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Appunti discorsivi di economia
Tipologia: Appunti
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La comunicazione integrata è l'insieme dei processi di creazione, scambio e condivisione di messaggi rivolti a soggetti interni ed esterni all'azienda. L’obiettivo della comunicazione integrata è la ricerca del consenso necessario per operare, e della legittimazione dei propri comportamenti. Considerando 3 aree di soggetti a cui si riferisce (clienti, finanziatori e collettività), si individuano 3 flussi comunicativi:
Il bilancio d'esercizio , rivolto sia ai soggetti interni sia ai soggetti esterni all'impresa, deve rappresentare in maniera chiara, veritiera e corretta la situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’impresa. Le società non quotate in mercati regolamentati seguono le norme del codice civile e applicano i principi contabili nazionali (OIC); il bilancio da esse redatto è chiamato bilancio civilistico. Il bilancio d'esercizio civilistico varia in relazione alle dimensioni aziendali:
Lo Stato patrimoniale evidenzia il patrimonio di funzionamento esistente alla fine del periodo amministrativo; è in unità di euro (senza cifre decimali) e deve essere a stati comparati (deve riportare in due colonne separate gli importi dell'esercizio appena chiuso e quelli dell'esercizio precedente). Gli elementi attivi (che rappresentano gli impieghi ) sono distinti in base alla destinazione economica; gli elementi passivi (che rappresentano le fonti ) sono distinti in base alla provenienza dei finanziamenti. Nello Stato patrimoniale in forma ordinaria la classificazione dell'attivo e del passivo è su più livelli: lettere maiuscole, numeri romani, numeri arabi per le singole voci e lettere minuscole per le specifiche sottovoci. Nello Stato patrimoniale in forma abbreviata la classificazione è solo su due livelli: lettere maiuscole e numeri romani. Le poste di rettifica devono essere portate in diretta detrazione delle voci cui si riferiscono:
Per ottenere informazioni sulla situazione patrimoniale e finanziaria dell'impresa occorre rielaborare lo Stato patrimoniale secondo criteri finanziari , distinguendo gli impieghi in relazione alla loro liquidabilità e le fonti di finanziamento in relazione alla loro esigibilità. Lo Stato patrimoniale può essere riclassificato considerando o meno la delibera di riparto dell'utile d'esercizio. Se riclassificato tenendo conto della delibera di riparto dell'utile, la quota di utile accantonata alle Riserve fa parte del capitale proprio, mentre la quota di utile destinata ai soci viene inserita nei debiti a breve scadenza. RIELABORAZIONE DEL CONTO ECONOMICO Per rielaborare il Conto economico occorre distinguere i componenti del reddito in base alle aree di provenienza (o gestioni aziendali):
Il valore aggiunto indica l'incremento di valore rispetto ai costi esterni (costi per materie, per servizi, per godimento di beni di terzi) che l'impresa ha creato attraverso il processo produttivo. Oltre al valore aggiunto vengono evidenziati i seguenti risultati intermedi di gestione:
Correlazione ROE, ROI, leverage, incidenza gestione non caratteristica La redditività del capitale proprio espressa dal ROE è direttamente collegata: ● al ROI → tanto più è elevata la redditività del capitale investito, tanto maggiore è l’utile conseguito; ● al tasso di incidenza della gestione non caratteristica → se il risultato della gestione non caratteristica è positivo aumenta il risultato economico complessivo; ● al leverage → esercita un effetto leva che moltiplica il ROE a seconda del divario ROI-ROD: ○ ROI>ROD → la redditività del capitale proprio (ROE) è spinta in alto da un leverage maggiore di 1; ○ ROI = ROD → la redditività del capitale proprio (ROE) non è influenzata dal leverage; ○ ROI<ROD → la redditività del capitale proprio (ROE) diminuisce tanto più è alto il valore del leverage (effetto leva negativo). ANALISI PATRIMONIALE-FINANZIARIA → equilibrio= attivo corrente > debiti a breve attivo immobilizzato < capitale permanente ● Patrimonio circolante netto = attivo corrente - passività correnti Il patrimonio circolante netto evidenzia il grado di liquidità, la capacità di far fronte agli impegni finanziari a breve termine utilizzando tutte le attività che si rendono liquide entro l’esercizio. Se è negativo l’impresa si trova in una posizione di illiquidità. ● Margine di struttura = capitale proprio - attivo immobilizzato Il margine di struttura evidenzia la quota di investimenti a medio e lungo termine finanziata con capitale non soggetto a scadenza. Se è positivo l’impresa finanzia totalmente l’attivo immobilizzato con il capitale proprio, se è negativo parte dell’attivo immobilizzato e circolante sono finanziati con capitale di debito. ● Margine di tesoreria = (disponibilità liquide + disponibilità finanziarie) - passività correnti Il margine di tesoreria evidenza la capacità di far fronte agli impegni finanziari a breve termine utilizzando solo mezzi liquidi e prontamente liquidabili. Se è positivo l’impresa è in equilibrio finanziario nel breve periodo, se è negativo l’impresa incontra difficoltà a far fronte ai debiti nel breve periodo. ● Margine di copertura globale = capitale permanente - attivo immobilizzato Il margine di copertura globale evidenzia la quota di investimenti a medio e lungo termine finanziata con capitale permanente (capitale proprio + debiti a media/lunga scadenza). Se è positivo il capitale permanente finanzia anche parte dell’attivo corrente (struttura patrimoniale solida), se è negativo indica invece una struttura patrimoniale precaria. ● Grado di capitalizzazione = (capitale proprio / capitale di debito) Il grado di capitalizzazione se è >1 ottimo (impresa capitalizzata), <1 impresa dipendente dal capitale di debito (impresa sottocapitalizzata). INDICI PATRIMONIALI Rigidità impieghi= (attivo imm. / tot impieghi) x Elasticità impieghi= (attivo corr. / tot impieghi) x100 → più è alto più l’impresa è in grado di rispondere in maniera reattiva ai mutamenti del mercato Incidenza deb. a breve= (deb. a breve / tot impieghi) x Incidenza deb. a m/l= (deb. a medio e lungo / tot impieghi) x Autonomia finanziaria= (cap. proprio / tot impieghi) x100 → grado di solidità dell’impresa, >66% ottimo, tra 33% e 66% normale, <33% impresa dipendente dal capitale di deb. INDICI E MARGINI FINANZIARI In. disponibilità= attivo corrente / deb. a breve In. autocopertura imm.= cap. proprio / attivo imm. In. copertura glob. imm.= (cap. proprio + deb. a b,m,l) / attivo imm. In. liquidità secondaria= (disp. liquide + disp. finan.) / deb. a breve
Le operazioni di gestione provocano flussi economici e flussi finanziari. I flussi economici sono i costi e ricavi iscritti nel Conto economico. I flussi finanziari sono determinati dalle variazioni nelle disponibilità liquide, nei crediti e nei debiti. I flussi finanziari possono riguardare le variazioni del Patrimonio circolante netto (attivo corrente - debiti a breve scadenza), oppure le variazioni delle disponibilità liquide (denaro in cassa, assegni, c/c attivi bancari e postali). I flussi finanziari sono classificati in fonti di risorse finanziarie e impieghi di risorse finanziarie, distinguendoli per aree di provenienza:
● ACCETTAZIONE DI UN ORDINE —> costo suppletivo Per decidere se accettare un ordine si confrontano i costi e i ricavi emergenti e si calcola il costo suppletivo (o differenziale) sostenuto per aumentare l'attuale capacità di produzione. Se il ricavo netto è maggiore del costo suppletivo l'ordine viene accettato. COSTO SUPPLETIVO TOTALE = costo totale di n unità - costo totale di n+1 unità COSTO SUPPLETIVO UNITARIO = costo suppletivo totale/ unità incremento di produzione Ricavo unitario > costo suppletivo unitario —> accettazione dell’ordine ● MIX DI PRODOTTI DA REALIZZARE —> margine di contribuzione Per definire il mix di prodotti da realizzare si calcola il margine di contribuzione in funzione di un fattore produttivo. Margine di contribuzione di 1º livello / fattore scarso (es. ore di funzionamento macchine) Al risultato maggiore viene attribuita la quota di fattore scarso maggiore. ● ELIMINAZIONE DI UN PRODOTTO POCO REDDITIZIO Se i ricavi cessanti sono maggiori dei costi cessanti (costi variabili e fissi specifici), allora non conviene eliminare il prodotto che contribuisce a coprire i costi fissi. In caso contrario, può convenire eliminare il prodotto. Si calcola il MARGINE DI CONTRIBUZIONE DI 2º LIVELLO e se questo è positivo allora non è conveniente eliminare il prodotto, viceversa è conveniente. ● MAKE OR BUY Nelle decisioni di make or buy si verifica la convenienza ad acquistare da un fornitore (scelta buy) il prodotto attualmente fabbricato internamente (scelta make). Se i costi emergenti sono maggiori dei costi cessanti, è preferibile la scelta make. In caso contrario è preferibile la scelta buy. COSTI DIFFERENZIALI = acquisti all’esterno - produzione interna Se il costo differenziale totale è positivo (+costi) non è conveniente acquistare esternamente. ● BREAK EVEN ANALYSIS La break even analysis è una tecnica che consente di esaminare l’andamento dei costi e dei ricavi e di individuare il punto di pareggio (break even point). Nel BEP i costi totali (costi variabili + fissi) sono uguali ai ricavi totali. La quantità in cui si ottiene tale pareggio si calcola come segue: q=CF/(p-cv)
in cui:
La strategia aziendale consiste in un insieme prestabilito di decisioni attraverso le quali l'impresa fissa gli obiettivi di medio/lungo periodo e predispone un piano di azioni per realizzarli. La gestione strategica si sviluppa attraverso diverse fasi:
La strategia di corporate riguarda le macro scelte imprenditoriali con le quali si definisce l'orientamento strategico di fondo dell'intera organizzazione, ossia le linee guida. Tra le varie strategie di corporate troviamo:
Le strategie funzionali riguardano l'aspetto operativo delle strategie di business, coinvolgono le singole funzioni aziendali (marketing, produzione, logistica ecc.), tra le principali troviamo:
● Analisi quantitativo-monetaria : l'analisi quantitativo-monetaria comporta la redazione del Piano degli investimenti e dei prospetti di Conto economico, Stato patrimoniale e Rendiconto finanziario previsionali. Sulla base dei dati contenuti in tali documenti si calcolano i principali margini e indici di bilancio. ● Conclusioni : riportano una valutazione complessiva del rendimento e del grado di concreta fattibilità del progetto; si chiudono con l'analisi SWOT dell'iniziativa. BUSINESS PLAN PER LE INIZIATIVE INTERNAZIONALI Il business plan per le iniziative internazionali presenta alcuni elementi distintivi, specifici delle iniziative all'estero. Viene preceduto dall'analisi dei Paesi candidati a essere i destinatari dell'iniziativa, per selezionare il Paese verso il quale orientarsi, svolta in più fasi: