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Reddito di inclusione, Appunti di Diritto

Documento per spiegare il reddito d inclusione

Tipologia: Appunti

2016/2017

Caricato il 29/12/2017

ezio21
ezio21 🇮🇹

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Il Reddito di inclusione
29 agosto 2017
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Il Reddito di inclusione

29 agosto 2017

La prima legge sulla povertà Dopo l’approvazione al Senato della legge delega (il 9 marzo), con l’approvazione definitiva in Consiglio dei Ministri del decreto legislativo attuativo, l’Italia ha per la prima volta nella sua storia una legge sulla povertà. Il Reddito di inclusione (REI) – la misura unica nazionale di contrasto alla povertà che viene istituita – potrà essere richiesto a partire dal 1° dicembre. In linea generale, si tratta di un sostegno economico accompagnato da servizi personalizzati per l’inclusione sociale e lavorativa. Il REI non è quindi una misura assistenzialistica, un beneficio economico «passivo». Al nucleo familiare beneficiario è richiesto un impegno ad attivarsi, sulla base di un progetto personalizzato condiviso con i servizi territoriali, che accompagni il nucleo verso l’autonomia. Per finanziare il Reddito di inclusione è stato istituito il Fondo nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, con una dotazione strutturale che l’ultima legge di bilancio ha portato a 1,7 miliardi dal 2018. Grazie alla razionalizzazione degli strumenti esistenti di contrasto alla povertà (SIA, ASDI e social card ), le risorse nel Fondo povertà salgono a 1,845 miliardi a decorrere dal 2019 , parte delle quali destinate a rafforzare i servizi. Il decreto legislativo, infine, prevede alcune rilevanti innovazioni:

  • viene introdotta una importante semplificazione per i cittadini, che dal 1° settembre 2018 accederanno alla dichiarazione ISEE precompilata ; allo stesso tempo, ciò permetterà anche una maggiore fedeltà delle dichiarazioni;
  • si migliora la governance delle politiche sociali al fine di ridurre i divari territoriali e favorire l’integrazione tra i servizi ;
  • si istituisce il Sistema Informativo Unitario dei Servizi Sociali , per migliorare la programmazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche e rafforzare i controlli.

Verso il Reddito di inclusione: il beneficio economico Il beneficio economico dipenderà dalla differenza tra il reddito familiare e una soglia , che è anche la soglia reddituale d’accesso. La soglia è pari per un singolo a 3.000 euro e riparametrata sulla base della numerosità familiare per mezzo della scala di equivalenza dell’ISEE. Ad esempio per un nucleo di 4 persone è di 7.380 euro. Il reddito familiare è quello «disponibile» adottato a fini ISEE (è la componente nota come ISR): per ottenerlo, dal reddito lordo si sottraggono, tra l’altro, le spese per l’affitto e il 20% del reddito da lavoro dipendente (fino ad un massimo di 3.000). Ad esempio, sempre nel caso del nucleo di 4 persone, assumendo un affitto mensile di 450 euro e un lavoro alle dipendenze, la soglia sopra identificata è compatibile con un reddito lordo di quasi 16.000 euro. Inizialmente, la soglia sarà coperta al 75%. In ogni caso, il beneficio – inclusivo di eventuali altre prestazioni, tranne l’indennità di accompagnamento - per ogni nucleo familiare non potrà essere superiore all’assegno sociale (valore annuo, 5.824 euro; mensilizzato, circa 485 euro)

compo nenti Soglia d’accesso (redditi al netto di affitto e altre detrazioni) Redditi lordi (es. reddito lavoro dipendente e affitto da 300 euro mensili, incrementati di 50 euro per ogni componente aggiuntivo) 1 3.000 8. 2 4.710 11. 3 6.120 13. 4 7.380 15. 5 8.550 17. N° componenti Beneficio massimo mensile 1 187, 2 294, 3 382, 4 461, 5 485,

Verso il Reddito di inclusione: le soglie d’accesso

I beneficiari sono individuati sulla base dell’ISEE e delle sue componenti reddituali e patrimoniali.

La soglia ISEE è fissata a 6.000 euro.

La soglia dell’ISRE (l’indicatore reddituale dell’ISEE diviso la scala di equivalenza) è fissata a 3.000 euro.

Oltre a queste, sono fissate delle soglie patrimoniali relative agli immobili diversi dalla prima casa e al

possesso di conti e titoli finanziari.

Tipo indicatore Soglia d’accesso ISEE (l’indicatore della situazione economica equivalente: alla parte reddituale – cfr. sotto – si somma il 20% della ricchezza patrimoniale, tenuto conto di franchigie e detrazioni per la prima casa; il tutto è diviso per la scala di equivalenza)

ISRE

(è la parte reddituale dell’ISEE: si tratta dei redditi familiari al netto dell’affitto, di una detrazione per lavoro dipendente fino a 3.000 euro e di altre detrazioni, divisi per la scala di equivalenza; in sede di prima applicazione, la soglia è coperta dal beneficio economico al 75%)

REI: non solo sostegno monetario, ma “inclusione attiva”

Il reddito da solo non basta ad uscire dalla povertà. La mancanza di reddito spesso non è la causa

della povertà, ma il suo effetto. Le cause invece possono essere diverse e, tipicamente, di natura

multidimensionale.

Il REI prevede l'erogazione del sostegno economico solo condizionatamente all’adesione a un progetto

personalizzato di attivazione sociale e lavorativa.

Infatti, per evitare “trappole della povertà” è importante agire sulle cause con una progettazione

personalizzata che individui i bisogni della famiglia, predisponga interventi appropriati, l’accompagni verso

l’autonomia. E’ un percorso in cui i servizi in rete – sociali, socio-sanitari e centri per l’impiego,

prioritariamente – si fanno carico dei cittadini più fragili e questi si impegnano - si “attivano” – nei

comportamenti che gli vengono richiesti. Al sostegno monetario quindi si accompagna un vero e proprio

patto, in cui si individuano gli obiettivi e i risultati attesi, i sostegni necessari forniti dai servizi e gli impegni

assunti dai membri del nucleo.

I comportamenti richiesti ai beneficiari vanno sicuramente riferiti alla ricerca attiva di lavoro, ma non solo. Gli

studi dimostrano l’efficacia di condizionalità sui comportamenti espressa con riferimento alle aree

dell’istruzione e della salute. La trasmissione intergenerazionale della povertà è inaccettabile e quindi

centrale nella progettazione personalizzata è il sostegno alla funzione genitoriale e l’attenzione agli specifici

bisogni dei bambini.

La regia è affidata al servizio sociale, nella logica della rete integrata dei servizi e del pieno coinvolgimento

del Terzo settore, delle parti sociali e di tutta la comunità. Al rafforzamento dei servizi sociali territoriali

sarà destinata una quota non inferiore al 15% del Fondo Povertà.

Il PON Inclusione per rafforzare i servizi

Per rafforzare i servizi e la presa in carico sono previste specifiche risorse a valere sul Fondo

sociale europeo 2014-2020: la gran parte del PON inclusione , con una dotazione di circa 1

miliardo di euro a questo specifico fine proposto dal Governo e approvato dalla Commissione

europea.

Nel 2016 è stato pubblicato il primo Avviso per finanziare gli interventi da realizzare nei

prossimi tre anni (quasi 500 milioni di euro destinati agli Ambiti territoriali). Nei mesi scorsi

si è completato il processo di presentazione dei progetti. La risposta dei territori a questa

opportunità è stata ottima. E’ in corso di erogazione la totalità delle risorse impegnate.

Circa tre quarti delle risorse saranno volte a rafforzare i servizi sociali di presa in carico ,

mentre la parte residua è volta a finanziare interventi diretti per l’inserimento lavorativo,

tipicamente nella forma di tirocini per l’inclusione sociale. Questi ultimi interventi sono, in

particolare, ulteriormente rafforzati a valere su risorse dei programmi operativi regionali

(POR).

Si sta procedendo inoltre a rafforzare direttamente anche i centri per l’impiego per lo

specifico del REI: 600 operatori saranno selezionati per essere esclusivamente dedicati alla

presa in carico dei beneficiari del REI e alla collaborazione con i servizi sociali per la

progettazione personalizzata.