avere nessuna colpa). Dal punto di vista sacerdotale indiano brahmanico non esistono
sofferenze immotivate, E se un bambino nasce cieco, e non lo diventa a seguito di un
incidente, significa che avrà fatto qualcosa di brutto in una delle sue esistenze precedenti, e
quindi ha meritato in questa esistenza di essere cieco, perché la nascita in tale corpo è la
conseguenza, la giustizia che segue un comportamento disdicevole nell'esistenza
precedente.
La condizione comune e che non si ha conoscenza/percezione delle esistenze precedenti o
successive, ma abbiamo percezione solo dell'esistenza in cui si vive in quel preciso
momento, e dunque ci sfuggono le altre esistenze (precedenti e future). Siamo come "mezzi
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BhagavataPurana 6.

È uno dei testi più importanti della corrente dei bhagavata. È uno dei grandi purana, grande raccolta di materiali mitologici della collezione indiana classica. I purana sono un genere letterario il cui significato è "antica storia"(che superano le 100 mila strofe). Possono essere paragonate a delle vere e proprie guide di pellegrinaggio perché raccontano la collocazione geografica di santuari e luoghi sacri, come si fa a raggiungerli, come sono strutturati, quali sono i siti da visitare, in quale ordine, quali riti compiere in questi luoghi. Sono anche dei testi che contengono dei racconti di tipo devozionale, e in particolare il passo Bhagavatapurana 6.1 è un passo in cui c'è una storia esemplare di devozione e racconta cosa accadde a un particolare devoto --> "degnati ora di espormi qui, o illustre, come un uomo possa sfuggire all'inferno con i suoi molteplici terribili tormenti". --> "il dialogo tra i servitori di Visnu e quelli di Yama", la storia si svolge tra due gruppi di servitori, quelli di VIsnu (divinità benevole) e i servitori di Yama (divinità malevole). -->Il brahmani Ajamila sì contamina avendo sposato una schiava, si degrada perché commette atti negativi, come prendere prigionieri in ostaggio per il riscatto, giocare d'azzardo, rubare, in questo modo si guadagnava da vivere in modo spregevole per sostenere la famiglia. Vincitore di un uomo nel ricevere. All'età di 88 anni aveva 10 figli, il più giovane dei quali era un fanciullo di nome Narayana (=che è anche un altro nome di vishnu)ed era il suo prediletto. -->il personaggio che è discutibile, nel momento ultimo della sua vita, volge la mente all'unica persona che ama sinceramente e quindi pronuncia il nome di narayana. -->sul punto di morte arrivano i servitori di Yama con in mano un laccio, venuti per portarlo via, a questo punto invoca più volte il nome del figlio, che è anche uno dei nomi di vishnu. -->i servitori di visnù udendo tale invocazione sopraggiunsero e fermarono con la forza i servi di Yama. --> "colui il quale abbia intrapreso in questa vita un atto conforme o difforme al Dharma, costui ne fruisce il frutto nell'aldilà, allo stesso modo nella medesima misura". Bisogna che ci sia conformità tra i comportamenti in questa vita e la retribuzione morale nella vita successiva. Chi compie il bene deve ottenere un frutto che costituisce un merito, e chi compie il male ottiene il demerito. Bisogna che questo meccanismo sia ferreo, perché altrimenti non c'è più garanzia della retribuzione morale delle azioni. Se non c'è questa conformità, la legge del Karman (principio di retribuzione morale delle azioni) viene infranta. In ambito sacerdotale vige il principio di una sorta di giustizia cosmica (es_ in Occidente se un bambino nasce cieco, ci si chiede dov'è la giustizia divina, un bambino nato cieco non può avere nessuna colpa). Dal punto di vista sacerdotale indiano brahmanico non esistono sofferenze immotivate, E se un bambino nasce cieco, e non lo diventa a seguito di un incidente, significa che avrà fatto qualcosa di brutto in una delle sue esistenze precedenti, e quindi ha meritato in questa esistenza di essere cieco, perché la nascita in tale corpo è la conseguenza, la giustizia che segue un comportamento disdicevole nell'esistenza precedente. La condizione comune e che non si ha conoscenza/percezione delle esistenze precedenti o successive, ma abbiamo percezione solo dell'esistenza in cui si vive in quel preciso momento, e dunque ci sfuggono le altre esistenze (precedenti e future). Siamo come "mezzi

addormentati" perché non ci ricordiamo di quello che è stato, e non siamo capaci di prevedere ciò che sarà. -->"questi invero ha compiuto riparazione, anche per le colpe commesse in miliardi di nascite, dal momento che ha spontaneamente pronunciato il nome di Hari, che conduce alla liberazione. Sia dunque per costui come se avesse agito senza colpa." Il motivo per cui i servi di Visnù sono venuti per strappare ahia ma il brahmano è perché Ajamila ha spontaneamente pronunciato il nome di Narayana che conduce alla liberazione. La pronuncia del nome Divino è un mezzo di purificazione potentissimo. Non è l'osservanza dei voti o la pratica dei riti che richiama la gloria e la benedizione, quanto l'enunciazione del nome di Visnu. Il nome di Visnù è così potente, che solo la sua pronuncia (per indicare un altro, per scherzo, per interiezione, per offesa) comporta la distruzione totale di ogni male. --> Alla fine a Ajamila viene assunto nel corteo personale di Visnù. Da quando muta forma in discepolo personale di Visnù, inizia una apoteosi, una ascensione al cielo. I purana devono contenere delle liste/genealogie di re e le storie dinastiche. I purana devono contenere delle descrizioni geografiche e anche delle descrizioni della struttura del mondo. I purana contengono descrizioni sia dei tormenti infernali sia delle beatitudini celesti. È un DIALOGO: la forma espositiva del dialogo è molto amata nel contesto devozionale indiano, perché consente di raffigurare in modo drastico lo svolgersi di un argomentazione. Vi sono sempre due interlocutori (uno è istruito/discepolo e l'altro e l'istruttore /maestro), raramente 3. MANU: è considerato l'eroe primogenito che dà nome all'umanità (=MANANA) "Sì sforzi in questa stessa vita di espiare il male compiuto, avendo valutato la gravità o levità delle colpe, come un medico esperto nella diagnosi dovrebbe curare una malattia". Ci rimanda ad un contesto buddista l'idea che l'opera di un personaggio che vuole impartire agli uomini un insegnamento in grado di troncare la radice di questo male, è un'immagine che arriva dall'ambiente buddista, dove le quattro Nobili verità, che costituiscono il fondamento della dottrina buddista, sono paragonate al modo di procedere di un medico, che al partire della sintomatologia, procede con l'individuazione delle cause di tale malattia, e cerca di formulare un percorso di guarigione, e infine passa alla prescrizione della terapia, cioè con una quarta nobile verità, che contiene la formulazione del nobile e duplice sentiero, spiega quali sono i rimedi da intraprendere per giungere alla guarigione. Non bisogna stupirsi perché l'ambiente sacerdotale e quello buddista non sono nettamente divisi, e i purana che sono inseriti nel contesto brahmanico e in quello sacerdotale, non possono ignorare la realtà del buddismo. DHARMA : legge/norma/dovere. "Coloro che, saldi, conoscono il Dharma e si affidano alla fede, si liberano del male compiuto, nato dal corpo, dalla parola o dall'intelletto, come il fuoco arde un boschetto di bambù". L'idea è che chi pratica questi virtù morali e norme di comportamento che sono qui elencate (ascesi, castità, controllo, l'osservanza di prescrizioni restrizioni ecc..) si libera dal male contenuto, anche se questo male è grande e potente. "Come il fuoco arde in un boschetto di