Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Compito di algebra ., Prove d'esame di Algebra Lineare e Geometria Analitica

Prova d'esame con professore Pignatelli

Tipologia: Prove d'esame

2023/2024

Caricato il 23/01/2025

filippo-chereches
filippo-chereches 🇮🇹

4 documenti

1 / 4

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Geometria e Algebra Lineare con Elementi di Statistica
Esame scritto di GEOMETRIA E ALGEBRA LINEARE
Testo dell’appello del 15 Luglio 2024
Cognome: Nome: Matricola:
Esercizio 1 (9 punti).Si consideri il seguente sistema lineare, dipendente da un parametro reale k:
xy+kz =1
kx + 2z=2
y+z=1
(1) (2p) Si scriva la matrice Akdei coefficienti del sistema lineare e se ne calcoli il rango, al variare del
parametro k.
(2) (3p) Si determini per quali valori del parametro kil sistema ha soluzione.
(3) (2p) Si dia una parametrizzazione del luogo delle soluzioni del sistema nel caso k= 1.
(4) (2p) Si enunci il Teorema di Rouch´e-Capelli e se ne discutano le conseguenze per questo sistema
lineare alla luce dei risultati precedenti.
(1) La matrice dei coefficienti `e
Ak=
11k
k0 2
011
.
Essendo una matrice quadrata di ordine 3, il suo rango `e al massimo 3. Per determinare quando ha
rango 3 calcolo il determinante con la formula di Sarrus:
det Ak=0+0+k202 + k=k2+k2.
Le radici del polinomio k2+k2 sono 1 e 2, quindi se k`e diverso da tali valori Akha rango 3.
Altrimenti il rango `e al massimo 2, e in effetti `e esattamente 2 in quanto c’`e un minore, il minore in
basso a destra, con determinante non nullo, 0 ·12·1 = 2. Riassumendo
r(Ak) =3 se k∈ {1,2};r(Ak) =2 se k {1,2}.
(2) Se k`e diverso da 1 e 2 il sistema ha soluzione per il Teorema di Rouch´e-Capelli in quanto il rango
di Ak`e 3 e quello della matrice completa non pu`o essere ad esso strettamente superiore, avendo la
matrice solo tre righe. Restano da discutere solo i casi k= 1 e k=2, nei quali Akha rango 2.
Riduciamo a scalini la matrice completa del sistema lineare mediante l’algoritmo di Gauß
(#)
11k1
k0 2 2
0111
11k1
0k2k22 + k
0 1 1 1
11k1
0 1 1 1
0k2k22 + k
11k1
0 1 1 1
002kk22+2k
Osserviamo che per k= 1 l’ultima riga si annulla, quindi anche la matrice completa ha rango 2 e il
sistema `e risolubile, mentre per k=2 la matrice ottenuta ha un pivot sulla terza riga, per cui il
sistema non `e risolubile. Concludendo, il sistema `e risolubile se e solo se k=2.
(3) Sostituendo k= 1 in (??) e risolvendo all’indietro otteniamo la retta (0,0,1) + t(2,1,1)
(4) Il Teorema dice che
Un sistema lineare Ax =bha soluzioni se e solo se la matrice Aha rango ruguale al rango del la
matrice completa (A|b), nel qual caso il sistema ha nrsoluzioni dove n`e il numero di variabili.
In questo caso lo abbiamo usato per dedurre che il sistema ha soluzione se e solo se k=2. Il
Teorema di Rouce-Capelli ci dice anche, visti i risultati dei punti precedenti, che nel caso k= 1
abbiamo 1soluzioni, una retta (calcolata nel punto 3) e in tutti gli altri casi 0soluzioni, ossia
soluzione unica.
pf3
pf4

Anteprima parziale del testo

Scarica Compito di algebra . e più Prove d'esame in PDF di Algebra Lineare e Geometria Analitica solo su Docsity!

Geometria e Algebra Lineare con Elementi di Statistica

Esame scritto di GEOMETRIA E ALGEBRA LINEARE

Testo dell’appello del 15 Luglio 2024

Cognome: Nome: Matricola:

Esercizio 1 (9 punti). Si consideri il seguente sistema lineare, dipendente da un parametro reale k:     

x − y + kz = − 1 kx + 2z = − 2 y + z = − 1 (1) (2p) Si scriva la matrice Ak dei coefficienti del sistema lineare e se ne calcoli il rango, al variare del parametro k. (2) (3p) Si determini per quali valori del parametro k il sistema ha soluzione. (3) (2p) Si dia una parametrizzazione del luogo delle soluzioni del sistema nel caso k = 1. (4) (2p) Si enunci il Teorema di Rouch´e-Capelli e se ne discutano le conseguenze per questo sistema lineare alla luce dei risultati precedenti.

(1) La matrice dei coefficienti `e

Ak =

1 − 1 k k 0 2 0 1 1

Essendo una matrice quadrata di ordine 3, il suo rango e al massimo 3. Per determinare quando ha rango 3 calcolo il determinante con la formula di Sarrus: det Ak = 0 + 0 + k^2 − 0 − 2 + k = k^2 + k − 2. Le radici del polinomio k^2 + k − 2 sono 1 e −2, quindi se ke diverso da tali valori Ak ha rango 3. Altrimenti il rango e al massimo 2, e in effettie esattamente 2 in quanto c’e un minore, il minore in basso a destra, con determinante non nullo, 0 · 1 − 2 · 1 = −2. Riassumendo r (Ak) =3 se k ̸∈ { 1 , − 2 }; r (Ak) =2 se k ∈ { 1 , − 2 }. (2) Se ke diverso da 1 e −2 il sistema ha soluzione per il Teorema di Rouch´e-Capelli in quanto il rango di Ak e 3 e quello della matrice completa non puo essere ad esso strettamente superiore, avendo la matrice solo tre righe. Restano da discutere solo i casi k = 1 e k = −2, nei quali Ak ha rango 2. Riduciamo a scalini la matrice completa del sistema lineare mediante l’algoritmo di Gauß

1 − 1 k − 1 k 0 2 − 2 0 1 1 − 1

1 − 1 k − 1 0 k 2 − k^2 −2 + k 0 1 1 − 1

1 − 1 k − 1 0 1 1 − 1 0 k 2 − k^2 −2 + k

1 − 1 k − 1 0 1 1 − 1 0 0 2 − k − k^2 −2 + 2k

Osserviamo che per k = 1 l’ultima riga si annulla, quindi anche la matrice completa ha rango 2 e il sistema e risolubile, mentre per k = −2 la matrice ottenuta ha un pivot sulla terza riga, per cui il sistema none risolubile. Concludendo, il sistema e risolubile se e solo se k ̸= −2. (3) Sostituendo k = 1 in (??) e risolvendo all’indietro otteniamo la retta (0, 0 , −1) + t(− 2 , − 1 , 1) (4) Il Teorema dice che Un sistema lineare Ax = b ha soluzioni se e solo se la matrice A ha rango r uguale al rango della matrice completa (A|b), nel qual caso il sistema ha ∞n−r^ soluzioni dove ne il numero di variabili. In questo caso lo abbiamo usato per dedurre che il sistema ha soluzione se e solo se k ̸= −2. Il Teorema di Rouch´e-Capelli ci dice anche, visti i risultati dei punti precedenti, che nel caso k = 1 abbiamo ∞^1 soluzioni, una retta (calcolata nel punto 3) e in tutti gli altri casi ∞^0 soluzioni, ossia soluzione unica.

Esercizio 2 (8 punti). Si consideri l’applicazione lineare f 0 : R^3 → R^3 descritta dall’espressione

f 0 (x, y, z) = (x, −x + y − z, x + 2z)

(1) (1p) Si scriva la matrice associata a f 0 rispetto alla base standard di R^3. (2) (2p) Si determini se l’applicazione f 0 e iniettiva e/o suriettiva. (3) (3p) Si calcoli lo spettro di f 0 e i suoi autospazi. (4) (2p) Si determini per quali valori del parametro reale h l’operatore fh(x, y, z) = (x + h(y + z), −x + y − z, x + 2z) `e semplice.

(1) La matrice associata a f 0 rispetto alla base standard `e  

(2) Il determinante della matrice appena scritta e, (sviluppando rispetto alla prima riga) 1 · (1 · 2 − 0 · (−1)) = 2, non nullo. Ne segue che l’applicazione f 0e invertibile, e quindi iniettiva e suriettiva. (3) Il polinomio caratteristico di f 0 `e

det

1 − T 0 0

− 1 1 − T − 1

1 0 2 − T

 = (1 − T )(1 − T )(2 − T )

Quindi gli autovalori sono 1 e 2, ossia lo spettro `e l’insieme { 1 , 2 }. Gli autospazi sono

V 1 = ker

 (^) = ker

V 2 = ker

 (^) = ker

(4) La matrice associata all’applicazione lineare fh rispetto alla base standard `e  

1 h h − 1 1 − 1 1 0 2

il cui polinomio caratteristico `e, sviluppando rispetto alla prima riga,

det

1 − T h h − 1 1 − T − 1 1 0 2 − T

 (^) = (1 − T )(1 − T )(2 − T ) − h(T − 2 + 1) + h(T − 1) = (1 − T )(1 − T )(2 − T )

Quindi gli autovalori sono due, l’autovalore 1 di molteplicita algebrica due, e l’autovalore 2 di molteplicita algebrica uno. Per il criterio di diagonalizzabilita l’unica cosa che resta da calcolare per determinare se l’operatoree semplice e la molteplicita geometrica dell’autovalore 1. La matrice associata a fh − IdR 3 rispetto alla base standard `e la matrice 

1 − 1 h h − 1 1 − 1 − 1 1 0 2 − 1

0 h h − 1 0 − 1 1 0 1

che per h ̸= 0 ha rango 2, in quanto prima e seconda colonna sono linearmente indipendenti^1. Quindi, per h ̸= 0 la molteplicita geometrica^2 dell’autovalore 1e diversa dalla sua molteplicita algebrica^3 e fh none diagonalizzabile. Al contrario, per h = 0 anche la molteplicita geometrica dell’autovalore 1e uguale^4 a 2 e quindi l’operatore e diagonalizzabile in quanto la somma delle molteplicita geometriche degli autovalori `e uguale a 3, la dimen- sione del dominio dell’operatore fh. (^1) Non ha rango tre perch´e la seconda e la terza riga sono linearmente dipendenti. D’altronde, questo qui non serve neanche osservarlo, perch´e l’argomento funzionerebbe anche sostituendo l’affermazione ”ha rango due” con l’affermazione ”ha ALMENO rango due”. (^2) Uguale a 3 − 2 = 1. (^3) Uguale a 2. (^4) L’autospazio V 1 ha dimensione 2, come abbiamo calcolato nel risolvere il punto (3). In effetti i tre vettori usati per descrivere V 1 e V 2 nel punto (3) sono una base di autovettori di f 0.

Esercizio 4 (9 punti). Si consideri il vettore v = (1, − 1 , 1) di R^3

(1) (1p) Si dia un’equazione cartesiana del piano α := v⊥^ dei vettori ortogonali a v. (2) (3p) Si calcoli una base ortonormale Bα di α. (3) (1p) Si completi Bα a una base ortonormale B di R^3. (4) (2p) Si decomponga il vettore w := (1, 0 , 0) come wα + w⊥ con wα appartenente ad α e w⊥ perpen- dicolare ad α. (5) (2p) Si calcoli la matrice associata rispetto alla base canonica alla proiezione ortogonale di R^3 su α.

(1) Un’equazione cartesiana di α e x − y + z = 0 in quanto x − y + ze il prodotto scalare tra v e un generico vettore (x, y, z). (2) Una base di α `e data da due suoi vettori linearmente indipendenti, per esempio a = (1, 1 , 0) e b = (0, 1 , 1). Applicando l’algoritmo di Gram-Schmidt ai vettori a, b troviamo i vettori

v 1 =

a ||a||

12 + 1^2 + 0^2

v 2 =

b − (b · v 1 )v 1 ||b − (b · v 1 )v 1 ||

q 1 2

2

+ 1^2

base ortonormale di α. (3) Per completare tale base a una base ortonormale di R^3 basta aggiungere il prodotto vettoriale v 3 := v 1 × v 2 , che per costruzione `e ortogonale a v 1 e v 2 ed ha modulo, essendo v 1 e v 2 ortogonali, uguale al prodotto delle norme di v 1 e v 2 , quindi a 1.

v 1 =

v 2 = −

v 3 =

(4) L’ortogonale a α e generato da v 3 e quindi la componente w⊥e la proiezione di w lungo v 3 :

w⊥ =

w · v 3 v 3 · v 3

v 3 =

v 3 =

mentre la componente lungo α la ricaviamo per differenza

wα = w − w⊥ =

(5) Le colonne di tale matrice sono le immagini della base standard di R^3. Abbiamo gi`a calcolato l’immagine del primo vettore di tale base, w, ottenendo

3 ,^

1 3 ,^ −^

1 3

. Ripetendo il conto per e 2 = (0, 1 , 0) e per e 3 = (0, 0 , 1) otteniamo

(e 2 )α = e 2 − (e 2 · v 3 )v 3 = (0, 1 , 0) +

(e 3 )α = e 3 − (e 3 · v 3 )v 3 = (0, 0 , 1) −

e quindi la matrice cercata `e 

2 3

1 3 −^

1 1 3 3

2 3

1 3 − (^131323)

 =^1