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Un sommario di un libro che esplora i vari linguaggi di devozione, tra cui festività, musei, commemorazione, iconografie, produzioni web e multimediali. Il libro indaga su come queste forme di devozione consentono alla comunità locale e ai singoli partecipanti di creare connessioni e confronti con esterni e tra compaesani, e come il passaggio della sfera privata a quella pubblica pone in evidenza il collegamento tra il culto e la contemporaneità. anche il ricco patrimonio di edicole votive maiolicate presenti in Campania e il ruolo di queste strutture nella costruzione di identità collettiva.
Tipologia: Sintesi del corso
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Linguaggi della devozione:................................................................................................................................ 1 Comunicare infiorando:.................................................................................................................................... 1 Puzzle votivi sul territorio campano: le edicole in ceramica............................................................................. 2 ‘’mettici la mano tu’’ emergenza e commemorazione, vecchi e nuovi riti vesuviani:....................................... 4 La devozione in rete: tra siti e social network.................................................................................................. 5 il patrimonio culturale può essere visto come una particolare forma di passato, che appartiene a uno specifico gruppo. La ricerca antropologica si è concentrata molto sulla sfera devozionale, che viene espressa in patrimoni materiali e immateriali vari. La devozione viene espressa tramite progetti di valorizzazione delle risorse locali, utili anche per il turismo. Negli anni 70 è nato un dibattito sulla concezione di folklore, rivalutato in luce del suo nuovo rapporto con i media, in quanto capace di trasmettere il suo potenziale tramite nuove modalità. Produrre una retorica della tradizione tramite simboli e rituali serve da un lato, ad autorappresentare una comunità e dall’altro a rafforzare il senso comunitario e promuovere la località. Ci sono vari linguaggi di devozione: festività, musei, commemorazione, iconografie ma anche produzioni web e multimediali. In questo libro si studiano le varie possibilità tramite dei casi studio, che indagano linguaggi e modalità di espressione del sacro e della devozione. Lo sguardo fotografico è importante in questo volume. Comunicare infiorando: questo saggio ripercorre la storia dell’infiorata. Nasce per La festa del corpus domini che è stata istituita da papa urbano 4° nel 1264, in ricordo del miracolo avvenuto a Bolsena (sangue fuoriuscì dal corpo di cristo, cioè dall’ostia, una volta spezzata da un parroco polacco). Questa festività è riconosciuta da molti paesi nel mondo, in Italia è collegata alle infiorate. Paolo toschi tratta di questa come una pratica viva, molto amata dalla gente. Essendo ormai globale, consente alla comunità locale o ai singoli partecipanti di creare delle connessioni e confronti con esterni e tra compaesani. Molto simile al concetto di comunicazione dell’incontro di papa francesco, secondo cui la comunicazione sacra ha l’abilità di creare contatto sia diretto che indiretto a livello individuale e collettivo. Creare un tappeto floreale porta alla nascita di orgoglio cittadino e personale, ma anche volontà di migliorarsi. È un prodotto COLLETTIVO, crea cooperazione tra i componenti del gruppo. Alla fine, non vi è un vincitore ma un piccolo contributo per le spese di realizzazione sostenuto dagli amministratori comunali o locali o regionali. Ovviamente è importante anche per una
visione turistica, poiché è un utile biglietto da visita che consente di dimostrare agli altri di saper emergere anche con poco. Questa manifestazione coinvolge anche bambini e adolescenti; vi è una vera e propria formazione nelle scuole elementari allo scopo di garantire la trasmissione della tradizione locale e permettere un equo ricambio generazionale. Nelle infiorate il colore assume una funzione comunicativa rilevante, affascina l’occhio. La cromia è infatti strumento di valutazione importante per le giurie, in quanto il colore assume la funzione di accentuare il messaggio rendendolo di più facile identificazione. Sono collegati a dei simboli: rosso, giallo, azzurro, bianco, nero sono ricorrenti dell’iconografia e nella ritualità folklorica. Es. bianco può significare a fecondità, nascita ma anche morte. Rosso ha valenza positiva se unito al fuoco come elemento di purificazione o salute, ma negativo se distrugge uomini e loro vita, quindi come punizione. Anche i fiori hanno valenza importante: per la relazione al patrimonio delle tradizioni orali, delle conoscenze del territorio e metodi di conservazione. L’arte di infiorare rende possibili ulteriori modalità di comunicazione che si esprimono anche in quella multimediale, con esposizione delle esperienze culturali, forme e settori di vita. Sono nati molti musei locali sulle infiorate, nazionali, ma anche fondazioni interattive che perseguono l’obbiettivo di conservare e valorizzare aspetti come il rapporto tra fiore e uomo. Puzzle votivi sul territorio campano: le edicole in ceramica In questo saggio è descritto il ricco patrimonio di devozione delle edicole votive maiolicate presenti in Campania, costruiti in un arco di tempo molto vasto, sino ai giorni nostri. Queste edicole sono testimonianze del rapporto con il sacro: troviamo su una o più piastrelle la Vergine o i santi solitamente versati nel luogo, a cui sono rivolte delle pratiche votive o devozioni individuali e/o collettive. La figura può essere realizzata su una ‘’Riggiola’’ (singola targa di devozione) o su un insieme più o meno ampio di piastrelle che costituiscono nel complesso un pannello di dimensioni varie. In Campania sono raffigurate anche su cerchi. Ci sono due generi di targhe: plastificate, con raffigurazione a rilievo e piane, con raffigurazione disegnata e dipinta. Secondo le credenze: rendere pubblica un’immagine porta in sé diverse finalità comunicative, propone un messaggio e trasmette qualcosa di importante. È attraverso i messaggi visivi che si trasmettono e si rinforzano valori culturali fondamentali per la costruzione del senso del sé e di appartenenza collettiva. Renato Penna scrisse all’inizio degli anni 60 una descrizione dettagliata delle ‘’cappelle votive’’ presenti nei vicoli del centro storico di napoli, assegnando ad esse un ruolo importante: queste riescono ad attirare lo sguardo del viaggiatore e a sua detta, sono impossibili da ignorare. Con queste esposizioni in strada, il passaggio della sfera devozionale privata a quella pubblica viene posto in risalto in quanto collegato all’esposizione in strada di un personaggio sacro ed il culto assume carattere collettivo con pratiche rituali che trovano corrispondenza nei modelli culturali della
La maggior parte delle edicole attualmente presenti, sono anonime, o volute da famiglie di artigiani. L’edicola votiva presenta dunque una pluralità di possibili percorsi di analisi, una complessità di letture. Il pannello devozionale ceramico è il risultato visivo di un connubio tra esigenze comunicative interpretative e saperi diversi; collegato al territorio e al contesto storico-culturale locale, questo manufatto presenta tuttavia forti potenzialità divulgative, in quanto polisemico e manipolabile. ‘’mettici la mano tu’’ emergenza e commemorazione, vecchi e nuovi riti vesuviani: nell’area vesuviana sono molto diffuse le devozioni su santi che pare abbiano salvato miracolosamente i paesi dal Vesuvio. Diffusi monumenti rendono perenne un episodio e permettono alla comunità di riconoscersi e di consolarsi contemplando un evento salvifico di una figura venerata. L’invocazione del divino trova espressione sia nella sfera privata che collettiva; intensifica il bisogno di unirsi e richiamare con forza un aiuto ultraterreno che addomestichi gli eventi incontrollabili. Il bisogno di trovare confronto dinnanzi alla calamità o alla sua eventualità, si manifestano in maniera evidente nel rito. Eventi come l’eruzione del Vesuvio, possono interessare aree molto vaste. Un ruolo di spicco nel panorama vesuviano è costituito da San Gennaro, spesso invocato per aiutare i fedeli in casi come questo. In seguito all’eruzione del Vesuvio del 1631, che causò 4000 morti ma risparmiò la capitale del regno, questa figura è divenuta davvero importante. Le sue reliquie furono protagoniste di una processione in tutta la città fino al Duomo. In tutte le altre eruzioni è stato invocato: a torre del greco nel 1682, nel 1779 a Napoli con una processione contro il vescovo che negava l’accesso alla reliquia per richiedere al santo di placare la furia del vulcano. Non è però l’unico santo invocato alle pendici del Vesuvio. Ce ne sono tanti altri, diversi a seconda della zona. Un contesto come questo, di una calamità naturale, genera principalmente paura, sconvolgimento dell’ordine, ed essendo vulnerabili i credenti hanno come unico appiglio il credere nel miracolo di quel determinato santo. Questa esperienza permette ai membri di una specifica comunità, di pensare in maniera unanime alla propria identità collettiva e di esprimerla secondo procedure culturali. La processione nel caso di cui parliamo, definisce il perimetro dello spazio vitale del gruppo, distingue il dentro e il fuori, così da identificare l’altrove e tenerne all’esterno il caos e il disordine, proteggendo, al tempo stesso, il mondo conosciuto da ciò che ambiguo e quindi pericoloso. La commemorazione è un modo per selezionare il passato e ripresentare ciò che è ritenuto esemplare. La commemorazione di scampate distruzioni grazie all’aiuto provvidenziale, ricorrono come feste locali nell’anniversario del giorno in cui sono avvenute. Il rito si ripete annualmente. Es: festa della madonna della neve a torre annunziata, ritrovata in mare il 5 agosto secoli fa è invocata il 22 ottobre, giorno in cui si ritiene abbia salvato
l’abitato dalla colata lavica del 1822. Il miracolo si è ripetuto nelle successive eruzioni del 1872 e 1906. Ogni anno viene portata in spalla dai pescatori, secondo un percorso compiuto durante le emergenze vulcaniche. Vediamo quindi, che un rito può nascere (o modificarsi) col sopraggiungere di un nuovo rischio, ritenuto incombente. La ripetizione di gesti e parole deve replicare un altro gesto, solo grazie a questa ripetizione ogni rito narra uno specifico evento e veicola determinati saperi attraverso le generazioni. L’importanza e la solennità delle manifestazioni di commemorazione, si oppone al disastro delle macerie e la sua ripetizione, anno dopo anno, si oppone all’ineluttabilità del tempo e dei pericoli. I riti seguono le dinamiche sociali, riflettono le condizioni storiche, sono modellati dalla realtà e al contempo la plasmano. Sono risorse sociali disponibili attraverso le quali è possibile produrre il nostro sguardo e costruire il nostro sapere. La devozione in rete: tra siti e social network I social assumono un ruolo fondamentale anche nelle comunità religiose e spirituali in rete, poiché basata sul principio della comunità interattiva, con la finalità di collegare, unire e favorire la connettività ovunque e su ogni mezzo digitale. Come si evince dalla pagina fb dedicata alla Madonna di Zaro, un esempio eclatante, sulla quale si pubblicano regolarmente informazioni, foto, testimonianze estratti dai testi sacri e messaggi diffusi dalle veggenti Angela e Simona. Pagina gestita localmente, delinea una serie di nodi sociali e ridefinisce nuove modalità di associazione che si fondano sui sentimenti di appartenenza intorno a questa credenza religiosa. Vi sono anche filmati youtube che permettono ai fedeli di rimanere in contatto attraverso immagini visive dei fenomeni. Esempio particolare: madonna di zaro, apparsa nel bosco della località posta tra lacco ameno e forio ad ischia, è divenuto poi luogo di preghiera e pellegrinaggio. L’8 e il 26 di ogni mese ci si riunisce per pregare. (e madonna appare ad angela e simona, che l’hanno vista per la 1° volta da piccole insieme ad altri bambini) Infatti i bambini, nell’immaginario popolare, sono ritenuti mediatori e messaggeri tra il mondo dei vivi e dei morti, tra naturale e sovrannaturale e assumono un ruolo simbolico nella predicazione evangelica queste apparizioni sono impregnate di simbologia religiosa, a partire dal blu del colore della madonna che è sacro, dalle rose, dalla luce ecc. la madonna si rivolge con messaggi di ammonizione, profezie, ecc. spesso infatti, le sue profezie sono state riscontrate in eventi realmente accaduti, in una delle tante ha fatto forte riferimento alla città di new york, che ha fatto vedere alle due donne, sotto un punto di vista ‘’catastrofico’’, con grattacieli in fiamme = collegamento con torri gemelle del 2001.