Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Cap. 4.2 riassunto - Giulio Ferroni, Dispense di Letteratura Italiana

Riassunto discorsivo del manuale Giulio Ferroni, completamente sostitutivo allo studio sul libro in quanto comprende tutti i contenuti chiave.

Tipologia: Dispense

2020/2021

Caricato il 14/12/2021

alessia-marino-79
alessia-marino-79 🇮🇹

4.6

(5)

12 documenti

1 / 12

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
LETTERATURA ITALIANA - PARTE A
4.2 NICCOLÒ MACHIAVELLI
Vivendo in prima persona lo scontro fra la tradizione municipale di Firenze e il nuovo orizzonte europeo,
Machiavelli elabora, con il suo pensiero politico, una nozione rivoluzionaria del comportamento umano,
chi agirà su tutta la cultura moderna.
4.2.1 Firenze "Repubblica di Cristo": Gerolamo Savonarola
1494 Carlo VIII raggiunge Firenze Piero de’ Medici (figlio di Lorenzo il Magnifico), abbandonò la
città.
1494-1498 Firenze controllata politicamente e moralmente dal domenicano Girolamo Savonarola
sotto un regime repubblicano.
Girolamo Savonarola nato a Ferrara nel 1452, Savonarola fu chiamato nel 1489 a Firenze da
Lorenzo il Magnifico, su consiglio di Pico della Mirandola, come predicatore nel convento di San Marco.
La predicazione di Savonarola ebbe subito grande risonanza a Firenze e nei dintorni: proponeva un
profondo rinnovamento religioso, necessario per salvare la città e l’Italia intera dalle inevitabili catastrofi
che gli avvenimenti politici e gli atteggiamenti dell’edonismo mondano tipici della società signorile
avrebbero provocato.
Firenze doveva essere la ‘nuova Gerusalemme’ = la salvezza per tutta l’Italia e per tutta l’umanità
cristiana. Si trattava di una missione per ricostruire la vita civile, animata dai valori della solidarietà
cristiana, fervore religioso, tensione morale, appassionato desiderio di penitenza.
Savonarola = contro l’arroganza della mondanità, contro la mentalità signorile e gli aspetti
dell’Umanesimo più laici, legati al culto esteriore delle forme; il suo era un Umanesimo cristiano e civile,
infatti voleva mantenere vive le tradizioni comunali in nome della ‘semplicità’ cristiana, bandì anche gli
spettacoli e i divertimenti che Lorenzo incentivava per controllare le masse e istituì dei falò (= falò delle
vanità) per bruciare qualsiasi oggetto considerato peccaminoso, oppure inducente allo sviluppo della
vanità, includendo articoli voluttuari come specchi, cosmetici, vestiti lussuosi, e anche strumenti musicali.
Altri bersagli includevano libri "immorali", manoscritti contenenti canzoni "secolari" o "profane", e dipinti.
Tra i vari oggetti distrutti in questa campagna vi furono alcuni dipinti originali che trattavano temi della
mitologia classica, eseguiti da Sandro Botticelli, che egli stesso provvide a portare sul rogo.
Tra le sue opere, si ricordano: le liriche religiose, il Trattato circa il reggimento e governo della città di
Firenze” e le prediche trascritte dai seguaci.
Desiderio di rinnovamento istituzione di un organismo politico relativamente ‘democratico’, in cui la
borghesia artigiana aveva un ruolo importante questo sistema si scontra con quello signorile e con le
istituzioni della Chiesa.
1498 → Savonarola condannato e messo al rogo.
In seguito regime repubblicano moderato fino al 1512; dopodiché i Medici tornarono a Firenze,
appoggiati dalle truppe spagnole.
4.2.2 La vita di Niccolò Machiavelli
LA FORMAZIONE (non ci sono molte informazioni) E L’ESORDIO POLITICO
Niccolò Machiavelli nacque a Firenze nel 1469 da Bernardo Machiavelli (notaio e uomo di
legge) e Bartolomea de’ Nelli. Il padre gli fece impartire una buona educazione umanistica. Le
prime notizie sicure si hanno nel periodo della Repubblica del Savonarola (egli era contro il
Savonarola).
Giugno e Luglio 1498 nominato responsabile della seconda cancelleria e segretario della
magistratura dei Dieci di libertà e pace. Doveva occuparsi dei documenti riguardanti l’attività militare e
diplomatica (la prima cancelleria doveva invece occuparsi della corrispondenza e della
documentazione ufficiale) e aveva incarichi operativi di vario genere.
Machiavelli aveva una funzione di grande responsabilità e divenne uno dei protagonisti della vita
politica della Repubblica fiorentina, soprattutto nel periodo della sua collaborazione con Pier Soderini,
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa

Anteprima parziale del testo

Scarica Cap. 4.2 riassunto - Giulio Ferroni e più Dispense in PDF di Letteratura Italiana solo su Docsity!

LETTERATURA ITALIANA - PARTE A 4.2 NICCOLÒ MACHIAVELLI Vivendo in prima persona lo scontro fra la tradizione municipale di Firenze e il nuovo orizzonte europeo, Machiavelli elabora, con il suo pensiero politico, una nozione rivoluzionaria del comportamento umano, chi agirà su tutta la cultura moderna. 4.2.1 Firenze "Repubblica di Cristo": Gerolamo Savonarola ● 1494 → Carlo VIII raggiunge Firenze → Piero de’ Medici (figlio di Lorenzo il Magnifico), abbandonò la città. ● 1494-1498 → Firenze controllata politicamente e moralmente dal domenicano Girolamo Savonarola sotto un regime repubblicano. ● Girolamo Savonarola → nato a Ferrara nel 1452, Savonarola fu chiamato nel 1489 a Firenze da Lorenzo il Magnifico, su consiglio di Pico della Mirandola, come predicatore nel convento di San Marco. La predicazione di Savonarola ebbe subito grande risonanza a Firenze e nei dintorni: proponeva un profondo rinnovamento religioso, necessario per salvare la città e l’Italia intera dalle inevitabili catastrofi che gli avvenimenti politici e gli atteggiamenti dell’edonismo mondano tipici della società signorile avrebbero provocato. ● Firenze doveva essere la ‘nuova Gerusalemme’ = la salvezza per tutta l’Italia e per tutta l’umanità cristiana. Si trattava di una missione per ricostruire la vita civile, animata dai valori della solidarietà cristiana, fervore religioso, tensione morale, appassionato desiderio di penitenza. ● Savonarola = contro l’arroganza della mondanità, contro la mentalità signorile e gli aspetti dell’Umanesimo più laici, legati al culto esteriore delle forme; il suo era un Umanesimo cristiano e civile, infatti voleva mantenere vive le tradizioni comunali → in nome della ‘semplicità’ cristiana, bandì anche gli spettacoli e i divertimenti che Lorenzo incentivava per controllare le masse e istituì dei falò (= falò delle vanità ) per bruciare qualsiasi oggetto considerato peccaminoso, oppure inducente allo sviluppo della vanità, includendo articoli voluttuari come specchi, cosmetici, vestiti lussuosi, e anche strumenti musicali. Altri bersagli includevano libri "immorali", manoscritti contenenti canzoni "secolari" o "profane", e dipinti. Tra i vari oggetti distrutti in questa campagna vi furono alcuni dipinti originali che trattavano temi della mitologia classica, eseguiti da Sandro Botticelli, che egli stesso provvide a portare sul rogo. Tra le sue opere, si ricordano: le liriche religiose, il “ Trattato circa il reggimento e governo della città di Firenze” e le prediche trascritte dai seguaci. ● Desiderio di rinnovamento → istituzione di un organismo politico relativamente ‘democratico’, in cui la borghesia artigiana aveva un ruolo importante → questo sistema si scontra con quello signorile e con le istituzioni della Chiesa. ● 1498 → Savonarola condannato e messo al rogo. ● In seguito → regime repubblicano moderato fino al 1512 ; dopodiché i Medici tornarono a Firenze, appoggiati dalle truppe spagnole. 4.2.2 La vita di Niccolò MachiavelliLA FORMAZIONE (non ci sono molte informazioni) E L’ESORDIO POLITICO ● Niccolò Machiavelli nacque a Firenze nel 1469 da Bernardo Machiavelli (notaio e uomo di legge) e Bartolomea de’ Nelli. Il padre gli fece impartire una buona educazione umanistica. Le prime notizie sicure si hanno nel periodo della Repubblica del Savonarola (egli era contro il Savonarola). ● Giugno e Luglio 1498 → nominato responsabile della seconda cancelleria e segretario della magistratura dei Dieci di libertà e pace. Doveva occuparsi dei documenti riguardanti l’attività militare e diplomatica (la prima cancelleria doveva invece occuparsi della corrispondenza e della documentazione ufficiale) e aveva incarichi operativi di vario genere. ● Machiavelli aveva una funzione di grande responsabilità e divenne uno dei protagonisti della vita politica della Repubblica fiorentina, soprattutto nel periodo della sua collaborazione con Pier Soderini,

che fu nominato gonfaloniere della Repubblica nel 1502 (= a Firenze, il gonfaloniere era uno dei 9 cittadini che formavano il governo della Signoria e custodiva la bandiera - il gonfalone - della città). ❖ LE MISSIONI PIÙ SIGNIFICATIVE → Tra gli incarichi che gli spettavano vi erano missioni militari e diplomatiche. Viaggiò quindi molto, in Italia e in Europa. Questi viaggi gli permisero di ricavare una conoscenza essenziale delle strutture statali e militari di quel tempo, rendendosi conto sempre più della condizione di precarietà che viveva Firenze. Missioni più significative: ● 1499 → Si reca più volte a Pisa per seguire l’esercito fiorentino in guerra contro i pisani. A luglio è in ambasceria presso Caterina Riario Sforza, signora di Forlì; ● 1500 → da luglio a dicembre → importante missione in Francia presso il re Luigi XII; ● 1502 → Si occupa delle lotte di fazione a Pistoia; ● 1502/03 → Compie due missioni presso Cesare Borgia, detto il duca Valentino: la prima a Urbino insieme a Francesco Soderini, la seconda in vari centri della Romagna; ● 1503 → Muore il papa Alessandro VI, padre di Cesare Borgia, e Machiavelli va a Roma per seguire il conclave, cercando di assicurare a Firenze il sostegno del nuovo papa Giulio II contro Venezia. Nel frattempo, cade il potere del Valentino; ● 1504 → Di nuovo in Francia; ● 1504/05 → Vari incarichi nell’Italia centro-settentrionale. Machiavelli si accorge che l’esercito formato dai mercenari assoldati da Firenze è debole e sente la necessità di creare un esercito permanente, organizzato dallo Stato, con uomini del dominio fiorentino → nel 1506 viene creata l’ ordinanza , un arruolamento di uomini nell’ambito del contado. Machiavelli contribuisce a creare la magistratura dei Nove ufficiali dell’ordinanza e milizia fiorentina, di cui fu eletto segretario. Continuano i suoi incarichi: ● 1506 → Agosto e Settembre segue le azioni militari guidate da papa Giulio II, che prende sotto il suo controllo Perugia; ● 1507/08 → Lunga missione insieme a Francesco Vettori nel Tirolo, presso l’imperatore Massimiliano d’Asburgo; ● 1509 → Continua la guerra contro Pisa, conquistata in giugno. Tra novembre e dicembre è ancora presso l’imperatore, che aveva occupato la terraferma veneta; ● 1510 → Luglio - Settembre Ancora alla corte di Luigi XII, a Blois; ● 1511 → Si occupa dell’arruolamento della milizia a cavallo + ancora in Francia (si avvicina lo scontro tra i Francesi e la Lega Santa di Giulio II. Firenze era fedele alleata dei Francesi); ● 1512 → Battaglia di Ravenna , le cose vanno diversamente da come previsto → uno dei massacri più terribili della storia medioevale e moderna. L’esercito francese affronta e batte sul campo la Lega Santa di Giulio II (formata da veneziani, spagnoli e napoletani). Le truppe dell’ordinanza falliscono → cade la Repubblica , Machiavelli è licenziato da tutti i suoi impieghi pubblici. ❖ IL RITORNO DEI MEDICI E L’ESILIO ALL’ALBERGACCIO ● 1498-1512 → Machiavelli secondo cancelliere della Repubblica fiorentina → ha dedicato la sua vita alla politica, ma tenendo sempre vivaci i suoi interessi letterari, legati alla tradizione civile, alle forme comunicative delle classi dirigenti fiorentine e all’antichità. ● 1501 → sposa Marietta Corsini, da cui avrà sei figli (nella vita coltiva però diversi amori). ● 1513 → è sospettato di complicità in una congiura antimedicea: viene torturato e tenuto in prigione per quindici giorni. Dopodiché si ritira a vivere nel suo podere dell’Albergaccio, presso San Casciano (Firenze). Qui conduce una vita come fosse in esilio, una vita dedicata allo studio e alla riflessione, traendo profitto dalle sue rendite agricole, ma sempre interessandosi alla vita politica europea in questo periodo scrive Il Principe (dedicato a Giuliano de’ Medici e poi a Lorenzo de’ Medici, duca di

● Giornata dell’Albergaccio = immagine del rapporto dell’uomo col mondo e la sua varietà. Questa contrapposizione e coesistenza di ‘saviezza’ [mondo umanistico] e ‘vanità’ [mondo volgare e basso] viene sottolineata dallo stesso Machiavelli nella lettera al Vettori (1513). Negli anni successivi, intenso è lo scambio epistolare con Guicciardini. 4.2.4 Gli scritti nel periodo della cancelleriaPeriodo di cancelleria a Firenze (1498-1512) → Machiavelli ci ha lasciato molti scritti ufficiali, legati all’esercizio della sua carica, conservati negli archivi dello Stato fiorentino. ● 3 categorie:

1. LEGAZIONI → dispacci (= documenti attraverso cui si svolgeva la corrispondenza fra uno Stato e le sue rappresentanze diplomatiche all’estero), che egli inviava a Firenze durante le sue ambascerie. Possediamo anche le ‘istruzioni’ che egli riceveva: tra l’ambasciatore e gli organismi statali si manteneva un rapporto continuo; 2. COMMISSARIE → scritti relativi a particolari incarichi interni, come le ispezioni nel territorio della Repubblica o altri compiti istituzionali; 3. SCRITTI DI GOVERNO → quasi sempre a nome delle magistrature da cui Machiavelli dipendeva, per le diverse occasioni politiche e amministrative. Oltre agli scritti ufficiali redasse anche vari brevi scritti politici, di solito raccolti sotto la denominazione di « scritti politici minori » e legati a circostanze specifiche molto importanti sono espresse chiaramente le opinioni personali di Machiavelli ed è possibile definire meglio il formarsi del suo pensiero politico. ● 1502 → De rebus Pistoriensibus (Le vicende di Pistoia), sui modi per intervenire nelle lotte di fazione che laceravano la città di Pistoia; ● 1503 → Parole da dirle sopra la provisione del danaio , a sostegno di una legge fiscale, De natura Gallorum (Sul carattere dei Francesi), serie di massime sui comportamenti dei Francesi. ● Più noto di questi scritti → racconto della strage compiuta a Senigallia dal duca Valentino , di cui si mette in evidenza l’abilità e la spregiudicatezza politica (questo racconto sarà stampato nel 1532 in appendice alla prima edizione del Principe); ● 1503 → Del modo di trattare i popoli della Valdichiana ribella ti , Machiavelli invita a prendere decisioni imminenti e adeguate, suggerendo di imitare gli antichi Romani; ● 1506-1512 → scritti legati al problema militare dell’ Ordinanza e della sua organizzazione; ● 1508-1509 → due scritti sulla Germania; ● 1512 → testi ampi dedicati alle strutture statali e militari dei paesi europei visitati da Machiavelli nelle sue legazioni (missioni politiche, ambascerie); ● Ghiribizzi → inserito nell’epistolario di Machiavelli – Perugia, 1506, inviati a Giovan Battista Soderini - in cui esprime una riflessione sulla varietà dei modi di procedere degli uomini e sul diverso successo che, in tempi differenti, essi possono ottenere (“ riesce ad ottenere il successo chi sa adattare il proprio modo di procedere e le proprie azioni con il tempo e l’ordine delle cose” ). 4.2.5 Il Principe ● Il Principe (De Principatibus) = trattato politico, considerato un capolavoro sia di teoria politica che di letteratura. Intitolato in origine De principatibus ( Sui principati ), fu scritto in brevissimo tempo (Luglio-Dicembre 1513), durante il periodo di ‘esilio’ all’Albergaccio, come indica la lettera al Vettori del 10 dicembre di quell’anno. ● Dedica → inizialmente per Giuliano de’ Medici ma muore nel marzo 1516, così la dedica fu per il nipote di Giuliano, Lorenzo duca di Urbino. Con questa dedica, Machiavelli voleva dimostrare ai Medici, signori di Firenze dopo la Repubblica, le sue competenze tecniche in ambito politico e mostrare la sua disponibilità a collaborare con loro. ● Dopo il titolo in latino, l’opera assunse il titolo volgare e circolò inizialmente solo come manoscritto e in ambienti relativamente limitati. Fu poi stampata postuma nel 1532, cinque anni dopo la morte di Machiavelli, sia a Roma che a Firenze, e destò grande interesse e scandalo.

● L’opera è divisa in 26 capitoli con titoletti in latino, di seguito tradotti:

_1. I tipi di principato e formazione del principato

  1. I principati ereditari
  2. I principati misti
  3. Perché, dopo la morte di Alessandro, i suoi successori non persero il regno di Dario che Alessandro_ _aveva conquistato?
  4. In che modo si debbano governare le città o i principati che, prima di essere conquistati, avevano un_ _proprio ordinamento?
  5. I principati nuovi conquistati con armi proprie e con virtù
  6. I principati nuovi conquistati con armi altrui e con fortuna
  7. Coloro che hanno ottenuto il principato per mezzo di delitti
  8. Il principato civile
  9. In che modo si debbano valutare le forze militari dei principati
  10. I principati ecclesiastici
  11. Quanti siano i tipi di esercito e le milizie mercenarie
  12. Le milizie ausiliarie, miste, e proprie
  13. Il rapporto tra principe ed esercito
  14. Le qualità per le quali gli uomini e specialmente i principi sono lodati o criticati
  15. Liberalità e parsimonia
  16. Crudeltà e clemenza; è meglio essere amato che temuto, o il contrario?
  17. In che misura i principi debbano mantenere la parola data
  18. Come evitare il disprezzo e l'odio
  19. Se le fortezze e molte altre tecniche oggi adottate dai principi siano utili o dannose
  20. Ciò che il principe deve fare per ottenere prestigio
  21. I consiglieri del principe
  22. In che modo evitare gli adulatori
  23. Perché i principi d’Italia abbiano perduto i loro Stati
  24. Quale sia il potere della fortuna nelle vicende umane e in che modo ci si possa opporre ad essa
  25. Esortazione a prendere l'Italia e a liberarla dai barbari_ ● CAPITOLI 1- ➔ Classificazione generale dei diversi tipi di principato. ➔ 2 grandi categorie: i principati ereditari e i principati nuovi. ➔ Attenzione particolare alle diverse forme dei principati nuovi, sui vari modi con cui un principe può instaurare il proprio potere su uno Stato, sulle difficoltà legate alla reazione di un nuovo organismo statale. ➔ Ulteriori distinzioni tra: Principati misti (= si aggiungono come membri ‘nuovi’ ad un principato preesistente); Principati che si formano sopra preesistenti sistemi repubblicani ; Principati ‘nuovi’ (= acquistati avvalendosi delle armi proprie e della virtù); Principati civili (= il principe riceve il potere dagli stessi cittadini); Principati ecclesiastici (= il potere si identifica con l’autorità religiosa, come lo Stato della Chiesa). ➔ Problema della stabilità e della sicurezza del principato → il principe ‘prudente’ deve saper controllare una realtà complicata e mutevole. Per farlo, deve basarsi sull’imitazione degli esempi della storia antica e recente e deve essere un uomo di grandi virtù, perché la fortuna non basta e grazie con la sua virtù può ottenere il consenso del popolo. ● CAPITOLI 12-Dedicati al problema militare: l’esercito dev’essere strettamente legato al principe e allo Stato. Sulla base della sua esperienza precedente, Machiavelli esprime un giudizio negativo sulle truppe mercenarie, che indica come la causa fondamentale delle disfatte delle guerre e della caduta di molti principati italiani. ● CAPITOLO 15

● Stile → tecnico, letterario, retorico, dialettico con classificazioni rigorose e definitive, continue opposizioni, confronti tra punti di vista diversi che si escludono a vicenda (= metodo dilemmatico), sentenze esemplari, massime di valore assoluto e universale, metafore, figurazioni simboliche, ecc… 4.2.6 I discorsi sulla prima deca di Tito Livio ● I tre libri dei Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio prendono spunto dai primi dieci libri della storia di Roma di Livio [storico latino vissuto tra il I sec. a.C. e il I d.C.] e affrontano vari problemi della vita degli Stati in una prospettiva repubblicana [≠ Il Principe, prospettiva monarchica]. ● Machiavelli è convinto che alla base di un’accorta politica moderna ci siano un costante riferimento e imitazione degli antichi Romani. ● Composizione e datazione dell’opera → non molto chiare agli studiosi, presumibile che nei primi del 1513 Machiavelli iniziò a scrivere un trattato sulle repubbliche, poi interrotto per dedicarsi a Il Principe. Questi scritti vennero più tardi riordinati e inseriti in una nuova opera tra il 1515 e ‘17. ● I Discorsi → dedicati a due giovani esponenti del gruppo aristocratico degli Orti Oricellari = Zanobi Buondelmonti e Cosimo Rucellai. L’edizione uscì postuma nel 1531 a Firenze e Roma. ● Temi → problema della vita delle repubbliche, dello sviluppo delle loro strutture civili e istituzionali (in cui la partecipazione collettiva del popolo è molto importante). Egli esalta i regimi repubblicani e individua nell’antica Roma il loro modello supremo. ● Suddivisione in 3 libri, anche se le varie tematiche si distribuiscono in maniera discontinua:

1. PRIMO LIBRO→ 60 capitoli, prende spunto dalla conduzione politica interna nella Roma antica. Si può considerare il più importante dei tre libri e tratta di politica interna: organizzazione dello Stato , leggi e importanza della religione come strumento politico nelle mani di chi è al potere. Machiavelli rimpiange i culti pagani dei romani, che inducevano il cittadino ad immedesimarsi nello Stato. Accusa la religione cristiana di distogliere la popolazione dagli interessi civili e dall'amor patrio. Notevole come nel pensiero di Machiavelli le religioni vengano analizzate in una prospettiva puramente utilitaristica nell'ambito politico, senza porre nessuna attenzione alla veridicità o mendacità delle religioni stesse. 2. SECONDO LIBRO → 33 capitoli, tratta di politica estera e politica militare della Roma antica. Grande attenzione al problema delle religioni; inoltre si individua nella virtù dei cittadini un fattore di stabilità e grandezza dello Stato. L'autore prosegue ponendo l'accento sul legame che allaccia virtù e fortuna: viene sottolineato che i Romani dovevano le proprie conquiste non al caso ma alle virtù, che li indussero a riformare il loro Stato. 3. TERZO LIBRO → 49 capitoli, argomento misto. Parla di come Roma sia stata resa grande dalle azioni di uomini insigni, della corruzione e della recente crisi del governo di Firenze. Con la necessità di imitare i Romani e il fatto di aver preso come riferimento Livio, Machiavelli mostra un orientamento umanistico: in quel periodo, visto l’insuccesso dei tentativi per trovare un impiego presso il nuovo regime mediceo, Machiavelli si avvicinò al circolo degli Orti Oricellari, che era legato alla tradizione repubblicana dell’Umanesimo civile del ‘400. ● Il Principe e i Discorsi si legano ad un’essenziale preoccupazione di Machiavelli per il problema della gestione dello Stato, indipendentemente si abbia a che fare con un regime monarchico o repubblicano. ● Interesse per soluzioni diverse, per nuove esperienze: costante in entrambe le opere è la ricerca del successo politico, che coincide con la solidità e la stabilità delle strutture statali. ● Nei Discorsi in una repubblica, la felicità e la stabilità dello Stato sono garantite dai suoi valori originari, dai principi e dagli ordini su cui esso si fonda. Quando si creano le strutture istituzionali dello Stato, ci dev’essere una virtù assoluta e originaria che faccia da fondamento allo spirito della repubblica. ● Caso della Repubblica romana → la virtù originaria era la religione pagana, che teneva unita la comunità e assicurava un condiviso amore per la patria. La religione cristiana e la Chiesa, invece, hanno allontanato gli uomini dall’impegno per la realtà mondana e sono quindi responsabili dell’attuale situazione italiana.

Machiavelli era convinto dell’immutabilità della natura degli uomini → questo assicura la perenne validità di principi e ordini istituiti all’inizio della vita dello Stato la storia però è mutevole, perché la fortuna cambia il corso degli eventi e può anche compromettere la sopravvivenza di uno Stato. ● È normale che gli Stati seguano il movimento ciclico della storia: nascono, crescono, muoiono, poi rinascono e così all’infinito. ● L’ideale umanistico di un ‘ordine’ virtuoso e perfetto è compromesso. ● Secondo Machiavelli la soluzione per garantire la stabilità si ha nella compresenza dei contrari: nell’antica Roma, la stabilità era garantita dal continuo conflitto tra forze contrarie, cioè dalla lotta di classe tra patrizi e plebei, che così rafforzava le strutture istituzionali repubblicane. ● Orizzonte dei Discorsi → distruttivo e pessimistico, perché gli Stati, con la loro vita politica organica, affronteranno sempre e inevitabilmente momenti di debolezza e crisi, che però sapranno poi superare con la rinascita, sempre basandosi sulle virtù originarie. ● L’antica Roma fa da modello perché è stata la realtà più resistente e ad essa viene opposto il modello di Firenze, la cui storia è segnata dal ripetersi continuo di errori e da un’assoluta incapacità di dar prova di un’autentica virtù. 4.2.7 Machiavelli poeta ● Per Machiavelli → poesia = forma naturale di comunicazione tra le classi dirigenti fiorentine, modo di partecipare alla vita e alle tradizioni della sua città. ● Produzione poetica = quasi tutta d’occasione, legata a circostanze pubbliche e a generi tradizionali della cultura fiorentina. Tra gli scritti più convenzionali ci sono alcuni canti carnascialeschi, un capitolo pastorale, una Serenata in ottave, due strambotti [brevi componimenti monostrofici in endecasillabi, d’intonazione popolare e di contenuto amoroso o satirico], alcuni sonetti. ● Altri scritti più ambiziosi e interessanti: ➔ Il Decennale → poemetto in terzine, 1504 (scrittura) - 1506 (stampa), legato all’attualità storica e politica e costruito seguendo il modello linguistico della Divina Commedia di Dante. In esso si riassume la storia di Firenze e d’Italia nei dieci anni dal 1494 al 1504, senza nascondere polemiche e graffianti sentenze. Machiavelli iniziò dieci anni dopo il Decennale secondo, ma si fermò agli avvenimenti del 1509 e così l’opera rimase incompiuta. ➔ I quattro capitoli ‘morali’ in terza rima ( Di fortuna , Dell’ingratitudine , Dell’ambizione , Dell’occasione , 1506-1512 ) affrontano temi già ripresi in altre opere da Machiavelli, che utilizza il capitolo come strumento di conversazione e di riflessione morale per sviluppare pensieri riguardo la politica e vari aspetti del comportamento umano. ➔ L’Asino → (iniziato nel 1516-17, rimasto incompiuto) poema in terzine in cui Machiavelli intendeva riunire vari aspetti della sua concezione dell’uomo. L’autore fa riferimento al mito omerico di Circe, all’Asino d’oro di Apuleio e alla Divina Commedia di Dante, per lui supremo modello stilistico e linguistico. L’opera si interrompe al capitolo VII, prima che si svolga l’episodio-chiave della trasformazione dell’autore in asino, mezzo paradossale per guardare alla rovescia il mondo umano, a conferma della possibilità di un rapporto felice con la realtà attraverso la discesa nel mondo comico e basso dell’animalità. 4.2.8 Machiavelli "comico" L’interesse di Machiavelli per il comico si manifesta soprattutto nelle lettere familiari, in alcuni componimenti poetici e nell’Asino, ma non manca anche nel genere novellistico e nella commedia. ❖ LE NOVELLE ● Machiavelli scrisse delle novelle, secondo la tradizione della spicciolata fiorentina. Lo stile novellistico si riscontra anche in alcune delle lettere familiari. ● Belfagor arcidiavolo = unica novella autonoma a noi giunta, scritta probabilmente nel 1518 e in cui Machiavelli riprende alcuni temi tradizionali della novellistica: la malignità delle donne, in particolare delle mogli, la rappresentazione comica del mondo diabolico e dell’astuzia dei contadini, la beffa, ecc...La materia ‘diabolica’ fa qui risaltare comicamente tutta la crudeltà ‘economica’ dei rapporti umani.

● Vicenda → basata sull’amore del vecchio Nicomaco per la giovane schiava Clizia e sulla beffa crudele a cui la moglie Sofronia e i familiari sottopongono il vecchio innamorato, costringendolo a riprendere senno e ad abbandonare quel suo assurdo desiderio. ● Conflitto giovinezza/vecchiaia (tipico della commedia classica) → amara e ironica consapevolezza dei limiti della vecchiaia, dei suoi desideri irrealizzabili. A differenza della giovane Lucrezia, il vecchio Nicomaco non può cambiare natura → comicità amaraIl Discorso (o dialogo) intorno alla nostra lingua → 1424- Questo scritto è legato al dibattito intorno alla _questione della lingua_. Interessanti riflessioni funzione morale e linguaggio della commedia , difesa del volgare fiorentino, in polemica con la teoria della lingua ‘curiale’, espressa da Dante nel De vulgari eloquentia. Nella discussione si confrontano la posizione della lingua cortigiana (sostenuta da Castiglione), e quella del modello letterario trecentesco , rappresentato da Petrarca e Boccaccio (sostenuta da Bembo). Secondo Machiavelli la lingua da preferirsi è il fiorentino contemporaneo , come idioma per natura superiore a tutti gli altri, rivendicando le origini fiorentine del volgare italiano egli argomenta che Dante nel suo poema non usò una lingua ‘illustre’ con caratteri sovraregionali, bensì il fiorentino parlato del suo tempo. ● Giudizio severo su Dante (=> rimproverato di negare la matrice fiorentina della lingua della Commedia) col quale inscena un dialogo nell'opera il passo assume i caratteri dell'invettiva contro il poeta, accusato di aver infangato la reputazione di Firenze. *** LA QUESTIONE DELLA LINGUA NEL CINQUECENTO* ● Vari dibattiti animano la questione della lingua nel corso del '500 e si confrontano spesso con il modello rappresentato da Bembo nelle Prose della volgar lingua (1525). ● Le posizioni e gli orientamenti sono molti, però è possibile individuare tre grandi tendenze:

1. Tendenza bembistica → definita nell’opera di Bembo, sostiene la necessità di una lingua letteraria ‘pura’ e controllata, fissata, sia per la prosa sia per la poesia, dai grandi scrittori del Trecento, più precisamente Boccaccio e Petrarca; 2. Tendenza cortigiana → difende una lingua capace di ricavare il meglio dai vari idiomi dei centri italiani e dalle differenti esperienze della letteratura volgare, tenendo conto anche della lingua usata nelle corti; 3. Tendenza toscana → rivendica la validità di tutta la tradizione toscana e delle sue forme contemporanee (in particolare i fiorentini, sostengono il fiorentino corrente ed escludono altre lingue locali, distinguendosi dalla posizione dei senesi). 4.2.9 L'arte della guerra egli ultimi scritti politiciDell’arte della guerra → dialogo → 1519-1520 (scritto), 1521 (stampato) → suddiviso in 7 libri preceduti da un proemio (=> senso di delusione per l’impossibilità di realizzare in pratica i progetti elaborati dalla ragione). ● È un dialogo immaginario avvenuto nel 1516 negli Orti Oricellari tra il vecchio condottiero Fabrizio Colonna e i giovani Cosimo Rucellai, Zanobi Buondelmonti, Battista della Palla e Luigi Alamanni. ● Attraverso le parole del Colonna, Machiavelli vuole presentare la più ampia sintesi delle sue riflessioni sul problema militare, sia dal punto di vista politico che tecnico, risalendo anche alla sua passata esperienza di organizzatore dell’ordinanza repubblicana. ● Punti principali → polemica contro le armi mercenarie + esigenza di collegare l’attività militare alla vita civile dello Stato per il rafforzamento della pace. Rivendicata la funzione essenziale della fanteria, secondo il modello militare dell’antica Roma; sottovalutati i nuovi metodi bellici, come l’artiglieria. ● Prospettiva umanistica (sostenuta e incentivata dal circolo aristocratico degli Orti Oricellari)→ Machiavelli vede nella virtù romana un modello assoluto e indiscutibile.

● Il modello ideale si scontra con la realtà (fortuna, condizioni politiche contemporanee negative) e non c’è possibilità di poterlo concretizzare. → Gli ultimi scritti politiciAnni successivi alla morte di Lorenzo de’ Medici, duca di Urbino (1519) → visione politica di Machiavelli si avvicina sempre più a quella dell’aristocrazia; egli non si lasciò coinvolgere nella congiura antimedicea organizzata dai suoi amici degli Orti Oricellari (1522). ● Le sue posizioni furono più vicine a chi chiedeva ai Medici di creare una nuova struttura statale, come mostrano le Istorie fiorentine, scritte per commissione dello Studio fiorentino nel 1520 e rivolto a papa Leone X. 4.2.10 Machiavelli storico ● In appendice all’Arte della guerra fu stampata la Vita di Castruccio Castracani (Lucca, estate 1520, dedicata a Zanobi Buondelmonti e Luigi Alamanni) → si narra la vita del condottiero lucchese del Trecento Castruccio Castracani. ● Machiavelli dà prova di scrittura storica, secondo il modello delle biografie classiche e umanistiche di uomini illustri. ● 1519 → Machiavelli ricevette l’incarico di storico ufficiale e scrisse le Istorie fiorentine, che vennero consegnati a Roma a papa Clemente VII nel 1525, anche se la prima edizione a stampa apparve postuma a Roma e a Firenze nel 1532. ● Le Istorie sono suddivise in 8 libri: ➔ Libro I → carattere introduttivo, è la sintesi della storia d’Italia dalla caduta dell’Impero romano nel 476 d.C. fino al 1434; ➔ Libri II-IV → sunto della storia di Firenze dalle origini fino al 1434 (anno dell’ascesa al potere di Cosimo de’ Medici); ➔ Libri V-VIII → storia di Firenze e d’Italia dal 1434 alla morte di Lorenzo il Magnifico nel 1492. ● Istorie fiorentine = opera spregiudicata e indipendente, libera da ogni servilismo cortigiano. ● L’attenzione dell’autore non è rivolta solo a fatti diplomatici e militari, ma anche alla denuncia della condotta dei principi e dei governi italiani del '400, mettendo in luce le cause materiali ed economiche alla base delle lotte civili fiorentine, nascoste sotto motivazioni ideali. ● Machiavelli, richiamando ancora la storia della Roma antica come modello, avanza nuovamente la sua condanna alla politica di Firenze, con un’amarezza di fondo, ma con la speranza che nel futuro ci possa essere un politico e legislatore eccezionale che porti la città alla salvezza ed eviti la rovina totale. ● Nelle Istorie il racconto storico si lega all’interpretazione politica e i fatti narrati sono inseriti in un coerente disegno generale → grande passo verso la storiografia moderna. 4.2.11 Il mito di MachiavelliDecenni successivi alla morte di Machiavelli → diffusione delle sue opere con grande risonanza, sia in positivo che in negativo → scandalo nell’ambiente ecclesiastico (sia della Riforma che della Controriforma) => condannata l’immoralità mondana. ● Realismo di Machiavelli → ispira l’attività politica degli Stati nazionali assolutistici e della Chiesa cattolica. ● 1559 → tutte le opere di Machiavelli vengono inserite nell’Indice dei libri proibiti, ma continuano a circolare. ● Si diffondono (scorrettamente), la formula «il fine giustifica i mezzi» e l’aggettivo machiavellico con significato negativo relativo all’inganno e alla spregiudicatezza. ● Secoli successivi → questo mito assume una prospettiva positiva: Machiavelli è stato visto come il teorico dell’assolutismo moderno, il fervente repubblicano, il precursore del Risorgimento e dell’indipendenza italiana. 4.2.12 Come si può leggere oggi Machiavelli