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Carlo V, Protestantesimo e Umanesimo, Schemi e mappe concettuali di Storia Moderna

Un breve riassunto sullo scenario iniziale dell'epoca moderna tra guerre d'Italia e inizio del rinascimento e dell'umanesimo

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2021/2022

Caricato il 12/04/2023

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CAP 1
all'inizio del 1500 solo un sovrano, Carlo D'asburgo, riunisce intorno a sè un enorme quantità di
possedimenti ereditati in buona parte dal padre Filippo il Bello concentrati nell'attuale Austria. A ciò si
aggiunge l'eredità della nonna che comprende la Franca Contea e i Pesi Bassi, mentre dalla Madre
Giovanna la Pazza eredita le corone di Castiglia e Aragona che includono Sardegna Sicilia e Napoli e
alcune nuove colonie americane. Nel 1519 Carlo succede al nonno Massimialiano I al titolo di imperatore
del sacro romano impero della nazione germanica diventano ufficialmente Carlo V. Controllava così parte
della Germania e della Boemia che erano suddivise in città e principati essenzialmente indipendenti che
comunque riconoscevano la principale sovranità dell'imperatore. Nella fase tarda, l'imperatore era visto
come un onnipotente esecutore della volontà di Dio. Nel momento della sua incoronazione Carlo V si
presentò come un nuovo Carlo Magno che possedeva una potenza economica e militare sufficiente per
conquistare tutta l'europa. Nonostante questo, il sogno si rivelò irrealizzabile. Lo stesso Carlo dovette
riconoscere, dopo una vita dedicata a questo scopo, che si ritrovò incapace di gestire la compressa
situazione politica europea e a tenere unito l'impero sotto un unico erede. Questo viene dimostrato dalla
scelte di dividere l'eredità in due tronchi: a Filippo II lascia le corone di Castiglia e Aragona mentre
all'altro figlio Ferdinando tutto il resto sancendo così la fine del sogno di un'europa unita.
Il secolo vede la formazione di poteri monarchici che esercitano il loro dominio in territori di ampie
dimensioni. Il potere dei sovrani si esercita con molta più forza che in passato grazie a sofisiticati esercizi
burocratici legati all'amministrazione civile e religiosa. Questo sviluppo comporta anche un cambiamento
della figura del monarca. le qualità dei sovrani erano considerate il poter punire e il premiare,
proteggendo i beni dell'impero e difendendo la religiosità. Ma dal nuovo secolo la prerogativa è quella
del controllo fiscale che permettono di garantire apparati burocratici stabili garantendo a loro volta
eserciti e flotte forti. Questa tendenza porta i sovrani a sbarazzarsi di ciò che può nuocere al governo
tramite forme di controllo del territorio in modo da evitare spinte autonome. Il secondo punto di
differenza è la tendenza a considerare il potere del sovrano come voluto da Dio. Con questo si subordina
il potere ecclesiastico alla corona o, in estremi casi, alla separazione dello stato dalla chiesa. La prima e
più importante monarchia del periodo era quella di Francia retta dalla dinastia dei Valois che dopo la
guerra dei cent'anni consentiva alla nazione di essere salva dalle pretese di dominio inglese. a Questo si
aggiunge la difesa dai domini feudali come quello di Borgogna che re Luigi XI disintegrò sconfiggendo il
suo duca nel 1477. Lo stesso fece con territori come Maine, Provenza e il suo successore, Carlo VIII
prenderà la Bretagna sposando Anna di Bretagna. L'inghilterra invece vive una serie di conflitti interni
dettati dalla battaglia tra York e Lancaster nella Guerra dell due Rose (1455-1485) indebolendo così la
monarchia. Solo con Enrico VII di Tudor, erede dei Lancaster e Marito di Anna di York, la nazione ritrova
la sua capacità politica riorganizzando il sistema fiscale e con la creazione della Camera Stellata, un
tribunale che consente al sovrano un ampia giuridistizione su reati di natura politica. Questa strategia
sarà ripresa dal figlio Enrico VIII che punterà a rendere l'Inghilterra protagonista con la separazione dalla
Chiesa di Roma dando il via alla chiesa anglicana. Il Portogallo, sotto la dinastia degli Aviz procedettero
nell'esplorazione della costa atlantica dell'Africa dando anche così vita ad una rotta di scambi tra Europa
e Africa occidentale. I regni iberici trovano un punto di svolta nel 1469 con il matrimonio tra Ferdinando
II di Aragona e Isabella regina di Castiglia sancendo l'unione di due regni che mantenevano giuridistizioni
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CAP 1

all'inizio del 1500 solo un sovrano, Carlo D'asburgo, riunisce intorno a sè un enorme quantità di possedimenti ereditati in buona parte dal padre Filippo il Bello concentrati nell'attuale Austria. A ciò si aggiunge l'eredità della nonna che comprende la Franca Contea e i Pesi Bassi, mentre dalla Madre Giovanna la Pazza eredita le corone di Castiglia e Aragona che includono Sardegna Sicilia e Napoli e alcune nuove colonie americane. Nel 1519 Carlo succede al nonno Massimialiano I al titolo di imperatore del sacro romano impero della nazione germanica diventano ufficialmente Carlo V. Controllava così parte della Germania e della Boemia che erano suddivise in città e principati essenzialmente indipendenti che comunque riconoscevano la principale sovranità dell'imperatore. Nella fase tarda, l'imperatore era visto come un onnipotente esecutore della volontà di Dio. Nel momento della sua incoronazione Carlo V si presentò come un nuovo Carlo Magno che possedeva una potenza economica e militare sufficiente per conquistare tutta l'europa. Nonostante questo, il sogno si rivelò irrealizzabile. Lo stesso Carlo dovette riconoscere, dopo una vita dedicata a questo scopo, che si ritrovò incapace di gestire la compressa situazione politica europea e a tenere unito l'impero sotto un unico erede. Questo viene dimostrato dalla scelte di dividere l'eredità in due tronchi: a Filippo II lascia le corone di Castiglia e Aragona mentre all'altro figlio Ferdinando tutto il resto sancendo così la fine del sogno di un'europa unita. Il secolo vede la formazione di poteri monarchici che esercitano il loro dominio in territori di ampie dimensioni. Il potere dei sovrani si esercita con molta più forza che in passato grazie a sofisiticati esercizi burocratici legati all'amministrazione civile e religiosa. Questo sviluppo comporta anche un cambiamento della figura del monarca. le qualità dei sovrani erano considerate il poter punire e il premiare, proteggendo i beni dell'impero e difendendo la religiosità. Ma dal nuovo secolo la prerogativa è quella del controllo fiscale che permettono di garantire apparati burocratici stabili garantendo a loro volta eserciti e flotte forti. Questa tendenza porta i sovrani a sbarazzarsi di ciò che può nuocere al governo tramite forme di controllo del territorio in modo da evitare spinte autonome. Il secondo punto di differenza è la tendenza a considerare il potere del sovrano come voluto da Dio. Con questo si subordina il potere ecclesiastico alla corona o, in estremi casi, alla separazione dello stato dalla chiesa. La prima e più importante monarchia del periodo era quella di Francia retta dalla dinastia dei Valois che dopo la guerra dei cent'anni consentiva alla nazione di essere salva dalle pretese di dominio inglese. a Questo si aggiunge la difesa dai domini feudali come quello di Borgogna che re Luigi XI disintegrò sconfiggendo il suo duca nel 1477. Lo stesso fece con territori come Maine, Provenza e il suo successore, Carlo VIII prenderà la Bretagna sposando Anna di Bretagna. L'inghilterra invece vive una serie di conflitti interni dettati dalla battaglia tra York e Lancaster nella Guerra dell due Rose (1455-1485) indebolendo così la monarchia. Solo con Enrico VII di Tudor, erede dei Lancaster e Marito di Anna di York, la nazione ritrova la sua capacità politica riorganizzando il sistema fiscale e con la creazione della Camera Stellata, un tribunale che consente al sovrano un ampia giuridistizione su reati di natura politica. Questa strategia sarà ripresa dal figlio Enrico VIII che punterà a rendere l'Inghilterra protagonista con la separazione dalla Chiesa di Roma dando il via alla chiesa anglicana. Il Portogallo, sotto la dinastia degli Aviz procedettero nell'esplorazione della costa atlantica dell'Africa dando anche così vita ad una rotta di scambi tra Europa e Africa occidentale. I regni iberici trovano un punto di svolta nel 1469 con il matrimonio tra Ferdinando II di Aragona e Isabella regina di Castiglia sancendo l'unione di due regni che mantenevano giuridistizioni

distinte ma con esercito comune con il quale conquisteranno Granada nel 1492 dal dominio musulmano. Tuttavia governavano con territori con grandi differenze etniche, culturali e religiose e a ciò si porse rimedio con la creazione del tribunale dell'Inquisizione con il quale si pontava all'uniformità cristiana esercitando violenza sulle minoranze. Da ciò ne deriva un enorme conversione forzata. Le nuove monarchie nascono in un contesto in cui le innovazioni istituzionali faticano a prendere piede. Questo perchè parliamo di una galassia piena di città indipendenti, principati insieme ad ampi territori. La realtà di allore era sfregiata e complessa composta da grandi e piccoli pezzi. Nei grandi regni l'imperatore viene eletto sempre tra i membri di una dinastia come quella degli Asburgo e con i matrimoni come quello con Maria di Borgogna si acquistano le sovranità su altre terre come quelle dei Paesi Bassi in questo caso. Chi governava invece gli stati più piccoli non si poteva nominare re ma duca o principe anche se i poteri sono simili. Questo era diffiso nella nostra penisola con città indipendenti che si elevano a forme di repubblica a partire dall'eredità lasciata dai piccoli comuni medievali. La prova di quanto fossero più forti le nuove monarchie è dato dalle guerre d'italia durante tutta la prima metà del 500 da cui ne deriva la terdiva formazione dell'unità. Dopo la pace di Lodi del 1454 con il mantenimento dello status qua la situazione ricambia nel 1494 con Carlo VIII interviene nei contrasti chiamato dal signore di Milano Ludovico Sforza. Scenderà per tutta la penisola fino ad arrivare ad occupare Napoli nel 1495, ma un alleanza formata dal papa Alessandro VI che include Milano e Venezia costringerà Carlo ad una difficile ritirata. Il passaggio dell'esercito francese rovescierà anche l'ormai debole famiglia dei Medici. Successivamente il nuovo Re di Francia Luigi XII occupa Milano e poi firma un accordo con Ferdinando il Cattolico per spartirsi il regno di Napoli nel 1500, ma dura poco in quanto i due andranno a combattere e la vittoria spagnola farà andare via i francesi nel 1504. Il papa Giulio II intraprende un'azione per salvaguardare la santa sede dall'espansione della repubblica di Venezia in Romagna. Per fare ciò, forma la lega dei Cabrai con Ferdinando II e Massimiliano. Nel 1521 la tregua sancita dal trattato di Noyon finisce perchè l'ormai Carlo V alleato del papa e di Enrico VIII dichiara guerra alla Francia che perderà e sancirà un nuovo trattato nel 1526 con cui Francisco I dichiara la rinuncia a ogni possedimento sull'Italia. A questo punto però, Papa Clemente VII forma la lega antiasburgica con Francia, Venezia, Milano Genova e Firenze ma che si dimostra inefficace a fermare l'avanzata del nemico che arriva così a Roma, con i lanzichenechi che saccheggiano la città. Ma le cose non si fermano qui perchè in nuovo re francese Enrico II intraprende nuove battaglie perndendo anche quelle con una nuova espulsione dove Filippo II, erede di Carlo, governa buona parte della penisola A Bologna nel 1530 Carlo V viene incoronato imperatore. In realtà, era già stato eletto nel 1519 dai grandi elettori ma soltanto dopo le vittorie in italia si sente il peso di auesta scelta. Ma, come già detto, governare territori così vasti era difficile in quanto in molti temevano ritorsioni con l'emarginazione dagli interessi castigliani. L'impero creatosi si richiamava alla Roma antica ma segnato dall'impronta Asburgica che secondo i regnanti era dettata da Dio in una missione di stampo divino. Il primo elemento destabilizzante è dato dall'espansione dell'impero ottomano che nel nord Africa sosteneva la pirateria contro le popolazioni cristiane. Nonostante alcuni successi, in particolare a Tunisi, non c'è stato nulla di risolutivo. Inoltre questi fatti fanno distrarre il re dall'avvarsario principale, la Francia. A ciò si aggiunge l'elemento della riforma protestante che prende piede. Tutti questi fattori fanno capire che l'egemonia continentale è ben difficile da attuare e affida al suo figlio Filippo i domini e l'eredità. Ad un certo punto

Questa società si pensa come immutabile in quanto data da dio. La prsona partecipa ai fatti pubblici in quanto facente parte di un ceto a cui fanno parte perchè Dio lo ha deciso. Il re, nei piani alti, è affiancato da una rappresentanza del suo potere. Questa svolge una funzione di consiglio politico con l'autorizzazione ad imporre nuove tasse. In Francia e Paesi Bassi c'era la Camera dei comuni dove si siedono i rappresentanti delle città e dei feudi. Inoltre ci sono i rappresentanti dei tre ordini. Oltre a ciò esistono corti di giustizia chiamate parlaments che ha il compito di verificare la congrutià degli editti che devono rispettare la tradizione giuridica del regno e quindi confermare o negare la loro messa in atto. Durante le assembree il sovrano usa stare seduto sul trono. Lì riceve le richieste e i consigli. Anche in caso di assenza il trono rimane vuoto per testimoniare la presenza del re. La persona del re, scelta da dio, dimostra in toto il potere pubblico. Questo serve inoltre ad allontanare la possibilità di monarchia elettiva presente solo nei sistemi papali e traduzionalmente nelle tribù germaniche. Da una parte c'è quindi il re come persona che è destinato a morire mentre dall'altra incarna lo spirito politico e spirituale che abbraccia il regno e non muore mai. Deve così rappresentare l'eternità del potere monarchico oltre le vicende terrene dei singoli sovrani regnanti. CAP 3 L'intensificarsi dei traffici tra i maggiori porti del tempo come Venezia e Genova favorivano lo sviluppo di città iberiche che si affacciavano sull'Atlantico come Cadice e Lisbona. Fin dall'inizio del secolo i portoghesi si sono inseriti nelle rotte tra mediterraneo e atlantico esportando prodotti tipici, e stesso vale per la Spagna con il porto di Barcellona anche in quanto capitale di Aragona. Tutte queste navigazioni portarono a ricercare un modo per circombìnavigare l'Africa ed evitare così il Levante dove la situazione era difficile a causa dei regimi musulmani. Già nel 300 per questo motivo si erano scoperte le Canarie abitate solo da indigeni ma solo nel 400 questi verranno sterminati e nasceranno insediamenti. Insieme a questo ci sono nuove tecniche di navigazione che prevedono più remi che vele o la velatura composta o il timone unico dritto in poppa rendono più manovrabili le imbarcazioni. Si diffonde anche la bussola dotata di ago magnetico In Portagallo la crisi data dalla peste aveva accresciuto l'importanza dei ceti mercantili a danno dell'aristocrazia feudale. Tanto che la dinastia degli Aviz aveva deciso di investire proprio sul nuovo commercio mercantile. Per questo, inziarono ad inzio 400 la conquista di terre strategiche in Africa come MAdera e Porto Santo e le Isole Azzorre. A questo si aggiunge la necessità di approviggionarsi d'oro e di schiavi evitando la mediazione con gli arabi. Questo li porta a spingersi sempre più a sud. Tutte queste spedizioni consentono di ricavare nuove informazioni geografiche e tecniche con lo scopo di circumnavigare il continente ed arrivare nelle Indie. Questo riuscirà solo a Vasco da Gama nel 1498 che arrivò a Calicut. Da qui in poi imposero una serie di stazioni commerciali tra Africa e Indie per assicurarsi il controllo delle rotte commerciali dell'Oceano Indiano cercando di bloccare le rotte tradizionali che dal mar Rosso al Golfo Persico portano al mediterraneo. Questo è tutto volto ad imporre il dominio portoghese nelle rotte delle spezie che vengono vendute a prezzi inferiori rispetto ai veneziani. Da qui in poi le spezie vengono sttoposte a monopolio reale con la corona che si impone di comprarle e venderle e ri riserva il ruolo di esportatore di argento e corallo nelle Indie. L'allenza tra impero Ottomano e Venezia sarà un fatto che renderà problematico per i portoghesi il blocco delle rotte tradizionali delle spezie.

Nello stesso periodo la corona di Castiglie promuove un'esplorazione dell'oceano atlantico di portata storica. Dopo aver portato a termine la reconquista della penisola iberica nel 1492 il genovese Colombo propone alla regina Isabella di organizzare una spedizione per arrivare a Catai in Cina navigando verso occidente basandosi sulla sfericità della terra. Già rifiutato dai portoghesi ottiene invece tre caravelle e i finanziamenti. Dopo due mesi arrivano nelle Bahamas chiamandola San Sanvador e sancendola come territorio Castigliano ma era pur sempre convinto che fosse una parte del Giappone. Con il suo rientro si apre la fase delle esplorazioni ponendo già da subito il problema del riconoscimento dei propri diritti da parte di portoghesi e spagnoli. La linea di demarcazione viene stabilita dal papa con le terre di ovest ai castigliani e ad est ai portoghesi. Dopo delle modifiche concordati da entrambi si mossero alla conquiste delle terre incuranti del fatto che fossero già abitate. Solo Amerigo Vespucci nel 1501 capirà che quelle terre sono parte di un nuovo mondo. Successivamente Ferdinando Magellano cercherà di circumnaviare quelle terre per arrivare in Oriente nel 1519 giungendo dopo due anni nelle filippine. Le malattie portate in queste nuove terre faranno stragi e si avvia il commercio di schiavi. Davanti a popolazioni totalmente diverse non esiteranno ad usare armi da fuoco sancendo così la superiorità dei conquistadores che avevano la meglio su popoli che non erano abituati a combattere così. Tutto questo per arrivare all'oro e al saccheggio delle fonti già note agli indigeni che sono resi schiavi per lavorarvici. Dopo, anche i portoghesi faranno lo stesso nell'attuale Brasile. La conquista portò la distruzione dell'universo religioso e culturale del posto. Tutto in nome di un unico Dio con conseguente trauma per le popolazioni conquistate. Il tutto doveva essere accompagnato dalla conversione forzata imponendo in toto i valori della società europea. Dopo questa fase, iniziò la colonnizazione istituzionale di questi immensi territori. Ai pochi sopravvissuti fu imposto di vendere le loro terre ai coloni dove sarà praticato l'allevamento e l'agricoltura. In tutto questo viene imposto di pagare tasse. A differenza dei portoghesi, i castigliano impongo una struttura simile a quella europea istituendo municipi che sono organi di potere. Questa fase viene chiamata encomienda e prevede che a ciascun colono venissero dati indigeni in un meccanismo come quello feudale. Ma già dalla prima comparsa ci furono tensioni tra sovrani e coloni perchè il primo teme una nascita dell'aristocrazia nel nuovo mondo. Ferdinando d'Aragona nel 1512 approva le leggi di Burgos con le quali si accetta l'encomienda ma si accett anche la dipendenza degli indigeni dal sovrano. Tuttavia questo non toglie che i veri sovrani di quelle terre saranno gli stessi conquistador in quanto il potere del re era limitato. CAP 4 Umanesimo e rinascimento sono due momenti del medesimo processo culturale che nasce in Italia già nel 300 e prosegue nel secolo successivo in tutta europa. L'umanesimo si caratterizza da un atteggiamento nuovo riguardo la Roma e la grecia che vengono considerate un modello di cultura a cui ispirarsi. In questo periodo vengono riscoperti nuovi testi rimasti nascosti e si cerca di ridare lustro al latino e il greco che era scomparso nel medioevo al punto da non venire più studiato. Figura fondamentale fu quella di Erasmo da Rotterdam che si impegna a conciliare la fede con l'impegno intelletuale. Frutto della diffusione della nuova cultura fu la stampa. Prima i testi erano realizzati a mano in laboratori copisti sparsi. Le tirature erano basse e i libri costosi. a partire dal trecendo si difonde la carta tramite gli