Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


La Chiesa Cattolica e la Democrazia: Struttura Gerarchica e Principi Democratici, Appunti di Diritto Ecclesiastico

Questa lezione esplora il rapporto tra la chiesa cattolica e la democrazia, analizzando la struttura gerarchica della chiesa e i principi democratici su cui si basano gli stati moderni. La figura del romano pontefice, il collegio dei vescovi e la loro relazione, nonché le norme relative all'elezione del pontefice e alla sede vacante.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 06/05/2021

cristinaziliotto
cristinaziliotto 🇮🇹

5

(6)

100 documenti

1 / 4

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Lezione 15.1 – ORGANIZZAZIONE ECCLESIASTICA (1-4)
slide 15.1 (n. 1-4)
(no slide)
Chiesa cattolica e democrazia
La struttura gerarchica propria della Chiesa mal sembra conciliarsi con lo spirito e la
struttura democratica, che informa oggi la maggioranza degli Stati moderni.
Nella Chiesa la sovranità non appartiene al popolo (principio della sovranità popolare) e
le decisioni non sono prese secondo la regola della maggioranza = questi principi non si
ritrovano nella Chiesa, perché in essa ogni funzione di guida, di direzione e di governo
proviene da Cristo stesso. (attenzione) Tuttavia la democrazia 1) non è solo una forma di
organizzazione del vivere civile, 2) ma è prima di tutto una forma di vita, che attua e
promuove i valori della dignità umana, della solidarietà, del rispetto delle libertà, della
fraternità e dell’uguaglianza mediante strutture sociali di partecipazione e di
corresponsabilità = in questo senso la democrazia è pienamente conforme allo spirito
evangelico.
Il governo della Chiesa
I soggetti della suprema potestà: 1) romano Pontefice e 2) Collegio dei Vescovi
Il canone 331 definisce la figura del Romano Pontefice affermando che: Il Vescovo della
Chiesa di Roma, cui permane l’ufficio concesso dal Signore singolarmente a Pietro,
primo degli Apostoli, e che deve essere trasmesso ai suoi successori, è capo del Collegio
dei Vescovi, Vicario di Cristo e Pastore qui in terra della Chiesa universale». In virtù del
suo ufficio, il Pontefice ha potestà ordinaria suprema, piena, immediata e universale sulla
Chiesa, potestà che può sempre esercitare liberamente.
1) Il romano Pontefice
Il sommo Pontefice = ottiene la potestà piena e suprema in virtù della legittima elezione,
da lui accettata, insieme con la consacrazione episcopale (can. 332). Quindi sono
necessari tre elementi per esercitare la potestà papale:
1) legittima elezione;
2) accettazione;
3) (eventuale) ordinazione episcopale. Le norme relative all’elezione del romano
Pontefice non sono contenute nel codice di diritto canonico, ma in una legge speciale = la
Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis promulgata da Giovanni Paolo II il 22
febbraio 1996, attualmente in vigore, che disciplina anche il periodo di sede vacante
(dalla morte di un Pontefice alla presa di possesso del nuovo Pontefice).
Strutturazione dell’organizzazione ecclesiastica (= cioè dell’organizzazione interna della Chiesa
cattolica).
Quando si fa riferimento a concetti come 1) romano Pontefice e 2) Curia Romana = è necessario
comprendere qual è il contenuto di questi concetti generali (es. si è già visto, che il ruolo della
Segreteria di Stato nei rapporti con gli altri Stati = è quello di intessere relazioni diplomatiche con le
altre Chiese particolari e anche con gli altri Stati).
1
pf3
pf4

Anteprima parziale del testo

Scarica La Chiesa Cattolica e la Democrazia: Struttura Gerarchica e Principi Democratici e più Appunti in PDF di Diritto Ecclesiastico solo su Docsity!

Lezione 15.1 – ORGANIZZAZIONE ECCLESIASTICA (1-4) slide 15.1 (n. 1-4) (no slide)

Chiesa cattolica e democrazia

La struttura gerarchica propria della Chiesa mal sembra conciliarsi con lo spirito e la

struttura democratica, che informa oggi la maggioranza degli Stati moderni.

Nella Chiesa la sovranità non appartiene al popolo (principio della sovranità popolare) e

le decisioni non sono prese secondo la regola della maggioranza = questi principi non si

ritrovano nella Chiesa, perché in essa ogni funzione di guida, di direzione e di governo

proviene da Cristo stesso. (attenzione) Tuttavia la democrazia 1) non è solo una forma di

organizzazione del vivere civile, 2) ma è prima di tutto una forma di vita, che attua e

promuove i valori della dignità umana, della solidarietà, del rispetto delle libertà, della

fraternità e dell’uguaglianza mediante strutture sociali di partecipazione e di

corresponsabilità = in questo senso la democrazia è pienamente conforme allo spirito

evangelico.

Il governo della Chiesa

I soggetti della suprema potestà: 1) romano Pontefice e 2) Collegio dei Vescovi

Il canone 331 definisce la figura del Romano Pontefice affermando che: Il Vescovo della

Chiesa di Roma, cui permane l’ufficio concesso dal Signore singolarmente a Pietro,

primo degli Apostoli, e che deve essere trasmesso ai suoi successori, è capo del Collegio

dei Vescovi, Vicario di Cristo e Pastore qui in terra della Chiesa universale». In virtù del

suo ufficio, il Pontefice ha potestà ordinaria suprema, piena, immediata e universale sulla

Chiesa, potestà che può sempre esercitare liberamente.

1) Il romano Pontefice

Il sommo Pontefice = ottiene la potestà piena e suprema in virtù della legittima elezione,

da lui accettata, insieme con la consacrazione episcopale (can. 332). Quindi sono

necessari tre elementi per esercitare la potestà papale:

1) legittima elezione;

2) accettazione;

3) (eventuale) ordinazione episcopale. Le norme relative all’elezione del romano

Pontefice non sono contenute nel codice di diritto canonico, ma in una legge speciale = la

Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis promulgata da Giovanni Paolo II il 22

febbraio 1996, attualmente in vigore, che disciplina anche il periodo di sede vacante

(dalla morte di un Pontefice alla presa di possesso del nuovo Pontefice).

Strutturazione dell’organizzazione ecclesiastica (= cioè dell’organizzazione interna della Chiesa cattolica). Quando si fa riferimento a concetti come 1) romano Pontefice e 2) Curia Romana = è necessario comprendere qual è il contenuto di questi concetti generali (es. si è già visto, che il ruolo della Segreteria di Stato nei rapporti con gli altri Stati = è quello di intessere relazioni diplomatiche con le altre Chiese particolari e anche con gli altri Stati).

L’organizzazione ecclesiastica (= cioè l’organizzazione interna della Chiesa) = è disciplinata totalmente dal diritto canonico e, in particolare da norme specifiche dell’ordinamento canonico quali sono le norme contenute nel codice di diritto canonico del 1983. Rapporto tra Chiesa cattolica e democrazia A nessuno sfugge che, nell’insieme delle organizzazioni statali oggi esistenti, la Chiesa cattolica = è una di quelle poche organizzazioni (l’unica dal punto di vista dello Stato Città del Vaticano) a carattere esclusivamente teocratico (anche se i riferimenti teocratici sono presenti ancora in altri ordinamenti giuridici) (= cioè la Chiesa cattolica è una delle poche organizzazioni, che è strutturata secondo un principio gerarchico = in base al quale l’organo inferiore è soggetto all’organo superiore). Questa strutturazione gerarchica (= principio gerarchico), che è alla base della costituzione della Chiesa e che è immodificabile, in quanto risponde a un principio di diritto divino, che è stato fondato (= immesso) all’interno dell’organizzazione della Chiesa da Cristo stesso, che ha fondato la Chiesa nella sua connotazione gerarchica fondamentale, richiama però la necessità della Chiesa di relazionarsi a Stati, che sono caratterizzati da altre strutture fondamentali di organizzazione giuridica, ispirati ad altri valori, ad altri concetti, ad altre tipologie di organizzazione e soprattutto a un’organizzazione di carattere democratico. E qui nasce una questione importante = che è il rapporto tra Chiesa cattolica e democrazia. E’ necessario comprendere quale sia il rapporto tra Chiesa e democrazia e se la Chiesa, pur se gerarchicamente organizzata, possa comunque interfacciarsi con gli Stati moderni, rispondendo a quei concetti fondamentali di democrazia, di rispetto della persona, di dignità e di diritti fondamentali, che sono propri delle principali organizzazioni politiche attuali degli Stati moderni (e quindi avere la possibilità di interfacciarsi con essi e, secondo il principio di reciprocità, riconoscere questi principi e diritti fondamentali). X (attenzione) (vedere solo la sintesi) In estrema sintesi, si può dire, che 1) è vero che la Chiesa = ha una struttura di carattere gerarchico (= cioè la Chiesa è gerarchicamente organizzata nella propria struttura interna),

  1. ma è altrettanto vero che questa struttura gerarchica = risponde a principi democratici di base, in quanto la democrazia = 1) non è solo una forma di organizzazione del vivere civile, 2) ma è innanzitutto una forma di vita, che attua (= promuove) i valori della dignità umana, della solidarietà, del rispetto della libertà, della fraternità e dell’uguaglianza. Dire che questi valori fondamentali non rappresentano l’ossatura essenziale della struttura della Chiesa, certamente significa affermare qualcosa di non vero. Quindi se noi differenziamo 1) la struttura = in quanto forma di organizzazione 2) dall’organizzazione del vivere (= cioè dalla forma di vita essenziale di questa organizzazione), comprendiamo bene la differenza. Quindi la Chiesa è 1) sia struttura gerarchica = quanto a forma di organizzazione 2) sia struttura democratica = quanto a forma di vita (= cioè quanto al riconoscimento dei valori fondamentali).

compiere tutte le azioni, che sono sue proprie, sia a livello universale (= cioè per tutta la Chiesa), sia a livello particolare per le singole diocesi o per le singole organizzazioni particolari della Chiesa). Come si diventa romano Pontefice? Come si svolge l’elezione del romano Pontefice? Non esiste una norma del codice di diritto canonico, che disciplina l’elezione del romano Pontefice, perché proprio il codice di diritto canonico rimanda a una legge esterna al codice (= cioè a una legge speciale, che nel tempo è stata più volte modificata). Da ultimo abbiamo la Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis di Giovanni Paolo II del 22 febbraio del 1996, che disciplina il periodo di sede vacante e l’elezione del nuovo Pontefice (periodo di sede vacante, che va dalla morte del Pontefice fino alla presa di possesso del nuovo Pontefice) = questa norma è stata modificata nel 2007 da Benedetto XVI, che ha apportato una modifica relativa solo al quorum necessario per l’elezione del romano Pontefice che, mentre precedentemente, dopo un determinato numero di votazioni all’interno del Conclave, scendeva dalla maggioranza dei due terzi alla maggioranza assoluta, ora invece prevede, che la maggioranza necessaria per l’elezione del Papa rimanga sempre costante per tutte le elezioni e le votazioni nei due terzi. 3 sono i passaggi fondamentali (di cui due sempre necessari e uno eventuale) =

  1. Il romano Pontefice riceve la potestà attraverso la legittima elezione (elezione, che oggi avviene in base alla Costituzione Apostolica Universi Dominici Gregis solo attraverso l’elezione a scrutinio segreto dei cardinali riuniti in Conclave. In base alla disposizione di Paolo VI i Cardinali, che partecipano al Conclave sono = quelli, che non hanno ancora compiuto l’80° anno di età; invece gli altri, pur facendo parte del Collegio cardinalizio, non fanno parte del Conclave nel momento, in cui si deve addivenire all’elezione del nuovo Pontefice;
  2. dopo l’elezione del nuovo Pontefice nel quorum di due terzi in base alla modifica di Benedetto XVI, vi è l’accettazione da parte del romano Pontefice (il quale è libero di accettare o di non accettare l’elezione);
  3. una volta accettata l’elezione e scelto il nome, che il Pontefice si darà come Pontefice della Chiesa universale, nel caso in cui il romano Pontefice non sia già insignito dell’ordine episcopale (= cioè non sia già un Vescovo), dovrà ricevere l’ordinazione episcopale. Diversamente invece il nuovo Pontefice entrerà nella potestà piena e suprema del proprio ufficio. Questa disciplina è importante perché, sebbene sia consuetudine ritenere, che solo i cardinali (così come avvenuto negli ultimi secoli della storia della Chiesa) possono salire al soglio pontificio, in realtà in questo caso le norme di diritto canonico sono molto più generali, in quanto può essere eletto romano Pontefice ogni battezzato, di maggiore età, che abbia l’uso di ragione e di sesso maschile. Quindi né l’ordinazione episcopale, né l’ordinazione sacerdotale sono fondamentali per l’elezione a romano Pontefice. Tuttavia negli ultimi secoli della storia della Chiesa normalmente si sceglie il nuovo sommo Pontefice della Chiesa universale solo tra i cardinali, che entrano in Conclave.