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Domande e risposte alle domande più frequenti per esame di statistica descrittiva, inferenza e probabilità
Tipologia: Sintesi del corso
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- Come possiamo definire i fenomeni oggetto di studio di un’analisi statistica? I caratteri sono gli aspetti delle unità statistiche oggetto di studio. - Come si definiscono le possibilità che può presentare un carattere statistico? Le modalità rappresentano i diversi modi di essere con cui si può presentare un carattere. - Come viene definito un carattere le cui modalità sono espresse attraverso grandezze misurabili o numerabili? Un carattere si dice quantitativo se le modalità sono espresse attraverso una grandezza misurabile o numerabile. - Quand’è che un carattere viene detto qualitativo? Un carattere si dice qualitativo se le modalità sono espresse mediante espressioni verbali o attributi. - Come possiamo distinguere un carattere quantitativo nel tempo? Le modalità di un carattere quantitativo possono essere variabili o costanti. - Quando un carattere qualitativo è rettilineo? Un carattere qualitativo viene definito rettilineo quando le modalità possiedono un ordinamento sequenziale, cioè un ordine di successione. - Come viene chiamato quel carattere le cui modalità non presentano un ordine naturale di successione? Carattere sconnesso. - Quali sono le caratteristiche di un carattere dicotomico? Un carattere dicotomico ha la caratteristica di poter assumere solo due modalità. Che significato assume l’assegnazione di valori numerici alle variabili qualitative? L’assegnazione di un valore numerico alle variabili qualitative ha il solo significato di classificazione di esse. Perché una variabile ordinale è detta ciclica? Una variabile ordinale è ciclica quando le modalità presentano un ordine naturale di successione anche se le modalità iniziali e finali si possono fissare solo convenzionalmente Quale trasformazione è solita fare ai caratteri qualitativi? Tale trasformazione dei dati va sotto il nome di codifica. Quali sono i caratteri quantitativi tali che è possibile pensare di cedere tutto o anche una parte dell’ammontare di un’unità statistica? I caratteri quantitativi detti trasferibili, ad esempio il reddito di un individuo. Che differenza c’è tra carattere quantitativo discreto e carattere quantitativo continuo? Il carattere quantitativo discreto ha per modalità numeri naturali mentre il carattere quantitativo continuo ha come modalità Totti i valori compresi in un certo intervallo. Secondo quale scala è possibile classificare i caratteri quantitativi?
Scala intervalli e scala di rapporti. Per quale tipo di classificazione di scala è possibile effettuare tutte le operazioni algebriche Scala di rapporti: + - : x RAPPORTI STATISTICI COSA SI INTENDE PER INDICATORI STATISTICI? Gli indicatori statistici sono strumenti con i quali si può descrivere in modo sintetico un fenomeno statistico e si ottengono operando mediante differenze e rapporti tra i dati statistici raccolti. COSA SONO GLI INDICI ASSOLUTI? gli indici si definiscono assoluti quando sono espressi nella stessa unità di misura del fenomeno. COSA SONO GLI INDICI RELATIVI? Gli indici si definiscono relativi quando non dipendono dall'unità di misura del fenomeno e si ottengono rapportando due misure assolute oppure un indice assoluto al suo massimo. COSA SONO GLI INDICI NORMALIZZATI? Gli indici normalizzati sono indici relativi che assumono valori in un intervallo finito quasi sempre [0,1] oppure [-1,+1]. COSA SONO LE DIFFERENZE ASSOLUTE O VARIAZIONI ASSOLUTE? Considerando due dati statistici X e Y, le differenze/variazioni assolute esprimono quanto la prima quantità sia maggiore o minore della seconda e sono misurate con la stessa unità di misura. COSA SI INTENDE PER RAPPORTI STATISTICI? Un rapporto statistico è un quoziente tra due fenomeni, di cui uno almeno di natura statistica, legati da un certo nesso logico. Quindi il rapporto tra il fenomeno da confrontare e il fenomeno di riferimento. COSA SONO I RAPPORTI DI COMPOSIZIONE I rapporti di composizione sono legati al concetto di frequenza relativa, infatti è il rapporto tra l’intensità o la frequenza di una data modalità di un fenomeno per l’intensità o la frequenza complessiva dello stesso fenomeno. COME SI OTTENGONO I RAPPORTI DI DERIVAZIONE? I rapporti di derivazione si ottengono eseguendo il quoziente tra le intensità o la frequenza di un fenomeno e l’intensità o la frequenza di un altro fenomeno, che ne costituisce il presupposto logico e necessario, detto “ fenomeno generante”. COME SI DETERMINANO I RAPPORTI DI COESISTENZA? I rapporti di coesistenza si determinano calcolando il quoziente tra le intensità di uno stesso fenomeno in due luoghi diversi, o tra le intensità di due fenomeni diversi ma nello stesso luogo. COSA SONO I NUMERI INDICI SEMPLICI? I numeri Indici semplici sono rapporti che consentono il confronto tra le intensità di uno stesso fenomeno in due o più situazioni diverse o in tempi diversi o luoghi diversi.
- Cos’è la frequenza? Si definisce frequenza il numero delle unità di un carattere che presentano la stessa modalità
- Nei diagrammi a coordinate cartesiane cosa è posizionato rispettivamente sull’asse delle ascisse e delle ordinate? Sull’asse delle ascisse le Variabili, sulle ordinate le frequenze. - Per quale tipo di distribuzione si utilizza il diagramma di dispersione? Si utilizza per distribuzione doppia di due variabili quantitative - Come viene rappresentato il diagramma di dispersione nel piano cartesiano? Viene rappresentato da una nube di punti - Qual è il vantaggio delle rappresentazioni grafiche rispetto a quelle tabellari? Hanno il vantaggio di essere di rapida intuizione però sono fonti informative meno ricche. - Esiste un strumento che vada a rappresentare i dati tramite indici e nel contempo rappresentarli graficamente? Qual è la sua finalità? Si esiste il c.d. box plot, un ibrido tra rappresentazione tabellare e grafica. Esso è utilizzato se l’insieme dei dati risulta vasto, in modo da rendere le illustrazioni dei risultati più evidenti. - Quali sono gli indici che compongono il box-plot? Gli indici sono: Il valore minimo osservato, Il primo quartile; La mediana; Il terzo quartile; Il valore massimo osservato. - Come si rappresenta graficamente il box-plot? Il box plot è costituito da un rettangolo compreso tra il primo quartile e il terzo quartile, la linea posta all’interno del rettangolo indica la mediana. Due segmenti che uniscono il rettangolo ai baffi, questi si fermano al valore minimo osservato e il valore massimo osservato. - Qual è il difetto del box-plot e come si può ovviare? Il difetto del box plot è che questo è soggetto a valori anomali. Si può ovviare calcolando il limite inferiore e il limite superiore. Il primo si calcola come Q1-1.5(Q3-Q1) Il limite superiore si calcola: Q3+1,5(Q3-Q1) Se il limite inferiore è maggiore del valore minimo osservato si sceglie il limite inferiore; Se il limite superiore è minore del valore massimo osservato si sceglie il limite superiore. - Il box-plot consente a colpo d’occhio di valutare cosa? Il valore della tendenza centrale; La simmetria o l’asimmetria dei dati; La dispersione dei dati, maggiore è l’ampiezza del rettangolo maggiore sarà la dispersione e viceversa.
- Definizione di media aritmetica. Si dice media aritmetica semplice di N numeri il numero che si ottiene dividendo la loro somma per N - Come si calcola la media aritmetica ponderata? Si calcola facendo il rapporto tra la somma degli N elementi della distribuzione per il loro peso e la somma di tutti i pesi - Per quali caratteri è possibile calcolare la media aritmetica? Per caratteri quantitativi
- La media aritmetica che tipo di indice è? È un indice di posizione razionale - Data questa distribuzione 18, 23, 31 qual è la media aritmetica? 24 - Considera un collettivo di 20 individui, 5 individui sono alti 1,65cm, 10 individui sono alti 1,75cm e altri 5 individui sono alti 1,70cm. Qual è la media aritmetica pesata? La media aritmetica pesata sarà: (1,65×5) +(1,75×10) +(1,70×5) ÷20 =1. - Definizione della proprietà dell'omogeneità. Se si moltiplica ciascun termine per una costante c la media aritmetica della successione è uguale alla media aritmetica originaria moltiplicata per c - Definizione della proprietà dell'internalità. La Media è un valore interno alla distribuzione - Definizione della proprietà traslativa della media aritmetica. Se aggiungo o sottraggo una costante c la media sarà pari alla media originaria sottratta o aumentata di c - Definizione della proprietà associativa della media aritmetica. Se il mio collettivo è diviso in un sottoinsieme esaustivo e disgiunto, la media generale è pari alle medie di ciascun gruppo pesate per il numero del gruppo stesso. - Interpreta la seguente proprietà della media ∑( 𝑥 𝑖 − 𝑥 ) = 0. La somma degli scarti della media è zero - A volte la media aritmetica non viene utilizzata, ma vengono preferiti altri indici di posizione come la mediana e la moda, perché? Perché la media aritmetica è notevolmente influenzata dai valori estremi della distribuzione - Come si calcola la media armonica? La media armonica è la somma dei reciproci dei termini. - La media armonica gode della proprietà dell’internalità? Sì, la media armonica gode della proprietà dell’internalità a patto che i termini della distribuzione siano tutti positivi o tutti negativi. - Quale altra proprietà contraddistingue la media armonica? La proprietà dell’omogeneità: moltiplicando per una costante c ∈ 𝑅, i termini di una distribuzione anche la media armonica risulta moltiplicata (o divisa) per la stessa costante c - Che cos’è la mediana? La mediana è un indice statistico che ci permette di sintetizzare il valore centrale di un carattere osservato. - Da che cosa è rappresentata la funzione della mediana di una distribuzione? Da quel valore che suddivide la distribuzione in due parti, lasciando un numero uguale di termini a destra e a sinistra del valore mediano.
piccolo e quello più grande della distribuzione o al massimo potrebbe coincidere con un termine della distribuzione.
distribuzione siano uguali tra di loro.
stessa misura delle unità statistiche a cui si riferiscono mentre quelli relativi sono indipendenti dall’unità di misura, mentre gli indici di variabilità assoluta non consentono il confronto tra le variabilità di distribuzioni quando queste sono espresse in unità di misura diversa.
- Come possiamo definire il campo di variazione? Il campo di variazione è una misura grossolana, dato dalla differenza tra il valore massimo e quello Minimo della distribuzione - Cos’è lo scostamento Semplice Medio dalla media Aritmetica? È la media aritmetica dei valori assoluti degli scarti dalla media - cos’è lo scostamento quadratico medio o anche detto deviazione standard? È la radice quadrata della media aritmetica dei quadrati degli scarti dalla media - Che cos’è la varianza? La varianza è il quadrato della deviazione standard (scostamento quadratico medio) - Cosa si intende per differenza interquartile? È un indice di variabilità che non tiene conto della distribuzione, dato dalla differenza tra terzo e primo quartile. - Cosa possiamo calcolare attraverso il campo di variazione? Il campo di variazione è usato nelle industrie per controllare la qualità del prodotto o ad esempio per indicare la minima e massima temperatura in una data località. - A quanto è pari la differenza media senza ripetizione (delta) quando tutti i termini della distribuzione sono uguali? Quando tutti i termini della distribuzione sono uguali a zero allora la differenza media senza ripetizione (delta) è pari a zero.
Le differenze medie possono essere con ripetizione e senza ripetizione.
La differenza media di un insieme di dati è la media aritmetica di tutte le differenze di ogni dato con gli altri.
- Cos’è lo scostamento Semplice Medio dalla media Aritmetica? È la media aritmetica dei valori assoluti degli scarti dalla media. - La devianza è il numeratore di cosa? E come si calcola (distribuzione per unità)? La devianza è il numeratore della varianza e si calcola: 𝐷𝑒𝑣(𝑋) = ∑𝑛 (𝑥 − 𝑀) 2 𝑖=1 𝑖 - Secondo una delle proprietà della varianza, la varianza stessa è invariante rispetto a cosa?
La varianza è invariante rispetto all’aggiunta di una costante a tutti i dati.
- Quale formula ci mostra la relazione tra lo scarto quadratico medio (sigma) e la differenza media quadratica (2DeltaR)? Tale relazione è espressa dalla formula: 2 ∆𝑅= 𝜎√ 2
cioè la devianza tra i gruppi
La differenza media quadratica è la somma degli scarti al quadrato di ciascun dato rispetto tutti gli altri.
equidistribuzione.
si ha così concentrazione massima.
graficamente il grado di concentrazione di una variabile statistica.
somma dei segmenti di distanza del segmento di equidistribuzione dalla spezzata e la somma delle ascisse della retta, esclusa l’ultima.
offre una misura della eterogeneità (omogeneità) di una distribuzione statistica a partire dai valori delle frequenze relative associate alle k modalità di una generica variabile X.
- Da quale rapporto è dato l’indice di correlazione? l’indice di correlazione è dato dal rapporto tra la covarianza e la deviazione standard di.x - Qual’è il modo per calcolare la correlazione senza basarsi su altri parametri? Esiste un modo per calcolare la correlazione senza basarsi sul altri parametri tramite l’indice di Spearman che è un indice per definizione non parametrico - Quali sono le limitazioni nell’uso della correlazione? L’indice di correlazione può essere utilizzato solo con relazioni lineari, non va associata alle due variabili una relazione causa effetto, e infine le due variabili devono essere distribuite normalmente ad ogni valore di x e y deve seguire una distribuzione normale. - Con quale tipologia di variabili può essere applicata la correlazione? La correlazione così come la regressione è applicata con 2 variabili quantitative - Quali sono i valori che può assumere l’indice di correlazione? L’indice di correlazione varia tra -1 e 1 in base alla relazione tra le due variabili - Se l’indice R Square (siamo nella regressione) è pari ad 1 cosa vuol dire? Se l’indice è pari ad uno vorrà dire che la devianza totale e quella di regressione sono uguali quindi la retta sarà perfettamente coincidente con i punti osservati
Una v.c. X ha distribuzione binomiale con parametri n e p (0≤p≤1) se se soltanto se la sua distribuzione di probabilità è data da: P(X=x)= (n x) p^x (1-p)^n-x
- Quando si applica la distribuzione binomiale? La distribuzione binomiale si applica per eventi dicotomici, probabilità di successo p costante in tutte le prove ed esperimento ripetuto n (finito) di volte indipendenti e con le stesse condizioni. - Quali sono le caratteristiche della distribuzione binomiale? E(X)= np e Var(X)=npq Quando è simmetrica la distribuzione binomiale? La distribuzione binomiale è simmetrica quando p=q=0, - Come si definisce la distribuzione ipergeometrica? Una v.c. Ha distribuzione ipergeometrica con parametri, n, k, N se la sua distribuzione di probabilità è data da: P(X=x)=(k n)(N-k n-x)/(N n);x=0,1,2,...,n;k mag= 0;x compreso tra max[0,n-(N-k)] e min(n,k) - Qual è il valore atteso della distribuzione ipergeometrica? Il suo valore atteso è pari a nk/N=np - Qual è la varianza distribuzione ipergeometrica? La varianza della distribuzione ipergeometrica è uguale a: np(1-p)•(N-n)/N- - Quando la varianza ipergeometrica coincide con quella binomiale? La varianza della distribuzione ipergeometrica Coincide con quella della Distribuzione binomiale per n=1 ed anche per N-> infinito
sull’intervallo (a,b)
stimatore T=t(X1,....,Xn ) è detto sufficiente se e solo se o la distribuzion econdizionata di X1,….,Xn dato T=t non dipende da Θ per ogni T=t(X1,....,Xn ).
**- Consistenza quadratica: