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Lezione 30.2 - Il Codice di Diritto Canonico del 1917 (1-4), Appunti di Diritto Ecclesiastico

Questa lezione tratta del processo di riforma del codice di diritto canonico tra fine '800 e inizio '900, dalla proposta di manzi di raccogliere i canoni conciliari fino all'istituzione della pontificia commissione per la riforma del diritto canonico da pio x. Come il codice, pubblicato da benedetto xv il 19 maggio 1918, fosse composto da cinque libri e 2414 canoni.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 06/05/2021

cristinaziliotto
cristinaziliotto 🇮🇹

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Lezione 30.2 – IL CODICE DI DIRITTO CANONICO DEL 1917 (1-4)
slide 30.2 (n. 1-4)
Così, fino agli inizi del 1900, il testo di riferimento ufficiale
continuava ad essere il Corpus Iuris Canonici, ma esso doveva
comunque letto ed interpretato alla luce degli innumerevoli canoni
conciliari successivi alla sua costituzione.
Solo nel 1800, Manzi aveva avuto l’ardire di raccogliere tutti canoni
dei concili dal 1500 al 1800 e di elaborare un testo, in diversi volumi,
da affiancare al Corpus Iuris Canonici.
La Chiesa aveva intuito questa difficoltà e, quando fu convocato il
Concilio Ecumenico Vaticano I nel 1869 da Pio IX, tra i vari
argomenti oggetto del Concilio, fu proposta anche la riforma del
diritto canonico. L’intenzione di Pio IX, però, era quella di dare vita
ad un codice secondo il modello statale. Ma dopo la brusca
interruzione del concilio, Pio IX (1846 1878), Leone XIII
(1878 – 1903), continuarono questa attività di riforma.
La riforma vera e propria del diritto canonico e la formulazione del
codice di diritto canonico si deve all’iniziativa del successore di
Leone XIII, Pio X, il quale, il 19 marzo del 1904 promulgava il motu
proprio Arduum Sane Munus, con il quale costituiva la Pontificia
Commissione incaricata della riforma del diritto canonico. I lavori
continuarono dal 1904 al 1916, anno in cui la prima bozza finale del
primo codice venne consegnata a Benedetto XV, che intanto era
succeduto a Pio X. Il 27 maggio del 1917, con la costituzione
apostolica Providentissima Mater Ecclesiae, Benedetto XV pubblicò
il Codice di diritto canonico e ne fissò l’entrata in vigore per l’anno
successivo, il 19 maggio del 1918. Il Codice era formato da cinque
libri, scritto in latino, per un totale di 2414 canoni, ed i libri erano:
Normae Generales, De personis, De rebus, De processibus,
Dedelictis et poenis.
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Lezione 30.2 – IL CODICE DI DIRITTO CANONICO DEL 1917 (1-4) slide 30.2 (n. 1-4) Così, fino agli inizi del 1900, il testo di riferimento ufficiale continuava ad essere il Corpus Iuris Canonici , ma esso doveva comunque letto ed interpretato alla luce degli innumerevoli canoni conciliari successivi alla sua costituzione. Solo nel 1800, Manzi aveva avuto l’ardire di raccogliere tutti canoni dei concili dal 1500 al 1800 e di elaborare un testo, in diversi volumi, da affiancare al Corpus Iuris Canonici. La Chiesa aveva intuito questa difficoltà e, quando fu convocato il Concilio Ecumenico Vaticano I nel 1869 da Pio IX, tra i vari argomenti oggetto del Concilio, fu proposta anche la riforma del diritto canonico. L’intenzione di Pio IX, però, era quella di dare vita ad un codice secondo il modello statale. Ma dopo la brusca interruzione del concilio, né Pio IX (1846 – 1878), né Leone XIII (1878 – 1903), continuarono questa attività di riforma. La riforma vera e propria del diritto canonico e la formulazione del codice di diritto canonico si deve all’iniziativa del successore di Leone XIII, Pio X, il quale, il 19 marzo del 1904 promulgava il motu proprio Arduum Sane Munus , con il quale costituiva la Pontificia Commissione incaricata della riforma del diritto canonico. I lavori continuarono dal 1904 al 1916, anno in cui la prima bozza finale del primo codice venne consegnata a Benedetto XV, che intanto era succeduto a Pio X. Il 27 maggio del 1917, con la costituzione apostolica Providentissima Mater Ecclesiae , Benedetto XV pubblicò il Codice di diritto canonico e ne fissò l’entrata in vigore per l’anno successivo, il 19 maggio del 1918. Il Codice era formato da cinque libri, scritto in latino, per un totale di 2414 canoni, ed i libri erano: Normae Generales, De personis, De rebus, De processibus, Dedelictis et poenis. 1