Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Domande e Risposte - CONTABILITA' E' BILANCIO , Prove d'esame di Analisi Di Bilancio E Principi Contabili

Domande d'esame di CONTABILITA' E BILANCIO relativo all'esame del 2° anno - corso economia e marketing - Università degli studi di Parma.

Tipologia: Prove d'esame

2016/2017
In offerta
40 Punti
Discount

Offerta a tempo limitato


Caricato il 21/01/2017

azard
azard 🇮🇹

4.3

(5)

3 documenti

1 / 16

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
CONTABILITA' E BILANCIO -
DOMANDE E RISPOSTE
1 CAPITOLO
1) La disciplina di bilancio in Italia
La disciplina di bilancio d'impresa in Italia è formata da un insieme di principi contabili che vanno
a formare un unico insieme di regole tendenti all'armonizzazione internazionale, dove i paesi
aderenti partecipano al processo di convergenza. L'obiettivo è il miglioramento della qualità, dell'
affidabilità e della correttezza per una maggiore efficienza dei sistemi economici basati su un
economia di mercato competitiva.
L'attuazione delle direttive in Italia è avvenuto nel 1991 con il D.lgs 127 e grazie a queste
modifiche con la rigidità degli schemi delle direttive ha migliorato la qualità dei bilanci. Con
l'inizio del terzo millennio abbiamo visto uniformarsi sotto un unico insieme tutti i principi
contabili, sotto la direzione dello IASB ( International Accounting standard board ), un istituzione
privata nata negli anni 70 per promuovere l'armonizzazione dei bilanci. In Italia e negli altri paesi
per un risultato più elevato l'unione Europea ha deciso di usare lo strumento del regolamento e non
più le direttive. L'adozione dei principi contabili internazionali e' obbligatoria solamente per la
redazione del bilancio consolidato da parte delle società quotate. In Italia attraverso provvedimenti
legislativi a carattere nazionale il campo di applicazione dei principi è stato esteso ad altre aziende
e bilanci, in relazione alla forma giuridica delle imprese l'ordinamento disciplina la redazione del
bilancio in modo differente, di fatti nelle imprese individuali e nelle società di persone è differente
rispetto alle società di capitali.
2) L'armonizzazione contabile in Italia per le società quotate
L'armonizzazione contabile delle società di capitali in Italia è differenziata principalmente in
funzione della quotazione dei propri titoli nei mercati regolamentati. In linea generale le società
quotate devono redigere i bilanci secondo i principi internazionali dello IASB, omologati dall'UE.
Le società che invece si finanziano principalmente col capitale proprio e capitale di prestito devono
redigere il bilancio secondo una disciplina nazionale sostanzialmente differente rispetto a quella
internazionale. Per meglio dire le società che devono redigere il bilancio nel rispetto del D.Lgs 127
sono le società di capitali che esercitano attività industriali, commerciali e di servizi. Tutte le
banche e gli altri intermediari finanziari bancari sono soggetti ai principi contabili internazionali
per la redazione di tutti i loro bilanci.
La disciplina di bilancio delle imprese di assicurazioni è invece segmentata in due classi:
da un lato abbiamo le assicurazioni quotate che redigono il bilancio secondo i principi IAS/
IFRS
dall'altro abbiamo quello delle società non quotate che redigono il bilancio secondo la disciplina
nazionale prevista per quel settore.
Le società che adottano gli IAS/IFRS dovrebbero aver migliorato la comparabilità delle
informazioni nei Paesi dell'unione Europea ma lcune caratteristiche dei principi internazionali
e le differenti lingue nazionali possono compromettere l'armonizzazione contabile e la
comparabilità delle informazioni.
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
Discount

In offerta

Anteprima parziale del testo

Scarica Domande e Risposte - CONTABILITA' E' BILANCIO e più Prove d'esame in PDF di Analisi Di Bilancio E Principi Contabili solo su Docsity!

CONTABILITA' E BILANCIO -

DOMANDE E RISPOSTE

1 CAPITOLO

1) La disciplina di bilancio in Italia

La disciplina di bilancio d'impresa in Italia è formata da un insieme di principi contabili che vanno a formare un unico insieme di regole tendenti all'armonizzazione internazionale, dove i paesi aderenti partecipano al processo di convergenza. L'obiettivo è il miglioramento della qualità, dell' affidabilità e della correttezza per una maggiore efficienza dei sistemi economici basati su un economia di mercato competitiva. L'attuazione delle direttive in Italia è avvenuto nel 1991 con il D.lgs 127 e grazie a queste modifiche con la rigidità degli schemi delle direttive ha migliorato la qualità dei bilanci. Con l'inizio del terzo millennio abbiamo visto uniformarsi sotto un unico insieme tutti i principi contabili, sotto la direzione dello IASB ( International Accounting standard board ), un istituzione privata nata negli anni 70 per promuovere l'armonizzazione dei bilanci. In Italia e negli altri paesi per un risultato più elevato l'unione Europea ha deciso di usare lo strumento del regolamento e non più le direttive. L'adozione dei principi contabili internazionali e' obbligatoria solamente per la redazione del bilancio consolidato da parte delle società quotate. In Italia attraverso provvedimenti legislativi a carattere nazionale il campo di applicazione dei principi è stato esteso ad altre aziende e bilanci, in relazione alla forma giuridica delle imprese l'ordinamento disciplina la redazione del bilancio in modo differente, di fatti nelle imprese individuali e nelle società di persone è differente rispetto alle società di capitali.

2) L'armonizzazione contabile in Italia per le società quotate

L'armonizzazione contabile delle società di capitali in Italia è differenziata principalmente in funzione della quotazione dei propri titoli nei mercati regolamentati. In linea generale le società quotate devono redigere i bilanci secondo i principi internazionali dello IASB, omologati dall'UE. Le società che invece si finanziano principalmente col capitale proprio e capitale di prestito devono redigere il bilancio secondo una disciplina nazionale sostanzialmente differente rispetto a quella internazionale. Per meglio dire le società che devono redigere il bilancio nel rispetto del D.Lgs 127 sono le società di capitali che esercitano attività industriali, commerciali e di servizi. Tutte le banche e gli altri intermediari finanziari bancari sono soggetti ai principi contabili internazionali per la redazione di tutti i loro bilanci. La disciplina di bilancio delle imprese di assicurazioni è invece segmentata in due classi:

  • da un lato abbiamo le assicurazioni quotate che redigono il bilancio secondo i principi IAS/ IFRS
  • dall'altro abbiamo quello delle società non quotate che redigono il bilancio secondo la disciplina nazionale prevista per quel settore.
  • Le società che adottano gli IAS/IFRS dovrebbero aver migliorato la comparabilità delle informazioni nei Paesi dell'unione Europea ma lcune caratteristiche dei principi internazionali e le differenti lingue nazionali possono compromettere l'armonizzazione contabile e la comparabilità delle informazioni.
  1. L'armonizzazione contabile in Italia per le società non quotate

In Italia le società non quotate seguono la disciplina nazionale e redigono il bilancio seguendo le disposizioni previste dal D.Lgs 127. In tale decreto la disciplina del bilancio rivolta alle società di capitali è differente in base alla dimensione: è prevista una disciplina ordinaria per le società che superano determinati limiti dimensionali e una disciplina del bilancio in forma abbreviata per le società che sono al di sotto di determinati limiti.

  1. Cosa si intende per principi contabili internazionali?

Con Principi contabili internazionali indichiamo l'insieme dei principi IAS adottati dalla comunità europea col fine di tutelare gli investitori mediante l'applicazione dei principi che aumentano la fiducia nei mercati finanziari agevolando al tempo stesso la negoziazione dei valori mobiliari. Sono tutelati dallo IASB che è un istituto privato che stimola l'armonizzazione di bilancio fra fonti giuridiche e professionali per passare ad un modello di bilancio in cui legge e principi contabili coincidono. I principi dello IASB per essere applicabili nei Paesi dell'unione Europea devono essere pubblicati sotto forma di regolamenti sulla gazzetta ufficiale dell'Unione Europa nella lingua di ciascun paese membro. IAS e SIC sono le denominazioni dei principi contabili internazionali e delle interpretazioni fino al 2001; dal 2002, a seguito di un profondo processo di ristrutturazione dello IASB, i principi contabili internazionali sono denominati IFRS e le interpretazioni IFRIC.

  1. Cos'è l'organismo italiano di contabilità e quali sono le sue funzioni

L'organismo Italiano di Contabilità è un organo nazionale rappresentativo delle principali classi di soggetti interessati ai bilanci. Si sostituisce alle precedenti commissioni di Dottori commercialisti e ragionieri. La sua funzione è quella di integrare la disciplina nazionale con i principi contabili nazionali. I principali obiettivi dell'OIC sono:

  • Definire i principi contabili per la redazione dei bilanci delle imprese
    • Collaborare con il legislatore nella definizione della normativa in materia contabile
    • Fornire supporto all'Italia nell'applicazione dei principi contabili internazionali
    • Svolgere un ruolo di intermediario e di collaborazione con lo IASB

2 CAPITOLO

  1. La finalità del bilancio

Il bilancio è un documento che deriva da una serie di rilevazioni contabili effettuate durante un periodo amministrativo e dalle scritture di assestamento e chiusura effettuate al termine del periodo considerato. L'importanza del bilancio d'esercizio è riconosciuta perché rappresenta il più importante strumento di comunicazione economico-finanziaria dell'impresa. E' un documento descrittivo atto a fornire informazioni riguardo all'attività aziendale. E' uno strumento di

Il principio della neutralità stabilisce che il bilancio d'esercizio deve essere redatto per una

moltitudine di destinatari e fondarsi pertanto su principi contabili indipendenti ed imparziali, senza servire o favorire gli interessi o le esigenze di particolari gruppi di destinatari. La neutralità deve essere presente in tutto il procedimento formativo del bilancio, soprattutto per quanto concerne gli elementi soggettivi.

3 CAPITOLO

  1. Quali sono i documenti che compongono il bilancio d'esercizio secondo la normativa nazionale e secondo gli IAS/IFRS

Secondo le disposizioni della normativa nazionale in Italia il bilancio di esercizio si compone di tre

documenti: lo stato patrimoniale, il conto economico e la nota integrativa, inoltre è prevista la redazione di un ulteriore documento – la relazione sulla gestione – che correda il bilancio di esercizio di importanti informazioni sullo svolgimento dell'attività aziendale e i suoi presumibili sviluppi futuri. Secondo gli IAS/IFRS, cioè i principi contabili internazionali, i documenti che compongono il bilancio di esercizio prevedono oltre a stato patrimoniale-conto economico e nota integrativa anche il rendiconto finanziario e il prospetto delle variazioni di patrimonio netto, accentuando cosi la necessità di fornire apposite informazioni di dettaglio non riconducibili alle sole tavole di stato patrimoniale e conto economico.

  1. 12) La struttura e il contenuto dello stato patrimoniale

Lo stato patrimoniale è quel documento del bilancio che sintetizza la struttura e la composizione quali-quantitativa del capitale di funzionamento. Il criterio generale di classificazione dei valori che confluiscono nella tavola del capitale di funzionamento è quello della destinazione economica. Presenta informazioni utili anche dal punto di vista finanziario. Esposizione dei valori dell'attivo al netto dei fondi rettificativi. Alla luce delle considerazioni esposte, lo stato patrimoniale viene ad assumere la forma di una tabella, secondo quanto previsto dallo schema obbligatorio del codice civile, divisa in due parti. Sulla sinistra troviamo le attività aziendali ( Crediti – Immobilizzazioni – Attivo circolante – Ratei e risconti – Totale attività ) con rispettive macro-classi e classi di valori. Sulla destra abbiamo le passività aziendali ( Patrimonio netto – Fondi x rischi e oneri – TFR – Debiti – Ratei e risconti -Totale passività) con rispettive macro-classi e classi di valori.

  1. 13) La struttura e il contenuto del conto economico

La struttura del conto economico prevista dallo schema obbligatorio del codice civile si configura attraverso l'esposizione dei componenti reddituali in forma scalare, con costi classificati per natura. I valori di natura ordinaria e straordinaria sono suddivisi. Nello schema del conto economico a forma scalare troviamo alla prima voce:

  • Il valore della produzione
  • I costi della produzione
  • proventi e oneri finanziari
  • Rettifiche di valore di attività finanziarie
  • Proventi e oneri straordinari
  • Risultato prima delle imposte
  • Utile/Perdita d'esercizio
  1. 14) Quali informazioni fornisce il rendiconto finanziario

Il Rendiconto finanziario dovrebbe consentire, congiuntamente alle informazioni detraibili dagli altri elementi che compongono il bilancio, l'apprezzamento delle condizioni di economicità che contraddistinguono il divenire della gestione aziendale, procedendo all'analisi dei fenomeni che caratterizzano la dinamica finanziaria dell'impresa in funzionamento. Il rendiconto finanziario tende a dimostrare, in termini di variazioni, la dinamica che, nel corso dell'esercizio, ha portato alla formazione dei valori di fine periodo, evidenziando inoltre l'impatto esercitato dalla dinamica reddituale reddituale su quella finanziaria.

  1. 15) Quali società possono redigere il bilancio in forma abbreviata e quali sono le principali semplificazioni?

Le società che redigono il bilancio di esercizio in forma semplificata, in base all'art. 2435-bis del c.c sono quelle che nel primo esercizio o, successivamente, per due esercizi consecutivi non superano:

  • Il totale dell'attivo patrimoniale 4.400.000 €
  • Il totale dei ricavi delle vendite e delle prestazioni 8.800.000 €
  • I dipendenti occupati devono essere in media 50.
  • Le principali semplificazioni concesse alle imprese rientranti nei parametri sono;
  • Lo stato patrimoniale è redatto attraverso l'indicazione delle sole macro-classi
  • Nel conto economico possono essere raggruppate alcune specifiche voci: le variazioni delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti. Con le variazioni dei lavori in corso su ordinazione
  • La nota integrativa può essere redatta in forma semplificata

16) Cosa sono e quali informazioni forniscono i conti d'ordine?

Per quanto riguarda il leasing valutato con il metodo patrimoniale nella nota integrativa devono

essere fornite le seguenti informazioni: Per la società concedente: I beni devono essere iscritti tra le immobilizzazioni e devono essere ammortizzati. Per la società conduttrice: Il bene deve figurare tra i canoni leasing nel conto economico, bisogna descrivere la natura degli impegni derivanti dal contratto nei conti d'ordine e al termine del contratto deve essere indicato il valore di riscatto.

  1. Quali informazioni devono essere fornite nella nota integrativa sulle operazioni con parti correlate?

Secondo quanto disposto dal punto 22-bis devono trovare rappresentazione le operazioni realizzate con parti correlate, precisandone l'importo, la natura del rapporto e ogni altra informazione necessaria per la comprensione del bilancio relativa a tali operazioni, qualora le stesse siano rilevanti e non siano state concluse a normali condizioni di mercato. Le informazioni relative alle singole operazioni possono essere aggregate secondo la loro natura, salvo quando la loro separata evidenziazione sia necessaria per comprendere gli effetti delle operazioni medesime sulla situazione patrimoniale della società

5 CAPITOLO

22) Classificazione in bilancio delle immobilizzazioni materiali e immateriali

La classificazione dei valori delle immobilizzazioni risponde ad esigenze di comprensibilità e chiarezza espositiva suddividendo le immobilizzazioni in immateriali, materiali e finanziarie. Le immobilizzazioni immateriali sono condizioni produttive, destinate a permanere durevolmente nell'impresa e ad essere impiegate in via strumentale nel processo di produzione, la cui caratteristica è l'intangibilità. Il punto B.I. Dello schema di stato patrimoniale prevede la seguente classificazione; 1 costi di impianto 2 costi di ricerca e pubblicità 3 diritto di brevetto 4 concessioni e marchi 5 avviamento 6 immobilizzazioni immateriali in corso 7 altre immobilizzazioni.

La norma civilistica individua le immobilizzazioni materiali al punto B.II. Distinguendo: 1 terreni e fabbricati 2 impianti e macchinari 3 attrezzature industriali e commerciali 4 altri beni 5 Immobilizzazioni materiali in corso e acconti.

23) La valutazione dei beni in leasing

I Beni concessi in leasing devono essere valutati secondo il metodo patrimoniale.

Le tecniche contabili impiegabili possono distinguersi secondo due diverse impostazioni. La prima metodologia considera il contratto di leasing alla stregua di un contratto di affitto. Nel sistema di bilancio ne segue che: Le società concedente iscrive i beni tra le immobilizzazioni e gli ammortizza secondo la durata del contratto. La società conduttrice figura la sommatoria dei canoni di leasing di competenza dell'esercizio, rilevando inoltre nei conti d'ordine gli impieghi derivanti dal contratto. La nota integrativa prevede l'inserimento di tutti i dettagli che consentono al lettore la ricostruzione della sostanza contrattuale.

24) Valutazione delle costruzioni in economia

Le immobilizzazioni prodotte all'interno dell'azienda vengono valutate al costo storico di produzione che contiene i costi diretti, i costi indiretti se imputabili e gli oneri finanziaria con riguardo al periodo di riferimento. Il criterio generale di valutazione è pertanto quello del costo storico.

25) L'ammortamento delle immobilizzazioni

Il costo delle immobilizzazioni materiali e immateriali la cui utilizzazione è limitata nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione alla residua possibilità di utilizzazione. Sono esposte in bilancio al valore contabile netto. L'art. 2426 regola il processo di ammortamento, richiamando puntualmente tutti gli elementi necessari alla costruzione di un piano precisamente

  • valore da ammortizzare (dato dalla differenza tra il costo di acquisto e il valore residuo di realizzo)
  • residua possibilità di utilizzazione ( non è tanto legata alla durata fisica dell'immobilizzazione, quanto piuttosto alla durata economica della stessa) - criteri sistematici di ripartizione del valore da ammortizzare.

26) La rilevazione in bilancio delle manutenzioni ordinarie, straordinarie e cicliche

I n tema di manutenzione si può distinguere tra manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria. L'Ordinaria è costituita dalle manutenzioni e riparazioni di natura ricorrente che si sostengono, cioè sostenuti per mantenere i cespiti in un buono stato di funzionamento. La Straordinaria è costituita da costi che producono un aumento significativo e tangibile di produttività o di vita utile del cespite e rientrano tra quelli capitalizzabili. Le manutenzioni straordinarie si sostanziano in ampliamenti, modifiche, sostituzioni e altri miglioramenti riferibili al bene. I costi di manutenzione straordinarie rientrano tra i costi capitalizzabili e come tali sono oggetto di capitalizzazione con le stesse modalità previste per gli ampliamenti, ammodernamenti, miglioramenti e rinnovamenti. Ci riferiamo invece alla manutenzione ciclica (ordinaria) quando si effettuano interventi manutentivi programmati da eseguirsi ad intervalli temporali.

27) L'iscrizione in bilancio dei costi di ricerca e sviluppo

conferire allo stesso un plusvalore che non è identificabile con un dato elemento. Dal punto di vista contabile trova una forte limitazione nella rappresentazione di bilancio, in quanto viene iscritto soltanto se acquisito a titolo oneroso in presenza di operazioni di acquisizione di complessi aziendali o di partecipazioni. La normativa prevede che l'avviamento debba essere ammortizzato nel periodo massimo di cinque esercizi.

6 CAPITOLO

32) Valutazione dei titoli iscritti nelle immobilizzazioni finanziarie L'intera base per valutare i titoli iscritti tra le immobilizzazioni finanziarie è il costo storico comprensivo degli oneri accessori. Nonostante i titoli immobilizzati sono fungibili, in sede di redazione del bilancio tali beni non possono essere valutati secondo le metodologie del costo medio ponderato, del Fifo e del Lifo, ma solamente sul fondamento del costo storico sostenuto per l'acquisto di ogni titolo. Alla data di chiusura del bilancio, i titoli immobilizzati devono essere svalutati qualora fosse accertata una perdita durevole del valore degli stessi. La svalutazione deve essere iscritta a riduzione del costo storico del titolo immobilizzato e rilevata nel conto economico alla voce D. Rettifiche di valore.

33) Valutazione delle partecipazioni immobilizzate Le partecipazioni immobilizzate costituiscono quote rappresentative di capitale di rischio. Al fine di parlare della loro valutazione occorre fare prima una classificazione in: a) Imprese controllate b) Imprese collegate c) Imprese controllanti d) altre imprese Anche se il costo storico di acquisto ( onere sostenuto per l'acquisto comprensivo di costi di intermediazione, imposte e consulenze ) rappresenta il criterio base di valutazione delle immobilizzazioni finanziarie, le partecipazioni di controllo e/o di collegamento possono essere valutate applicando il metodo del patrimonio netto (Confronto iniziale tra costo di acquisto e quota di capitale netto collegata/controllata)

34) Valutazione delle partecipazioni e dei titoli compresi nell'attivo circolante.

Come ben sappiamo i titoli, le partecipazioni e gli altri strumenti finanziari detenuti da un impresa, oltre a trovare possibile collocazione all'interno dello stato patrimoniale, possono essere iscritte nell'attivo circolante, nella classe CIII La possibile differente collocazione fonda i propri presupposti sul criterio della destinazione economica, ossia sulla considerazione che il bene in questione possa essere o meno utilizzato durevolmente dall'impresa nello svolgimento della gestione, contribuendo a formare la struttura tecnica, organizzativa e strategica dell'impresa.

  1. La classificazione e le condizioni per l'iscrizione delle azioni proprie.

Con particolare riferimento alle azioni proprie, i valori ad esse relativi possono essere classificati, sempre in ossequio al criterio della destinazione economica, tra le immobilizzazioni finanziarie ( classe BIII4), oppure tra le attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni ( classe C.III6); in entrambi i casi, è necessario indicare distintamente anche il valore nominale

complessivo. Dovranno evidentemente trovare collocazione nell'attivo immobilizzato le azioni proprie per le quali l'organo amministrativo abbia optato per l'acquisto con l'obiettivo di mantenerle a lungo tra le proprie attività con finalità strategiche.

36) Il metodo del patrimonio netto nella valutazione delle partecipazioni immobilizzate

Le partecipazioni di controllo e di collegamento possono essere valutate per un importo pari alla

corrispondente frazione del patrimonio netto risultante dall'ultimo bilancio delle imprese medesime, detratti i dividendi ed operate le rettifiche richieste. Rappresenta una facoltà Necessaria disponibilità dell'ultimo bilancio approvato della controllata o collegata Necessaria rettifica al termine di ogni anno per tenere conto delle variazioni intervenute nel patrimonio netto delle controllate/collegate.

7 CAPITOLO

  1. Il criterio generale di valutazione delle rimanenze di magazzino

Accertata la tipologia e la quantità dei beni in giacenza è necessario procedere con la

determinazione del valore da attribuire agli stessi in funzione delle loro caratteristiche. In particolare i criteri che nel tempo sono stati proposti sono i seguenti:

  • La valutazione al prezzo corrente
  • La valutazione al prezzo di effettivo realizzo futuro
  • La valutazione al costo storico o al valore di mercato se inferiore.
  • Nel primo caso i beni sono valutati al prezzo corrente riferito alla data di chiusura
  • dell'esercizio. Si tratta in particolare del prezzo di vendita o di acquisto.
  • In base al secondo criterio il valore corrisponde al prezzo che si presume di poter conseguire dalla loro vendita futura. L'ultimo metodo è quello che prevede il costo storico come valore.

38) Classificazione delle rimanenze negli schemi di bilancio

Il prospetto dello stato patrimoniale prevede che la voce rimanenze sia inserita tra le attività come prima classe dell'attivo circolante. In particolare: I) Rimanenze ( materie prime, prodotti in corso di lavorazione, lavori in corso, prodotti finiti, e acconti) si tratta di categorie molto differenti tra loro ma hanno tutti la stessa natura economica escludendo la voce acconti, in generale, si fa riferimento a beni di proprietà dell'azienda o impiegati come fattori produttivi nel processo di produzione o destinati alla vendita.

39) La valutazione dei lavori in corso su ordinazione

La valutazione dei lavori in corso su ordinazione comporta il problema del calcolo dei costi e dei ricavi a essi connessi. I costi di commessa vengono definiti in maniera analitica al momento della stipulazione del contratto. I costi per l'acquisizione della commessa ma prima dell'avvio

controllanti,crediti tributari,imposte anticipate,verso altri. I debiti sono divisi in considerazione

della natura del debitore e della scadenza;sono inclusi nella voce D dello stato

patrimoniale:obbligazioni,obbligazioni convertibili,debiti verso soci per finanziamenti,debiti verso

banche,debiti verso altri finanziatori,acconti,debiti rappresenti da titoli di credito,debiti verso

imprese controllate,debiti verso imprese collegate,debiti tributari,debiti verso istituti di previdenza

ed assistenza sociale. I fondi per rischi e oneri si trovano nel passivo dello stato patrimoniale: Fondi

per rischi e oneri: trattamento di quiescienza e obblighi simili;per imposte anche differite;altri Nel

conto economico:B12 costi relativi ad accantonamenti per rischi B13 costi per altri accantonamenti

B9 quota esercizio del costo per TFR per lavoro subordinato.

43) La valutazione dei crediti

I crediti costituiscono il diritto a esigere determinate somme da soggetti identificati ad una data

scadenza. Sono inclusi sia nelle immobilizzazione che nell'attivo circolante;con riferimento

all'origine si suddividono in : crediti generatisi in ragione di ricavi derivanti da operazioni di

gestione caratteristica;crediti sorti per prestiti e finanziamenti concessi:crediti sorti per altre ragioni.

Con riferimento alla natura del debitore si suddividono in:credito verso cliente,verso

consociate,verso l'erario,per impose anticipate e verso altri. Con riferimento alla scadenza possono

essere:a breve a media o a lunga scadenza. I crediti devono essere valutati al presumibile valore di

realizzazione(valore d'incasso)Bisogna stimare i rischi di inesigibilità di crediti già contabilizzata

ed iscrivere nell'attivo dello stato patrimoniale la differenza tra valore nominale dei crediti e

l'apposito fondo rettificativo che riguarda i rischi di incasso. Occorre stanziare un fondo

svalutazione crediti,da portare a diretta riduzione dell'ammontare dei crediti a cui si riferisce.

44) Modalità di determinazione dell'accantonamento per rischi su crediti.

L'accantonamento per rischi su crediti deve gravare sugli esercizi in cui le perdite per inesigibilità

si possono prevedere o si sono già manifestate,tale fondo svalutazione verrà utilizzato quando la

perdita si può ritenere definitiva. Negli schemi di bilancio viene poi esposto il valore del credito al

netto del relativo fondo,ma nella nota integrativa è necessario esplicitare in separate voci il valore

nominale del credito ed il valore del fondo. Si può operare tramite due procedimenti:analitico e

sintetico. Con il primo si analizzano i singoli crediti e le perdite presunte,si stimano ulteriori perdite

che si presume si dovranno subire alla data di bilancio,si valuta l'andamento degli indici di

anzianità di crediti scaduti in relazione a quelli degli esercizi precedenti,si considerano le

condizioni economiche generali di settore e di Paese. Con il secondo,si applicano le formule

all'ammontare complessivo di crediti,prendendo a riferimento percentuali sulle vendite e sui crediti.

E' necessario utilizzare il fondo accantonamento negli esercizi precedenti e per la quota non coperta

dal fondo rilevare un costo d'esercizio.

  1. Si definiscano i fondi rischi e oneri
  1. I fondi per rischi e oneri includono gli accantonamenti destinati a coprire perdite o debiti con

esistenza certa o probabile e di ammontare o data di sopravvivenza indeterminati alla chiusura dell'esercizio. Sono classificati in:fondi spese(componenti negative di reddito certe nel verificarsi e incerte nell'importo) e fondi rischi(componenti reddito incerte sia nel verificarsi che nell'importo)Alla data di chiusura del bilancio l'importo definito non è noto e deve essere stimato. Tra oneri di competenza stimati:fondi di quiescenza e per obblighi simili e fondi per imposte.

  1. Si descriva il criterio di valutazione dei debiti e crediti in valuta estera
  2. Le operazioni in valuta devono essere registrate inizialmente applicando all'importo in valuta

estera il tasso di cambio a pronti tra la valuta funzionale e quella estera in vigore alla data dell'operazione. Al termine di ogni esercizio, gli elementi patrimoniali in valuta estera devono essere contabilizzati:gli elementi monetari in valuta estera devono essere convertiti utilizzando il tasso di chiusura;gli elementi non monetari(valutati al costo storico in valuta estera)devono essere convertiti usando il tasso di cambio alla data dell'operazione;gli elementi non monetari (valutati al fair value in valuta estera)devono essere convertiti usando il tasso di cambio alla data in cui il fair era stato determinato. La regola generale dello IAS21 stabilisce che le differenze di cambio devono essere imputate a conto economico nell'esercizio in cui hanno origine. Le differenze di cambio che si generano da elementi non monetari vengono contabilizzate nel patrimonio netto nell'esercizio in cui sorgono.

  1. Si descriva la cessione dei crediti

L e operazioni di cessioni di crediti vengono realizzate al fine di garantirsi da rischi di insolvenza o

per ottenere un anticipo finanziario sulle somme che diverranno esigibili. I crediti possono essere

ceduti nella forma pro-solvendo(intermediario può rivelarsi sull'azienda in caso di insolvenza del

debitore) o pro-soluto(rischio d'insolvenza trasferito al cessionario) Pro-soluto:credito rimosso dal

bilancio del cedente e a conto economico si deve iscrivere la differenza tra la somma ricevuta ed il

valore cui era iscritto in bilancio il credito;nei conti ordine di indicano i rischi connessi. Pro-

solvendo:metodo consigliato e consentito. Consigliato perché prevede la rimozione del credito

dello stato patrimoniale tramite la sostituzione dello stesso con l'ammontare dell'anticipazione e il

credito nei confronti del cessionario per la differenza tra il valore nominale del credito ceduto e

l'anticipazione ricevuta. Occorre rilevare nei conti d'ordine l'ammontare del rischio di regressione e

a conto economico le commissioni passive da corrispondere al cessionario. Consentito perché

permette di considerare i crediti come se fossero in garanzia a fronte del prestito

ricevuto,mantenendo gli stessi in bilancio,iscrivendo all'attivo dello stato patrimoniale

l'anticipazione ricevuta al netto delle commissioni e nel passimo il debito verso il cessionario per

eguale importo.

9 CAPITOLO

  1. Le imposte anticipate e differite

Il principio 25 stabilisce che per la determinazione del valore delle imposte differite si devono

prevedere i risultati fiscalmente imponibili negli esercizi futuri e inoltre che le passività per imposte

non devono essere contabilizzate se ci sono scarse possibilità che tale debito insorga. Il valore

accantonamento è un valore presunto quindi determina l'iscrizione di un fondo non di un debito. La

rilevazione delle imposte anticipate comporta l'iscrizione di un'attività nello stato patrimoniale e di

una diminuzione del costo per imposte nel conto economico. Per il principio della prudenz,si

devono appostare in bilancio valori attivi per imposte anticipate solo se essi potranno essere

recuperati attraverso redditi imponibili.

  1. 53) Con rifermento alle imposte, quali informazioni devono essere indicate nella nota integrativa? 1. La nota integrativa deve fornire, con riferimento alle imposte sul reddito, le seguenti informazioni: 2. 3. a) le variazioni significative intervenute nella consistenza delle voci debiti e crediti tributari, rispetto all’esercizio precedente; 4. b) le variazioni intervenute nella consistenza dei fondi, il loro utilizzo e gli accantonamenti effettuati 5. c) debiti tributari di rilevante ammontare e con peculiari caratteristiche di cui è importante che il lettore del bilancio sia a conoscenza 6. d) le rettifiche di valore e gli accantonamenti operati esclusivamente in applicazione di norme tributarie e la loro incidenza sul risultato dell’esercizio; 7. e) la riconciliazione, con le relative spiegazioni, fra l’onere fiscale da bilancio e l’onere fiscale teorico qualora tali differenze siano significative (vedi allegato I) 8. f) relativamente ai fondi per imposte: 9. 10.