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Storia dell'editoria italiana - Cadioli Vigini, Sintesi del corso di Storia Dei Media

Sintesi del libro Storia dell'editoria italiana di Cadioli, Vigini

Tipologia: Sintesi del corso

2016/2017

In vendita dal 28/05/2017

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STORIA DELL’EDITORIA ITALIANA DALL’UNITÀ A OGGI - Cadioli, Vigini
PARTE PRIMA: VERSO UN’EDITORIA MODERNA. L’OTTOCENTO
1. Tra vecchio e nuovo sistema editoriale
Nei primi decenni dell’Ottocento non esisteva la figura dell’editore, la cui specificità, rispetto al libraio-
stampatore, è il poter concepire sempre nuovi progetti editoriali di respiro nei quali coinvolgere letterati e
scrittori all’interno di una redazione che non sia un’impresa occasionale.
Cause della difficoltà di sviluppo:
1. la letteratura era destinata solo ai letterati
2. alto tasso di analfabetismo
3. situazione economica e politica (molti stati divisi e dipendenti da potenze straniere)
4. blocchi doganali, cambi di moneta, mancanza di regolamento sul diritto d’autore
5. forte pirateria dei testi
Solo dalla seconda metà dell’Ottocento alcuni problemi si risolsero, grazie a
-unificazione e proclamazione del Regno d’Italia (1861)
-Convenzione sul diritto d’autore tra Piemonte e Austria (1840)
Problemi a parte, alcuni autori riuscirono a consolidarsi nei centri più importanti (Milano, Firenze, Torino).
Milano soprattutto era la capitale italiana dell’editoria
-nel periodo napoleonico era nata la Società Tipografica de’ Classici Italiani (1802) fondata per pubblicare i
maggiori scrittori
-nel 1808 era nata RICORDI, che porta avanti l’editoria musicale pubblicando le opere di Rossini, Verdi e
Puccini (collana “Biblioteca di musica popolare”)
-Anton Fortunato Stella negli anni ’20 collabora con Leopardi, Silvestri e Pietro Giordani, intellettuale
molto noto in quegli anni, con cui pubblica la collana “Biblioteca scelta” (classici antichi e moderni in
edizione economica)
-Vincenzo Ferrario nel ’27 pubblica I promessi sposi
-Niccolò Bettoni crea molte collane sotto il nome di “Biblioteca”
A Torino l’editore POMBA promuoveva nel ’28 la collana “Biblioteca popolare ossia raccolta di opere
classiche non che latine e greche in italiano tradotte” -> tascabili di 150/200 pagine, settimanali, 50 cent
Nella prima metà del secolo la differenziazione del pubblico era legata alla diversità dei generi letterari e alla
collocazione degli scrittori nel quadro culturale
-molti letterati tradizionali
-scrittori che cercano di favorire la diffusione popolare
Il genere del romanzo storico in due periodo funzionava molto (Marco Visconti di Grossi, 10.000 copie +
moltissime edizioni illegali).
Si introducono anche i romanzi d’appendice (collocati a puntate alla fine di giornali e riviste).
Milano e Firenze: due modelli
I due poli si distinguono per i tipi di lettori a cui puntano:
-milanese rivolto ai ceti sociali nuovi, ai nuovi gruppi di lettori; si mette assieme l’aspetto commerciale con
quello di diffusione di cultura, proprio della cultura illuminista del Settecento
-fiorentino legato ai ceti intellettuali; importanza delle potenzialità politiche risorgimentali dell’impresa
editoriale -> Felice Le Monnier concepisce l’editoria come un’autonoma attività imprenditoriale rivolta ad
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Scarica Storia dell'editoria italiana - Cadioli Vigini e più Sintesi del corso in PDF di Storia Dei Media solo su Docsity!

STORIA DELL’EDITORIA ITALIANA DALL’UNITÀ A OGGI - Cadioli, Vigini PARTE PRIMA: VERSO UN’EDITORIA MODERNA. L’OTTOCENTO

1. Tra vecchio e nuovo sistema editoriale Nei primi decenni dell’Ottocento non esisteva la figura dell’ editore, la cui specificità, rispetto al libraio- stampatore, è il poter concepire sempre nuovi progetti editoriali di respiro nei quali coinvolgere letterati e scrittori all’interno di una redazione che non sia un’impresa occasionale. Cause della difficoltà di sviluppo:

  1. la letteratura era destinata solo ai letterati
  2. alto tasso di analfabetismo
  3. situazione economica e politica (molti stati divisi e dipendenti da potenze straniere)
  4. blocchi doganali, cambi di moneta, mancanza di regolamento sul diritto d’autore
  5. forte pirateria dei testi Solo dalla seconda metà dell’Ottocento alcuni problemi si risolsero, grazie a

- unificazione e proclamazione del Regno d’Italia (1861)

- Convenzione sul diritto d’autore tra Piemonte e Austria (1840)

Problemi a parte, alcuni autori riuscirono a consolidarsi nei centri più importanti (Milano, Firenze, Torino). Milano soprattutto era la capitale italiana dell’editoria

- nel periodo napoleonico era nata la Società Tipografica de’ Classici Italiani (1802) fondata per pubblicare i

maggiori scrittori

- nel 1808 era nata RICORDI, che porta avanti l’editoria musicale pubblicando le opere di Rossini, Verdi e

Puccini (collana “Biblioteca di musica popolare”)

- Anton Fortunato Stella negli anni ’20 collabora con Leopardi, Silvestri e Pietro Giordani, intellettuale

molto noto in quegli anni, con cui pubblica la collana “Biblioteca scelta” (classici antichi e moderni in edizione economica)

- Vincenzo Ferrario nel ’27 pubblica I promessi sposi

- Niccolò Bettoni crea molte collane sotto il nome di “Biblioteca”

A Torino l’editore POMBA promuoveva nel ’28 la collana “Biblioteca popolare ossia raccolta di opere classiche non che latine e greche in italiano tradotte” -> tascabili di 150/200 pagine, settimanali, 50 cent Nella prima metà del secolo la differenziazione del pubblico era legata alla diversità dei generi letterari e alla collocazione degli scrittori nel quadro culturale

- molti letterati tradizionali

- scrittori che cercano di favorire la diffusione popolare

Il genere del romanzo storico in due periodo funzionava molto ( Marco Visconti di Grossi, 10.000 copie + moltissime edizioni illegali). Si introducono anche i romanzi d’appendice (collocati a puntate alla fine di giornali e riviste). Milano e Firenze: due modelli I due poli si distinguono per i tipi di lettori a cui puntano:

- milanese rivolto ai ceti sociali nuovi, ai nuovi gruppi di lettori; si mette assieme l’aspetto commerciale con

quello di diffusione di cultura, proprio della cultura illuminista del Settecento

- fiorentino legato ai ceti intellettuali; importanza delle potenzialità politiche risorgimentali dell’impresa

editoriale -> Felice Le Monnier concepisce l’editoria come un’autonoma attività imprenditoriale rivolta ad

un profitto + una possibilità di diffondere gli ideali nazionali (1831) nell’Italia ancora divisa -> necessità di pagare autori e collaboratori In questi anni poi nascono importanti case editrici:

1. SANDRON (Palermo 1839) 2. VALLARDI (Milano 1840) 3. BARBERA (Firenze 1854) 4. UTET (Torino 1954) 2. Verso un’editoria nazionale: dall’Unità a fine secolo Nonostante l’Unità, un problema grosso era trovare il modo di porre le basi per un mercato nazionale, non più solo locale. Secondo il “Giornale della libreria” il mercato librario aveva molti problemi

- strozzature distributive

- insufficienza di rete di librerie

- rapporti difficili tra categorie

- scarsa preparazione culturale e professionale dei librai

- mancanza di regolamento giuridico

Nonostante questo comunque dalla fine dell’Ottocento l’industria editoriale inizia ad essere in crescita. Una produzione intrecciata di libri e riviste Da Milano si impone un modello di editoria rivolta ai generi di maggiore leggibilità -> omogeneizzazione del mercato librario in chiave giornalistico-letteraria

- libri di intrattenimento

- nuove testate periodiche con reportages, articoli di costume, racconti

TREVES: nasce nel ’61 a Milano, si distingue per

- pubblicazioni di narrativa (collana “Biblioteca amena”), in particolare Cuore di De Amicis, e D’Annunzio

- riviste di attualità e viaggi, illustrate e con ampli reportages

- rinnovamento della grafica e della promozione

Il mercato del libro “popolare” SONZOGNO: pubblica libri (collane “Biblioteca del popolo”, “Biblioteca universale”), riviste settimanali, il quotidiano “Il secolo”, tutti pensati per un pubblico popolare che potesse leggere spendendo poco. Allo stesso tipo di mercato si rivolgono anche

- SALANI (Firenze ’62) “Biblioteca Salani illustrata”

- BIETTI (Milano ’70) “Biblioteca romantica internazionale”

- PERINO (Roma ’76) “Biblioteca classica popolare”

Le punte più avanzate del mercato in quel momento sono

  1. romanzo d’appendice
  2. romanzo storico
  3. romanzo sociale Il loro successo è dovuto a

- funzione consolatoria e compensatoria, basata sull’opposizione moralistica buono-cattivo

- vicende narrate nel presente e nell’ambiente sociale delle città

Anche i romanzi illustrati hanno molto successo, di autori italiani e francesi. Tra divulgazione, libri scientifici. educazione politica

L’editoria di narrativa TREVES continua a essere l’editore con la più ampia quota di mercato (D’Annunzio, Pirandello). BALDINI E CASTOLDI (Milano 1896) pubblica Fogazzaro e Guido Da Verona. In questo periodo piccole case editrici pubblicano in edizioni supereconomiche (2 lire max) tascabili di autori molto noti, sia narrativa che saggistica. L’editoria di cultura Le case editrici maggiori sono

- BOCCA

- CARABBA (Lanciano 1880) affida a Papini la collana di storia e filosofia “Cultura dell’anima”, a prezzo

molto basso, con grafica moderna e interventi redazionali per rendere i testi più comprensibili. Dirige poi anche “Scrittori nostri” e fonda la rivista “La voce” (ndr recuperati la storia da qualche altra parte)

- LATERZA (Bari 1901) con Croce come editor fino alla sua morte nel ’52, promotore di una cultura

“grave” attraverso la collana “Biblioteca di cultura moderna” (1902), “Scrittori d’Italia” (1909)

- VALLECCHI (Firenze 1913)

Si formano poi editori d’avanguardia o politicamente impegnati

- EDIZIONI FUTURISTE di FT Marinetti con la rivista “Poesia” (1910)

- FORMIGGINI, che pubblicava testi di filosofia e letteratura ad un lettore colto ma non specialista, e

soprattutto la collana “Classici del ridere” (1913)

2. Gli anni Venti Nel dopoguerra si intensificano gli scontri sociali tra

- reduci della guerra (nazionalisti, guidati da D’Annunzio)

- lavoratori delle fabbriche (scioperi)

- contadini

- ceti medi

Nel ’21 viene fondato da Mussolini il Partito Nazionale Fascista, che ottiene subito l’appoggio di agrari, alta borghesia, nazionalisti, ceti medi -> nel ’22 Mussolini inizia a governare prima con altri partiti, dal ’ inaugura l’era fascista L’“era fascista”: aspetti generali Il fascismo usa l’editoria come uno degli strumenti principali di consenso, attraverso varie forme di sostegno statale. Ciarlantini, Federazione nazionale fascista dell’industria editoriale (’26):

- necessità che editori e librai entrassero nell’ingranaggio dell’attività nazionale

- importanza di un’editoria industrializzata

- creazione di un alto artigianato editoriale per difenderlo dalla produzione straniera

La censura libraria , al contrario di quella giornalistica, negli anni ’20 non è forte, si rafforza negli anni ’30 -

bonifica libraria nel ’36 (ancora più forte nel ’38 con le leggi razziali) Sviluppi editoriali dei primi anni Venti Nonostante la grande richiesta di libri soprattutto dalle classi emergenti, alla fine della 1a g.m. c’era un grande problema di mancanza di carta , che rallentava la produzione e costringeva le case editrici a chiedere finanziamenti (es. TREVES, ZANICHELLI con la Banca Zaccaria Pisa). Si formano anche nuove catene di librerie

  1. Messaggerie Italiane, Librerie italiane riunite con BEMPORAD
  1. Anonima Libraria Italiana, TREVES + ZANICHELLI + LE MONNIER E Formiggini fonda “L’Italia che scrive” (’18-’38), un collegamento tra autori e lettori. ALPES: fondata da Ciarlantini nel ’21, è a metà tra nazionalizzazione fascista e apertura a scrittori stranieri

- collana “Discorsi di Mussolini”, “Biblioteca di cultura politica”

- collane di viaggio

- collana di attualità “L’Europa contemporanea”

- traduzioni di autori ottocenteschi (Bronte, Flaubert, Dostoevskij)

Il modello MONDADORI Mondadori inizia nel ’12 assieme a Capuana e Gozzano una collana di libri per bambini, “La lampada”. Nel 1919 fonda la Casa Editrice A. Mondadori

- produzione per un ampio pubblico

- narrativa

- saggistica divulgativa

- qualità ma senza troppa sperimentazione

Con il tempo diventa una delle principali case editrici, pubblicando anche la biografia di Mussolini Dux e l’opera completa di D’Annunzio. Tra gli anni ’20 e ’30 viene assunto come condirettore generale Luigi Rusca, soprattutto per la narrativa straniera

- “Libri gialli” (1929)

- “Libri azzurri” (1930) romanzi e racconti di autori italiani

- “Libri neri” (1932) dedicata ai romanzi di Simenon

- “Libri verdi” (1932) sui drammi e segreti della storia

Altre collane sono

- “Biblioteca Romantica” con l’obiettivo di far conoscere grandi scrittori romantici stranieri (diretta da

Giuseppe Antonio Borgese)

- “Romanzi della palma”

- “Medusa” di Vittorini

Le scelte mondadoriane di quel periodo avevano come obiettivo quello di interpretare la ristrutturazione complessiva dell’insieme dei lettori, attraverso narrativa italiana e straniera ma anche grazie a “Topolino” e “Paperino” (disegnato totalmente in Italia). Inoltre l’introduzione di nuove rotative litografiche permettono a Mondadori di stampare e vendere i suoi libri a prezzo basso. Le traduzioni erano una parte molto importante del catalogo, ma non erano esclusiva di MONDADORI

- SLAVIA di Polledro traduce tutto il catalogo dei più importanti scrittori russi

- FRASSINELLI pubblica Moby Dick e Il processo di Kafka tradotti da Pavese

L’editoria di saggistica e cultura RICCIARDI (1907 Napoli): collaborazione di Croce NUOVA ITALIA (1926 Venezia -> 1930 Firenze): Codignola incrementa il numero di titoli filosofici e pedagogici con le collane “Classici della filosofia”, “Pensatori antichi e moderni”, “Il pensiero storico”. Gobetti: intellettuale torinese di spicco, promuove la cultura liberale tra il ’18 e il ’25 (muore nel ’26), attraverso riviste di cultura e politica (“Energie nuove”, “Rivoluzione liberale”, “Il baretti”) e la casa editrice PIETRO GOBETTI EDITORE

- importanza di movimenti di idee

- necessità di essere “uomo di biblioteca” e allo stesso tempo imprenditore

Collane importanti sono “I saggi”, ’ “Narratori stranieri” e “Narratori contemporanei” con testi di Pavese, Natalia Ginzburg, Morante Aldo Garzanti: imprenditore nel settore chimico nel ’39 acquisisce TREVES e porta avanti il suo catalogo, ampliandolo e riconquistando pubblico, soprattutto grazie Il mulino del Po di Bacchelli (’40) che nel giro di tre anni vende 100.000 copie. L’editoria di saggistica Tra gli anni Venti e Trenta nascono alcune importanti case editrici d’ispirazione cattolica. Le più importanti sono VITA E PENSIERO e MORCELLIANA. VITA E PENSIERO : fondata come attività editoriale dell’Università Cattolica (Agostino Gemelli) nasce nel ’18 dopo essere stata rivista dal ’14. Pubblica moltissimo (892 opere negli anni Trenta). I filoni principali erano quello filosofico, letterario, teologico e d’orientamento spirituale. MORCELLIANA: fondata nel ’25, pubblica testi di letteratura, saggistica e teologia, pubblicando opere di Romano Guardini e Jacques Maritain. Le case editrici specializzate in saggistica in quel periodo si dovevano scontrare con il regime. LATERZA continua a proporre nella “Biblioteca di cultura moderna” opere di difesa del liberalismo come Storia d’Italia dal 1871 al 1915 e Storia d’Europa nel secolo decimonono , entrambe di Croce. LA NUOVA ITALIA aveva molte pubblicazioni finanziate dall’Ente nazionale di cultura di Firenze, e in quel periodo potenzia le collane già esistenti (“Pensatori antichi e moderni” e “Collana critica”) e propone nuove collezioni (“Scrittori greci” “Scrittori latini”) SANSONI nel ’32 viene acquisita da Gentile e si allinea alla cultura fascista con nuove collezioni di economia e politica (“Studi di politica e di economia”), storia e filosofia, arte, scolastica. CARABBA, nonostante l’apertura di collane di narrativa e l’edizione di importanti raccolte di poesia es. Ossi di seppia di Montale, non riesce a superare la crisi causata dalle politiche fasciste e nel ’41 fallisce. Il libro unico per le scuole elementari La Federazione nazionale fascista dell’industria editoriale finanziava spesso gli editori e assegnava le edizioni nazionali degli scrittori classici oltre alle collane che recuperassero in chiave nazionalista e fascista autori del passato. La decisione però di passare ad un testo scolastico unico comportava una riorganizzazione a livello scolastico e grossi problemi per le case che pubblicavano principalmente scolastica. La pubblicazione fu affidata a MONDADORI, altro fattore che consolida la sua struttura aziendale e la sua ascesa.

4. Gli anni Quaranta tra guerra e dopoguerra Dopo le sanzioni della Società delle Nazioni per aver violato i patti internazionali con la guerra d’Etiopia gli editori si trovavano in difficoltà sul fronte cartaceo -> la carta inizia a costare molto In più si mettono anche le censure e i sequestri o i danni provocati dai bombardamenti sugli stabilimenti e le requisizioni di aziende da parte della Repubblica di Salò nell’ultima parte della guerra. Quindi negli anni Quaranta la produzione cala drasticamente (11.000 titoli nel ’41 2.300 nel ’44).

Il fervore dell’immediato dopoguerra Nel dopoguerra c’è un fermento editoriale forte, spinto soprattutto dalle nuove riviste come “Il politecnico”, “Il ponte”, “Comunità” ecc -> forte sviluppo di pubblicazioni ’45/’ MONDADORI rilancia “Medusa” e propone quattro nuove collane, “I classici contemporanei italiani”, “I classici contemporanei stranieri”, “La medusa degli italiani”, “Biblioteca moderna Mondadori” LONGANESI trasferisce l’attività a Milano e pubblica le collane “La gara scienza” e “Grande biblioteca” EINAUDI avvia “I millenni”, collana di classici, e “Coralli” e “Supercoralli” per narrativa italiana e straniera In quel periodo le grosse case editrici iniziano una lotta per l’acquisizione dei diritti degli autori più importanti (es. MONDADORI con Gli indifferenti di Moravia e i libri di Alvaro). Per quanto riguarda le letterature straniere andava molto

- letteratura francese

- ispirazione cristiana (Bermanos, Mauriac)

La rivoluzione della BUR La “Biblioteca Universale Rizzoli” nasce nel ’49, prima collana in Italia a dar corpo ad un progetto articolato di letteratura universale, dall’antichità classica ai giorni nostri (primo libro I promessi sposi )

- vasto pubblico

- prezzo contenuto

Nello stesso anno inizia anche l’attività della COLIP con la collezione “Universale economica” che proponeva 4 serie (gialla: letteratura, rossa: storia e filosofia, azzurra: scienza, verde: grandi avventure). Il pubblico delle due collane però non si sovrapponeva, perché da una parte era il grande pubblico, dall’altra c’erano i militanti politici di sinistra. Gli editori poi cercavano di strutturarsi a livello d’impresa e riorganizzarsi sul piano associativo -> nascita dell’Associazione Italiana Editori che salvaguardava gli interessi di categoria, sotto la guida di Antonio Vallardi. PARTE TERZA: L’EDITORIA IN TRASFORMAZIONE DEL SECONDO NOVECENTO

1. Gli anni Cinquanta Si consolida il processo di assestamento dell’editoria

- ricostruzione economica e industriale

- miglioramento della vita

- diminuzione dell’analfabetismo

- diffusione dell’uso dell’italiano nazionale

- diffusione della stampa femminile

- diffusione della stampa d’informazione settimanale

Nuove collane e nuove sigle editoriali Alcune collane importanti sono “I gettoni” di EINAUDI, diretta da Vittorini (’51/’57) “I libri del tempo” di LATERZA, di attualità e denuncia, postfascista “La letteratura italiana. Storia e testi” di RICCIARDI (’51) Nascono anche importanti case editrici

- ALL’INSEGNA DEL PESCE D’ORO (’25) riavviata da Vanni Scheiwiller, figlio del fondatore Giovanni,

su ricerca artistica e culturale

- EDITORI RIUNITI, unione di EDIZIONI RINASCITA e EDIZIONI COMUNITÀ

Le dispense rendevano disponibili a tutti una serie di opere enciclopediche fatte molto bene, sia nei contenuti che sotto l’aspetto grafico e di materiali; in più erano distribuite in edicola , e avevano molti finanziamenti pubblicitari. Altre case editrici seguono la FABBRI, come SANSONI, VALLARDI, DE AGOSTINI, RIZZOLI -> il mercato si satura e le vendite crollano alla fine degli anni Sessanta Tascabili: nel ’65 MONDADORI lancia gli “Oscar”, tascabili venduti in edicola a prezzo fisso e basso (primo titolo Addio alle armi ) -> fortissimo successo I libri erano principalmente di autori stranieri del Novecento (Hemingway, Steinbeck, Bermanos, ecc). Altre case editrici seguirono questo modello

- “Garzanti per tutti”

- “Capolavori Sansoni”

- “David” (DALL’OGLIO)

- “Pocket” (LONGANESI)

- “Grande universale Mursia)

La sovrabbondanza delle proposte finisce per saturare il mercato -> le case editrici più piccole non riescono a reggere il ritmo e falliscono A confronto con nuove richieste culturali, religiose e politiche Letteratura per ragazzi: la EMME EDIZIONI, fondata nel ’66 da Rosellina Archinto si inserisce subito nell’editoria per ragazzi e la rinnova nei contenuti e nella grafica -> la letteratura per ragazzi diventa un genere Editoria cattolica: il Concilio Vaticano II richiede un aggiornamento dei testi ecclesiastici, e le case editrici si devono adeguare ai cambiamenti. Nascono libri e periodici molto importanti -> “Biblioteca di teologia contemporanea” “Giornale di teologia” della QUERINIANA (già editore di “Concilium”) Saggistica: tema principale degli anni Sessanta è quello giovanile (movimenti studenteschi del ’68) e della cultura alternativa. I piccoli editori portano avanti questo movimento, spinti da passione ideologica -> libro strumento di lotta Quindi si corre su un doppio binario

  1. l’editoria respira il clima della strategia di tensione e della lotta di classe
  2. l’editoria si confronta con i grandi temi della società partendo da basi culturali e scientifiche 3. Gli anni Settanta L’editoria riflette il conflitto della società in questi anni: la sua funzione in quel momento è di tradurre i vari fermenti con varie proposte saggistiche utili al pubblico militante o interessato -> l’offerta però risulta scadente o troppa rispetto alla domanda -> con il riassorbimento delle lotte e un ritorno all’ordine anche l’editoria si deve ridimensionare Convegno “Per una editoria democratica” (’74): era impossibile impostare un filone editoriale comune Nel frattempo nascono piccole case editrici molto specializzate

- NORD (’70) per la fantascienza

- IPSOA (’71) per finanza, diritto, organizzazione aziendale

- BUFFETTI (’73) per la manualistica commerciale

- LUCARINI (’73) per le opere di consultazione

- MASSON (’74) per la medicina

- EDITRICE BIBLIOGRAFICA (’74) per i repertori d’informazione libraria

- JACKSON (’75) per l’elettronica e l’informatica

- LA TARTARUGA (’75) per la narrativa e saggistica femminile

Nell’editoria di massa intanto la narrativa era la colonna portante

- forti casi editoriali es. La storia della Morante, La donna della domenica di Fruttero e Lucentini,

Siddharta di Hesse, Lettera a un bambino mai nato della Fallaci, Paura di volare della Jong

- ritorno del tascabile grazie al rinnovamento di “Oscar” e della serie della BUR

- rassegne librarie, es “Tuttolibri” (’75) promossa da “La stampa”, rubriche televisive e radiofoniche

Un freno all’espansione A causa della crisi economica e il conseguente aumento dei prezzi e la restrizione dei consumi l’industria editoriale va di nuovo in crisi dal ’76. Si fanno vari tentativi per diminuire il problema, come l’abbassamento delle tirature, il taglio del personale, ecc -> falliscono molte case editrici (ma ne nascono anche molte) Crisi della saggistica culturale - la narrativa e la manualistica riescono a mantenersi stabili Il ritorno alla narrazione I best-seller di narrativa erano di dominio delle grandi case editrici. Pochi casi eccezionali

- Porci con le ali di Rocco e Antonia (’76) pubblicato da SAMONÀ E SAVELLI

- Giovanni Leone di Camilla Cederna (’78) pubblicato da LA FELTRINELLI

L’editoria libraria si indirizza sempre di più verso le concentrazioni

- IFI, con FABBRI, BOMPIANI, SONZOGNO, BIETTI, ETAS KOMPASS

- Gruppo editoriale Fabbri

4. Gli anni Ottanta L’interesse del pubblico per la narrativa straniera privilegia prodotti di bassa qualità, soprattutto se tratti da sceneggiati televisivi o film -> necessità di fantasia, creatività, svago, dopo anni di tensioni politiche e ideologiche -> esplosione del mercato rosa con la serie “Harmony” (’81) in edicola, da un accordo tra la società canadese e la MONDADORI Il “best-seller all’italiana” subisce una caduta verticale -> i titoli di narrativa italiana scendono al 13% Dalla crisi al suo superamento All’inizio degli anni Ottanta c’è una nuova crisi editoriale

- inflazione e alto costo del denaro

- editoria debole a causa dell’allargamento di orizzonti degli anni Settanta

- costi di distribuzione

Quindi le case editrici iniziano a ricevere finanziamenti extraeditoriali, o nel caso di MONDADORI e RUSCONI a fare pubblicità ai propri canali televisivi (Rete 4 e Italia 1), per la creazione di un circuito integrato Per quanto riguarda la distribuzione , accanto a le Messaggerie Italiane si moltiplicano distributori regionali o interregionali, dai costi alti e non sempre efficaci. Dall’85 l’industria risale, grazie a

- sviluppo nella direzione della leadership finanziaria

- controllo del mercato da parte delle holding

- acquisti e fusioni di sigle

- innovazioni tecnologiche, strategiche, promozionali

È ormai quindi sparita la figura dell’editore protagonista, sostituita da una frammentazione di competenze -

la casa editrice perde la sua personalità

Le aspettative nei confronti del libro elettronico però sono deluse e si ricomincia a parlare di un ritorno alla carta. Anni Duemila

- nomadismo editoriale , permanente trasloco mentale e operativo

- scomparsa della figura dell’editore tradizionale

- entrata in scena di manager che siano più attenti all’aspetto economico che a quello letterario

- futuro per i libri di cultura a bassa tiratura

6. Dieci anni dopo Uno sguardo d’insieme Nel primo decennio del Duemila l’industria editoriale ha affrontato i processi di cambiamento del settore ma anche i problemi derivati dalla crisi economica. Nello stesso tempo però sono nate molte sigle editoriali, una media di 700/800 all’anno, di cui 300 esclusivamente per pubblicare e-book. In un mercato librario concentrato ma frammentato il piccolo cabotaggio (programmazione episodica, casuale, anonima) non basta più -> necessità di costituire dei progetti editoriali con una linea ben chiara Il mercato editoriale quindi è diviso in due 1. binario veloce dei best seller -> necessità di autori bravi e riconoscibili 2. saggistica per un pubblico specializzato -> scrittore autorevole, temi privilegiati di attualità e politica I best-seller e le loro classifiche Due fenomeni importanti sono stati

- Il codice Da Vinci di Dan Brown

- Harry Potter di JK Rowling

sia per qualità e passaparola, ma anche per scelte editoriali e di mercato ben studiate. C’è quindi una maggiore mobilità rispetto al passato, soprattutto riguardo alle presenze in classifica di autori stranieri

- grandi scrittori anglo-americani

- grandi scrittori ispano-americani

- scrittori emergenti

Nella saggistica, è ancora più importante la figura del giornalista e opinionista, che si trascina la sua fama televisiva nei libri, che poi salgono alte nelle classifiche (Vespa, Augias, Travaglio, Severgnini) es. La casta di Stella e Rizzo - Gomorra di Saviano NB Nelle classifiche comunque difficilmente entrano case editrici indipendenti. L’avvento dell’e-book Quarta rivoluzione

- gruppi editoriali

- rapido moltiplicarsi di titoli

- accelerazione tecnologica

- diffusione commerciale dei lettori

- apertura di Amazon Italia

L’e-book però per ora svolge una funzione solo complementare al libro cartaceo, e si sostituisce solo in casi particolari (settore enciclopedico, giuridico, scientifico-tecnico)

La lettura che c’è e quella che verrà Situazione italiana

- bassa percentuale di lettori forti

- problema del divario nord/sud che tocca anche l’istruzione e quindi il potenziale pubblico dell’editoria

- forte avanzata di paraletteratura, instant-book, autobiografie di cantanti calciatori ecc

- lettura sempre più specialistica, funzionale ad effettivi bisogni

- lettura discontinua, dispersiva