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Cadioli-Vigini "Storia dell'editoria in Italia", Appunti di Letteratura

Cadioli-Vigini "Storia dell'editoria in Italia"

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 11/06/2020

Matilda95
Matilda95 🇮🇹

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Riassunto libro “Storia dell’editoria in Italia. Dall’unità a oggi” di A. Cadioli-G. Vigini
Parte prima
Capitolo 1 “Tra vecchio e nuovo sistema editoriale”
Primi decenni ‘800-> non ancora definita in Italia la figura dell’editore. Nuova figura dell’editore si
afferma dalla seconda metà del XIX secolo-> imprenditore: media tra le offerte dell’autore e le
richieste del pubblico. Prima la produzione e la diffusione del libro-> compito di stampatori e librai.
Tasso di analfabetismo molto elevato-> impediva diffusione nuovi prodotti culturali e nuovi generi
letterari ai quali si deve (nel ‘700) lo sviluppo dell’editoria moderna: giornalismo o romanzo.
Situazione economica e politica in Italia-> divisione in numerosi Stati: impedimento per sviluppo
lineare dell’organizzazione editoriale. Produzione e tiratura-> limitate: di diffondeva il fenomeno
della pirateria.
Meta ‘800-> prima Convenzione sul diritto d’autore (1840) e unificazione del Regno d’Italia (1861)
-> alcuni problemi del mercato editoriale si risolvono.
Nonostante difficoltà-> prima metà ‘800-> si consolidano alcuni editori: a Milano, Firenze e Torino.
Milano-> capitale dell’editoria-> Anton Fortunato Stella si servirà (negli anni ’20 dell’800) per la
sua attività editoriale della collaborazione del giovane Leopardi e dello stampatore Silvestri:
“Biblioteca scelta”.
Torino-> editore Pomba promuove nel 1828 la collana “Biblioteca Popolare ossia Raccolta di opere
classiche non che latine e greche in italiano tradotte”.
Prima metà dell’800-> differenziazione del pubblico legata alla diversità di generi letterari: 1)
romanzo storico unifica gruppi di diversi lettori e alimenta un ampio mercato.
Metà del secolo e soprattutto nella seconda metà ‘800-> 2) pubblicazione a puntate di romanzi
collocati in appendice di giornali e riviste: adattamento italiano del feuilletton diffidenza di molti
intellettuali.
Due poli principali nell’editoria della prima metà dell’800-> 1) milanese: rivolto ai ceti sociali nuovi:
aspetto commerciale intrecciato con l’intento di diffondere la cultura a un pubblico nuovo; 2)
fiorentino: più tradizionalmente legato ai ceti intellettuali: emergono le potenzialità politiche in
chiave risorgimentale-> Le Monnier (1837) intensa attività editoriale che si affianca a quella
tipografica: nuova professionalità e quindi decide di pagare i suoi collaboratori e gli autori.
Anni ’40 (‘800) -> necessità di una modernizzazione dell’intero sistema editoriale-> Convenzione
sul diretto d’autore (1840); possibilità di compilare un Catalogo unico delle novità; editore Pomba
caldeggiava un Emporio in cui far convergere tutte le nuove pubblicazioni i cui titolo sarebbero
stati riportati in un “Bollettino Bibliografico” per facilitare il compito dei librai mancata
realizzazione di questi progetti e il persistere delle ristampe illegali. Ciononostante nascita di molte
aziende Sandron, Vallardi, Barbèra, UTET (1854).
Ultimi 40 anni dell’800-> sviluppo di 2 linee diverse, venuto meno l’impulso risorgimentale: 1)
programmi editoriali raccolgono le richieste dei lettori per opere di narrativa italiana e straniera
(francese); 2) diffusione di opere di divulgazione tecnico-scientifica, testi scolastici, libri di
informazione varia.
Capitolo 2 “Verso un’editoria nazionale: dall’Unità a fine secolo”
All’indomani dell’Unità-> grave la persistente difficoltà a creare le basi del nuovo mercato
nazionale. Italia ancora costituita da-> a) mercati locali; b) industria allo stato embrionale; c)
assenza di capitali. Migrazione dalla campagna alla città per la crisi dell’agricoltura-> a fare da
traino Milano: varie imprese nate negli anni ’80: punto di riferimento di modernizzazione del
Paese. Solo dal 1895 (al termine della grande depressione) -> decollo industriale. Editoria-> dal
1888 il mercato librario aveva vari problemi-> a) insufficienza della rete delle librerie; b) difficili
rapporti tra categorie; c) scarsa preparazione culturale dei librai; d) mancanza di una precisa
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Riassunto libro “Storia dell’editoria in Italia. Dall’unità a oggi” di A. Cadioli-G. Vigini Parte prima Capitolo 1 “Tra vecchio e nuovo sistema editoriale” Primi decenni ‘800-> non ancora definita in Italia la figura dell’editore. Nuova figura dell’editore si afferma dalla seconda metà del XIX secolo-> imprenditore: media tra le offerte dell’autore e le richieste del pubblico. Prima la produzione e la diffusione del libro-> compito di stampatori e librai. Tasso di analfabetismo molto elevato-> impediva diffusione nuovi prodotti culturali e nuovi generi letterari ai quali si deve (nel ‘700) lo sviluppo dell’editoria moderna: giornalismo o romanzo. Situazione economica e politica in Italia-> divisione in numerosi Stati: impedimento per sviluppo lineare dell’organizzazione editoriale. Produzione e tiratura-> limitate: di diffondeva il fenomeno della pirateria. Meta ‘800-> prima Convenzione sul diritto d’autore (1840) e unificazione del Regno d’Italia (1861) -> alcuni problemi del mercato editoriale si risolvono. Nonostante difficoltà-> prima metà ‘800-> si consolidano alcuni editori: a Milano, Firenze e Torino. Milano-> capitale dell’editoria-> Anton Fortunato Stella si servirà (negli anni ’20 dell’800) per la sua attività editoriale della collaborazione del giovane Leopardi e dello stampatore Silvestri: “Biblioteca scelta”. Torino-> editore Pomba promuove nel 1828 la collana “Biblioteca Popolare ossia Raccolta di opere classiche non che latine e greche in italiano tradotte”. Prima metà dell’800-> differenziazione del pubblico legata alla diversità di generi letterari: 1) romanzo storico unifica gruppi di diversi lettori e alimenta un ampio mercato. Metà del secolo e soprattutto nella seconda metà ‘800-> 2) pubblicazione a puntate di romanzi collocati in appendice di giornali e riviste: adattamento italiano del feuilletton diffidenza di molti intellettuali. Due poli principali nell’editoria della prima metà dell’800-> 1) milanese: rivolto ai ceti sociali nuovi: aspetto commerciale intrecciato con l’intento di diffondere la cultura a un pubblico nuovo; 2) fiorentino: più tradizionalmente legato ai ceti intellettuali: emergono le potenzialità politiche in chiave risorgimentale-> Le Monnier (1837) intensa attività editoriale che si affianca a quella tipografica: nuova professionalità e quindi decide di pagare i suoi collaboratori e gli autori. Anni ’40 (‘800) -> necessità di una modernizzazione dell’intero sistema editoriale-> Convenzione sul diretto d’autore (1840); possibilità di compilare un Catalogo unico delle novità; editore Pomba caldeggiava un Emporio in cui far convergere tutte le nuove pubblicazioni i cui titolo sarebbero stati riportati in un “Bollettino Bibliografico” per facilitare il compito dei librai mancata realizzazione di questi progetti e il persistere delle ristampe illegali. Ciononostante nascita di molte aziende Sandron, Vallardi, Barbèra, UTET (1854). Ultimi 40 anni dell’800-> sviluppo di 2 linee diverse, venuto meno l’impulso risorgimentale: 1) programmi editoriali raccolgono le richieste dei lettori per opere di narrativa italiana e straniera (francese); 2) diffusione di opere di divulgazione tecnico-scientifica, testi scolastici, libri di informazione varia. Capitolo 2 “Verso un’editoria nazionale: dall’Unità a fine secolo” All’indomani dell’Unità-> grave la persistente difficoltà a creare le basi del nuovo mercato nazionale. Italia ancora costituita da-> a) mercati locali; b) industria allo stato embrionale; c) assenza di capitali. Migrazione dalla campagna alla città per la crisi dell’agricoltura-> a fare da traino Milano: varie imprese nate negli anni ’80: punto di riferimento di modernizzazione del Paese. Solo dal 1895 (al termine della grande depressione) -> decollo industriale. Editoria-> dal 1888 il mercato librario aveva vari problemi-> a) insufficienza della rete delle librerie; b) difficili rapporti tra categorie; c) scarsa preparazione culturale dei librai; d) mancanza di una precisa

regolamentazione. Ultimi due decenni dell’800-> produzione e mercato condizione più favorevole: incremento dei titoli pubblicati annualmente: in cui diminuivano i libri di saggistica filosofica in favore di un aumento di titoli storici, politici e letterari. Letterari-> incremento per nascita di un pubblico basso, popolare servito da generi specifici: ampi gruppi di media borghesia e successivamente anche piccola borghesia. A cavallo del secolo-> possibilità di aumento delle tirature grazie alle nuove macchine in grado di velocizzare la produzione: Linotype e Monotype. Editori di Milano-> spinta verso una moderna editoria: nuovi pubblici: fasce medie e fasce socialmente + basse (piccola borghesia impiegatizia e proletariato operaio). Milano-> ultimi due decenni dell’800: modello di editoria libraria rivolta al consumo: omogeneizzazione del mercato librario in chiave giornalistico-letteraria-> nuove domande dei lettori soddisfatte con libri di intrattenimento e nuove testate periodiche (con reportage, articoli di costume, racconti). Editore + significativo a Milano-> Treves (1861): pubblicazioni di narrativa (“Biblioteca amena”), vastità della sua diffusione e catalogo ricco di scrittori molto noti (De Amicis, D’Annunzio). Allo stesso pubblico di narrativa, Treves offriva riviste di attualità e viaggi, reportage e articoli di costume-> si crea il primo organico intreccio tra mercato del libro e quello dei periodici, tra scrittori e giornalisti. Sonzogno (1861) -> pubblicava libri, riviste settimanale, un giornale quotidiano, modernizzava le strutture aziendali e la grafica, produzione di libri di attualità o di classici in edizione economica-> pensati per un pubblico popolare. Salani (1862) -> “Biblioteca Salani illustrata”; Bietti (1870) -> “Biblioteca romantica internazionale”; Perino (1876) -> “Biblioteca classica popolare” e “Collezione romantica illustrata di autori italiani e stranieri” tutte rivolte ad un pubblico popolare. Ampia parte della narrativa-> si muoveva nell’ambito delle edizioni popolari e economiche. Romanzo d’appendice, romanzo storico e sociale, letteratura popolare-> punte del mercato popolare. Successo di questi generi-> dovuto alla sua funzione consolatoria e compensatoria, giocata sull’opposizione moralistica di vizio-virtù, buoni-cattivi, vittima-carnefice: ciò che caratterizza il nuovo genere è il situarsi delle vicende narrate nel presente e in città: degradata e tenebrosa dove vive un’umanità diseredata. Altro genere in voga è il romanzo illustrato-> riproponeva alcuni dei titoli + diffusi degli scrittori italiani della prima metà dell’800. Seconda metà ‘800-> sviluppo di altre linee editoriali-> pubblico vasto, ma con specifiche richieste professionali. Ulrico Hoepli (1871) -> campo della divulgazione tecnica e scientifica: agili manuali dei + vari mestieri per un bisogno di conoscenze diffuso. L’editore ha spiccate qualità imprenditoriali, pubblica alcuni codici cercando nuove e moderne possibilità commerciali nell’importazione di libri e di periodici dalla Germania, Inghilterra, USA: nuovi territori, nuovi autori, nuove formule-> originale nell’evitare l’area letteraria e scelta del settore tecnico scientifico. Cominciava a figurarsi un’editoria specializzata: dinamica e attenta a interpretare esigenze nuove del pubblico. Idea di una produzione pedagogicamente impegnata a formare nuove coscienze-> iniziative editoriali a fianco di alcune istituzioni (l’Università popolare): diffondere letture socialmente utili presso un preciso destinatario: l’operaio. Case editrici in questo ambito-> mondo cattolico, organizzazioni di ispirazione socialista (opuscoli e dispense allegate alle pubblicazioni periodiche o come o iniziativa politica del PSI). Ultimi 30 anni del secolo-> spinta alla formazione di nuovi lettori determinata dai cambiamenti avvenuti nell’istruzione e nella formazione scolastica: produzione di testi per le scuole diventa uno dei cardini dell’editoria-> aumento degli iscritti alle scuole (legge 1859 e poi legge Coppino nel 1877: obbligo di istruzione elementare): maggiore diffusione della cultura. Alcuni editori si

prezzo basso, con interventi redazionali per rendere + attuali gli scrittori antichi, con grafica moderna x conquistare lettori + giovani. Tra le nuove sigle legate al rinnovamento intellettuale e letterario> stampatore fiorentino Attilio Vallecchi, che si trasforma nel 1913 in editore. Anni ’10-> editori d’avanguardia o impegnati culturalmente-> Filippo Tommaso Marinetti: Edizioni futuriste di “Poesia”, deciso a rompere ogni organizzazione culturale definita. Angelo Fortunato Formiggini: proposta di testi di letteratura e filosofia a un lettore mediamente colto, ma non specialista. Case legate agli ambienti culturali del cattolicesimo-> La Scuola (di Brescia), SEI, Edizioni Paoline: senza abbandonare le pubblicazioni di libri di devozione, tentavano di battere nuove strade nel campo della scolastica, della saggistica pedagogica, della storia, della spiritualità, della letteratura. Sansoni, Le Monnier, Zanichelli-> cercavano di affermarsi nella produzione di testi per le scuole. Capitolo 2 “Gli anni Venti” Primo dopoguerra-> momento difficile: scontri sociali di diverse categorie-> reduci di guerra; lavoratori delle fabbriche; contadini; ceti medi. Partiti liberali-> incapaci di risolvere-> prende forza il Partito nazionale fascista (1921): nel 1924 assume la direzione dello Stato. Confronto con il regime e con le sue iniziative culturali-> aspetto rilevante dell’attività editoriale del ventennio (1922-1943) -> fascismo sceglie l’editoria come uno degli strumenti per la conquista del consenso. Ciarlantini-> presidente della Federazione nazionale fascista dell’industria editoriale -> necessità che editori e librai concorressero al fine comune del benessere individuale e della grandezza della Patria: industria passasse attraverso un processo di modernizzazione degli impianti e della mentalità editoriale per raggiungere un pubblico sempre + ampio. Editori-> alto artigianato editoriale per difendersi dalla produzione straniera. Intellettuali fascisti-> “Enciclopedia italiana” (1925) di Gentile, Treccani, Tumminelli. Editori-> collane dedicate all’ideologia del fascismo. Stampa quotidiana e periodica-> rigido controllo degli anni ’20: censura si inasprisce negli anni ’30. Programmazione di editori-> censura applicata con “consigli” dati dal ministro della Cultura Popolare. Dal 1938 (emanazione delle leggi razziali e istituzione di una Commissione per la bonifica libraria) -> impossibile pubblicare autori ebrei. Dopo la 1GM-> mercato editoriale in un momento favorevole: bisogno di comunicazione di ceti e soggetti nuovi. Tuttavia difficoltà nel reperimento della carta-> primi anni ’20 gli editori devono ricorrere a finanziamenti delle banche. Dopo la 1GM-> editori riorganizzano la distribuzione servendosi di nuove catene di librerie. Editore Formiggini (1918) -> periodico bibliografico “L’Italia che scrive”: per creare un’intesa fra quanti amano il libro (autori, editori, librari, quelli che si dedicano alle arti grafiche, lettori). Lo imita Treves con il periodico “I libri del giorno” -> intento di raggiungere un pubblico sempre + ampio. Editoria-> crisi nel settore scientifico e tecnologico-produttivo; mentre titoli di letteratura salgono. A fianco degli editori già affermati si affiancano quelli nuovi-> Corbaccio: titoli di narrativa italiana e straniera, collana universale; Alpes: testimonianza della cultura italiana sotto il fascismo per le contraddizioni nel catalogo (nazionalizzazione della cultura e apertura agli scrittori stranieri); soprattutto va ricordato Arnoldo Mondadori. Mondadori-> nei primi anni ’10: editore di una piccola casa “La luce”, capisce l’importanza di avviare una produzione in spazi non ancora del tutto occupati da altri: collezione di libri per bambini “La Lampada”; negli anni della 1GM pubblica giornali di propaganda per i soldati al fronte. Nel 1919 fonda una nuova società-> la Casa Editrice A. Mondadori: produzione di letture per un ampio pubblico, titoli di saggistica e narrativa divulgativa. Anni ’20-> allarga il mercato con scrittori di narrativa italiana già noti, nella collana “Le Scie”: biografie, autobiografie, memorie di facile

popolarità. A cavallo tra gli anni ’20 e ’30-> direttore generale Rusca: casa ha un nuovo impulso in direzione della narrativa straniera. Nel 1929-> nasce la collana “I libri gialli”. Nel 1932-> nasce la collana i “Romanzi della Palma”. Nel 1933-> nasce la “Medusa”. Mondadori-> assecondava la volontà del regime pubblicando testi di diretta emanazione delle istituzioni fasciste, ma non rinunciava a tradurre opere di scrittori stranieri. Anni ’20 e ’30-> la casa aveva come obiettivo quello di una ristrutturazione dell’insieme dei lettori: alla ricomposizione del pubblico popolare e di quello piccolo borghese era destinata una narrativa che rispondeva alle richieste di intrattenimento (a cui contribuisce anche la pubblicazione in Italia delle strisce di Walt Disney e la creazione di riviste femminili). La Mondadori si impone come la maggiore casa editrice italiana: investimenti in rotative litografiche che permettono di assegnare prezzi + bassi ai libri. Nonostante il nazionalismo-> cresce la consapevolezza della necessità di nuove iniziative per allargare il mercato del libro: traduzioni di narrativa sono un’utile risorsa-> infatti sono molte le case editrici che negli anni ’20-’30 si dedicano a questo ramo (Slavia, Sperling & Kupfer, Frassinelli, Modernissima, Treves). Anni ’20-> editori di saggistica incrementano la loro attività: Ricciardi, Nuova Italia, Lattes, UTET (manuali scientifici e collane di saggistica, collane di classici della letteratura), Francesco Vallardi, Hoepli, Formiggini, Pietro Gobbetti Editore (importanza di un editore capace di suscitare movimenti di idee e un imprenditore abile), Ribet, Edizioni di Solaria (autori giovani; testimonia la rilevanza dell’attività editoriale delle riviste novecentesche). Infatti negli anni ’20-> importanza della rivista “Il Convegno”: faceva conoscere autori stranieri contemporanei e riproponeva scrittori ottocenteschi. Anni ’30-> pubblicazione della rivista “Circoli”: numerosi titoli di poesia e di narrativa italiana; “Letteratura”. Tuttavia continua difficoltà economica delle piccole case editrici di cultura promosse dalle riviste-> autofinanziamento dei singoli volumi; circolazione dei libri limitata e raggiungendo solo gruppi di lettori colti, ma circoscritti. Capitolo 3 “Gli anni Trenta” Anni ’30-> parziale modifica rispetto al decennio precedente: a) incremento di titoli annualmente pubblicati b) mentre si affermano nuovi editori, declinano alcune case che fino a quel momento avevano dominato il mercato: Treves (cambi di proprietà e cassazione dell’attività ad Aldo Garzanti); Bemporad (crisi, assumerà il nome di Marzocco). Anni ’30-> case editrici che prendono il nome del loro fondatore-> Bompiani, Rizzoli, Einaudi, Garzanti e Mondadori-> asse portante dell’editoria italiana nasce la figura dell’editore protagonista-> secondo Ferretti: editore che imprime una forte personalizzazione al processo che va dalla scelta del testo alla veicolazione del prodotto. Valentino Bompiani (1929) -> negli anni ’30 cresceva con collane di narrativa: ricerca di qualità e voci nuove; valorizzazione del genere del romanzo; catalogo degli stranieri francesi e americani; collezioni di saggistica con apertura a nuovi orizzonti culturali (opere di fenomenologia); si circonda di intellettuali che trasforma in consulenti e continuerà fino agli inizi degli anni ’70, in cui deciderà di ritirarsi dall’azienda. Angelo Rizzoli (1929) -> tipografo privo di una formazione culturale; all’inizio degli anni ’ pubblicava principalmente testate periodiche; prima rivoluzione libraria destinata al lettore che si accostava al libro come a un periodico; diversifica la sua attività in vari settori; fonda la società Novella film avviando una stagione di produzioni cinematografiche. Ugo Guandalini fonda la casa Guanda (1932) -> autori giovani e giovani consulenti; saggistica linea laica e cattolica; apertura ai nuovi poeti italiani e stranieri. Giulio Einaudi (1933) -> tra i suoi primi collaboratori Pavese, in seguito critici letterari, storici, filosofi; al padre Luigi affida la collana “Problemi contemporanei” con testi economici e politici;

Mondadori-> rinnova la “Medusa” e propone altre 4 collane: “I classici contemporanei italiani”, “I classici contemporanei stranieri”, “La medusa degli italiani”, “Biblioteca moderna Mondadori”. Leo Longanesi-> fonda Longanesi & C. nel 1946. Einaudi-> avvia la collana dei classici “I millenni” e per la narrativa italiana e straniera “I coralli”, “I Supercoralli”. Bompiani-> inaugura “Pegaso letterario” e continua la pubblicazione di “Letteratura” (privilegiando scrittori nordamericani). Secondo dopoguerra-> panorama variegato-> ma inizia la lotta per l’accaparramento dei diritti degli autori di maggior richiamo o emergenti. Fine anni ’40-> letterature straniere-> assume rilevanza la letteratura francese in particolare quella di ispirazione cristiana-> da case editrici come Studium e Morcelliana. Gli anni ’50-> cementeranno questa letteratura. Campo saggistico-> dibattito su parecchi fronti: storia, filosofia, economia, politica, critica letteraria-> molte nuove collane. Intensificazione di traduzioni di opere straniere e contemporaneamente crescevano testi di scrittori e intellettuali italiani di prestigio. Sviluppo particolare nell’ambito dell’editoria scolastica-> necessario un lavoro di depurazione dei contenuti ispirati al fascismo: aggiornamento dei libri scolastici. Rivoluzione-> nel 1949 nasce la “Biblioteca Universale Rizzoli” (BUR) -> prima collana italiana a dar corpo ad un progetto di letteratura universale, dall’antichità classica ai giorni nostri: estensione temporale, ampiezza delle scelte, frequenza del ritmo di pubblicazione vasto pubblico a un orezzo contenuto. Nello stesso anno la BUR inaugurava la collezione “Universale economica” -> proponeva 3 serie (gialla, rossa, azzurra) di letteratura di storia e filosofia, di scienza, cui si aggiungerà un’altra serie (verde) di grandi avventure. Due collezioni-> storia diversa, ma identico bisogno di cultura. Alla fine degli anni ’40-> editoria libraria-> inserita nel nuovo mondo culturale, politico e sociale dell’Italia del dopoguerra: aumento qualitativo e quantitativo dei titoli pubblicati. Editori-> cercavano di riorganizzarsi anche sul piano associativo-> nasce l’Associazione Italiana Editori (1946); e anche altre iniziative testa a salvaguardare gli interessi della categoria. Parte Terza Capitolo 1 “Gli anni Cinquanta” Primi anni ’50-> processo di assestamento dell’editoria: diminuiva l’analfabetismo e l’uso dei dialetti; per quanto la lettura restasse ancora un fenomeno d’èlite, le case editrici consolidavano i vecchi programmi e ne avviavano di nuovi. Accanto ai due complessi editoriali maggiori (Mondadori e Rizzoli) e a un centinaio di altre case di media grandezza, un numero alto di piccoli editori (affiancati da intellettuali di prestigio) portava vivacità di proposte. Produzione libraria-> non aumentava, ma anzi subiva una contrazione -> diffusione di stampa femminile e d’informazione soprattutto settimanale, radio, tv, cinema-> nuove forme di informazione. Anni ’50-> caratterizzati da collane di ricerca e di qualità (“I gettoni” di Einaudi). Panorama editoriale-> si arricchiva sempre di + con la nascita di nuove case editrici impegnate su fronti diversi-> Federico Motta; Vanni Scheiwiller; Editori Riuniti (programma di diffusione della cultura marxista); il gruppo promotore della rivista “Il Mulino” dava vita all’omonima casa editrice (saggi e contributi di autori stranieri e italiani); la casa editrice “La Locusta” (libretti bianchi di spiritualità, saggistica e poesia); Giangiacomo Feltrinelli iniziava un’attività editoriale rilevava la collana “Universale economica” della COLIP con l’intento di promuovere la conoscenza del

movimento operaio, alimentando la cultura democratica, dando voce ai fermenti politici e sociali emergenti in Italia e nel mondo, sperimentando in campo letterario e artistico; Franco Angeli fondava una casa editrice specializzata in pubblicazioni per l’azienda; dalla fusione delle sigle A.P.E. e Corticelli nasceva per iniziativa di Ugo Mursia una casa editrice omonima, specializzata in letteratura e divulgazione storica; nel settore della letteratura per ragazzi Mario Abriani fondava l’AMZ. Editoria italiana-> puntava sulla narrativa-> risultati + interessanti con gli scrittori stranieri (inglesi e americani): ingredienti romanzeschi (tipologia del consumo letterario di massa). Una letteratura straniera meno popolare era quella d’ispirazione cristiana, lanciata da collane come “Il mosaico”, “Universale economica”, “I contemporanei” di Feltrinelli (con la direzione di Bassani viene proposto nel ’58 “Il gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che in breve tempo raggiungerà un grande successo). Grazanti-> presenta voci nuove e ripropone grandi scrittori: Pasolini, Gadda. Seconda metà anni ’50-> produzione libraria aumentava: non molte le case editrici nate nel periodo, quindi il merito era dovuto all’intensificazione produttiva delle case già esistenti. Unica casa editrice fondata nel periodo ad aver ottenuto successo-> Sugar di Piero Sugar e Massimo Pini. Al di fuori della narrativa-> Boringhieri (programma fondato sulle scienze umane e naturali, psicologia e psicanalisi); Armando (testi di pedagogia e scienze dell’educazione); Città Nuova. Alberto Mondadori (figlio di Arnoldo) -> fonda il Saggiatore: circondandosi di intellettuali (tra cui Debenedetti) di varie discipline: critici letterari, archeologi, filosofi, musicologi, storici dell’arte, critici cinematografici, antropologi-> si sviluppa una delle + grandi imprese di saggistica culturale dell’Italia del dopoguerra. 1959-> costituito il Club degli editori-> nato da un’idea di Arnoldo Mondadori: nasceva una nuova strategia di approccio al pubblico e ai lettori-> contenuti interessanti (romanzi contemporanei di qualità), prezzo conveniente, comodità (ricevimento dei volumi a casa). Capitolo 2 “Gli anni Sessanta” Anni ’60-> società italiana conosce un grande sviluppo dal p.d.v. industriale, economico, culturale. Editoria-> si espande: aumenti di capitale, assunzione di personale, cambiamenti interni, razionalizzazione e integrazione dei processi di produzione, innovazione tecnologica. Si cercava di adeguarsi a un mercato di massa già cospicuo e di sfruttarlo attraverso iniziative originali dirette ai ceti medi emergenti. Proposte in area saggistica e narrativa-> Marsilio, Edizioni di Comunità, Dedalo, Adelphi. Adelphi-> fondata nel 1962 recuperava scrittori dimenticati o trascurati da altri editori spesso x ragioni ideologiche: cercava di valorizzare alcuni filoni letterari e culturali inesplorati contrastando l’egemonia del pensiero razionalista. Anni ’60-> proposte anche opere-pilota in settori specializzati o collane saggistiche di alta divulgazione. Rinnovazione della scuola-> effetti anche in campo editoriale non solo per le case editrici scolastiche, ma anche per le altre per rispondere a + generali bisogni di svago e informazione, cultura e aggiornamento professionale di un pubblico sempre + scolarizzato. Editoria di narrativa-> su questo scenario consolida le proprie fortune-> sul modello del successo ottenuto da “Il gattopardo”, ne nascono nuovi romanzi: caratterizzati da qualità letteraria e elementi accattivanti (Ferretti-> “best-seller all’italiana”). A cavallo tra anni ’50 e ’60-> trasformazione del pubblico di narrativa modifica gli orizzonti di consumo: ceti di lettori nuovi a fianco di quelli già presenti. Anni ’60-> fasce nuove di lettori per i quali la letteratura iniziava a “fare notizia” -> quindi giornali e periodici seguivano l’uscita delle novità, incrementavano gli spazi dedicati ai libri e inauguravano le

tradurre i vari fermenti con una vasta produzione saggistica; tuttavia offerta spesso scadente ed eccessiva rispetto al mercato. Protesta studentesca-> primo piano della media e piccola editoria di sinistra. Però non appena iniziò il ritorno all’ordine-> questo capitolo di storia editoriale si concluse-> riconversione delle case verso altri filoni editoriali. Mazzotta-> dopo anni di pubblicazioni politiche, si specializza in arte contemporanea. Si intensifica la presenza di una piccola editoria-> specializzata in segmenti del mercato non ancora coperti: Nord (fantascienza); Ipsoa (finanza, diritto, organizzazione aziendale); Buffetti (manualistica commerciale e amministrativa); Lucarini (opere di consultazione, narrativa e saggistica); Masson (medicina); Editrice Bibliografica (repertori dell’informazione libraria corrente); Jackson (elettronica e informatica); Tartaruga (narrativa e saggistica femminile). Metà anni ’70-> spazi ampi nel settore saggistico tecnico e professionale: portare nell’editoria qualcosa di nuovo per una generazione di giovani sempre più scolarizzati. Questo mercato specializzato correva parallelo a un’editoria di massa-> dove tutta l’area narrativa era privilegiata: collane nuove e ristrutturate, con presentazioni accurate dei testi con larghe fasce di utenza-> cantiere letterario aperto alla narrativa di successo, al caso d’attualità, al libro d’annata-> cantiere gestito dalla forza editoriale e commerciale delle case editrici maggiori: Mondadori e Rizzoli. Anni ’70-> rassegne librarie, rubriche tv e radiofoniche, varie iniziative di carattere bibliografico-> importante supporto all’informazione libraria. Le case editrici stesse-> sentivano il bisogno di un nuovo impatto comunicativo con il pubblico e cercavano quindi di trovare formule e le tecniche + idonee: inserzioni pubblicitarie, presentazioni pubbliche dei libri, premi letterari, diffusione dei dati di vendita, prodotto migliorato, ricerca di canali complementari alla libreria  rafforzamento della linea promozionale e pubblicitaria. Tuttavia nel momento in cui l’editoria si consolidava-> crisi economica-> difficoltà per i piccoli, medi e grandi editori-> vari tentativi di far fronte al momento critico: comune denominatore di risparmiare il + possibile abbassando le tirature, le spese del personale, riorganizzando il ciclo della produzione, saldare il settore librario con quello della stampa periodica. Editoria-> dinamismi convulsi case editrici costrette a chiudere e altre che si buttavano nella mischia, le quali risultavano vincitrici-> tra il ’70 e ’80 sorgere di un gran numero di sigle editoriali. Saggistica culturale-> in regresso. Narrativa e manualistica-> mantengono la loro forza. Ambito best-seller di narrativa-> dominato dalle maggiori aziende editoriali (in cima Mondadori e Rizzoli): nomi famosi della letteratura e del giornalismo. Un caso unico-> “Porci con le ali” di Rocco e Antonia, edito da Simonà e Savelli: dissacrazione, sesso e linguaggio tesi aa suscitare clamore per occupare le pagine dei giornali-> successo immediato-> effetto scandalo nell’editoria. Mercato editoriale-> parecchie zone d’ombra-> calo tirature dei libri, impennata dei prezzi. Fine anni ’70-> editoria libraria-> verso le concentrazioni tra case editrici: creare gruppi editoriali per sopravvivere. Capitolo 4 “Gli anni Ottanta” Fine anni ’70-> favore della narrativa straniera e italiana: apre nuove prospettive di sviluppo negli anni ’80. Cambiamenti nei gusti dei lettori-> narrativa di intrattenimento di mediocre qualità, facendo leva su film e sceneggiati televisivi con abile orchestrazione pubblicitaria di case editrici con gli uffici stampa. Narrativa-> romanzo di qualità, best-seller di moda, narrativa seriale televisiva: tecniche e linguaggi, temi e personaggi diversi, ma convivevano in modo naturale per un’utenza stratificata e nuova-> spesso di creava una nuova circolarità fra libro e telenovela.

Esplode il mercato del romanzo rosa-> fenomeno editoriale e commerciale + importante degli anni ’80. Mondadori-> lancio in edicola (1981) della seria “Harmony”: evasione romantica, trionfo dell’amore e dell’amicizia-> romanzo sentimentale, più anonimo e ripetitivo, rispetto a quello delle forme classiche della narrativa rosa italiana. Area privilegiata del romanzo definito “best-seller all’italiana” -> caduta verticale. Anche la saggistica culturale-> perde consensi, ma limita i danni. Invece la manualistica di genere e quella pratica-> avanzava di molto. Crisi-> grandi case editrici: sostegno di numerosi titoli; ma editoria in generale-> affrontare problemi non indifferenti di finanziamento. Inizi anni ’80-> editoria libraria-> momento + delicato-> sforzo delle case era finalizzato a contenere le perdite. Movimenti all’interno del settore-> afflusso di capitali, manager di provenienza extraeditoriale, ristrutturazioni nella razionalizzazione della produzione e degli organici, rinnovamento di impianti, potenziamento delle strutture commerciali. Tentativo di ampliare gli spazi di mercato-> editori si muovono su linee produttive distinte, ma interagendo-> Mondadori e Rusconi promuovevano proprie reti tv: obiettivo era realizzare un circuito integrato in mano ad un’unica proprietà. Di fronte, però, a nuovi complessi televisivi privati, gli editori erano costretti alla vendita delle proprie reti. Fino alla metà anni ’80-> mercato librario restava al punto di partenza: editori di medie e piccole dimensioni chiudevano. Dal 1985-> editoria entrava in una fase di recupero-> vari editori creavano società o divisioni staccate; mentre altre sigle venivano riprese o rilanciate (Salani). Trasformazioni in atto nei grossi gruppi editoriali-> accelerazione, leadership finanziaria-> scenario editoriale cominciava un inquieto dinamismo: acquisizioni, fusioni, alleanze e ricambio di dirigenti innovazione sul piano tecnologico, strategico e promozionale. Scomparsa della figura dell’editore-protagonista. Idea di cultura-> si concretizzava nella formazione del catalogo-> complesso di autori che costituisce il vero patrimonio della casa editrice. Corso degli anni ’80-> funzione unificante dell’editore di un tempo si era disseminata in una serie di competenze molto frammentate. Perdita di identità di molte case editrici-> ricomposizione del pubblico: gruppi di lettori diversi. Seconda metà anni ’80-> si dilata l’area dei libri di successo-> best-seller; testi di narrativa (prevalentemente straniera); saggistica di taglio è narrativo (ingresso nel mercato di giornalisti e uomini di spettacolo-> spettacolarizzazione della produzione per un consenso di massa); in crescita anche l’editoria tascabile (introduzione di note, sussidi vari, scritti da specialisti). Inizialmente-> in primo piano la pubblicazione di narrativa; ma con il passare degli anni i cataloghi si differenziano. Mercato librario anni ’80-> frammentazione del pubblico-> tirature + basse: settorializzazione-> spaziava dalla saggistica storica e filosofica, manualistica, divulgazione scientifica, fumetti, arte. Anni ’80-> nuova intensa stagione produttiva delle collezioni economiche con l’apertura di nuove sigle, sviluppo di nuove collane, riproposta di altre-> mercato in netta crescita con un ruolo decisivi anche qui degli investimenti promozionali. Anni ’80-> sviluppo anche dell’editoria professionale e di cultura-> bisogno diffuso si formazione-> letteratura, cultura classica, filosofia, saggistica storica, cultura religiosa, saggistica economico- commerciale, editoria turistica, manualistica legata al mondo della tecnica e delle professioni. Anni ’80-> si chiudono in modo + favorevole di come sono iniziati. Capitolo 5 “La fine del secolo XX e l’inizio del nuovo”

Primo decennio del 2000-> case editrici-> cambiamenti nel settore e problemi derivante dalla situazione economica-> strategie-> smottamenti nelle aziende. Nascita di numerose sigle editoriali-> obiettivo esclusivo di pubblicare e-book. Oggi l’editoria libraria richiede di pensare per progetti-> si deve avere un numero di titoli sufficiente a creare un’offerta libraria consistente e visibile. Competizione-> si è spostata dai contenuti dei libri alla forza dei gruppi editoriali, che hanno accentuato la loro capacità interna di fare sistema. Dopo le ultime acquisizioni, alleanze, partecipazioni da parte del Gruppo Editoriale Mauri Spagnol -> non sono molte le realtà editoriali importanti rimaste sul mercato. Una delle conseguenze dei nuovi assetti-> divaricazione tra tipi di editoria e mercati editoriali a) binario veloce e a rendimento immediato dell’offerta di consumo-> best-seller, che hanno successo in tempo molto

  • breve rispetto al passato-> anche grazie ai mass-media, marketing, classifiche e promozioni-> ma se aumenta il numero dei best-seller, rimane invariato il numero di case editrici che li pubblicano (nell’ambito della narrativa bisogna avere un marchio editoriale riconosciuto); nell’ambito della saggistica è + facile ottenere risultati anche per un medio o piccolo editore-> tematiche di attualità storico-politica o sociale che suscitano polemiche e dibattiti (veicolati da giornali, tv, radio-> giornalismo librario); b) binario lento di altre proposte editoriali che hanno un loro pubblico ristretto-> catalogo vero e proprio delle case editrici, ma anche parte delle novità che escono ogni anni, spesso destinata a ingloriosa sorte in un mercato che tende a diventare un’oasi per pochi. Primo decennio del 2000-> due fenomeni editoriali-> “Codice da Vinci” di Dan Brown e “Harry Potter” di J. K. Rowling, ma anche altri romanzi-> dovuto al fatto che gli editori studiano il mercato e qualche volta resuscitano anche opere di autori passati ormai scomparsi-> duplice vantaggio: perpetuare la memoria dei defunti e alimentare i commerci dei vivi. Maggiore mobilità rispetto al passato per quanto riguarda la presenza in classifica di scrittori stranieri: i vertici non competono + solo alle firme collaudate; a volte riescono a salire in classifica anche romanzieri poco noti o sconosciuti. Classifiche straniere-> raramente offrono opere spendibili sul proprio mercato-> il ricambio si intensifica, perché ormai lo scouting editoriale punta su molti scrittori esordienti di cui si acquistano i diritti prima che vengano pubblicati nel loro paese (Khaled Hosseini). Mobilità e arretramento di classifica della narrativa straniera-> determinati anche dal balzo in avanti fatto dalla narrativa italiana. Movimenti nella saggistica (specialmente in quella di attualità politico-sociale) -> un certo tipo di opere è ormai diventata una parte consistente della programmazione editoriale-> figura del giornalista e dell’opinionista di successo (con traino televisivo assicurato) -> dominante nelle classifiche librarie-> non cambia però la ristretta rosa degli editori che si spartiscono questo mercato (rara la presenza degli outsiders). Peso crescente nelle dinamiche di mercato dei best-seller-> lo hanno le classifiche librarie: strumento di lancio e controllo e promozione delle vendite-> classifiche hanno acquistato anche in Italia una rilevanza commerciale-> liste dei best-seller si moltiplicano-> sia per rappresentare meglio la realtà del mercato, sia per intercettare meglio alcuni generi. Meccanismi attraverso i quali le classifiche influenzano le vendite sono numerosi-> importanza per l’autore e per l’editore di entrare in classifica. Editoria internazionale-> le classifiche hanno radici lontane, addirittura prima dell’avvento dell’editoria di massa, alla fine dell’800. Italia-> la loro introduzione si deve a “Tuttolibri”: settimanale di informazione e cultura del libro promosso da “La Stampa”. Dal 2010 in poi-> irrompere sul mercato italiano di lettori e libri elettronici-> comincia la quarta rivoluzione: l’ultima delle transizioni epocali, dopo quelle relative al passaggio dall’oralità alla scrittura, dal rotolo al codice, dal codice al libro a stampa.

Nuova stagione-> discesa in campo dei gruppi editoriali; rapido moltiplicarsi dei titoli disponibili; accelerazione tecnologica; diffusione commerciale dei lettori; apertura del sito italiano di Amazon. Prima fase dell’e-book-> impressione che non ci fosse un programma preciso: infatti la vendita degli e-book ha ancora una percentuale bassa sul fatturato dell’editoria degli USA per esempio. Previsioni per il mercato italiano dell’e-book-> prudenti: ci vuole tempo prima di costruire un mercato parallelo, in cui l’e-book non svolga (come oggi) solo una funzione complementare rispetto al libro a stampa oppure anche sostitutiva, ma diventi una vera e autonoma editoria-> anche se ciò avverrà non sostituirà il libro di carta, ma si creeranno nuovi equilibri. Leggere un libro a stampa o un e-book-> non è la stessa cosa-> può essere così solo nel caso in cui si tratti di un testo informativo o un documento, ma il resto dei libri sono un corpo vivo con cui si entra in una relazione molto personale. E-book-> lettura a scorrimento che fa venir meno il tempo della meditatio. Italia-> negli ultimi 5 anni sensibili progressi-> aumentato il numero di lettori “forti”, ma resta comunque rilevante lo scarto con gran parte dei paesi + sviluppati-> serio problema: stato di arretratezza-> in Italia squilibri tra Nord e Sud: lettura è legata al livello di istruzione delle persone. Lettura-> destinata a cambiare-> non solo per l’avvento degli e-book, ma anche per le trasformazioni che avverranno sul piano culturale e sociale. E-book-> lettura smaterializzata. Libro tradizionale-> sempre + una lettura emotiva o d’impulso, fondata sulla commercializzazione dell’esperienza: influenza della pubblicità, dalle classifiche. Ipotesi per i prossimi anni-> lettura sempre + specialistica-> a un libro non si chiederà + una semplice informazione, ma si chiederà la peculiarità di aiutare ad approfondire e a cogliere la complessità dei problemi del mondo-> lettura + discontinua infilata tra un’attività e l’altra. Capitolo 7 “L’editoria dei tempi nuovi” Ultimi anni-> l’editoria ha vissuto situazioni complesse: per il rallentamento dei consumi e per il calo nella vendita dei libri-> proiettata verso tempi nuovi-> mutate esigenze e modalità d’acquisto del pubblico. Inversione di marcia del settore-> al momento buoni livelli di crescita-> a fare da traino è la narrativa e i libri per ragazzi-> nomadismo attivo dell’editoria. Gruppi editoriali-> continuano ad acquisire come controllo o partecipazione vari marchi; case editrici maggiori-> si riequilibrano con un nuovo azionariato; distribuzione e promozione-> in subbuglio; dirigenti ed editori-> si spostano da una casa editrice all’altra; librerie-> si trasformano e si rinnovano; commercio elettronico-> nomadismo continuo. Partita di mercato + importante-> si gioca tra i gruppi editoriali-> avendo maggiori coperture finanziarie e di investimenti, i gruppi possono agire su + fronti: pluralità di mezzi commerciali, pubblicitari e informativi; maggior potere contrattuale; forza distributiva estesa a + canali e punti vendita; margine di redditività + alto gruppi e società operanti-> analoghe politiche di espansione-> internazionalizzazione delle aree editoriali; alleanze e accordi con gruppi, società, catene che rafforzano la presenza in un certo settore; penetrazione del marcato interattivo e multicanale; investimenti nell’uso delle tecnologie; rinnovamento costante dei libri come contenuto; intensificazione dello scouting editoriale; sistema di relazioni; sviluppo di moderne tecniche di marketing e pubblicità. Due obiettivi-> conquista delle maggiori posizioni in classifica e allargamento degli spazi commerciali. Vendite in libreria, anche se sono l’asse portante, non bastano + e si cercano ulteriori sbocchi. Piccola editoria-> si è trasformata e occupa una posizione significativa. Odierne tecnologie informatiche e digitali-> hanno offerto anche alla piccola editoria nuove impensabili opportunità nel modo di produrre, comunicare e vendere libri-> possibilità di usare Internet per molte informazioni e servizi; commercializzare libri e e-book in rete; far conoscere sé stessi creando un