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Storia del Rinascimento della Chiesa Cattolica: Dalle Teocrazie al Giurisdizionalismo, Sbobinature di Diritto Ecclesiastico

Diritto ecclesiastico, sbobine delle lezioni.

Tipologia: Sbobinature

2020/2021

Caricato il 08/11/2021

Nora-Villani
Nora-Villani 🇮🇹

10 documenti

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Lezione 22 (
Questa fase storica cosa comporterà?
Comporterà unautonomizzazione del patriarcato Romano che pur restando fedele
allimperatore, manifesterà una sempre crescente ansia di autonomia, di indipendenza; mentre il
patriarcato di Costantinopoli avrà una tendenza alla subordinazione, alla soggezione al potere
dellimperatore.
Conseguenze netta, chiara nei rapporti tra i due patriarcati.
La subalternità del patriarcato di Costantinopoli dallimperatore diventerà la costante della vita
interna della chiesa cristiana e si farà sentire in occasione dei barbari che iniziano ad esecutare
limpero, il patriarca di Roma dimostrerà capacità di governo politico e quindi riuscirà con laiuto
non più dellimperatore Romano, ma dei Franchi, a far fronte alle INVASIONI BARBARICHE.
Il patriarca di Costantinopoli si dimostrerà più capace nei confronti delle invasioni arabe,
alla penetrazione del pensiero musulmano nei territori del vicino oriente.
Comincia mano a mano a profilarsi un diverso destino storico per la chiesa doccidente ed
oriente.
Si realizzano le avvisaglie di un processo che condurrà Roma a prevalere dal punto di vista
dottrinale, corale, di celebrazione liturgica su Costantinopoli.
Viene a manifestarsi la tendenza allelaborazione a Roma delle tesi che hanno letichetta di
primato pontificio di giurisdizione = una corrente di pensiero che porterà il patriarca di Roma
a ritenersi dotato di un primato donore rispetto tutti gli altri vescovi e rispetto a tutti gli altri
patriarchi.
Il papa di Roma è dunque il titolare della sede scelta dallapostolo Pietro.
Questo primato consente alla sede Romana di svolgere una funzione preminente rispetto a
tutte le altre sedi patriarcali e sedi vescovili, dunque secondo il pensiero del Papa:
tutte le sedi patriarcali hanno lo stesso onore, ma non pari dignità.
Il Papa aveva ragione perché rispetto al patriarca di Costantinopoli, il titolare della sede
vescovile romana riesce a dare prova di elaborazione in materia dottrinale in riferimento al
matrimonio, quindi vengono giuridicizzatele forme legali di accesso al matrimonio,
viene dettata la procedura di normativizzazione del matrimonio, cioè il matrimonio religioso
canonico viene disciplinato in questa fase storica per volontà del patriarca Romano.
Il Papa si propone come innovatore anche dal punto di vista dottrinale generale,
mentre il patriarca di Costantinopoli vive quasi una stasi: non propone dottrine innovazioni,
interpretazioni delle sacre scritture, immobile nel rispetto dellortodossia originaria.
Unaltra tappa importante della teorizzazione del primato pontificio di giurisdizione si ha durante
il periodo di vigenza del papato di Gelasio che regnò in una fase molto breve (492-496 d.C.).
Dottrina dei questori (dottrina di Gelasio) secondo la quale limpero è governato da:
questori, imperatori e Papa che si spartiscono la gestione rispettivamente
degli affari civili ~> limperatore e degli affari religiosi ~> il Papa, potere temporale e spirituale.
La DOTTRINA GELASIANA spezza la rigidità del sistema cesaropapista,
Gelasio infatti destituisce di qualsiasi fondamento lessenza stessa del cesaropapista:
Cesare è il papa.
Novità rivoluzionaria del pensiero gelasiano: la sede religiosa, la sede papale non può essere
giudicata da nessuno, neanche dagli imperatori.
LA PRIMA SEDE NON PUÒ ESSERE GIUDICATA DA NESSUNO
Limperatore non può permettersi di giudicare loperato del Papa, del successore di Pietro.
La dottrina di Gelasio si diffonde senza interruzioni e così Roma respinge tutto quanto possa
tradire le prerogative del Papa
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Scarica Storia del Rinascimento della Chiesa Cattolica: Dalle Teocrazie al Giurisdizionalismo e più Sbobinature in PDF di Diritto Ecclesiastico solo su Docsity!

Lezione 22 ( Questa fase storica cosa comporterà? Comporterà un’autonomizzazione del patriarcato Romano che pur restando fedele all’imperatore, manifesterà una sempre crescente ansia di autonomia, di indipendenza; mentre il patriarcato di Costantinopoli avrà una tendenza alla subordinazione, alla soggezione al potere dell’imperatore. Conseguenze netta, chiara nei rapporti tra i due patriarcati. La subalternità del patriarcato di Costantinopoli dall’ imperatore diventerà la costante della vita interna della chiesa cristiana e si farà sentire in occasione dei barbari che iniziano ad esecutare l’impero, il patriarca di Roma dimostrerà capacità di governo politico e quindi riuscirà con l’aiuto non più dell’imperatore Romano, ma dei Franchi, a far fronte alle INVASIONI BARBARICHE. Il patriarca di Costantinopoli si dimostrerà più capace nei confronti delle invasioni arabe, alla penetrazione del pensiero musulmano nei territori del vicino oriente. Comincia mano a mano a profilarsi un diverso destino storico per la chiesa d’occidente ed oriente. Si realizzano le avvisaglie di un processo che condurrà Roma a prevalere dal punto di vista dottrinale, corale, di celebrazione liturgica su Costantinopoli. Viene a manifestarsi la tendenza all’elaborazione a Roma delle tesi che hanno l’etichetta di primato pontificio di giurisdizione = una corrente di pensiero che porterà il patriarca di Roma a ritenersi dotato di un primato d’onore rispetto tutti gli altri vescovi e rispetto a tutti gli altri patriarchi. Il papa di Roma è dunque il titolare della sede scelta dall’apostolo Pietro. Questo primato consente alla sede Romana di svolgere una funzione preminente rispetto a tutte le altre sedi patriarcali e sedi vescovili, dunque secondo il pensiero del Papa: tutte le sedi patriarcali hanno lo stesso onore, ma non pari dignità. Il Papa aveva ragione perché rispetto al patriarca di Costantinopoli, il titolare della sede vescovile romana riesce a dare prova di elaborazione in materia dottrinale in riferimento al matrimonio, quindi vengono giuridicizzatele forme legali di accesso al matrimonio, viene dettata la procedura di normativizzazione del matrimonio, cioè il matrimonio religioso canonico viene disciplinato in questa fase storica per volontà del patriarca Romano. Il Papa si propone come innovatore anche dal punto di vista dottrinale generale, mentre il patriarca di Costantinopoli vive quasi una stasi : non propone dottrine né innovazioni, né interpretazioni delle sacre scritture, immobile nel rispetto dell’ortodossia originaria. Un’altra tappa importante della teorizzazione del primato pontificio di giurisdizione si ha durante il periodo di vigenza del papato di Gelasio che regnò in una fase molto breve (492-496 d.C.). Dottrina dei questori (dottrina di Gelasio) secondo la quale l’impero è governato da: questori, imperatori e Papa che si spartiscono la gestione rispettivamente degli affari civili ~> l’imperatore e degli affari religiosi ~> il Papa, potere temporale e spirituale. La DOTTRINA GELASIANA spezza la rigidità del sistema cesaropapista, Gelasio infatti destituisce di qualsiasi fondamento l’essenza stessa del cesaropapista: Cesare è il papa. Novità rivoluzionaria del pensiero gelasiano: la sede religiosa, la sede papale non può essere giudicata da nessuno, neanche dagli imperatori. LA PRIMA SEDE NON PUÒ ESSERE GIUDICATA DA NESSUNO L’imperatore non può permettersi di giudicare l’operato del Papa, del successore di Pietro. La dottrina di Gelasio si diffonde senza interruzioni e così Roma respinge tutto quanto possa tradire le prerogative del Papa

Siamo nella fase in cui il Cesaropapismo inizia a sgretolarsi. Roma inizia a rivendicare autonomia dall’impero. Gregorio Magno (580-604 d.C.) il quale avverte che è ormai inevitabile il distacco dalla sede orientale, che comporta implicitamente il distacco dall’imperatore. Gregorio magno contrasterà la seconda invasione barbarica, senza chiedere l’aiuto dell’imperatore, ma rivolgendosi alla Francia, al re dei franchi, e questo comporterà un ulteriore sbilanciamento dei rapporti tra Roma e Costantinopoli, fino a giungere allo scisma del 1054, quando si verificherà la prima divisione religiosa di Europa, cioè quella tra cattolici e ortodossi sempre cristiani ma modi diversi di essere cristiani. Lezione 23 settembre Fase storica dal Cesaropapismo alla Teocrazia Con il cesaropapismo il potere politico prevale sul potere religioso: non ha grande rilievo la figura del pontefice che poi man mano comincia ad emanciparsi. La TEOCRAZIA è una fase di rapporto tra religione e poteri pubblici alternativa rispetto alla precedente: il potere è in mano ai vescovi. Autonomizzazione del vescovo di Roma a cui hanno contribuito le invasioni barbariche. Preminenza della classe sacerdotale, totale rovesciamento di posizioni. Teoria del primato pontificio di giurisdizione. Infallibilità del pensiero del papa, non può essere imputato, è un dogma, una verità che si accetta per principio. Tale infallibilità viene messa oggi in discussione dal papa stesso. Il rapporto tra le due zone geografiche e religiose dell’impero inizia ad allenarsi, il rapporto tra Bisanzio e Roma è sempre più formale, simbolico e meno di sostanza, rapporto tra le due chiese: le due anime spirituale (Oriente e Occidente), rapporto tra la politica romana e quella di Costantinopoli. Tra il centro: Bisanzio e la periferia: Costantinopoli Slacciatura 739 d.C. (Terza invasione) Gregorio III invoca l’intervento di Carlo Martello e delle sue truppe per evitare l’ingresso dei Barbari, invece di chiedere l’intervento del sovrano legittimo, dell’imperatore, del sovrano di Costantinopoli chiede quello di Carlo Martello. 754 d.C. (Quarta invasione) Stefano II chiede ai re dei Franchi di intervenire. Promissio Carisiaca nel 754 d.C. Con il successo conseguito per il contrasto alle invasioni barbariche, si determinano le condizioni per un incontro tra il papa e il re dei Franchi, che effettua una promessa formale al pontefice, con la quale dona alla chiesa un territorio, affinché questo territorio possa restare sotto la sovranità del papa. Si tratta di un evento storico importante che prepara il passaggio dal cesaropapismo alla teocrazia, perché con la Promissio Carisiaca si gettano le basi per la restaurazione del potere temporale dei papi, e si ha un rafforzamento delle ambizioni temporalistiche dei pontefici e si ha dopo poco (ma non si ha la certezza della data 758-760) un documento: Donazione di Costantino (falso storico) viene destituito di qualsiasi fondamento soltanto nel 15 secolo, grazie allo storico Lorenzo Valla, che dimostra in maniera chiara la totale falsità delle pretese pontificie. Doveva essere sostanzialmente redatto nel 515-516 d.C.

  1. forte subordinazione che il patriarca d’Oriente subisce dal potere imperiale, in ragione del fatto che la sede politica scelta dall’imperatore era Costantinopoli, e quindi la continuità geografica implicava anche una vicinanza tra i due soggetti: il patriarca e l’imperatore, e quindi la forte capacità di pressione psicologica, morale che l’imperatore poteva esercitare sul patriarca di Costantinopoli;
  2. Capacità di autonomia politica e dottrinale che il patriarca d’Occidente manifesta a danno della capacità di comando politico dell’imperatore e a danno delle rivendicazioni dottrinali del patriarca d’Oriente;
  3. Incapacità del patriarca d’Oriente, e quindi anche dell’imperatore di far fronte all’espansione mussulmana, (truppe mauritane), mentre invece il patriarca d’occidente era riuscito efficacemente a contrastare le invasioni barbariche pur avvalendosi dell’intervento dei franchi. Questa frattura non si ricomporrà mai più. 1054 data convenzionale di nascita della Chiesa Ortodossa (che è egemone in Russia e in paesi dell’est Europa: Romania, Bulgaria). In Oriente si erano già consumati i primi successi di penetrazione del pensiero e di ambizioni espansionistiche dei seguaci di Maometto, e questa incapacità di far fronte validamente ai tentavi di penetrazione dell’Islam, trova delle GIUSTIFICAZIONI che la sorreggono:
  4. Incapacità dei patriarchi di far fronte all’Islam, perché buona parte delle chiese e dei vescovati riuniti intorno al patriarca di Costantinopoli, con il tempo avevano cominciato a nutrire sentimenti di avversione sia verso il patriarca sia verso l’imperatore;
  5. Sentimenti di scarsa lealtà nei confronti dei loro referenti istituzionali: cioè patriarca e imperatore. Le chiese Cristiane “eretiche” che proponevano una visione diversa del cristianesimo avevano iniziato ad operare in Armenia, in Egitto, in Siria e avevano incontrato l’intervento repressivo da parte dell’imperatore e da parte del patriarca. L’ERESIA minava l’entità dottrinale e politica dell’impero e quindi doveva essere combattuta. La poca simpatica, la poca lealtà dei vescovati, delle parrocchie riunite intorno al patriarcato di Costantinopoli, era dovuta anche all’atteggiamento repressivo dell’imperatore nei confronti delle chiese eretiche. Questi movimenti di piccola eresia venivano fortemente repressi, puniti e contrastati. Sfollamento tra la popolazione governata e il governo cioè tra i cristiani e i loro referenti: patriarca e imperatore. 1 motivo: repressione forte e anche violenta nei confronti delle chiese “eretiche” (in realtà tali chiese non confutavano il potere imperiale o la legittimità dei patriarca, ma semplicemente proponevano una visione alternativa di essere buoni cristiani. 2 motivo di rottura dell’unità interna dei territori orientali: era dato dall’odio verso gli ebrei che l’Oriente conoscevano un presente, un passato, un futuro fatto di persecuzione e di emarginazione, l’odio verso gli ebrei diventa più acceso quando nel 634 d.C. viene emanato un editto con cui si ordina a tutti i giudei di farsi battezzare, e all’odio nei confronti degli ebrei faceva da contrattacco l’odio stesso degli ebrei nei confronti dell’autorità politica costituita: il patriarca di Costantinopoli perché legittimava le azioni persecutorie, e nei riguardi dell’imperatore che si faceva da braccio secolare dell’attuazione di questa politica di odio e di adesione forzata al cristianesimo che gli ebrei subivano. Si diffondeva quindi un sentimento fortemente anti bizantino, di forte ostilità nei confronti dell’imperatore del patriarca. Liberazione dalla politica dispotica e dittatoriale dell’imperatore e del patriarca.

Inizialmente l’Islam e la sua avanzata verso l’Oriente governato dell’imperatore vengono percepiti come positivi, come delle situazioni salvifiche per le popolazioni costrette a vivere sotto la dittatura patriarcale e imperiale. Inizialmente l’Islam ebbe un atteggiamento benevolo nei confronti delle popolazioni conquistate, non dispotico, non negativo, ma l’approccio nei confronti delle popolazioni occupanti di territori guadagnati dall’avanzata islamica, fu un approccio di tolleranza da parte dell’Islam, tolleranza religiosa; si concesse la possibilità da parte dei conquistatori verso i conquistati di continuare a professare la fede cristiana, la fede di riferimento, libertà di culto per gli ebrei, atteggiamento propositivo. Inizialmente viene applicata questa tecnica di governo da parte dell’Islam nei confronti delle popolazioni conquistate che consiste in un trattamento rispetto delle credenze, costumi, usanze religiose dei popoli conquistati dietro però il pagamento di una tassa confessionale , dietro l’obbligo di sottoporsi al rispetto di un particolare regime fiscale, per godere della libertà religiosa pregressa. Il c.d. SISTEMA DEL TESTATICO (tassa da pagare ai musulmani). Giuridicamente si tratta della logica degli statuti personali, cioè la possibilità per la popolazione di vivere in conformità alle leggi religiose dello statuto giuridico di appartenenza, delle leggi religiose che governavano la religione precedente alla conquista. La tesi che l’ Islam inizialmente sia stato più tollerante del cristianesimo nei confronti delle diversità religiose è una tesi che ha un certo fondamento. Questa logica dei rapporti tra Islam e popolazioni conquistate ha trovato la sua realizzazione soltanto nelle fasi iniziali dell’avvento del nuovo regime e nel momento in cui l’Islam comincia a consolidarsi nei territori conquistati, abbandona la tolleranza iniziale e quindi propone alle popolazioni l’adesione forzata alla religione di Maometto o l’abbandono dei territori conquistati, la vita, la casa, la famiglia e si emigra. Nei territori orientali (ortodossia) lo scenario è diverso dall’occidente (cristianesimo).

  • Evoluzione^ storica^ dell’Occidente
  • Avvento^ del^ sistema^ teocratico
  • Sistema cesaropapista non è stato puro Ogni fase di rapporti tra pubblici poteri e fenomeno religioso accompagna l’altra (La storia non fa dei salti sono progressivi gli eventi). Ortodossia a Bisanzio Cattolicesimo a Roma Grande movimento di rinnovamento, di ristrutturazione, di riforma della chiesa, RIFORMA GREGORIANA che interessa la chiesa cattolica sul finire del primo millennio e si realizza grazie a due pontefici:

- Nicolò II

- Gregorio VII

Il primo promotore di questa esigenza di rinnovamento interno della chiesa fu papa Nicolò II e poi incrementate da Gregorio VII. Obiettivo del rinnovamento: promuovere una rinascenza della chiesa, un nuovo inizio per la Chiesa, e l’importanza della riforma sta che grazie ad essa si è impressa la fisionomia che la chiesa cattolica ha attualmente. Principato di Andorra è una teocrazia, governato da un direttorio, vescovo di Andorra e presidente francese.

Procedimento nel quale non interviene più l’autorità civile, imperiale come nel periodo cesaropapista, ma si ha la totale autonomia della chiesa nella elezione del nuovo papa, conferita nella totale disponibilità del collegio cardinalizio che si riunirà assistito dallo spirito santo. Nasce l’istituto del conclave = nome del collegio cardinalizio che procede all’elezione del successore dell’ apostolo Pietro, in seguito alla morte del predecessore. Celibato ecclesiastico É stato merito di Nicolò II aver precisato l’obbligatorietà del celibato ecclesiastico. Con un suo decreto varato nel 1059 d.C. Nicolò II detta norme sul celibato ecclesiastico che impediscono a chiunque abbia assunto l’ordine sacro, cioè i voti, di contrarre matrimonio. Dopo queste norme si ha la fisionomia del clero cattolico come la conosciamo oggi: un corpo sociale interamente dedito al servizio spirituale, dipendente sotto tutti i punti di vista, (anche quindi dal punto di vista materiale) dalla gerarchia ecclesiastica e dalla chiesa di Roma. La regola del celibato ecclesiastico non è assistita da nessun appiglio nelle sacre scritture, da nessun fondamento divino, è un’invenzione del periodo teocratico, è una norma inventata da Nicolò II. Nel periodo della teocrazia si è preferito dare alla chiesa Romana un corpo di sacerdoti, di funzionari ecclesiastici completamente dediti alla missione religiosa, spirituale. Quali furono le motivazioni che indussero Nicolò II ad emanare questi decreto?

  1. Motivazione di carattere ascetico, spirituale che individua nella castità lo strumento principale per il perfezionamento spirituale, religioso dei sacerdoti, sacerdote che rispetta la regola della continenza fisica, della castità;
  2. Motivazione di carattere pastorale, istituzionale per la quale contrarre matrimonio impedirebbe ai sacerdoti, al clero di costituirsi come personale ecclesiastico che rifiuta gli aspetti mondani della vita e si dedica concretamente alla missione religiosa, rifiuto degli impegni mondani; (le due motivazioni sono strettamente collegate, si fondono.)
  3. Motivazione di carattere economico, proprietario per giustificare il perché della regola celibataria, ma oltre alle esigenze materiali della moglie e degli eventuali figli, il sacerdote che contrae matrimonio e genera figli fa nascere aspettative ereditarie, quindi si determinano rivendicazioni ereditarie da parte della moglie e dei figli. Nasce la figura del sacerdote , del soggetto totalmente dedito alla chiesa, alla vita spirituale, alla vita della parrocchia, della diocesi, che non ha una famiglia, ha come obiettivo il perfezionamento spirituale e la cura delle greggi, è un pastore che cura le anime. La lotta per le investiture: ovvero la rivendicazione dell’autonomia del papato nella designazione libera dei titolari delle funzioni religiose, la rivendicazione del diritto esclusivo, unico, assoluto della chiesa di procedere alle nomine, alle investiture dei titolari delle funzioni ecclesiastiche. Questa rivendicazione di autonomia del papato non era gradita all’ imperatore, ai titolari delle funzioni civili, i quali si contrapposero duramente al papa in questa sua lotta per l’autonomia della designazione dei titolari degli uffici ecclesiastici. La questione delle investiture era centrale per una chiesa che voleva essere indipendente, libera dal potere politico, la lotta si protrasse per anni senza esclusione di colpi tra papato e impero e si risolse solo nel 1122 con il concordato di Worms firmato tra Enrico V e Callisto II. Non è una vittoria completa del papato, ecco perché si chiama concordato, è un compromesso. Viene distinta investitura canonica dalla designazione imperiale. Accadde come atto antecedente l’investitura imperiale degli uffici ecclesiastici deve esserci l’investitura canonica, l’indicazione da parte del papa, per cui è soltanto l’indicazione papale che legittima la titolarità dell’ufficio ecclesiastico. Perché se manca l’indicazione del papa, l’imperatore non potrà formalmente procedere a firmare il decreto di nomina.

Nel concordato si stabilisce formalmente che l’imperatore da un sigillo formale, ma l’ investitura sarà quella canonica, quella decisa dal papa. Cioè sostanzialmente il papa dà il nome, e l’imperatore firma il decreto di nomina. C’è questo DUALISMO tra papato e impero nelle nomine ecclesiastiche. Investitura canonica che precede investitura temporale (formale) ~> affidata all’imperatore soltanto però come sigillo formale di una designazione che invece è tutta canonica. Al papa spetta la sostanza. Decreto imperiale che l’imperatore firma (atto di nomina). Fermo restando questo dualismo sarà la chiesa ad avere la parola finale perché dal punto di vista concreto il decreto imperiale verrà varato a beneficio del soggetto prioritariamente indicato dalla chiesa.

• Nicolò^ II^ 1059-1061^ è^ con^ lui^ che^ la^ chiesa^ inizia^ ad^ assumere^ la^ fisionomia^ di^ oggi:

MONARCHIA CONFESSIONALE ELETTIVA,

- monarchia: perché il papa è un monarca

- confessionale: perché c’è un’unica religione= quella cattolica apostolica romana

- elettiva: perché il papa è l’unico monarca che sale non per ereditarietà, ma per elezione;

e gettò le basi per il primo tassello dalla riforma gregoriana: emancipazione del papato e si ebbe con lui la definizione della regola del celibato.

• Gregorio^ VII^ 1073-

Altro elemento che esula dai tre tasselli, ma è un corollario importante: approvazione dei dictatus papae del marzo 1075, sono una serie di indicazioni, di direttive che papà Gregorio VII intendeva proporre a completamento della riforma gregoriana, e con i quali si precisa la derivazione del potere temporale dalla volontà divina, il potere degli imperatori non è autonomo, non ha legittimazione indipendente, ma è un potere derivato dalla volontà di Dio, per tramite del papa che si fa strumento di legittimazione del potere imperiale. Si ha il completamento di queste prescrizioni abbozzate nella notte di Natale dell’Ottocento, ma fissate nero su bianco nel 1075 con il dictatus papae: un documento di importanza strategica per comprendere la teocrazia. Il papa è l’unico legittimato a consentire l’utilizzo agli imperatori delle sue insegne ufficiali, emblematiche del suo potere. L’utilizzo della simbologia imperiale veniva interdetto all’autonoma decisione dell’imperatore. Ciò costituisce un aspetto importante di questa fase storica perché si segna come le rivendicazioni papali diventano talmente pressanti, forti da giungere a fagocitare anche la simbologia imperiale. Nei dictatus papae si precisa che il papa può assumersi il compito di deporre l’imperatore, qualora l’imperatore non rispetti l’ortodossia cristiana, ed essendo il papa infallibile, dotato del dogma dell’ infallibilità, era suo esclusivo beneficio qualsiasi decisione relativa al possibile errore da parte dell’imperatore, e quindi nelle mani del papa restava la decisone finale rispetto all’eventuale deposizione dell’imperatore dal suo ruolo. E ancora nei dictatus papae si precisava che soltanto il papa può liberare il popolo dal giuramento di fedeltà all’imperatore. Siamo di fronte ad un’elaborazione di pensiero, ad una dogmatica che esubera quella gelasiana del 492 d.C. (Dualismo gelasiano: i due soli, i due imperi), invece in questo caso con i dictatus papae abbiamo un unico impero: quello spirituale che prevale su quello temporale. La riforma gregoriana si afferma sempre più a partire dal 1200 e siamo nel pieno Medioevo e nella piena realizzazione della teocrazia. A partire dal 1215 il quarto concilio lateranense sancisce l’obbligo annuale della confessione e dell’eucarestia.

Lezione 29 settembre Strumenti di accumulazione di beni, di ricchezze. La chiesa della teocrazia si caratterizza per una forte pressione sulla società in maniera economica finanziaria, pressione che viene avvertita innanzitutto sui cittadini fedeli che costituiscono l’oggetto primo degli interessi della chiesa, non solo dal punto di vista spirituale, ma anche dal punto di vista della soddisfazione delle sue esigenze di sopravvivenza economica, delle sue necessità di far fronte agli aspetti materiali dell’essere un’istituzione spirituale. Ricchezze tramandate fino ad oggi e risale al decimo- undicesimo secolo d.C. l’attività di un ordine religioso, quello Benedettino che assume come propria regola di vita quella del prega e lavora, solo che alcune comunità monastiche benedettine sviliscono il carattere spirituale di questa norma, cioè pur fedeli alla regola benedettina cominciano ad utilizzarla, non tanto per seguire gli interessi spirituali delle comunità monastiche, ma piegano questa regola ad un uso distorto, strumentale a fini economici, a fini di accumulazione proprietaria. Soprattutto in questo senso si distingue una comunità monastica benedettina francese di Cluny. Perché questa comunità ecclesiastica è passata alla storia? Perché essa elabora una strada particolare per la preghiera dedicandosi nella sua componente monastica in maniera continua alla preghiera, lasciando ai laici, ai servi della gleba, alla popolazione secolare il compito di lavorare, di prestare attività lavorativa per soddisfare le esigenze dell’abbazia di Cluny. Accade che i monaci benedettini di Cluny si specializzano in un’attività che è rimasta fino ai giorni nostri: quella di pregare a favore delle anime dei defunti; questa è l’epoca storica in cui si afferma l’idea del purgatorio, l’abbazia di Cluny si specializza nel pregare in favore delle anime dei defunti stipulando contratti con le case regnanti europee, con tutti i titolari delle dinastie europee; contratti il cui oggetto principale dell’accordo è costituito dall’obbligo di far preghiera, liturgia a favore dei famigliari scomparsi, in cambio di prestazioni di denaro, in cambio del pagamento di una somma di denaro o anche donazioni di fondi, di terreni, o attraverso la concessione di privilegi fiscali, tributari, concessioni di vario tipo. La sagacia, la furbizia di questo gruppo di Cluny raggiunge l’apice nel momento in cui questo gruppo di monaci benedettini che occupavano il monastero di Cluny, individua un’unica data per far concentrare tutte le preghiere, le liturgie in favore dei defunti, scegliendo il 2 novembre come data in ricordo delle anime dei defunti. Quando le richieste da l’arte delle case dinastiche europee diventano numerosissime dal punto di vista della capacità dell’ abbazia di Cluny di far fronte a queste istanze, richieste allora viene individuata una sola data in cui soddisfarle tutte. La furbizia dell’abbazia di Cluny costituisce il precedente storico che è parte delle nostro patrimonio di abitudini, di tradizioni. (Chiedere messe a favore dei defunti). Il primo strumento di accumulazione proprietaria è creare il momento della messa in memoria per ottenere fortune. Altro strumento: decima ecclesiastica che si sviluppa sopratutto in epoca gregoriana, viene inventato dalla chiesa facendo leva su un passo delle sacre scritture, un passo del Vangelo di Luca in cui si dice che l’operaio deve donare alla casa di Dio parte della sua mercede. Da questo passo si fa derivare l’obbligo per chiunque: laico, nobile, servo della gleba, qualunque cittadino ha l’obbligo di versare annualmente una decima parte delle proprie entrate a favore della chiesa, senza alcuna eccezione. Questa decima parte può essere costituta da versamento in denaro, o in prodotti della terra, animali, qualsiasi utile nel commercio, nell’ industria, qualsiasi forma di profitto viene tassata e la decima parte va versata alla chiesa.

È uno strumento ingegnoso di accumulazione della ricchezza, a cui tra il tredicesimo e il quattordicesimo secolo si aggiunge un altro strumento più occasionale: decima papale XIII-XIV secolo, è più occasionale perché si ricorre all’obbligo di versare su indicazione del papa, per decreto del papa, occasionalmente, una tantum, una ulteriore decima parte dei proventi. Si tratta di un’imposta straordinaria che è finalizzata al finanziamento di eventi o di obiettivi particolari, ad esempio per esigenze della fede apostolica, per finanziare le crociate, le guerre contro i turchi, possono essere diverse le necessità straordinarie che la chiesa incontra e che vengono soddisfatte mediante l’emanazione di un decreto che obbliga la popolazione a versare un decimo dei proventi, che può avvenire in maniera episodica e non strutturale come accadeva per la decima ecclesiastica che ha una sua cadenza annuale. Altro strumento (il quarto) che viene individuato come fonte di finanziamento della chiesa è il patronato : viene individuato dalla chiesa un soggetto facoltoso, un patrono da cui si ottengono fondi per la costruzione per costruire monasteri, e il patrono ottiene in cambio: un riconoscimento simbolico, può ottenere il diritto di nomina del rettore del congresso sacro costruito e finanziato con il suo intervento o più frequentemente il diritto di banco in chiesa. FONTI DI FINANZIAMENTO Altro istituto che vi è a crearsi in questa fase storica è quello dei lasciti pii = un insieme di donazioni che le persone in vita o in periculo mortis possono effettuare a favore della chiesa, lasciando ad essa parte delle proprie sostanze, che vengono escluse dall’asse ereditario. Addirittura papa Alessandro III porterà in maniera ingegnosa alla moltiplicazione dei lasciti pii, stabilendo che per certificare la volontà della persona a destinare parte delle proprie risorse alla chiesa, sarà sufficiente la presenza di testimoni. Sbilanciamento a favore della chiesa e a detrimento delle legittime aspettative dei legittimi eredi. Messe in ricordo dei defunti = primo strumento di finanziamento. Poi decima ecclesiastica, decima papale, patronato, lasciti pii. Tutti strumenti attraverso i quali la chiesa riesce nell’ obiettivo di incamerare ingenti risorse economiche. La chiesa cattolica si presenta nella sua attività secolare come un’istituzione economico- finanziaria di primissima grandezza, lo stato Città del Vaticano, la Santa sede partecipano a buona parte delle attività economiche finanziarie a livello mondiale, globale. Obiettivo da raggiungere: la piena autosufficienza e indipendenza economica finanziaria dell’istituzione ecclesiastica. Fase giurisdizionale della chiesa : funzione di giustizia della chiesa, viene a realizzarsi in maniera ampia durante la fase teocratica, anche grazie alla crescita del privilegio del foro, ovvero con l’assunzione del potere coercitivo dei tribunali ecclesiastici che vengono progressivamente a sostituire i tribunali civili in tutta una serie di controversie giudiziarie. Inizialmente vengono assunte alla competenza dei tribunali ecclesiastici le liti che hanno ad oggetto una motivazione religiosa, spirituale, e che hanno come protagonisti il ministro di culto e un laico. Mano a mano con la crescita dalla capacità d’azione dei tribunali ecclesiastici vengono assegnate ai giudici della chiesa controversie riguardanti anche materie non strettamente spirituali, purché l’attore o il convenuto siano rappresentati sempre da un ministro di culto e un laico. Nei tribunali ecclesiastici il laico è sempre svantaggiato, la parte laica della controversia è sempre sfavorita rispetto all’altro protagonista della lite, dato che i giudici della chiesa si trovano a favorire inevitabilmente l’attore o il convenuto ecclesiastico. Il privilegio del foro è un’ evoluzione dell’ episcopalis audienza. Con il privilegio del foro dell’epoca teocratica si attribuisce al giudizio dei tribunali della chiesa cattolica l’insieme di controversie sempre più esteso, più ampio fino al punto che il tribunale della chiesa diventa l’unico tribunale operante.

Dopo la sentenza del tribunale ecclesiale resa nella fase dell’editto di fede, non è ammesso appello alla sentenza. Quanto alle SANZIONI il diritto canonico dell’epoca prevede una serie di pene che possono essere combinate all’ eretico riconosciuto tale, condannato. Pene variabili in ragione della colpa. Il carcere, la confisca dei beni, la distruzione della casa, l’esclusione dei figli degli eretici, i figli pagano la colpa dei padri, ma non dovrebbe essere così per una chiesa che aveva il messaggio di cristo, di amore, di tolleranza, di comprensione cristiana alla base del suo sviluppo, della sua nascita, tradendo il messaggio nel momento in cui contempla come sanzione l’esclusione dei figli degli eretici dalla vita civile. Pena di morte resta formalmente estranea al diritto penale canonico anche in questa fase storica, formalmente, ma il tribunale dell’ inquisizione può consegnare il reo, il condannato al braccio secolare: i tribunali civili, che possono (se vogliono) irrogare una sanzione accessoria rispetto a quella canonica, consistente nella condanna a morte. La chiesa non si sporca le mani di sangue, ma delega il tribunale civile all’eventuale pena di morte, che avviene generalmente attraverso la combustione, siamo nella fase in cui vengono bruciate le streghe. Sono stati frequenti, dopo il Medioevo, nell’epoca moderna, alcuni tentativi revisionistici, di revisionismo storico: leggere la storia in maniera diversa cercando di giustificare alcuni episodi in chiave positiva. Ma i tentativi revisionistici sono da rifiutare perché puntano a giustificare quella che altro non è stato che una nera della vita della chiesa, e rispetto alla quale è necessario procedere con una analisi storica concreta: chiesa che tradisce il messaggio delle origini. Lezione 30 settembre 1054= data convenzionale di inaugurazione, di affermazione del sistema teocratico. Anche nel sistema teocratico però c’è una dialettica continua tra papato e impero, il papa ha un atteggiamento di continua contrapposizione nei confronti dell’imperatore, del potere civile costituito e soprattutto il pontefice che inaugura questo atteggiamento di forte contrasto al potere civile è Gregorio VII, che affermò principi inediti nei rapporti con il potere politico. Il papa è l’unico soggetto che può rendere legittima la potestà sovrana dell’imperatore, ma è anche l’unico soggetto che può deporlo. La giurisdizione morale del papa è tale da poter assorbire gli interessi politici, per cui il papato è l’unico depositario del sapere spirituale, ma anche delle indicazioni di legge, delle norme che vengono proposte ai cittadini per l’organizzazione della vita quotidiana. Gli imperatori rispetto a questo atteggiamento di prevaricazione, di comando dei papi che è tipico dell’epoca teocratica, gli imperatori cercano di reagire inizialmente ad un atteggiamento di completa sopraffazione, allo strapotere del papa e dei suoi funzionari. Inizialmente c’è un atteggiamento remissivo, completamente succube degli imperatori, ma con il passare del tempo questo modo di essere cambia nel momento in cui è Gregorio VII che si fa interprete della teocrazia nella sua modalità più assoluta, rigida. Ci troviamo di fronte ad uno scambio surreale di scomuniche tra papi e imperatori. Il primissimo episodio si ha nel 1076 quando Gregorio VII scomunica Enrico IV (l’imperatore) con il divieto di governare Italia e Germania e lo costringe alla celebre sottomissione di Canossa nel Gennaio 1077, Enrico IV chiede il perdono del papa e ottiene l’assoluzione, la revoca della scomunica. Di lì a pochi anni Enrico IV viene nuovamente scomunicato nel 1081, perché la sua colpa è quella di aver dichiarato guerra a Rodolfo di Svezia, il quale viene scelto dal papa come nuovo imperatore.

Cominciano a manifestarsi avvisaglie di insofferenza degli imperatori nei confronti dei pontefici e nei confronti del loro atteggiamento dispotico. Enrico IV di fronte alla imposizione del nuovo imperatore scelto nella figura di Rodolfo di Svezia, si ribella e fa eleggere un antipapa, e Gregorio VII dovrà morire esiliato. L’ elezione dell’antipapa è proprio la strategia preferita dagli imperatori per contrastare lo strapotere dei papi, e il conflitto tra papato e impero si accentua in occasione della lotta per le investiture e si placa parzialmente soltanto una volta firmato il concordato di Worms. Dal momento in cui venne firmato il concordato accade che non si contano più, non vengono considerate (per quanto sono numerose) le giustificazioni teoriche che legittimano l’autorità papale come suprema rispetto a quella imperiale. Non si contano più le giustificazioni teoriche che la chiesa elabora per giustificare il primato pontificio rispetto all’imperatore. Vengono proposte tesi, opuscoli che hanno ad oggetto la giustificazione teorica del primato del papa che viene definito, superlativo, supremo, sommo la sua autorità viene ritenuta prevalente in tutto e per tutto rispetto a quella imperiale. Nel momento in cui la chiesa si impegna in quest’attività di elaborazione dottrinale, che ha l’obiettivo di giustificare dal punto di vista teorico la supremazia pontificale, continua questo gioco di deposizioni di imperatori e di elezioni di antipapi: papi alternativi rispetto a quelli legittimi che avevano osato deporre gli imperatori. Quando vengono eletti due imperatori: Filippo e Ottone, Innocenzo III si schiera a favore di Ottone ed emana la BOLLA PAPALE. Bolla venerabilem = intervento papale molto preciso del 1202. Nella quale Innocenzo III sostiene la tesi della traslatio imperii= trasferimento delle sede imperiale da Oriente a Occidente. Secondo questa tesi il pontefice ha operato il trasferimento della sede imperiale, avendo il potere di vigilare che l’elezione dell’imperatore possa avvenire in forme legalmente legittime e che l’imperatore prescelto possa essere sottoposto ad una valutazione da parte del papa. Innocenzo III nel confronto tra Filippo e Ottone si era schiarato inizialmente dalla parte di Ottone, ma improvvisamente Innocenzo III rinnega la precedente scelta e scomunica Ottone. Perché Ottone si era permesso di invadere il regno di Sicilia senza la sua autorizzazione. Il papa considerava la Sicilia un dominio riservato e quindi quest’atto veniva ritenuto da Innocenzo III un atto di gratuita aggressione all’autorità papale, di mancato rispetto. Federico II colleziona molte scomuniche. Gioco di continue scomuniche e riabilitazioni. (5/6 episodi) Spetta a Federico II dopo l’ennesima scomunica ricevuta dal papa, ammonire, lanciare un avvertimento a tutti i sovrani legittimi di Europa, avvertirli rispetto alla necessità di contenere la invadenza ecclesiastica, lo strapotere della chiesa. Contenere lo strapotere politico e sociale della chiesa. I protagonisti di questa fase storica non potevano sapere che il disegno teocratico avrebbe avuto poi di lì a poco il suo declino nel momento in cui sulla scena politica europea ha la sua affermazione un sovrano orgoglioso che riesce a tenere testa allo strapotere ecclesiastico: Filippo il bello, il re di Francia, che verso la fine del 300 riesce ad umiliare Bonifacio VIII, il pontefice che la storia ci ha consegnato come il papa della superbia, Filippo il bello riesce a mutare il corso della storia e ad avere la meglio nel confronto con Bonifacio VIII. Perché Bonifacio VIII viene ricordato storicamente come il papa della superbia? Perché è stato l’autore della bolla unam sanctam varata nel 1302 con la quale fa raggiungere alla teocrazia il suo massimo sviluppo, la sua massima concettualizzazione teorica. Tale bolla è passata alla storia perché in questo provvedimento si proclama la subordinazione netta del potere temporale rispetto al potere spirituale.

Ad esempio: viene abolito l’ordine dei templari, perché capace di una forte pressione sociale, di una forte capacità di contrasto all’ autorità politica costituita. Quando termina l’esilio avignonese nel 1377 all’interno della chiesa si apre una frattura, una crisi profonda, si creano le basi per la realizzazione del grande scisma d’occidente che si realizza nel 1378-1438, fase in cui la chiesa perde la sua unità interna e si divide in fazioni fedeli a obbedienze diverse, lo scisma è provocato dalla divisione del collegio cardinalizio in 2 momenti. L’episodio che dà luogo allo scisma è datato 1378, quando il collegio cardinalizio veniva chiamato ad eleggere il nuovo papa e vengono in rilievo 3 candidature, si assiste per la prima volta nella storia della chiesa ad un pontificato diviso tra tre papi :

• Benedetto^ XIII

• Gregorio^ XII

• Giovanni^ XXII

La crisi viene risolta utilizzando lo strumento classico della convocazione del concilio ecumenico, convocato a Costanza nel 1414. Viene eletto un unico papa: Martino V che viene riconosciuto tale da tutta la cristianità europea, viene risolta la crisi interna alla chiesa però cambia la concezione che l’Europa politica ha del papa. I sovrani nazionali ormai in tutta Europa tendono a ridurre i poteri della sede romana e questa riduzione viene posta nero su bianco attraverso l’approvazione della prammatica sanzione promulgata in Francia 1438. Documento che segna l’inizio della terza modalità di rapporti tra pubblici poteri e fenomeno religioso: IL GIURISDIZIONALISMO che è convenzionalmente inaugurato con la prammatica sanzione del 1438 e si caratterizza per una decisa rivendicazione di autonomia del potere politico costituito rispetto alla chiesa. E il sistema giurisdizionalista è il sistema nel quale la chiesa e la politica sono separate, distinte, ma la politica, i sovrani, i principi, le case regnanti rivendicano un poter esterno, di controllo sulla vita della chiesa. Lezione 5 ottobre Sistema Giurisdizionalista Nel 1438 si inaugura il gallicanesimo in Francia ( giurisdizionalismo Gallia era l’antico nome della Francia. Dalla Francia il sistema giurisdizionalista ebbe modo di muoversi in tutta Europa e caratterizzò tutte l’epoca medievale. Nella prammatica sanzione veniva terrorizzata la distinzione tra politica e religione nella forma in cui però la politica assumeva il compito di controllare, di verificare continuamente le dinamiche interne di vita delle chiese (perché nel sistema giurisdizionalista non c’è soltanto una chiesa, ma tipico del giurisdizionalismo sarà il pluralismo religioso che verrà ad affermarsi alla fine del Medioevo, all’inizio dell’epoca moderna) Sostanzialmente il giurisdizionalismo può essere concepito come una particolare politica ecclesiastica che si caratterizza per estendere la giurisdizione, è una particolare politica di rapporti con le chiese, che punta ad estendere la giurisdizione, il controllo dello Stato sulla vita delle chiese, senza dar luogo ad un’identificazione di strutture tra lo stato e la chiesa come nel sistema cesaropapista (è questa la differenza tra cesaropapismo e giurisdizionalismo). Nel cesaropapismo c’è una quasi assoluta compenetrazione di ruoli tra pontefice e imperatore, tanto che il pontefice assume il titolo di pontifex maximus) Invece nel sistema giurisdizionalista lo Stato estende la sua giurisdizione sulla vita delle chiese, ma senza dar luogo ad un’identificazione tra strutture statali ed ecclesiastiche, è soltanto una sorta di controllo esterno che lo stato esercita sulla vita delle chiese, che poi restano libere di operare in autonomia, di svolgere le proprie dinamiche interne in totale indipendenza.

Dal punto di vista storico bisogna tenere presente che in oriente si consuma l’avanzata musulmana, vicende che portano ad una forte conquista da parte delle truppe della religione di Maometto dei territori imperiali d’Oriente. Nell’esperienza religiosa islamica non si concepisce una distinzione della sfera spirituale e temporale, ma politica e religione sono tutt’uno, il cristianesimo conosce solo delle fasi di commistione con la vita temporale, i due poteri sono distinti nel cristianesimo. In oriente l‘Islam riesce a conquistare terreni in precedenza assegnati alla giurisdizione sovrana dell’imperatore latino, perché nell’Islam religione e politica sono tutt’uno. A contribuire all’avanzata islamica fu anche il rapporto tra la chiesa d’occidente e la chiesa d’Oriente, rapporti conflittuali profondamente negativi tra Roma (sede pontificale) e Costantinopoli (sede del patriarca d’Oriente, che era diventato guida della chiesa ortodossa). Quando nel 1203 si realizzano gli eventi della quarta crociata, i crociati invece di deviare per Costantinopoli assediano la capitale bizantina, la sottopongono a saccheggio e ad episodi di violenza. Il papa dell’epoca: Innocenzo III non era responsabile di questo episodio, ma i veri protagonisti di quest’atto deprecabile erano unicamente colpevoli quelli della quarta crociata che nell’impero di combattere tutti sottoposero Costantinopoli a saccheggio e devastazione che si consuma tra il 9-12 aprile 1202. Come mai i rapporti tra Roma e Costantinopoli degradavano dopo questo episodio? L’incomunicabilità tra le due realtà cristiane quella d’occidente e quella d’Oriente divenne assoluta e ognuna viveva la propria esperienza in modo indipendente: Roma ~> cercava di far fronte ai Barbari Costantinopoli ~> cercava di far fronte ai Turchi, non riuscendoci. Attraverso questi rapporti conflittuali, attraverso due secoli, l’impero d’Oriente riesce a sopravvivere a lungo fino a che la minaccia di Maometto si fa concreta e definitiva nel 1452. ASSEDIO MUSULMANO DI COSTANTINOPOLI Maometto II comincia ad assediare la città, un assedio lunghissimo durato un anno, che terminò soltanto nel maggio del 1453. Costantinopoli viene conquistata dai Musulmani e i cristiani d’Oriente devono accorgersi del fatto che i turchi non sono più benevoli dei cristiani d’occidente (cioè i crociati). Tutti i tesori artistici, tutte le ricchezze in denaro e architettoniche della città vengono depravate. In Occidente resta in piedi la chiesa cattolica, l’Oriente è completamente in mano dei turchi dei musulmani che conquistano Costantinopoli , l’intera Turchia e addirittura si spingono sui Balcani, fino anche a Venezia. Se l’Europa perde Costantinopoli nel 1453, nello stesso periodo l’Islam perde una sua presenza importante in Europa: la penisola Iberica. Furono proprio le case regnanti del Portogallo e della Spagna a guidare la c.d. Reconquista: riacquisizione della penisola iberica alla fedeltà cristiana. Un Impegno che durò circa 2 secoli e si concluse nel 1492: data delle riconquista di Granada che segna la fine della dominazione musulmana e la restituzione delle terre spagnole al cristianesimo e ai legittimi sovrani, alla casa borbonica. Anche l’inquisizione diede un contributo all’opera di riconquista, di restituzione al cristianesimo delle guerre spagnole. L’inquisizione esercitava i propri compiti di giustizia soltanto nei confronti degli eretici. Teoricamente il tribunale dell’inquisizione non avrebbe avuto alcun tipo di competenze nei riguardi degli infedeli, dei giudei (dato che sono credenti in altre fedi, ma non sono eretici = cristiani che hanno deviato dall’ortodossia) quindi teoricamente l’inquisizione non avrebbe dovuto avere competenza sia nei confronti dei giudei che dei musulmani,

Si tratta di un pensiero che si basa sulla convinzione secondo cui la salvezza è parte di un disegno divino già scritto che l’uomo non conosce e che deve accettare per fede : teoria della giustificazione per la fede. (Nocciolo del pensiero di Lutero)=> Le azioni umane a nulla valgono a conquistare ai singoli la salvezza eterna, ma ognuno è protagonista di un disegno divino in una logica di predestinazione quasi angosciosa dato che l’essere umana non ha la possibilità di conquistarsi il premio ultraterreno da sé, ma deve rimettersi al disegno divino già scritto da Dio per lui. Il pensiero luterano è caratterizzato sostanzialmente da pessimismo: se i comportamenti individuali non possono valere per guadagnarsi la salvezza eterna, allora siamo nelle mani del signore senza che le nostre scelte, comportamenti, azioni possano contribuire a segnare un destino differente da quello già assegnato per volontà divina. Ben presto questo pensiero da pensiero religioso ~> diventa politico, azione, strategia politica azione temporale nella vita secolare. Martin Lutero ritiene che Roma (centro della cristianità) si sia appropriata della chiesa, sia divenuta padrona della chiesa, piegandola ai propri interessi materiali non religiosi, spirituali. La chiesa diventava una macchina di interessi economici, un sistema affarista. È questa la denuncia che Lutero lancia. La chiesa è diventata qualcosa di profondamente diverso dal disegno originario delle sacre scritture. Soprattutto la critica luterana si muove rispetto alla PRATICA DELLE INDULGENZE. Chiunque abbia compito questo atto ha guadagnato uno sconto sugli anni di purgatorio. Vendita di annate di purgatorio dietro il versamento di somme variabili di denaro. Ciò per evidenziare la corruzione interna, il riscatto attraverso il denaro in una logica. Il primo aspetto che Lutero critica è la pratica delle indulgenze poi passa ad aspetti politici, critica la struttura temporale della chiesa romana, e in questo trova dei sostenitori nell’imperatore e nei principi tedeschi che vivevano con sofferenza, con mal sopportazione le invadenze ecclesiastiche in campo politico. Ecco come il le dietò di martin Lutero da religioso diventa politico, e lo diventa nel: 31 ottobre 1517 data convenzionale di inaugurazione della chiesa protestante. In questa data vennero affisse sull’ porte del castello di Wittenberg le famose 95 tesi. La rottura dottrinale con la chiesa cattolica si compie pienamente in questa data. Dopo l’esposizione delle sue 95 tesi, Lutero trova forti sostegni politici dall’imperatore e dai principi tedeschi che vedono e giudicano positivamente l’azione riformatrice e il pensiero luterano, perché Lutero promulga nel suo pensiero la totale distinzione tra politica e religione, inerendo che la religione debba occuparsi delle questioni spirituali e che la politica degli affari civili, senza che la chiesa debba avere alcuna tentazione temporalesca. Secondo Lutero se la chiesa vuole restare fedele al pensiero delle origini deve sostenere, patrocinare la separazione tra trono e altare. Lutero ottenne protezione politica , immunità da parte dei principi tedeschi di fronte alle richieste pressanti che la chiesa rivolgeva alle autorità germaniche di consegnare il Monaco agostiniano al tribunale dell’inquisizione. (I principi tedeschi si rifiutavano di consegnare Martin Lutero). Il consenso che Lutero ottime in Germania è un consenso non solo teologico, spirituale ma anche un consenso politico. Martin Lutero è l’unico eretico che nella storia della chiesa sfugge all’inquisizione. Compie eresia: perché elabora una vera e propria nuova fisionomia della chiesa E di fronte al rifiuto a consegnare alla chiesa questo eretico, Martin Lutero si trasforma nell’unico eretico che è scampato al tribunale inquisitoriale. Cosa c’era scritto nelle 95 tesi? Dal punto di vista spirituale, Lutero nelle 95 tesi evidenzia la necessità che i cristiani devono tutti ritornare fedeli alle sacre scritture e devono essere fedeli alle parole di Dio.

Lutero ritiene che ognuno sia libero di leggere le sacre scritture e di interpretarle autonomamente senza la necessità di una mediazione dell’intervento del clero, della classe sacerdotale, TEORIA DEL SACERDOZIO UNIVERSALE: teoria che esclude l’esistenza di una classe sacerdotale autonoma destituita di ogni fondamento, non esiste una classe sacerdotale autonoma perché ognuno leggendo le sacre scritture diventa partecipe di una sorta di sacerdozio universale. Nelle 95 tesi perde di fondamento la distinzione tra ecclesiastici e laici. Non esiste differenziazione tra classe sacerdotale e laica, tutti sono protagonisti di una sorta di sacerdozio universale. Altro elemento proprio del pensiero luterano e che viene fatto proprio da Martin Lutero nell’esposizione delle 95 tesi, è in stretto collegamento con la distinzione tra laici ed ecclesiastici: è la messa in discussione dell’infallibilità del pontefice, Lutero confuta l’infallibilità papale e ritiene che il papa possa, anzi debba, sbagliare, è privo di qualsiasi fondamento il dogma dell’ infallibilità pontificia. Tutto si tiene in modo logico nel pensiero luterano:

- sacerdozio universale con la fine della distinzione tra ecclesiastici e laici

- confutazione del dogma dell’infallibilità del papa e quindi affermazione della fallibilità.

Si arriva a punto tale da invocare nelle 95 tesi un concilio ecumenico che possa unire il papa e eleggere un nuovo pontefice; il pensiero luterano è contenuto nelle 95 tesi affisse sulle porte del castello di Wittenberg ma poi viene messo ulteriormente nero su bianco in libri, in pubblicazioni. Dopo l’evento del 1517, nel 152 o Lutero pubblica il suo primo libro in cui ribandisce quanto già esposto nelle 95 tesi, ma implementa ulteriormente queste convinzioni dando alle stampe un volume dal titolo: “Alla nobiltà cristiana di nazione tedesca”. Nello stesso anno (1520) diede alle stampe un secondo libro “de captivitate Babilonica” nel quale Lutero nega valore ai sacramenti battessimo, penitenza, eucarestia. Nel 1521 Lutero pubblica un terzo libro “de votis monasticis iudicium”. Lutero si occupò dei voti che vengono prestati da chi abbraccia la vita monacale: povertà, castità, obbedienza, sono voti confutati da Martin Lutero. I voti religiosi secondo Lutero sono contrari al Vangelo perché queste obbligazioni ( povertà, castità, obbedienza ) devono essere tutte temporanee e revocabili, ma non possono essere obblighi che i soggetti assumono su di sé per tutta la vita. Lutero diede coerenza logica a questo suo pensiero abbandonando la regola ecclesiastica e la regola della castità, sposando nel 1526 Katharina Bora che aveva lasciato a sua volta l’ordine cistercense (era una suora). Infatti un aspetto centrale della riforma luterana è la confutazione del celibato ecclesiastico. Nel pensiero luterano i dotti, coloro i quali esercitano un ruolo di guida della congregazione religiosa, sono liberi di contrarre matrimonio e non vale per le guide del culto, per le guide spirituali alcun obbligo celibatario, ma il celibato ecclesiastico viene meno nel pensiero luterano. Nel momento in cui si contestava la regola della castità era ovvio che nel pensiero luterano venisse meno anche il divieto di contrarre nozze, che diviene un atto lecitamente esperibile nella logica proposta dal riformatore tedesco. La fisionomia della chiesa proposta da Lutero cambia radicalmente rispetto a quello che era diventata la chiesa di Roma in epoca medievale. Lutero riuscì ad ottenere diritto di cittadinanza nei territori tedeschi dove edificò la sua nuova chiesa cristiana, chiesa protestante (modo di protesta che caratterizzò l’origine, la genesi di questa nuova chiesa). I principi tedeschi colgono l’aspetto positivo della riforma luterana che mette in discussione lo strapotere politico e sociale della chiesa di Roma.