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Lezione 23.1: Beni Culturali di Interesse Religioso - Tutela e Protezione, Appunti di Diritto Ecclesiastico

Questa lezione esplora il ruolo della chiesa nella tutela e protezione dei beni culturali d'interesse religioso, tra cui l'arte come strumento di evangelizzazione e lingua per facilitare la comprensione del mistero di dio. Il documento illustra la legislazione pontificia dal xv al xix secolo, con l'istituzione di magistri viarum, la fondazione di biblioteche e la promozione di ricerche archeologiche. Vengono anche menzionate le azioni per recuperare opere trafugate, come quelle di canova e il trattato di parigi del 1814.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 06/05/2021

cristinaziliotto
cristinaziliotto 🇮🇹

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Lezione 23.1 BENI CULTURALI DI INTERESSE RELIGIOSO (1-4)
slide 23.1 (n. 1-4)
Interesse della Chiesa per la tutela del patrimonio storico e artistico
ecclesiastico;
Arte strumento di evangelizzazione;
Linguaggio artistico per facilitare la comprensione del mistero di
Dio;
Biblia pauperum
Attenzione al ruolo dell’immagine
Il ruolo della sussidiarietà
Il primato della tutela in epoca preunitaria
La legislazione pontificia si esplica in modo rilevante come azione
repressiva e di rigida difesa dei beni:
- Papa Martino V con la bolla Etsi de cunctarum (30.03.1425)
condannava l’offesa sistematica agli edifici pubblici e ri-istituiva i
Magistri viarum, guardiani del decoro artistico e dell’ordine
pubblico, come ufficiali soggetti all’autorità papale, sensibilizzava
i cittadini al restauro delle dimore.
- Papa Niccolò V intese l’arte monumentale come veicolo di ipnosi
popolare intorno al potere, status symbol dell’autorità
ecclesiastica. IN questo periodo il Beato Angelico lavorò in
Vaticano, fondò la Biblioteca Apostolica, Leon battista Alberti
coordinava il lavoro di molti architetti. Implementazione delle
ricerche archeologiche con ritrovamenti come il gruppo del
Laocoonte (I sec. a.c.) o la Domus Aurea di Nerone.
- Papa Pio II con la bolla Cum almam nostram urbem diede
numerose norme di tutela monumentale.
- Papa Sisto IV estese i poteri dei Maestri delle strade, proibì
l’alienazione delle opere d’arte delle chiese con la bolla Quam
provvida (1476).
- Papa Leone X (1513-1521) cominciata l’edificazione di San Pietro
e morto Bramante aveva nominato Raffaello Sanzio, Prefetto della
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Lezione 23.1 BENI CULTURALI DI INTERESSE RELIGIOSO (1-4) slide 23.1 (n. 1-4) Interesse della Chiesa per la tutela del patrimonio storico e artistico ecclesiastico; Arte strumento di evangelizzazione; Linguaggio artistico per facilitare la comprensione del mistero di Dio; Biblia pauperum Attenzione al ruolo dell’immagine Il ruolo della sussidiarietà Il primato della tutela in epoca preunitaria La legislazione pontificia si esplica in modo rilevante come azione repressiva e di rigida difesa dei beni:

  • Papa Martino V con la bolla Etsi de cunctarum (30.03.1425) condannava l’offesa sistematica agli edifici pubblici e ri-istituiva i Magistri viarum , guardiani del decoro artistico e dell’ordine pubblico, come ufficiali soggetti all’autorità papale, sensibilizzava i cittadini al restauro delle dimore.
  • Papa Niccolò V intese l’arte monumentale come veicolo di ipnosi popolare intorno al potere, status symbol dell’autorità ecclesiastica. IN questo periodo il Beato Angelico lavorò in Vaticano, fondò la Biblioteca Apostolica, Leon battista Alberti coordinava il lavoro di molti architetti. Implementazione delle ricerche archeologiche con ritrovamenti come il gruppo del Laocoonte ( I sec. a.c.) o la Domus Aurea di Nerone.
  • Papa Pio II con la bolla Cum almam nostram urbem diede numerose norme di tutela monumentale.
  • Papa Sisto IV estese i poteri dei Maestri delle strade, proibì l’alienazione delle opere d’arte delle chiese con la bolla Quam provvida (1476).
  • Papa Leone X (1513-1521) cominciata l’edificazione di San Pietro e morto Bramante aveva nominato Raffaello Sanzio, Prefetto della

Fabbrica di San Pietro e Ispettore generale delle belle arti, divenendo così il primo amministratore tecnico per la cultura.

  • Papa Paolo III (1534-1549) nominò Michelangelo artista di Corte e con il Concilio di Trento (1545-1563) avvia una fase di riforma della Chiesa che riporta all’attenzione anche l’archeologia cristiana.
  • Una serie di importanti editti in materia sono emanati tra il 1624 ed il 1820, tutti da autorità ecclesiastiche. Il recupero delle opere asportate dai francesi - Con il Trattato di Tolentino del 19.02.1797, seguito all’armistizio bolognese del giugno 1796, Napoleone costrinse il Papa a cedere alla Repubblica Francese un centinaio di opere d’arte ed oltre cinquecento tra libri e manoscritti: il bouquet di Napoleone - Ruolo del Canova per cercare di recuperare le opere trafugate, riuscendovi dopo il Congresso di Vienna anche grazie alla solenne deliberazione del Trattato di Parigi del maggio 1814 e alla convenzione d’armistizio del 3 luglio 1815 che sanciva l’inseparabilità delle opere d’arte dal paese d’appartenenza. L’editto Pacca - Nato a seguito del mirabile chirografo di Pio VII del 1802 “primo strumento moderno contro la sfrenatezza di abusi e di vendite di bassa macelleria” nel quale si reprimeva il contrabbando; assoluto divieto di estrazione e di divieto di licenze di esportazione, con pene pecuniarie e personali per trasgressori e complici; vi era la previsione del controllo da parte centrale dei beni detenuti da privati; giurisdizione esclusiva sul tema era del Cardinale camerlengo; si stabiliva stanziamento economico annuo per acquisire nuova ricchezza artistica. - Al chirografo si affiancò l’editto del Camerlengo Bartolomeo Pacca (Benevento 1756 – Roma 1844) , pietra miliare della legislazione di tutela storico-artistica, emanato il 7 aprile 1780. Nel documento: - Riduzione delle sanzioni.

**3. i complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale;

  1. le bellezze panoramiche considerate come quadri naturali e così pure quei punti di vista o di belvedere, accessibili al pubblico dai quali si goda lo spettacolo di quelle bellezze.**