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Confronto tra gli epigrammi di Marziale e i carme di Catullo
Tipologia: Esercizi
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Marco Valerio Marziale, illustre poeta romano vissuto tra il 40-104 d.C., rese l’epigramma unico e solo genere poetico della sua arte. L’epigramma si diffuse tra i poeti romani già ai tempi di Catullo, che però non lo praticò prevalentemente nelle sue opere come invece decise di fare Marziale. Questa caratteristica non è però l’unica che il poeta riprende dal celebre predecessore. Anzi, dalle opere a noi rinvenute, appare più che palese un chiaro riferimento alle opere catulliane. Prendendo ad esempio in considerazione l’epigramma 1,4 di Marziale ed il carme 1 di Catullo vediamo come, entrambi componimenti proemiali, presentino umilmente e con una vena ironica quello che seguirà questo testo introduttivo. Come ci è già ben chiaro, la scelta di un genere epigrammatico venne presa in considerazione da Marziale, in primis perché rappresenta il genere poetico primo, un genere che, a parte che da Catullo, venne praticato solo da una cerchia ristretta di poeti minori. Questa stessa modestia riappare nell’epigramma prima citato, dove Marziale, come anche Catullo, si astiene dall’utilizzare paroloni per descrivere la sua opera chiamandola semplicemente libellum. D’altra parte, comparando gli epigrammi 1, 7 e 32 con i carmi 3 e 85 osserviamo che il linguaggio informale e lo stile non sono le uniche caratteristiche catulliane che il poeta Marziale decide di omaggiare. Da una prima e fugace lettura non possiamo trascurare le similitudini tra i temi di entrami i poeti. Partendo dalla colomba, protagonista iniziale dell’epigramma 1,7, avviene un logico collegamento con il passero citato da Catullo nel carme 3, che lo stesso marziale riprende in tono ironico. Allo stesso modo troviamo una connessione tra il tema dell’amore esposto nel noto carme 85 e l’amore negato a Sabaudio nell’epigramma 1,32. Soffermandoci su quest’ultimo notiamo però una differenza nei riguardi del sentimento trattato: da una parte trova l’amore malinconico e tormentato, eternamente altalenante tra sentimenti estremi come odio e amore; d’altra parte troviamo in Marziale un superamento dell’amore tradizionale trattato finora, che con fermezza ed una velata ironia ci indirizza verso un sentimento tutt’altro che amorevole, l’antipatia.