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Tipologia: Appunti
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Il prodotto fondamentale nel turismo è l’esperienza in/di una destinazione. La competizione quindi si focalizza sulla destinazione. (Vanhove, 2005) Nell’attuale mercato turistico non competono tanto le singole imprese, quanto le destinazioni. La competizione tra imprese si pone solo in un secondo momento. (Ritchie & Crouch, 2000) si possono avere imprese super competitive ma se il territorio non è competitivo, allora anche le aziende faranno fatica a svilupparsi. Le destinazioni possono essere considerate come “business unit” che definiscono il posizionamento di mercato. (Bieger, 1997) Che cos’è la destinazione turistica? Una destinazione è un luogo meta del viaggio, che un turista desidera/sceglie di visitare in ragione delle attrazioni che esso offre (culturali, naturali o artificali). Tale luogo deve possedere: le strutture e infrastrutture necessarie per garantire l’arrivo e il soggiorno del visitatore il giusto richiamo emozionale (notorietà e immagine) QUINDI: un territorio diventa destinazione quando il mercato diventa consapevole della sua offerta (ance grazie alla capacità di comunicarla) e genera una domanda effettiva. La destinazione presenta 3 elementi fondamentali: FLUSSI TURISTICI E DESTINAZIONE Qual è la dinamica della destinazione?
Cosa spinge i visitatori ad abbandonare i luoghi di residenza per visitare una destinazione? Esistono fattori push e fattori pull. FATTORI PUSH I fattori push sono stimoli alla domanda presenti nelle aree di generazione dei flussi che spingono i turisti ad allontanarsi dai luoghi di residenza per raggiungere destinazioni turistiche. Possono essere fattori legati alle caratteristiche dell’area generante : fattori economici (reddito, distribuzione della ricchezza, propensione alla spesa) fattori sociali (attività economiche oprevalenti, livello di istruzione) fattori demografici (età, speranza di vita, composizione delle famiglie) fattori ambientali (clima, morfologia, urbanizzazione) Oppure legati al rapporto tra l’area generatrice e la destinazione : fattori geografici (distanza fra le regioni, collegamenti) fattori storici (rapporti storici fra le regioni) fattori culturali (similitudine fra le culture dei due luoghi) ESEMPIO: area generante USA, destinazione Italia
La destinazione è definita dall’interno e ha confini certi che coincidono con i limiti amministrativi. La destinazione esiste in quanto pone in essere processi organizzativi, gestionali e commerciali per sostenere la propria offerta, che deve però trovare corrispondenza con la percezione della domanda (sense making). I diversi settori che vanno a comporre il sistema turistico si caratterizzano per un diverso legame col turista. Per alcuni settori il turista è l’unico target, per altri il turista è uno dei tanti target Le attività rientranti nel gruppo 2 sono turistiche ma lavorano anche con i residenti, quindi il loro fatturato non dipende solo dai turisti. Le attività del gruppo 1, invece, lavorano solo con i turisti e tutto il loro fatturato dipende da loro.
Riva è un'azienda italiana che fa yacht di lusso. Riva destinations è un progetto sviluppato da Riva per far vivere l’eleganza del cantiere mito della nautica in alcune delle destinazioni più esclusive a livello internazionale. Ogni Riva Lounge, Privée e Deck è un luogo immediatamente riconoscibile, non solo da chi è appassionato di nautica, per merito della classe che contraddistingue da sempre l’heritage e il design Riva. Masi fa l’amarone e altri vini ed esporta il 90% dei suoi vini. Quando si trova schiacciata dalla distribuzione internazionale ha bisogno di rafforzare il suo brand e punta sul turismo, realizzando un wine bar dove assaggiare i vini e un visitor center così che le persone possano sperimentare i suoi prodotti per poi diventare ambasciatori del marchio. L’Officina della Scrittura di Aurora è il primo museo al mondo dedicato al Segno ed alla Scrittura. “Cittadella della conoscenza”, Officina della Scrittura, è il luogo in cui viene raccontato e valorizzato tutto ciò che è legato alla cultura della scrittura e, più in generale, al segno dell’uomo. Qui vengono organizzati corsi di calligrafia, grafologia e psicologia per i clienti Aurora e non solo. Palazzo Fendi Experience, unisce all'esperienza dello shopping nella rinnovata boutique Fendi a Roma la possibilità di soggiornare all'interno della dimora privata della Maison, Palazzo Fendi. Agli ospiti è riservata anche una guida su misura con numerosi itinerari in città
Swarovski Optik Campex è la nuova sede della divisione Italia immersa nel contesto “green” della Campex Valley. Si tratta di una struttura rurale dei primi del ‘900, ripensata in chiave sostenibile per trasformarsi non solo in uno dei più esclusivi ed inediti flag point dell’azienda tirolese ma anche in un luogo di ospitalità per gli appassionati delle attività outdoor e dell’osservazione naturalistica. Le Dainese Riding Master (Vicenza) sono esperienze progettate dall’azienda per fornire ai motociclisti di ogni livello d’esperienza gli strumenti per divertirsi ed esprimere al massimo il proprio potenziale in sicurezza con l’aiuto di istruttori qualificati e campioni del motomondiale. Nell’ambito dei corsi è inoltre possibile affrontare itinerari sul territorio alla scoperta di punti di interesse e percorsi dedicati alla cultura della moto
LA GENESI DI UNA DESTINAZIONE Come nasce una destinazione? Può essere il risultato di: a) un processo spontaneo guidato dai turisti b) una strategia deliberata A) RISULTATO DI UN PROCESSO SPONTANEO GUIDATO DA TURISTI Sono i turisti che “scoprono” la destinazione e lo sviluppo dell’offerta turistica costituisce una risposta (non scontata) del territorio alle esigenze dei visitatori. Tale risposta è legata allo spirito imprenditoriale degli operatori locali e diviene professionale in un secondo momento, quando il turismo rappresenta un’alternativa alle attività lavorative tradizionali locali. Quindi i turisti arrivano in un territorio vergine e chiedono certi servizi; a quel punto i locali per guadagnare sviluppano l’offerta. Grand Tour (XVII e XVIII sec) Le elite dell’Europa centro settentrionale hanno eletto a destinazioni dei loro viaggi numerose zone d’Italia, attratti dalle risorse artistiche. In prima battuta le grandi città (Roma, Firenze, Venezia, Bologna, Napoli) Poi anche mete «minori», che vengono annesse alle grandi mete negli itinerari turistici. 1800 L’alta borghesia e la nobiltà inglese hanno «scoperto» le località balneari del mediterraneo per praticare la vacanza al mare. (Francia: Saint Tropez e la Costa Azzurra; Italia: Taormina, la costiera amalfitana, sorrentina e della Versilia). I bisogni di vacanza e svago delle classi europee abbienti ha portato anche alla nascita di destinazioni turistiche sulle Alpi occidentali (Monte Bianco) e, a fine ‘800, della Alpi orientali (Dolomiti). B) RISULTATO DI UNA STRATEGIA DELIBERATA Le destinazioni nascono come azione pianificata, spesso condotta in collaborazione con l’amministrazione pubblica e le imprese private (locali o esterne) interessate ad investire nella destinazione. Le località termali Dalle Alpi austriache (Bad Gastein, Bad Ischl, Merano, oggi italiana) nate per frutto della volontà della monarchia asburgica di creare luoghi confortevoli e interessanti in cui trascorrere le vacanze. Le località balnerari del secondo dopoguerra Costa Brava Litorale del Mar Nero in Romania e Bulgaria Costa Languedoc – Roussillon primo caso di applicazione del master plan come strumento del governo nazionale per sostenere lo sviluppo turistico (circa 200km di costa disabitata) Dubai a partire dagli anni ‘
DESTINAZIONI CORPORATE E COMMUNITY Oltre al processo di genesi delle destinazioni, una seconda interessante variabile che discrimina le destinazioni attiene alla ripartizione del potere e del controllo delle risorse , che si riflette quindi sulla natura dei processi decisionali e sui meccanismi di gestione e marketing della destinazione. Spesso, i due modelli sono correlati ai due diversi processi di genesi. LE DESTINAZIONI CORPORATE Sono destinazioni in cui l’offerta turistica è progettata e promossa con una logica orientata al marketing da parte di un soggetto che controlla direttamente le attrazioni, le strutture e infrastrutture turistiche. La nascita di queste destinazioni è dovuta all’iniziativa di:
LE DESTINAZIONI COMMUNITY Sono destinazioni in cui sono presenti numerosi attori indipendenti che interagiscono e coordinano la loro offerta turistica.
Le risorse e le attivitaà sono diffuse, cioè possedute da numerosi attori indipendenti che perseguono finalità economico-finanziarie individua Gli attori locali interagiscono attraverso meccanismi di coordinamento per offrire forme di offerta integrate rivolte a specifici segmenti L’ente territoriale ha un ruolo decisivo nello sviluppo delle attività turistiche poiché controlla risorse paesaggistiche e beni pubblici e supporta l’offerta svolgendo direttamente alcune attività oppure finanziando le attività altrui e stimola meccanismi di coordinamento.
meccanismi di coordinamento per lo sviluppo delle offerte DESTINAZIONE COME DISTRETTO TURISTICO Una destinazione può anche intendersi come un distretto turistico. Si tratta di un sistema turistico caratterizzato da un’elevata concentrazione di attrattive e di servizi turistici offerti da tanti attori che coordinano la loro offerta turistica. Possiamo vedere il distretto turistico come un produttore di servizi. Inoltre, è un sistema specializzato nel servizio ai turisti ed è un sistema aperto, perché nuovi attori possono entrare o uscire dal mercato. Il distretto turistico ha una struttura produttiva “orizzontale£ perché non presenta una specializzazione per fasi o verticale (tipica di altri distretti industriali) quanto piuttosto per prodotti o orizzontale. Sono rinvenibili, cioè, imprese specializzate nella produzione di servizi “specifici” che, attraverso un processo di assemblaggio, danno contenuto al prodotto “globale”, oggetto di esperienza del cliente. Chi compone il prodotto globale? Esistono 3 modalità di creazioen dell’esperienza turistica: Punto-punto = viaggio fai da te, in cui il turista prenota tutto da solo Rischi: se il turista sbaglia qualcosa nella scelta dell’alloggio / dei trasporti / delle attività, spesso si arrabbia con la destinazione in generale Package = viaggio organizzato da altri Rischi: troppa rigidità e poca personalizzazione che possono lasciare il turista insoddisfatto.
Network = formula intermedia e molto efficace che prevede che ci sia un sito di destinazione con l’elenco delle strutture ricettive e le attività consigliate per ogni target di clientela, lasciando il turista libero di muoversi ma controllato e indirizzato al tempo stesso. Il distretto turistico è percepito dall’utente finale e dagli intermediari non come somma di imprese ma come un soggetto competitivo unitario. Infatti, la competizione tra le aziende al suo interno risulta in secondo piano e interviene in un secondo momento, dopo la competizione tra destinazioni. Il distretto nel suo complesso è chiamato a intraprendere dinamicamente le principali scelte che attengono al posizionamento competitivo (segmenti, prodotti, risorse, competenze). Il distretto turistico deve quindi esprimere una gestione sovraordinata / metamanagement / destination management. LA DESTINAZIONE COME META-IMPRESA In letteratura, emerge una forte similitudine tra una destinazione e un’impresa complessa (Kaspar, 1995) in termini di:
diventano «clienti» e la preoccupazione per l’impatto ambientale diminuisce rispetto alla dimensione economica. CONSOLIDAMENTO : Il turismo è una componente importante dell’economia, si pongono obiettivi di destagionalizzazione e collaborazione sistemica, l’ambiente mostra segni di deterioramento (consumo risorse naturali, paesaggistiche...) STAGNAZIONE : si raggiunge il massimo sfruttamento dell’area, la destinazione è molto nota ma diventa meno attrattiva. il turismo porta flussi considerevoli e a volte eccessivi per il territorio, alcune strutture e infrastrutture sono datate e l’ambiente è danneggiato. POST STAGNAZIONE : esistono due strade
1. rilancio intervenire per reinterpretare il posizionamento turistico della destinazione (rejuvenaion) 2. declino uscita dal mercato turistico es. Dubai ha capito che sta entrando in una fase di declino e ha iniziato a ripensarsi con nuove innovazioni puntando alla cultura tradizionale Il modello di Weaver (2000) auta a capire come una destinazione lungo il suo ciclo di vita può andare in una direzione virtuosa anche se su grossi flussi oppure una direzione negativa con carico non gestibile e questo è dovuto al buon/cattivo funzionamento delle DMO. Le due variabili considerate sono:
creare le condizioni (culturali, strategiche e organizzative) favorevoli per lo sviluppo , cioè all’esplicarsi delle potenzialità imprenditive. aiutare nella gestione delle attività operative che richiedono una visione distrettuale e che risulterebbero pertanto “non ottimizzate” se delegate alle imprese distrettuali.
Assenza di relazioni gerarchiche nelle relazioni con le imprese distrettuali e conseguente maggior disorganizzazione, perché la DMO non ha la proprietà dei servizi Elevata frammentazione della struttura produttiva locale , con la conseguente moltiplicazione degli interlocutori e delle visioni dello sviluppo Carattere pubblico di numerosi prodotti e servizi oggetto di gestione sovraordinata e quindi bsiogno di collaborazione pubblico-privato.
La gestione sovraordinata non si sostituisce in nessun modo al campo di azione dei singoli imprenditori. Senza efficaci strategie competitive delle imprese locali difficilmente si può costruire un posizionamento di successo a livello di località Il destination management non ha un campo di azione illimitato La gestione sovraordinata non necessariamente è realizzata da un unico attore Il distretto può raggiungere un efficace posizionamento pur in assenza di una efficace strategia sovraordinata
Crescita dell’intensità della concorrenza Crescente potere negoziale dell’intermediazione turistica, soprattutto delle grandi OTA e piattaforme influenzatrici come TripAdvisor Aumento dei brand territoriali internazionali (es. Londra, Berlino, …) Progressivo livellamento verso l’alto dei livelli qualitativi il turista è sempre più informato, sa muoversi e fare paragoni e quindi è sempre più esigente Interesse crescente manifestato da numerosi Paesi verso il settore turistico come driver di attrattività (visitor economy) negli anni sempre più territori stanno capendo che il turismo porta
ricchezza a tutto il sistema economico, a tutti i tipi di impresa. Sempre più spesso città attrattive per i visitatori sono città attrattive anche per altri tipi di target (studenti, investitori, …). LETTURE EXTRA:
NORMATIVO c’è una DMO che gestisce la destinazione finanziando le proprie attività in parte con quote degli operatori locali e in parte con fondi statali; è una DMO che funziona molto e riesce a coordinare bene le azioni (forma gli operatori, organizza eventi, …). IMPRESA GUIDA le funzioni di governo sono concentrate in una o più imprese guida che si occupano di servizi a fronte di un coordinamento debole. es. SEA e FieraMilano a Milano, prima che nascesse YesMILANO IMPRENDITORIALE la governance è diffusa tra i vari attori ma la DMO locale è molto attiva, fa tante azioni di coordinamento FRAMMENTATO la DMO locale non è forte, mancano i meccanismi di coordinamento e i tanti attori si muovono abbastanza indipendentemente l’uno dall’altro. L’azione di governance e la capacità della destinazione di attuare strategie di sviluppo delle offerte coordinate aumenta man mano che si passa da forme di coordinamento deboli o assenti a meccanismi formali e stabili. Vediamo il modello di Haugland e Al (2011): 19 è una struttura fragile che difficilmente può avere uno sviluppo sostenibile nel medio e lungo termine la leadership va alla DMO oppure a uno o pochi attori (imprese guida) c’è un investitore straniero che gestisce più servizi e aspetti e stipula accordi contrattuali con i fornitori di altri servizi tipica delle destinazioni corporate, con un proprietario che ha in mano tutto e gestisce tutto in prima persona
Secondo Haugland e Al, la forma Corporate è quella in cui c’è più probabilità che la destinazine possa inserirsi in uno sviluppo sostenibile nel medio-lungo termine. La possibilità per una destinazione community di attuare l’azione di destination management è legata all’esistenza di una struttura organizzativa che si faccia carico di gestire processi di meta-management essenziali per lo sviluppo della destinazione. Questo compito può essere assolto da imprese private, network di imprese (privati o pubblico-privati), enti pubblici ed enti territoriali. La Destination Management Organization (DMO) si comfigura come organismo di meta-management che indirizza l’operato degli attori locali, dando esecuzione alla politica turistica decisa a livello di territorio. CASO SEA – IL RUOLO DELL’IMPRESA GUIDA NELLO SVILUPPO DI DESTINAZIONE IL SISTEMA AEROPORTUALE DI MILANO È il secondo più grande generatore di traffico O&D d’Italia, con 49 milioni di passeggeri gestiti nel 2019. Traffico O&D = origine & destinazione, ci si muove da un punto a un altro senza transito. SEA gestisce Malpensa e Linate, due aeroporti molto diversi non solo per ampiezza ma anche per strategia: