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Appunti delle lezioni di Destination Management + seminari
Tipologia: Appunti
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Appunti di Clarissa Sapienza DESTINAZIONE TURISTICA Il prodotto centrale nel turismo è proprio l’esperienza che avviene nella destinazione. Per cui la concorrenza in tale settore trova il proprio centro nella destinazione. Nell’attuale mercato turistico non competono tanto le singole imprese, quanto le destinazioni. La competizione tra imprese si pone solo in un secondo momento. Destinazioni come “ business unit ” che definiscono il posizionamento di mercato. Cos’è una destinazione turistica? Una destinazione è un “ luogo meta del viaggio ” che un turista desidera/sceglie di visitare in ragione delle attrazioni che esso offre. Tale luogo deve possedere: ~ Strutture e infrastrutture necessarie per garantire l’arrivo e il soggiorno del visitatore ~ Giusto richiamo emozionale (notorietà, immagine) Un territorio diventa destinazione quando il mercato diventa consapevole della sua offerta (anche grazie alla capacità di comunicarla) e genera domanda effettiva. La destinazione può essere intesa come “amalgama” di prodotti, servizi e attrazioni variamente composto in uno spazio geografico. È possibile concepire la genesi di una destinazione, focalizzandoci su tre livelli:
Appunti di Clarissa Sapienza − promuovere le proprie offerte _La definizione dei confini della destinazione La destinazione può essere osservata da due punti di vista: ~ Punto di vista focalizzato sull’offerta, ovvero della destinazione medesima che si “autodetermina” ~ Punto di vista che parte dalla domanda, ovvero del turista Diversi punti di vista portano a diverse definizioni dei confini della destinazione → problema di identificazione e riconoscimento della destinazione. Prospettiva della domanda Enfatizza il punto di vista del visitatore: è la domanda che dà unità al sistema turistico, lo percepisce e quindi riconosce come tale indipendentemente dai confini amministrativi. Dal punto di vista economico-aziendale, presenta grandi vantaggi in quanto aiuta il management delle diverse organizzazioni a capire quali sono i bisogni del cliente e a costruire un adeguato sistema di prodotto integrato. Inoltre, risolve soggettivamente i problemi di definizione del sistema turistica, i cui confini dipendono dal target di clientela servito (e dalla distanza fra destinazione e mercato di provenienza dei flussi). Tutte le componenti del servizio sono orientate a una porzione di territorio che è quella che il cliente seleziona, a cui è interessato. Prospettiva dell’offerta , in base alla quale i confini della destinazione coincidono con i limiti amministrativi. La destinazione esiste in quanto pone in essere processi organizzativi, gestionali e commerciali per sostenere la propria offerta, che deve però trovare corrispondenza con la percezione della domanda. Tutte le politiche di costruzione dell’offerta considereranno gli attori che fanno parte dei confini amministrativi. I diversi settori che vanno a comporre il sistema turistico si caratterizzano per un diverso legame con il turista: per alcuni il turista rappresenta il 100% del business, quindi è l’unico target (Trasporti aerei, alberghi), per altri settori il turista è uno dei target e non l’unico (ristoranti, taxi, attrattive locali).
Appunti di Clarissa Sapienza Per avere una strategia spontanea occorre la presenza di attrattori assolutamente rilevanti, oltre che un forte interesse proprio verso quel territorio da parte del mercato. Oggi come oggi questo processo spontaneo è sempre meno frequente. Secondo la strategia deliberata, le risorse turistiche su cui si basa lo sviluppo iniziale del territorio sono meno spettacolari e non uniche. L’investimento richiesto è consistente e quindi l’impatto del turismo è significativo. Una seconda interessante variabile riguarda la distinzione tra destinazioni corporate (proprietario gestore) e destinazioni community (grande frammentazione di attori sul territorio). ~ Destinazioni corporate = sono destinazioni in cui l’offerta è progettata e promossa con una logica orientata al marketing da parte di un soggetto che possiede o controlla direttamente le attrazioni, le strutture e le infrastrutture turistiche. Es. Disneyworld, Orlando → destinazione gestita dalla Disney, meta di viaggi. Stessa situazione si ha in stazioni sciistiche di terza e quarta generazione, villaggi turistici e resort multi-servizi. La nascita di queste destinazioni è dovuta dall’iniziativa di:
Appunti di Clarissa Sapienza L’ente territoriale ha un ruolo deciso nello sviluppo delle attività turistiche poiché controlla risorse paesaggistiche e beni pubblici, supporta l’offerta svolgendo direttamente alcune attività oppure finanziando le attività altrui e stimola meccanismi di coordinamento. È ovvio che in tali contesti sono particolarmente critiche le attività di governance e i meccanismi di coordinamento per lo sviluppo delle offerte. Ultima osservazione riguarda la destinazione come distretto turistico. Distretti industriali : territori in cui si concentrano tutta una serie di imprese, specializzate in una specifica produzione. ▪ La destinazione costituisce un sistema turistico caratterizzato da un’elevata concentrazione di attrattive e di servizi turistici. ▪ Sistema specializzato e aperto ▪ Produttore di servizi ▪ Struttura produttiva orizzontale → il distretto turistico non presenta una specializzazione per fasi o verticale (tipica di certi distretti industriali) quanto piuttosto per prodotti/orizzontale. Sono rinvenibili cioè imprese specializzare nella produzione di servizi “specifici” che, attraverso un processo di assemblaggio, danno contenuto al prodotto “globale”, oggetto di esperienza del cliente. Chi compone il prodotto globale? L’utilizzatore ha 3 modalità per aggregare le risorse presenti sul territorio. Il metodo può essere analizzato secondo due dimensioni: ruolo/partecipazione utilizzatore e il controllo/coordinamento degli attori. Il processo di creazione delle offerte è molto diverso, per cui si possono configurare tre situazioni tipo:
Appunti di Clarissa Sapienza tutto il sistema alberghiero decida di aderire, quanto meno la fascia degli alberghi 4/5 stelle: necessità da parte di questi alberghi della loro disponibilità e interesse a mettere a disposizione degli spazi e offerta ricettiva alle condizioni che vengono stabilite a livello sovraordinato. Quali sono i contenuti del destination management? Fondamentalmente sono 4 ▪ Capacità di carico (carrying capacity), ovvero una capacità di gestione dei flussi che sia equilibrata → bisogna ragionare su cinque dimensioni:
Appunti di Clarissa Sapienza ottimizzare l’offerta e per gestire l’impatto ambientale che il turismo comincia ad avere. In questa fase di consolidamento già si notano delle forme di deterioramento ambientale
Appunti di Clarissa Sapienza RELAZIONE TRA IMPRESA-DESTINAZIONE Una efficace strategia di destinazione non può prescindere da una efficace strategia delle imprese del territorio: vi deve essere una sinergia tra le due. È vero anche che la singola impresa, che lavoro a stretto contatto con visitatori/turisti, non può pensare di ottenere dei risultati reddituali e competitivi interessanti se non hanno alle spalle una destinazione che funziona bene e che esprime delle strategie efficaci. All’interno del modello si ragiona sul fatto che ogni impresa del turismo ha una sua strategia a livello di area strategica di affari, partendo quindi dalle caratteristiche della sua struttura, esprime un sistema di offerta che possa soddisfare al meglio un certo tipo di cliente e di conseguenza acquisisce un suo posizionamento all’interno del sistema competitivo rispetto ad altri concorrenti. Diventa fondamentale il legame che questa azienda ha con il network di offerta più ampio: l’offerta della singola impresa ha bisogno di legare il suo sistema di prodotto ad una offerta di destinazione, per cui entra in gioco il network cioè l’insieme di attori che costruiscono l’esperienza di visita che il cliente fa. Es. il visitatore che si reca a Milano per la Fiera del Mobile è chiaro che valuterà la qualità della struttura di un albergo e del suo sistema di offerta in funzione di tutta l’esperienza che lui vive nella destinazione in quel momento li. Il network di offerta diventa fondamentale dal punto di vista della percezione che il cliente ha di questo sistema di offerta specifico → esiste quindi una strategia a livello di network, che può essere intesa proprio come la destinazione, la quale con la sua attività di metamanagement aiuta la singola impresa a rafforzare la propria strategia a livello competitivo. LA GOVERNANCE DI DESTINAZIONE: IL RUOLO DELL’IMPRESA GUIDA NELLE STRATEGIE DI RIPOSIZIONAMENTO E SVILUPPO DELLA DESTINAZIONE CAPO DELLA DIREZIONE DESTINATION MANAGEMENT DI SEA – VITTORINO CAPOBIANCO. Obiettivi funzione Destination Management, impegnata a consolidare l’internazionalizzazione degli aeroporti per sviluppare i flussi di traffico da/per Paesi target ad alto potenziale e garantire una crescita costante della domanda. Le attività sono svolte in sinergia con i soggetti istituzionali e privati del territorio.
Appunti di Clarissa Sapienza
Appunti di Clarissa Sapienza ~ i flussi sono più numerosi e frammentati in estate, più concentrati in inverno; ~ i flussi hanno diversi stati di maturità: alcuni sono agli inizi, altri sono già sviluppati; ~ i flussi evidenziano possibili ambiti di intervento da parte di tutti gli attori territoriali, non solo dell’APT. Per ogni esperienza è compilata alla fase di maturità, la stagionalità e una tabella in cui sono individuati teste di sistema, influenzatori della domanda, fase di sviluppo della offerta e le azioni da intraprendere per meglio sviluppare l’offerta. Si arriva poi a 21 geometrie variabili con i flussi rispetto a cui è possibile costruire un road map. Il metodo permette di condividere la conoscenza che gli attori del territorio hanno rispetto al territorio stesso, dei bisogni dei clienti → nelle destinazioni c’è una conoscenza tacita che ognuno ha e usa e non condivide con gli altri attori. La forza consiste quindi nel mettere insieme e mettere a sistema tutta la conoscenza condividendola e tradurla in strategie. Il primo passaggio è individuare i singoli flussi e successivamente si ha l’aggregazione dei flussi in geometrie variabili. Durante questo lavoro è emerso come la mobilità sostenibile e la gestione dei flussi di accesso fossero una priorità nell’ambito dello sviluppa e cura dell’offerta, andando ad analizzare quindi più flussi che interessavano quel territorio. Questo lavoro ha permesso di rivedere il ruolo stesso dell’azienda: l’APT deve cambiare pianificando il suo lavoro non a livello generico, ma a livello di flusso e di aree strategiche, presentando uno sguardo di insieme affinché tutti gli attori possano acquisire una visione complessiva della destinazione. L’APT non deve essere più responsabile per tutto e per tutti, ma può cambiare e adattare il proprio ruolo in base alla progettualità e alle aree strategiche. Cosa si è scoperto grazie all’analisi approfondita dei flussi e delle aree strategiche di business? Sono stati rivisti i ruoli dell’APT andando a identificarne sostanzialmente 3:
Appunti di Clarissa Sapienza → questo perché lavorando sui prodotti e sui flussi si è evidenziato come fosse importante che l’APT vivesse e potesse rispecchiare ciò che è emerso dall’analisi territoriale. Impegno di lungo termine → APT Val di Sole in collaborazione con Pejo Funivie, Scuola Italiana Sci e Snowboard Val di Pejo e i rifugi della Ski Area Pejo 3000, definisce un progetto di sostenibilità adottando un modello di project management con un approccio basato sulla applicazione delle buone prassi (individuando in particolare le norme tecniche internazionali iso come riferimento di ogni attività). INDICATORI
Appunti di Clarissa Sapienza
Appunti di Clarissa Sapienza Caratteristiche ruolo affidato a: ▪ Settore pubblico ▪ Approccio di lungo periodo ▪ Creazione di una destination awareness ▪ Ambito pubblico di intervento ▪ Supporto alle PMI ▪ Assicurazione della qualità ▪ Settore privato ▪ Approccio tattico di breve periodo ▪ Focalizzazione sulle vendite ▪ Customer relationship management ▪ Focalizzazione su opportunità di mercato emergenti ▪ Velocità di decisione e azione ▪ Imprenditorialità Limite del ruolo affidato a: ▪ Settore pubblico
Appunti di Clarissa Sapienza C) coinvolgimento attivo delle imprese in comitati tecnici su specifici progetti D) Integrazione con la governance della città ▪ Visitor economy ▪ Brand unico ▪ Turisti come temporary citizen ECOSISTEMI DIGITALI TURISTICI FRANCESCO TAPINASSI , Responsabile Settore Turismo, Commercio e Servizi Regione Toscana KEY POINTS: ➢ Concetto di rete: da medium per MKT operativo a quello di facilitatore di relazioni in grado di incidere sul MKY strategico (costruzione dell’offerta) ➢ Digitalizzazione come piattaforma per la condivisione tra soggetti che generano esperienze turistiche ➢ Concetto di Smart nel turismo → turismo sempre più attivo in grado di organizzare offerte interessanti; ➢ Concetto di Onlife nel turismo → pervasività del digitale nella vita di tutti i giorni; nell’ambito del turismo si pone l’attenzione su come il digitale abbia cambiato sia la vita dei viaggiatori sia anche la vita degli operatori.
Appunti di Clarissa Sapienza Dal concetto di intelligenza collettiva e di intelligenza connettiva si arriva alla ridefinizione della digitalizzazione come primario strumento di interconnessione in grado di facilitare la generazione di un ecosistema digitale. L’ ecosistema digitale turistico è l’insieme di regole e convenzioni, competenze e professionalità, infrastrutture e sistemi tecnologici che permettono di gestire la digitalizzazione turistica. Come ci si arriva? Attraverso un processo partecipativo che mira a definire strategie e azioni attraverso il contributo degli stakeholders. Chi sono gli attori? Mibact - Direzione generale Turismo, Mise, Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano → operano nell’ambito di un gruppo di lavoro paritetico scaturito dall’accordo stipulato tra lo Stato e le Regioni nel corso del 2016. OUTPUT DELL’ACCORDO STATO REGIONI 2 dicembre 2016 → organizzazione di un evento – Ecosistemi digitali – finalizzato ad elaborare progettualità e definire azioni per una prima implementazione sul tema del turismo digitale nel pieno rispetto di quanto previsto nel Piano nazionale strategico per il turismo in coerenza con il documento del TDLab ; dicembre 2017 → presentazione nell’ambito di un evento pubblico dello stato di avanzamento dell’accordo e presentazione dei primi risultati del programma attuativo delle linee strategiche individuate con gli stakeholders; dicembre 2018 → presentazione della Carta comune sul Digitale Turistico. L’evento Ecosistemi Digitali organizzato a Firenze il 2 dicembre 2016 è stato il primo risultato concreto dei lavori del GDL ECOSISTEMI DIGITALI – Gruppi di lavoro paritetico Stato – Regioni. Esiti dell’evento : esigenza di adottare regole editoriali e standard di interoperabilità comuni su specifici oggetti – banche dati strategiche – e definire regole e strategie comuni su open data e big data e co-creazione di contenuti digitali. _Azioni strategiche conseguenti Azioni Piani attuativi PST per il 2017/ Focus sui dati e individuazione immediata delle banche dati strategiche su cui concentrare le attività operative in materia di Open Data, interoperabilità e specifiche condivise; investimenti infrastrutturali per la diffusione della banda larga e del sistema federato Wi-Fi a partire dal quale sviluppare politiche sui Big Data. Azioni prioritarie – Strumenti di analisi Big Data → definire un cruscotto dei dati che consenta l’analisi affidabile in tempo reale dei dati sul turismo e la cultura, che saranno raccolti attraverso il sistema Business intelligence e predictive analitycs associato alla rete federata Wi-Fi, che il Mise sta realizzando in collaborazione con il Mibact e dagli analytics dei Musei.