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"Linguaggi della devozione" Gianfranca Ranisio e Domenica Borriello, Dispense di Antropologia Culturale

Introduzione dettagliata al libro "linguaggi della devozione" di Gianfranca Ranisio e Domenica Borriello. Riassunto primo saggio "Una cascata di fiori.Comunicare infiorando"/ Riassunto secondo saggio "Puzzle votivi sul territorio campano: le edicole in ceramica"

Tipologia: Dispense

2016/2017

Caricato il 13/12/2017

federica260
federica260 🇮🇹

4.4

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17 documenti

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LINGUAGGI DELLA DEVOZIONE
INTRODUZIONE:
->UNA CASCATA DI FIORI. COMUNICARE INFIORANDO di D.Borriello—
>ripercorre la storia dell’infiorata per soffermarsi sulle modalità di
comunicazione aperte da questa pratica rituale,sui linguaggi comunicativi che
attraverso l’uso sapiente dei fiori e dei colori si tratteggiano. Con vari livelli di
complessità e di tecniche in evoluzione nel tempo,anziani,giovani,bambini e
maestri infioratori organizzati in gruppi realizzano mosaici pavimentali
composti da quadri,figure religiose,scritte,motivi ornamentali di vario genere
realizzati mediante l’utilizzo di fiori e di altri vegetali,utilizzando precise regole
non scritte ma socialmente approvate,come quelle del linguaggio dei colori e
degli odori primaverili.
->PUZZLE VOTIVI SUL TERRITORIO CAMPANO:LE EDICOLE IN
CERAMICA di D.Borriello—>In questo saggio è descritto il ricco patrimonio
devozionale delle edicole maicolate presente in Campania,che si è diffuso in
un arco di tempo che va dal secolo XVII ai nostri giorni. Come in un attraente
puzzle vengono raffigurati su una o più piastrelle (riggiole) la Vergine o i santi
solitamente venerati in loco,cui sono dirette pratiche votive e devozionali. Le
potenzialità comunicative e divulgative proprie di tale patrimonio sono
molteplici,da quelle della comunicazione territoriale a quelle della
comunicazione dello sguardo. In questo specifico ambito patrimoniale si
possono ritrovare anche significativi processi di rifunzionalizzazione e
reinvenzione: molto spesso le piastrelle votive scompaiono dagli originari
luoghi di ubicazione per essere illecitamente vendute o trasferite presso
nuove strutture abitative o espositive,ma anche riprodotte fotograficamente
per nuove proposte museali e multimediali.
-> <<METTICI LA MANO TU!>>. EMERGENZA E COMMEMORAZIONE:
VECCHI E NUOVI RITI VESUVIANI di G.Gugg—> In questo saggio si pone
in evidenza come emergano elementi al contempo di continuità e di
rielaborazione rispetto a quell’incessante processo di attribuzione di senso
che è il vivere il proprio territorio.
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LINGUAGGI DELLA DEVOZIONE

INTRODUZIONE:

->UNA CASCATA DI FIORI. COMUNICARE INFIORANDO di D.Borriello—

ripercorre la storia dell’infiorata per soffermarsi sulle modalità di comunicazione aperte da questa pratica rituale,sui linguaggi comunicativi che attraverso l’uso sapiente dei fiori e dei colori si tratteggiano. Con vari livelli di complessità e di tecniche in evoluzione nel tempo,anziani,giovani,bambini e maestri infioratori organizzati in gruppi realizzano mosaici pavimentali composti da quadri,figure religiose,scritte,motivi ornamentali di vario genere realizzati mediante l’utilizzo di fiori e di altri vegetali,utilizzando precise regole non scritte ma socialmente approvate,come quelle del linguaggio dei colori e degli odori primaverili.

->PUZZLE VOTIVI SUL TERRITORIO CAMPANO:LE EDICOLE IN CERAMICA di D.Borriello—>In questo saggio è descritto il ricco patrimonio devozionale delle edicole maicolate presente in Campania,che si è diffuso in un arco di tempo che va dal secolo XVII ai nostri giorni. Come in un attraente puzzle vengono raffigurati su una o più piastrelle (riggiole) la Vergine o i santi solitamente venerati in loco,cui sono dirette pratiche votive e devozionali. Le potenzialità comunicative e divulgative proprie di tale patrimonio sono molteplici,da quelle della comunicazione territoriale a quelle della comunicazione dello sguardo. In questo specifico ambito patrimoniale si possono ritrovare anche significativi processi di rifunzionalizzazione e reinvenzione: molto spesso le piastrelle votive scompaiono dagli originari luoghi di ubicazione per essere illecitamente vendute o trasferite presso nuove strutture abitative o espositive,ma anche riprodotte fotograficamente per nuove proposte museali e multimediali.

-> <<METTICI LA MANO TU!>>. EMERGENZA E COMMEMORAZIONE: VECCHI E NUOVI RITI VESUVIANI di G.Gugg—> In questo saggio si pone in evidenza come emergano elementi al contempo di continuità e di rielaborazione rispetto a quell’incessante processo di attribuzione di senso che è il vivere il proprio territorio.

-> LA DEVOZIONE IN RETE: TRA SITI E SOCIAL NETWORK di G.Ranisio —>G.Ranisio in questo saggio affronta il tema delle nuove forme di comunicazione che,nelle società contemporanee,permettono il prodursi di spazi e messaggi dalle modalità nuove e dai contenuti inediti. Ci troviamo oggi di fronte ad una situazione articolata e complessa che vede l’intrecciarsi di altre modalità comunicative,accanto a quelle già consolidate,e che chiama a un interscambio tra modalità online e offline e questo riguarda anche la religione,come emerge dall’analisi dell’utilizzo del web da parte di un culto di recente formazione (quello della Madonna di Zaro) e dall’analisi di altri siti di contenuto religioso.

-> UNO STORYTELLING PER LA CERAMICA SACRA. DALLA

COLLEZIONE AL MUSEO,UNA PROPOSTA COMUNICATIVA di S.Romano —> In questo saggio S.Romano si sofferma sui numerosi oggetti per uso devoto,presenti nella Collezione Mazzacane,tra i quali acquasantiere,targhe ed edicole votive,vasi ed altri oggetti decorati con immagini sacre. L’autrice sottolinea il mutamento della funzione comunicativa di oggetti destinati originariamente alla devozione pubblica o privata e,successivamente,ad altre funzioni collegate al loro divenire parte di un patrimonio da collezionare o da esporre in un museo,quando l’oggetto sacro si spoglia della sacralità devozione per assumere nuove vesti identitarie: quella di un oggetto raro e prezioso da conservare ma,al tempo stesso,anche testimonianza e memoria da custodire.

->NON “FREDDI DOCUMENTI” MA “CUORI DI CARNE”. LE DEVOZIONE

ALLA SANTISSIMA TRINITà DI VALLEPIETRA di P.E.Simeoni. —->In questo saggio l’autrice descrive il culto della trinità a Vallepietra,attraverso l’opera di fotografi e studiosi che lo hanno documentato. Attraverso le immagini l’occhio del fotografo e/o dello studioso incrocia quello dei devoti. Diventano importanti in questo senso gli scatti con lo “sguardo” ravvicinato come i primi piani o lo sguardo intermedio o quello “da lontano”.

1SAGGIO—>UNA CASCATA DI FIORI.COMUNICARE

INFIORANDO.DOMENICA BORRIELLO.

suggerito da papa Francesco nella GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI.

LA “COMUNICAZIONE DELL’INCONTRO”

“Comunicazione dell’incontro” e “incontro con gli altri” sono parole chiave per individuare aspetti della comunicazione sacra che l’arte di infiorare consente ai realizzatori sia in modo diretto e consapevole che indirettamente,a livello individuale e collettivo. “L’infiorata è bellezza,arte effimera gradevole ai sensi. Nasce e muore nel giro di poco tempo,ma resta nell’animo e nella vita delle persone che la costruiscono,la vivono,la vedono e la contemplano”. Il valore comunicativo dell’incontro,sia pure limitato al proprio gruppo comunitario,può essere espresso in esplicite dichiarazioni di devozione,che tendono a dotare di fisicità e concretezza il Santissimo Sacramento. L’infiorata è un prodotto non individuale ma COLLETTIVO,frutto di importanti sinergie. Lavorare in gruppo per la realizzazione di un soggetto floreale crea non solo un’occasione d’incontro con se stesso,ma crea una cooperazione fra i componenti del gruppo,impegnati nella creazione di un prodotto che richiede mesi di progettazione ma ha una vita breve. Le infiorate collegate alle festività del ciclo dell’anno di una comunità solitamente non prevedono gare con vincitori né compensi economici ma solo un piccolo contributo per le spese di realizzazione sostenuto direttamente dagli amministratori comunali o dalle Pro loco o dalla regione. In assenza di gara ufficializzata il desiderio del miglioramento del prodotto può diventare una sfida con se stessi e tra i propri gruppi di appartenenza,UNA SFIDA PRIVA DI INTERESSI INDIVIDUALI ECONOMICI MA DI APPARTENENZA DI UN GRUPPO O DI RAPPRESENTANZA DELLA COMUNITà. L’attività turistica è un potente strumento di richiamo al miglioramento sopratutto per la comunità campana di Cusano Mutri,da tempo avviata verso campagne di promozione turistica con sagre autunnali;ma l’infiorata resta per molti residenti “la manifestazione più sana” perché “fuori da ogni schema di lucro individuale”. L’infiorata rappresenta un utile biglietto di visita che consente di dimostrare agli altri il saper emergere anche con poco. Nel piccolo comune della provincia di Roma,Pisoniano, al contrario, non emerge una realtà legata a processi di valorizzazione turistica,come a

Cusano Mutri e in altre località della provincia di Roma ben più note a livello internazionale per la loro arte di infiorare. Qui la realizzazione è affidata ai Pisonianesi e ai loro familiari non residenti che giungono in paese proprio in occasione della festa del Corpus Domini. Anche qui l’infiorata del Cropus Domini assume la caratteristica di “un fatto sociale totale” che coinvolge generazioni diverse e condiziona aspetti della vita sociale e politica delle piccola comunità nel corso intero dell anno. Sia a Pisoniano che a Cusano Mutri si ricorre ad una propedeutica formazione nelle scuole elementari allo scopo di garantire la trasmissione della tradizione locale,il ricambio generazionale e favorire un confronto diretto tra le generazioni. La “comunicazione dell’incontro” assume dunque anche il senso più ampio dell’incontro tra tradizione e rinnovamento,nell’auspicabile modalità di un equilibrato rapporto. Il ruolo ricoperto dai giovani è fondamentale nel processo comunicativo intergenerazionale. Nelle due località prese in esame,il limitato contributo economico messo a disposizione degli infioratori spinge i giovani a sperimentare nuove tecniche di esecuzione con soluzioni pratiche ma efficaci e al tempo stesso con spese limitate (es. i giovani non prendono l’auto per cercare i fiori più lontano,cercano di usare il meno possibile i garofani perché costano molto etc). Alcuni degli aspetti che rendono l’arte dell’infiorare un’arte popolare sono: la ricerca dell’innovazione pur nel rispetto della tradizione, la “comunicazione d’incontro” fondato spesso sulla condivisione di comuni orizzonti tra produttori e fruitori etc. Nelle infiorate il COLORE ha una funzione comunicativa rilevante,un potere attrattivo che affascina l’occhio. La “cascata di fiori” è in questa produzione un’esplosione di colori ed infatti,non a caso, la cromia è un elemento di valutazione importante da parte delle giurie impegnate nella valutazione dei tappeti di fiori,nelle competizioni nazionali e internazionali. I colori forniscono un valore aggiunto,accentuando un messaggio e rendendolo di più facile identificazione. Il linguaggio del colore è un linguaggio che produce suggestioni,poiché in grado di stabilire un rapporto di comunicazione con la natura e con esperienze interpretative. Pastoureau ci ricorda che il colore ha l funzione di liberare la forza,l’energia dell’individuo e che pertanto è “un’arte della memoria” che varia da una società all’altra,che si trasforma nel corso del tempo. Anche Toschi sottolineava l’importanza dei rapporti di colore,ossia le opposizioni dei colori,e il valore del simbolismo certamente valido anche per il colore.

2 SAGGIO —>PUZZLE VOTIVI SUL TERRITORIO CAMPANO:LE EDICOLE

IN CERAMICA. D.BORRIELLO

Nel saggio “Puzzle votivi sul territorio campano: le edicole in ceramica” è descritto il ricco patrimonio devozione delle edicole votive maicolate presente in campania che si è diffuso in un arco di tempo che va dal VXII ai giorni nostri. Le edicole votive sono testimonianze figurative del rapporto con il sacro: come in un attraente puzzle,troviamo raffigurati su una o più piastrelle la Vergine o i santi solitamente versati in loco,cui sono dirette pratiche votive e devozioni individuali e/o collettive in parte ancora vitali. La raffigurazione può essere realizzata su riggiola,la singola targa devozione,o su un insieme più o meno ampio di piastrelle che costituiscono nel complesso,un pannello di piccole,medie o ampie dimensioni. Sul territorio campano è presente anche una tipologia di raffigurazioni votive dalla forma circolare, il disco o il tondo. Sotto il genere di “targa devozionale” intendiamo classificare ceramiche raffiguranti soggetti religiosi,destinate ad una collocazione architettonica di tipo murale e progettate per un uso extraliturgico. Il genere comprende 2 famiglie principali: TARGHE PLASTIFICATE —> con raffigurazione a rilievo e TARGHE PIANE —> con raffigurazione disegnata e dipinta. L’aggettivo “devozionale” allude a quell’aspetto della religiosità che è attuazione specifica della pietà privata. In Campania pannelli ceramici di piccole e medie dimensioni sono ampiamente diffusi sul territorio. Questi ultimi posseggono un fascino singolare,quello di un avvincente puzzle che rivela la sua scenografia,con i suggestivi personaggi sacri raffigurati,sono se ciascun tassello del pannello è stato abilmente realizzato e ricomposto in tutte le sue parti. Questa peculiarità condiziona l’esecutore della figurazione,costretto a scelte dipendenti dalla dimensione e dl reticolo della riggiola da utilizzare,ossia dal vincolo geometrico che può indurlo a soluzioni scenografiche diverse,in relazione allo spazio figurativo a griglia di cui può disporre. Antonio Bove segnala a riguardo una dinamica evolutiva parallela a quella studiata per i pavimenti in maiolica in area campana. Nel 400,la tradizione compositiva pavimentale rappresentava simboli e figure entro la superficie esatta di una riggiola. Nel rispetto di questa tradizione il viso della Vergine doveva,ad esempio,rientrare

nello spazio di una mattonella,come altri simboli che la rendono riconoscibile nella diffusa varietà degli appellativi locali e delle pratiche rituali liturgiche e non ad essa collegate. Tale dipendenza della figurazione muta in epoche successive,come gia nel Barocco. La dimensione pubblica elle edicole maicolate come specifica attuazione della pista privata è un aspetto connotante della comunicazione: <<rendere pubblica un’immagine porta in sé diverse finalità comunicative. Propone un messaggio,trasmette qualcosa di importante>>. E’ utile ricordare con Antonio Marazzi che <<il contesto della percezione visiva comprendere una molteplicità di riferimenti sociali e di significati culturali. E’ attraverso messaggi visivi che si trasmettono e si rinforzano valori culturali fondamentali per la costruzione del senso del sé e di appartenenza collettiva>>. Le testimonianze visive delle targhe e dei pannelli votivi rinviano a funzioni e interessi mutevoli,da quelli originari,per le quali le edicole erano state commissionate,a quelli dell’artista o degli abitanti di un vicolo,di un quartiere etc. Il giornalista Alfonso Gambardella rievoca le sensazioni provate nel corso del suo soggiorno napoletano negli anni 50 e fornisce una descrizione suggestiva dei vicoli e delle strutture votive presenti nei quartieri storici di Napoli. Quelle strutture non appaiono decontestualizzate come si riscontra attualmente per molti pannelli ceramici presenti nei quartieri di Napoli. Anche Renato Penna forniva,all’inizio degli anni 60,una descrizione dettagliata delle “cappellucce” presenti nei vicoli del centro storico di Napoli,assegnando ad esse un ruolo importante. Egli ci parla di edicole che attirano il suo sguardo di viaggiatore a piedi e le presenta ai suoi lettori come beni culturali sul territorio difficili da ignorare. Analogamente Renato Penna ci menziona il ruolo assolto,a suo avviso,dalle edicole,presentate come strutture essenziali per comprendere aspetti della religiosità popolare locale. Ancora,nella ricerca condotta in un quartiere di Napoli (montesanto) sul finire degli anni 70,Provitera,Ranisio e Giliberti hanno posto in evidenza la stretta relazione tra l’edicola e l’ordinaria vita di tutti i giorni,nel quartiere napoletano dell’epoca: l’edicola rappresenta per gli autori,il momento quotidiano dove l’intersecazione tra religioso e sociale coinvolge la dimensione comunitaria,mentre il <<momento eccezionale si può ritrovare solo quando attraverso l’edicola viene festeggiato il santo>>. Il passaggio della sfera devozione privata a quella pubblica viene posto qui in risalto in quanto collegato all’esposizione in strada del personaggio sacro ed il culto assume carattere collettivo con pratiche rituali che trovano rispondenza nei modelli culturali della contemporaneità ma anche

EDICOLE E TERRITORIO: UNA STRETTA RELAZIONE

Le edicole maicolate campane sono poco diffuse nella città di Napoli ma al contrario,ben presenti nella provincia,in particolare,nell’area vesuviana dell’interno ma anche nelle isole di Ischia e Procida. Nel Vesuviano è particolarmente ricca la fascia interna comprendente i comuni di Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano,Somma Vesuviana,Marigliano,Sant’Anastasia etc. Abbiamo una forte presenza di edicole maicolate anche nella provincia di Napoli che confina con il Casertano,come attestano preziose testimonianze rinvenibili presso i comuni di Afragola,Caivano,Aversa,Giugliano etc. La diffusione delle edicole sul territorio consente di individuare una struttura di distribuzione non certo casuale. Per alcune aree,essa è facilmente individuabile in altre la dislocazione non offre un itinerario omogeneo. Le edicole distribuite nell’area vesuviana,ad esempio, consentono di tracciare una topografia dei culti che può essere posta in relazione ad almeno 3 modalità di diffusione,come ha chiaramente posto in evidenza Antonio Bove:

SISTEMA A RAGGIERA —> ha come polo di irradiazione una chiesa che custodisce il simulacro o l’icona miracolosa da cui trae origine il fenomeno di una particolare devozione. Si pensi alle edicole dedicate al culto della Madonna dell’arco,o a quello per la Beata Vergine del Rosario di Pompei.

SISTEMA LONGITUDINALE —> caratterizza la dislocazione di edicole poste lungo importanti assi viari di collegamento tra diverse località: è il caso di molti pannelli 800eschi dedicati alla Vergine,in particolare,alla Madonna del Carmine,distribuiti lungo la Villa Ottaviano,importante arteria di collegamento tra Napoli e la campagna vesuviana.

SISTEMA A PIOGGIA —> riscontrabile prevalentemente nell’hinterland (retroterra) agricolo e segue lo stesso criterio dell’assetto abitativo che delimita i luoghi di campagna e punti particolari della fitta rete interpoderale: sono edicole di tipo mariano,in prevalenza,che rafforzano la tesi dei legami ancestrali tra divinità femminile e fecondità dei campi.

Va ricordato che nel processo di diffusione delle edicole sul territorio un ruolo non secondario è attribuibile all’azione di propaganda svolta in passato dal clero secolare,dagli ordini monastici,dalle confraternite. Molte edicole sono caratterizzate dalla compresenza di più personaggi sacri venerati in una medesima località o area geografico-culturale. Di fondamentale importanza è anche la loro COLLOCAZIONE. Significativa è una raffigurazione del 1923,posta sul portone d’ingresso di un’abitazione privata,lungo la strada provinciale che collega il comune di Pagani con Cava dei Tirreni. Sul pannello sono raffigurati 3 personaggi sacri: sant’Alfonso,la Madonna dell’Olmo e san Vincenzo Ferrari,ossia coloro che sono ancora oggi diffusamente venerati nelle 3 aree indicate. Il pannello rappresenta un chiaro esempio di stretta relazione che si ingenera tra edicola votiva e spazio urbano. Il legame con i luoghi,pone dunque in evidenza il valore storicodocumentario dei pannelli votivi ancora presenti in area campana. La testimonianza delle immagini rinvia dunque a problemi relativi al contesto,alla funzione,alle pratiche rituali etc. Peter Burke ha ultimamente precisato che l’uso delle immagini in epoche diverse come oggetti di culto o strumenti di persuasione,di divulgazione dell’informazione ne esalta il valore di testimonianze di forme passate di religione,conoscenze,fede,diletto etc. Sebbene anche i testi offrano indizi di grande valore,le immagini rappresentano la migliore esemplificazione del potere delle rappresentazioni visive nella vita religiosa e politica della civiltà del passato. Nel contempo anche la memoria ha un importante valore,ponendosi come strumento di costruzione identitaria e di distinzione; essa può essere <<pratica incorporata nel soggetto e nel gruppo sociale,anche al di fuori,o al di la,di una sua assunzione esplicita e cosciente>>. E’ in questa direzione che va interpretato il valore storico documentario di alcune edicole votive in grado di sollecitare lo sguardo esterno di chi vuole ricercare,attraverso la loro visione,indizi preziosi,relazioni con il territorio che possano consentire di rintracciare antiche antiche pratiche rituali o significative memorie collettive ormai disperse: un’immagine femminile in bassorilievo,era ubicata nella piazza del Granello di Portici. La giovane donna raffigurava santa Margherita,per altri,la Madonna di Pugliano con il suo Bambino. Per anni la figura sacra ha protetto i pescatori che,percorrendo la piazza,raggiungevano l’antistante porto.

-LO SGUARDO DEL CERAMISTA E DEL DECORATORE che realizzano il prodotto ceramico applicando saperi acquisiti e modalità espressive che attengono in gran parte alla tradizione produttiva,alle necessità della bottega ma anche alle loro esigenze culturali ed espressive. -LO SGUARDO DELL’OSSERVATORE ESTERNO che osserva,recepisce ed interpreta messaggi comunicativi soggettivamente mutevoli anche nel tempo.

Tra i tanti esperi di edicole create per soddisfare lo sguardo esigente del committente,sono indicativi,a riguardo,il pannello policromo di forma circolare dedicato a san Giovanni Battista a Vietri sul Mare e la targa che ritrae san Francesco di Paola nell’atto di attraversare lo stretto di Messina. Più complesse possono risultare ulteriori riflessioni sullo sguardo del ceramista. Esso induce a porre attenzione su alcuni aspetti,quali le esigenze della bottega e dell’attività lavorative nei relativi contesti storici e culturali da considerare,i canoni stilistici da seguire, i cliché iconografici da applicare che corrispondono alla produzione cosiddetta “artistica”. E’ bene ricordare che la maggior parte delle edicole presenti in sul territorio campano sono in gran parte anonime e che più frequenti sono quelle riconducibili al XIX secolo e alla prima metà del XX. Ciò significa che la produzione dell edicola sacra ceramica di quest’epoca è da ricondurre ad un periodo in cui il prodotto ceramico vede una distribuzione di committenze variata tra gli strati socio-economici e dunque,lo ricordiamo ancora,spesso poco incline a spendere molto; al tempo stesso anche i produttori realizzano sempre più prodotti anonimi,come lo sono gran parte delle edicole prodotte in aree diverse talvolta da una medesima famiglia di ceramisti,in altri casi,da una pluralità di botteghe. Utilizzando le parole di Aldo Mazzacane possiamo affermare che è più opportuno adottare il denso concetto di opera senza autore,ossia risultanti da un unione di linguaggi,di schemi culturali,scambi e collaborazioni tra gli artefici. Una libertà espressiva può essere ricercata nell’uso dei colori,dei decori,delle forme figurative etc. A tal proposito Maria Cecchetti precisa che l’artigiano può assumersi la responsabilità di una ritrascrizione totale dell’immagine,per questo compito egli usa il vocabolario di stilemi grafici,di tecniche cromatiche,di abbreviazioni simboliche che gli è già abituale altri prodotti della sua bottega. In questa produzione vanno individuati due livelli strettamente connessi: quello della PERMANENZA->che consente il passaggio da un contesto ad un

altro; e quello della VARIABILITà->che emerge dal microcontesto in cui quelle forme,segni,motivi vengono utilizzati in relazione con gli altri elementi del sistema di cui fanno parte. Lo sguardo esterno dell’osservatore è oggi estendibile a quanti fruiscono delle strutture espositive o dei percorsi che la multimedialità consente nei musei e in rete. LO SGUARDO ESTERNO QUINDI NON è Più VINCOLATO DALLA LOCALIZZAZIONE MA SI PROIETTA A DISMISURA VERSO CONFINI NON DEFINIBILI. L’edicola votiva presenta dunque una pluralità di possibili percorsi di analisi,una complessità di letture. Il pannello devozione ceramico è il risultato visivo di un connubio tra esigenze comunicative-interpretative e saperi diversi; collegato al territorio e al contesto storico-culturale locale,questo manufatto presenta tuttavia forti potenzialità divulgative, in quanto polisemico e manipolabile.