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riassunto capitolo quarto le elites
Tipologia: Sintesi del corso
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4. Le élites In senso generale un’élite è una ristretto gruppo di persone caratterizzate dal fatto di occupare la posizione al vertice, ricevendone un riconoscimento di superiorità, dei di versi assi di cui si compone una società (economico, culturale, scientifico, politico, ecc). Gli aspetti che connotano un’élite sono tre: ● la ridotta numerosità; ● il possesso di abitudini, abilità o risorse, in misura tale da consentire a tale minoranza di eccellere in un determinato settore; ● il riconoscimento sociale della superiorità che quel possesso comporta. Le élite politiche possono essere considerate come piccoli gruppi di persone che esercitano il potere e influenza sostanziale sulla sfera pubblica della decisioni politiche. L’espressione classe politica a volte è usata come sinonimo e a volte è differenziata da classe dirigente e/o governante. Diversamente dall’uso che fa Marx del concetto di classe dominante, Mosca e Pareto parlano di classe politica per indicare la minoranza che governa. In particolare Mosca distingue tra classe politica, intesa in senso stretto, e classe dirigente, intesa in senso più generale. La tesi degli elitisti che appartengono alla scuola del realismo politico è che ogni società sia caratterizzata dalla giustapposizione tra una minoranza di governanti ed una maggioranza di governati. Si deve a Mosca, Pareto e Michels la ripresa in epoca contemporanea di una tradizione di studi che verrà battezzata del realismo politico: ● Mosca : che è autore di opere quali Sulla teorica dei governi e governo parlamentare. Studi storici e sociali (1884) ed Elementi di scienza politica (1886), usa materiali storici ma con metodo positivista andando a cercare le costanti nella storia. Secondo Mosca, esistono due classi di persone: quella dei governanti (è sempre la meno numerosa, adempie a tutte le funzioni politiche, monopolizza il potere e gode i vantaggi che ad esso sono uniti) e quella dei governati (più numerosa, è diretta e regolata dalla prima in modo più o meno legale e fornisce i materiali di sussistenza e quelli che alla vitalità dell’organismo politico sono necessari). A suo avviso, i motivi che conducono al prevalere della classe dei governanti sono di volta in volta diversi: la nascita, il valore militare, il merito personale, la ricchezza, la superiore indole morale.
Ma ciò che si presenta come una costante è l’organizzazione, perché nel fatto è fatale la prevalenza di una minoranza organizzata, che obbedisce ad un unico impulso, sulla maggioranza disorganizzata. Mosca riconosce una sostanziale differenza tra la tendenza democratica e la tendenza aristocratica: nella prima, il ricambio della classe dirigente avviene tramite la sostituzione o il completamento dei suoi membri con elementi provenienti dalle classi dirette o dai governanti (dal basso verso l’alto); nel secondo è il frutto di un processo di cooptazione che opera dall’alto verso il basso. Il suo auspicio era che il ricambio della classe politica fosse aperto a persone di qualità morali e intellettuali superiori; ● Pareto : il problema che si pone riguarda la qualità della composizione dell’èlite ed i meccanismi di ricambio, più o meno aperti o chiusi. Rifacendosi a Machiavelli, egli sostiene che le élite politiche devono avere un mix equilibrato di leoni , per la forza, la solidità delle convinzioni e lo spirito equanime, quanto volpi , per l’astuzia, la flessibilità e la capacità di adattamento. L’attaccamento al potere, però, può progressivamente provocare una diminuzione delle caratteristiche solide dei leoni ed un aumento degli atteggiamenti di furbizia e di cinismo, tipici della volpe; ed in questo caso, nuovi soggetti dotati di forza possono avanzare e spingere per subentrare alla vecchia élite. Nelle società in cui il sistema politico è aperto, il ricambio avviene in modo continuo e regolare. In presenza di élite chiuse e in via di decadimento, il fenomeno della circolazione delle élite può invece effetti dirompenti, tanto che Pareto non manca di ricordare come la storia sia un cimitero di aristocrazie. Anche se la morale resta quella del fiume che scorre e delle piene: ‘tutto cambia perché niente cambi’; ● Michels : nella Sociologia del partito politico nella democrazia moderna, egli enuncia la legge ferrea dell’oligarchia, come tendenza ineluttabile delle organizzazioni, incluse quelle nate per perseguire obiettivi di democrazia. Egli sostiene infatti che:
Mills denuncia il declino dei un’opinione pubblica veramente libera e critica a causa di tre fenomeni:
A suo avviso, la cosiddetta volontà generale è una costruzione ideologica, ed è ottimistico pensare che lo stesso popolo sia composto di individui sempre in grado di compiere scelte razionali. In Capitalismo, socialismo e democrazia, egli ridefinisce la democrazia come possibilità di scelta, da parte dei cittadini, di un élite cui affidare il compito dell’agire politico per conto di una collettività. La condizione della democraticità viene così ad essere riposta nel fatto che sul mercato politico (anche in questa definizione si riconferma la sua ottica da economista) si giochi una vera competizione tra una pluralità di élite. R.Aron suggerisce di studiare di volta in volta: ● l’origine sociale e le modalità di reclutamento dei dirigenti (politici, alti burocrati, intellettuali); ● le qualità apprezzate in loro e i relativi modelli di carriera; ● le concezioni di vita e gli atteggiamenti che essi manifestano; ● il grado di coesione e di solidarietà che si registra nell’intera categoria. Sulla base di tali indicatori, Aron abbozza una classificazione che ha agli estremi due tipi di élite giustapposte: ● una unitaria o unificata, presente nei regimi di partito unico di tipo sovietico; ● l’altra divisa e frammentata, che si correla con i regimi costituzionali pluralistici. Il reclutamento della leadership può avvenire: ● per via ereditaria, ad esempio nelle monarchie; ● attraverso processi di cooptazione, specie nei partiti centralizzati; ● sia tramite elezioni, nei regimi democratici con sistemi elettorali a liste aperte; ● o con sistemi misti di cooptazione-elezione, liste con candidature pilotate. Per i dirigenti della burocrazia pubblica ci si può avvalere tanto di criteri di cooptazione (nomina diretta), quanto di criteri semi-automatici, costituiti da selezioni sulla base di esami e del possesso di titoli vari. Ma è nelle situazioni fuori dal comune che la questione della formazione della leadership assume una grandissima rilevanza. Da un punto di vista teorico generale, meglio ancora del concetto ambiguo e a tratti incerto di leader carismatico (promosso da Weber), la categoria che permette di ricondurre a sintesi più fattori è quella di leader situazionale. Secondo M.Edelman la leadership non va intesa come una qualità che un individuo ha o non ha. Essa viene sempre definita da una situazione specifica e si riconosce nella risposta dei sostenitori alle parole e gli atti di un individuo.