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contabilità pubblica e privata delle aziende
Tipologia: Sintesi del corso
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Proff. Paolo Tenuta ([email protected]) Principi di gestione delle aziende pubbliche Contabilità pubblica e privata Nel corso della vita di qualsiasi azienda od ente, si svolgono una serie di accadimenti che provocano conseguenze positive e negative di carattere economico e monetario. L’amministrazione dell’azienda comprende tre aspetti: organizzazione, gestione e rilevazione. La rilevazione è quel processo di raccolta, misurazione, rappresentazione e interpretazione degli accadimenti su cui è basata l’organizzazione e la gestione dell’azienda. A seconda che siano effettuate prima, durante o dopo lo svolgimento delle operazioni aziendali, le rilevazioni possono essere classificate come: antecedenti, concomitanti e susseguenti. Nell’azienda di produzione assumono particolare rilievo le rilevazioni concomitanti e susseguenti; nell’azienda pubblica, invece, quelle antecedenti. Nell’azienda di produzione l’economicità richiede il conseguimento di un equilibrio economico soddisfacente; quest’ultimo dipende dai valori generati dalle operazioni di scambio, di conseguenza il sistema di rilevazione ha come oggetto principale i valori che si formano negli scambi e il loro effetto sul reddito di esercizio e sulla dimensione e composizione del patrimonio. Le aziende pubbliche, a differenza di quelle di produzione, operano tramite l’esercizio di poteri sovraordinati in sistemi decisionali che non dipendono dal mercato. In queste aziende l’economicità non dipende tanto dai giudizi di convenienza economica e il sistema di rilevazione è articolato su tre componenti tutte a rilevanza esterna, cioè: bilancio di previsione, rilevazioni concomitanti e sintesi di fine periodo. Quindi la differenza nelle finalità perseguite dalla contabilità privata e quella pubblica implicano delle differenze sia nell’oggetto della rilevazione che nel metodo utilizzato. Nella contabilità privata l’oggetto della rilevazione consiste nei valori numerari, e non, generati nello scambio, cioè il reddito di esercizio e il capitale. Nella contabilità pubblica, invece, l’oggetto della rilevazione sono solo i valori numerari, cioè il fondo cassa e il risultato di amministrazione. Per quanto riguarda il metodo di rilevazione, nella contabilità privata si fonda sul metodo della partita doppia, cioè rileva i valori finanziari ed economici; nella contabilità pubblica si fonda essenzialmente sul metodo della partita semplice, cioè rileva solo i valori finanziari. Nella contabilità privata la rilevazione ha come fine la misurazione a posteriori del grado di raggiungimento delle condizioni di economicità, quindi di informazione; nella contabilità pubblica, invece, la rilevazione ha come fine la regolazione a priori dei rapporti tra gli organi in modo da riservare ai rappresentanti del popolo le scelte fondamentali di prelievo e utilizzo delle risorse finanziarie.
Il sistema di contabilità tradizionalmente impiegato dalle aziende pubbliche prende il nome di ‘contabilità finanziaria’ o ‘contabilità pubblica’ e persegue una finalità autorizzativa. La finalità autorizzativa consiste nell’imporre un vincolo alla spesa complessiva nonché all’articolazione della stessa e alla natura e provenienza delle entrate che la finanziano. La contabilità finanziaria utilizza come strumento tecnico fondamentale il bilancio di previsione; osserva le relazioni con terze economie; utilizza la metodologia della partita semplice. [BILANCIO NELL’AZIENDA PUBBLICA Il bilancio dell’azienda pubblica riveste connotazioni e modalità di redazione profondamente differenti da quelle che assume nel campo for-profit. Nelle imprese for-profit, infatti, il bilancio è il documento di sintesi che rappresenta i risultati economico-patrimoniali della gestione in un determinato periodo, mentre nelle aziende pubbliche il bilancio è un documento programmatorio nel quale l’azienda sviluppa l’attività che intende svolgere e le fonti di finanziamento a cui attingere per soddisfare le esigenze proprie e della collettività. Il bilancio pubblico preventivo, redatto secondo i criteri della contabilità finanziaria, è un bilancio autorizzativo, infatti, esprime i valori delle entrate e nelle uscite che si prevede si verificheranno, valori che diventano vincolo giuridico-amministrativo a realizzare quelle entrate e quelle uscite, sia per l’organo politico che approva il bilancio che per l’organo amministrativo che è chiamato a gestirlo. Per questo motivo il bilancio finanziario preventivo è obbligatorio per legge in quanto strumento attraverso il quale si individuano i valori massimi delle uscite sulla base dei quali programmare l’attività futura. Il bilancio preventivo stabilisce per ogni voce di bilancio l’ammontare dell’entrata e della spesa prevista, detto ‘stanziamento’. Il bilancio svolge la propria funzione autorizzativa imponendo che per ogni voce di bilancio le spese effettive non possano eccedere i relativi stanziamenti. In conclusione, il bilancio preventivo si struttura in 2 parti: entrate/uscite; ogni parte poi si articola in voci elementari per ognuna delle quali è definito l’ammontare dell’entrata o della spesa (stanziamento) e per ogni voce di spesa le uscite effettive non possono superare le uscite stanziate (vincolo autorizzativo). Infine, il bilancio deve essere approvato in pareggio.] La contabilità finanziaria fa riferimento alle entrate e alle uscite che avvengono attraverso delle fasi. Le fasi delle entrate sono: l’accertamento, cioè il momento in cui sorge il diritto ad acquisire l’entrata; la riscossione, cioè il momento in cui il debitore salda il proprio debito; il versamento, cioè il momento in cui le somme riscosse vengono versate al tesoriere. Invece, le fasi della spesa sono: l’impegno, cioè il momento in cui sorge l’obbligo a sostenere la spesa; la liquidazione, cioè viene determinata la somma certa da pagare; le ordinanze, cioè la richiesta al tesoriere di provvedere al pagamento delle somme liquidate; il pagamento. Dopo gli anni ’90 si è assistito a un processo di riforma totale della P.A. che ha portato ad una vera e propria aziendalizzazione degli enti pubblici che ha determinato un immediato aumento dei livelli di complessità della gestione rendendo necessario analizzare le operazioni oltre che nell’aspetto finanziario anche negli aspetti economico e patrimoniale. Pur non essendoci una stretta correlazione tra proventi e servizi erogati, è tuttavia importante che la gestione si svolga nel rispetto dell’equilibrio economico, in modo tale che i proventi siano almeno in grado di assicurare nel periodo amministrativo la copertura dei costi sostenuti dall’ente nello stesso periodo. La determinazione del risultato economico e del patrimonio dell’ente può avvenire secondo diversi procedimenti in quanto il Testo Unico Enti Locali (TUEL) non obbliga a un
di cassa, invece, ha per oggetto le previsioni dei pagamenti e delle riscossioni che avverranno nel periodo considerato. Il saldo fra le entrate e uscite determina il previsto risultato di cassa. A seconda delle fasi in cui le entrate e le spese sono considerate si distingue tra: risultato finanziario di competenza, pari alla differenza fra entrate accertate e uscite impegnate e risultato finanziario di cassa, pari alla differenza tra entrate riscosse e uscite pagate.