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Programma intero economia, Appunti di Economia aziendale

Appunti discorsivi di economia

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 19/11/2025

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REDAZIONE E ANALISI DEI BILANCI DELL'IMPRESA
COMUNICAZIONE INTEGRATA
La comunicazione integrataè l'insieme dei processi di creazione, scambio e condivisione di messaggi rivolti asoggetti
interni ed esterni all'azienda.
L’obiettivo della comunicazione integrata èla ricerca del consenso necessario per operare, e della legittimazione dei
propri comportamenti. Considerando 3aree di soggetti acui si riferisce (clienti, finanziatori ecollettività), si
individuano 3flussi comunicativi:
-comunicazione economico-finanziaria;
-comunicazione socio-ambientale;
-comunicazione commerciale-pubblicitaria.
COMUNICAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA
Il principale strumento di comunicazione economico-finanziaria, che deriva dalla contabilità generale, èil bilancio
d'esercizio.
La contabilità generale (scritture complesse e consuntive) è tenuta con il metodo della partita doppia applicatoal
sistema del patrimonio edel risultato economico.
Per registrarein contabilità le operazioni di gestione, occorre avere a disposizione:
-il piano dei conti, formato dall'elenco dei conti edalle noteche ne illustrano il funzionamento;
-il librogiornale,dove le operazioni si registrano in ordine di data;
- i conti di mastro, dove le operazioni si registrano in base all'oggetto.
IMMOBILIZZAZIONI
Le immobilizzazioni sono elementi attivi del patrimonio che restano investiti per più anni.
Si distinguono in:
-immobilizzazioni immateriali:oneri ebeni pluriennali non dotati del requisitodella materialità;
-immobilizzazioni materiali:beni pluriennali provvisti del requisitodella materialità;
-immobilizzazioni finanziarie:partecipazioni (quotedi capitale di altre imprese) che l'impresa detiene per
più anni e i crediti finanziari.
Le immobilizzazioni immateriali e materiali si iscrivono nello Stato patrimoniale solo se sono di proprietà
dell'impresa (acquisiti attraverso apportodei soci, acquistosul mercato, costruzione in economia).
LEASING: i beni pluriennali acquisiti con il leasing non fanno partedel patrimonio aziendale equindi non si
iscrivono nel SP; icanoni di leasing pagati si contabilizzano come costoper godimento di beni di terzi.
FACTORING: è un contrattoche prevede l'offerta di servizi di gestione della riscossione dei crediti, di
finanziamento (eventuale anticipo di una percentuale dei crediti ceduti) edi garanzia (eventuale copertura
del rischio di insolvenza del debitore).
SUBFORNITURA:nel contrattodi subfornitura l'impresa committente fornisce all'impresa subfornitrice
materie eprogetti esecutivi contenendo icosti di produzione eacquisendo maggiore flessibilità.
CONTRIBUTI PUBBLICI
Le imprese possono riceverecontributi dallo Stato, dalle Regioni oda altri enti pubblici per acquistare i beni
strumentali (contributi in c/impianti), oppureper integrare i ricavi (contributi in c/esercizio).
Icontributi in c/impianti sono ricavi, la partedi ricavo da rinviareagli esercizi futuri èrilevata con irisconti passivi.
IL BILANCIO D’ESERCIZIO
Il bilancio d'esercizio, rivolto sia ai soggetti interni sia ai soggetti esterni all'impresa, deve rappresentare in maniera
chiara, veritiera e corretta la situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’impresa.
Le società non quotatein mercati regolamentati seguono le norme del codice civile eapplicano iprincipi contabili
nazionali (OIC); il bilancio da esse redatto è chiamato bilancio civilistico.
Il bilancio d'esercizio civilistico varia in relazione alle dimensioni aziendali:
-bilancio delle micro-imprese, composto dallo Stato patrimoniale e dal Conto economico;
-bilancio in forma abbreviata, composto dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico e dalla Nota
integrativa;
-bilancio in forma ordinaria, composto dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dalla Nota
integrativa e dal Rendicontofinanziario.
Le società quotatenei mercati regolamentati seguono iprincipi contabili internazionali IAS/IFRS.
Il sistema informativo di bilancio è l'insieme del bilancio d'esercizio edelle relazioni che lo accompagnano
(relazione sulla gestione, relazione del collegio sindacale, relazione del soggettoincaricatodella revisione legale).
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REDAZIONE E ANALISI DEI BILANCI DELL'IMPRESA

COMUNICAZIONE INTEGRATA

La comunicazione integrata è l'insieme dei processi di creazione, scambio e condivisione di messaggi rivolti a soggetti interni ed esterni all'azienda. L’obiettivo della comunicazione integrata è la ricerca del consenso necessario per operare, e della legittimazione dei propri comportamenti. Considerando 3 aree di soggetti a cui si riferisce (clienti, finanziatori e collettività), si individuano 3 flussi comunicativi:

  • comunicazione economico-finanziaria ;
  • comunicazione socio-ambientale ;
  • comunicazione commerciale-pubblicitaria. COMUNICAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA Il principale strumento di comunicazione economico-finanziaria, che deriva dalla contabilità generale, è il bilancio d'esercizio. La contabilità generale (scritture complesse e consuntive) è tenuta con il metodo della partita doppia applicato al sistema del patrimonio e del risultato economico. Per registrare in contabilità le operazioni di gestione, occorre avere a disposizione:
  • il piano dei conti, formato dall'elenco dei conti e dalle note che ne illustrano il funzionamento;
  • il libro giornale, dove le operazioni si registrano in ordine di data;
  • i conti di mastro, dove le operazioni si registrano in base all'oggetto. IMMOBILIZZAZIONI Le immobilizzazioni sono elementi attivi del patrimonio che restano investiti per più anni. Si distinguono in:
  • immobilizzazioni immateriali : oneri e beni pluriennali non dotati del requisito della materialità;
  • immobilizzazioni materiali : beni pluriennali provvisti del requisito della materialità;
  • immobilizzazioni finanziarie : partecipazioni (quote di capitale di altre imprese) che l'impresa detiene per più anni e i crediti finanziari. Le immobilizzazioni immateriali e materiali si iscrivono nello Stato patrimoniale solo se sono di proprietà dell'impresa (acquisiti attraverso apporto dei soci, acquisto sul mercato, costruzione in economia). ● LEASING : i beni pluriennali acquisiti con il leasing non fanno parte del patrimonio aziendale e quindi non si iscrivono nel SP; i canoni di leasing pagati si contabilizzano come costo per godimento di beni di terzi. ● FACTORING : è un contratto che prevede l'offerta di servizi di gestione della riscossione dei crediti, di finanziamento (eventuale anticipo di una percentuale dei crediti ceduti) e di garanzia (eventuale copertura del rischio di insolvenza del debitore). ● SUBFORNITURA : nel contratto di subfornitura l'impresa committente fornisce all'impresa subfornitrice materie e progetti esecutivi contenendo i costi di produzione e acquisendo maggiore flessibilità. CONTRIBUTI PUBBLICI Le imprese possono ricevere contributi dallo Stato, dalle Regioni o da altri enti pubblici per acquistare i beni strumentali ( contributi in c/impianti ), oppure per integrare i ricavi ( contributi in c/esercizio ). I contributi in c/impianti sono ricavi, la parte di ricavo da rinviare agli esercizi futuri è rilevata con i risconti passivi.

IL BILANCIO D’ESERCIZIO

Il bilancio d'esercizio , rivolto sia ai soggetti interni sia ai soggetti esterni all'impresa, deve rappresentare in maniera chiara, veritiera e corretta la situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’impresa. Le società non quotate in mercati regolamentati seguono le norme del codice civile e applicano i principi contabili nazionali (OIC); il bilancio da esse redatto è chiamato bilancio civilistico. Il bilancio d'esercizio civilistico varia in relazione alle dimensioni aziendali:

  • bilancio delle micro-imprese , composto dallo Stato patrimoniale e dal Conto economico;
  • bilancio in forma abbreviata , composto dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico e dalla Nota integrativa;
  • bilancio in forma ordinaria , composto dallo Stato patrimoniale, dal Conto economico, dalla Nota integrativa e dal Rendiconto finanziario. Le società quotate nei mercati regolamentati seguono i principi contabili internazionali IAS/IFRS. Il sistema informativo di bilancio è l'insieme del bilancio d'esercizio e delle relazioni che lo accompagnano (relazione sulla gestione, relazione del collegio sindacale, relazione del soggetto incaricato della revisione legale).

STATO PATRIMONIALE

Lo Stato patrimoniale evidenzia il patrimonio di funzionamento esistente alla fine del periodo amministrativo; è in unità di euro (senza cifre decimali) e deve essere a stati comparati (deve riportare in due colonne separate gli importi dell'esercizio appena chiuso e quelli dell'esercizio precedente). Gli elementi attivi (che rappresentano gli impieghi ) sono distinti in base alla destinazione economica; gli elementi passivi (che rappresentano le fonti ) sono distinti in base alla provenienza dei finanziamenti. Nello Stato patrimoniale in forma ordinaria la classificazione dell'attivo e del passivo è su più livelli: lettere maiuscole, numeri romani, numeri arabi per le singole voci e lettere minuscole per le specifiche sottovoci. Nello Stato patrimoniale in forma abbreviata la classificazione è solo su due livelli: lettere maiuscole e numeri romani. Le poste di rettifica devono essere portate in diretta detrazione delle voci cui si riferiscono:

  • i Fondi ammortamento devono essere sottratti al costo storico delle immobilizzazioni;
  • il Fondo svalutazione crediti deve essere sottratto al valore nominale dei crediti. CONTO ECONOMICO Il Conto economico evidenzia i costi e i ricavi che formano il reddito dell'esercizio. Le poste di rettifica ( resi su acquisti e resi su vendite ) devono essere sottratte, rispettivamente, ai costi di acquisto delle merci e materie e ai ricavi di vendita. È redatto in forma scalare ed evidenzia alcuni risultati intermedi di gestione. NOTA INTEGRATIVA La Nota integrativa offre informazioni aggiuntive che chiariscono il contenuto delle voci dello Stato patrimoniale e del Conto economico:
  • indica con appositi prospetti i movimenti intervenuti nelle voci del patrimonio netto e i movimenti delle immobilizzazioni immateriali e materiali;
  • illustra i criteri di valutazione utilizzati;
  • indica i costi e i ricavi di importo o di incidenza eccezionali.

RIELABORAZIONE DELLO STATO PATRIMONIALE

Per ottenere informazioni sulla situazione patrimoniale e finanziaria dell'impresa occorre rielaborare lo Stato patrimoniale secondo criteri finanziari , distinguendo gli impieghi in relazione alla loro liquidabilità e le fonti di finanziamento in relazione alla loro esigibilità. Lo Stato patrimoniale può essere riclassificato considerando o meno la delibera di riparto dell'utile d'esercizio. Se riclassificato tenendo conto della delibera di riparto dell'utile, la quota di utile accantonata alle Riserve fa parte del capitale proprio, mentre la quota di utile destinata ai soci viene inserita nei debiti a breve scadenza. RIELABORAZIONE DEL CONTO ECONOMICO Per rielaborare il Conto economico occorre distinguere i componenti del reddito in base alle aree di provenienza (o gestioni aziendali):

  • gestione caratteristica : accoglie i ricavi e costi dell'attività aziendale. La differenza tra questi ricavi e costi costituisce il Reddito operativo ;
  • gestione accessoria : accoglie i ricavi e costi che non fanno parte dell'attività caratteristica, come per esempio i fitti attivi, le plusvalenze e le minusvalenze che derivano dalla vendita di beni strumentali. La differenza tra questi ricavi e costi esprime il Risultato della gestione accessoria ;
  • gestione finanziaria : accoglie gli interessi attivi concessi e passivi sui finanziamenti ricevuti. La differenza tra questi ricavi e costi esprime il Risultato della gestione finanziaria. Se all'interno delle gestioni caratteristica, accessoria e finanziaria ci sono componenti di reddito non correnti (ricavi e costi destinati a non ripetersi con continuità nel tempo e di importo o incidenza eccezionali), il saldo deve essere evidenziato separatamente. ● CE A RICAVI E COSTO DEL VENDUTO Per redigere il Conto economico a ricavi e costo del venduto occorre classificare i costi a seconda della destinazione produttiva ( costi industriali , costi commerciali e costi amministrativi ).
  • COSTO DEL VENDUTO : esistenze iniziali più gli acquisti e i costi industriali meno le rimanenze finali e i costi patrimonializzati per lavori;
  • MARGINE LORDO INDUSTRIALE : ricavi di vendita meno il costo del venduto;
  • REDDITO OPERATIVO (EBIT) : margine lordo industriale meno i costi commerciali e amministrativi più gli altri ricavi e proventi. A seguire, si riportano i risultati della gestione finanziaria, della gestione accessoria e il saldo dei componenti non correnti, come nel Conto economico a valore aggiunto.

● CE A VALORE AGGIUNTO

Il valore aggiunto indica l'incremento di valore rispetto ai costi esterni (costi per materie, per servizi, per godimento di beni di terzi) che l'impresa ha creato attraverso il processo produttivo. Oltre al valore aggiunto vengono evidenziati i seguenti risultati intermedi di gestione:

  • VALORE AGGIUNTO : valore della produzione meno i costi per materie e servizi;
  • MARGINE OPERATIVO LORDO (EBITDA) : valore aggiunto meno i costi del personale;
  • REDDITO OPERATIVO (EBIT) : margine operativo lordo meno gli ammortamenti, la svalutazione dei crediti, gli accantonamenti a fondi rischi e oneri.

Correlazione ROE, ROI, leverage, incidenza gestione non caratteristica La redditività del capitale proprio espressa dal ROE è direttamente collegata: ● al ROI → tanto più è elevata la redditività del capitale investito, tanto maggiore è l’utile conseguito; ● al tasso di incidenza della gestione non caratteristica → se il risultato della gestione non caratteristica è positivo aumenta il risultato economico complessivo; ● al leverage → esercita un effetto leva che moltiplica il ROE a seconda del divario ROI-ROD: ○ ROI>ROD → la redditività del capitale proprio (ROE) è spinta in alto da un leverage maggiore di 1; ○ ROI = ROD → la redditività del capitale proprio (ROE) non è influenzata dal leverage; ○ ROI<ROD → la redditività del capitale proprio (ROE) diminuisce tanto più è alto il valore del leverage (effetto leva negativo). ANALISI PATRIMONIALE-FINANZIARIA → equilibrio= attivo corrente > debiti a breve attivo immobilizzato < capitale permanente ● Patrimonio circolante netto = attivo corrente - passività correnti Il patrimonio circolante netto evidenzia il grado di liquidità, la capacità di far fronte agli impegni finanziari a breve termine utilizzando tutte le attività che si rendono liquide entro l’esercizio. Se è negativo l’impresa si trova in una posizione di illiquidità. ● Margine di struttura = capitale proprio - attivo immobilizzato Il margine di struttura evidenzia la quota di investimenti a medio e lungo termine finanziata con capitale non soggetto a scadenza. Se è positivo l’impresa finanzia totalmente l’attivo immobilizzato con il capitale proprio, se è negativo parte dell’attivo immobilizzato e circolante sono finanziati con capitale di debito. ● Margine di tesoreria = (disponibilità liquide + disponibilità finanziarie) - passività correnti Il margine di tesoreria evidenza la capacità di far fronte agli impegni finanziari a breve termine utilizzando solo mezzi liquidi e prontamente liquidabili. Se è positivo l’impresa è in equilibrio finanziario nel breve periodo, se è negativo l’impresa incontra difficoltà a far fronte ai debiti nel breve periodo. ● Margine di copertura globale = capitale permanente - attivo immobilizzato Il margine di copertura globale evidenzia la quota di investimenti a medio e lungo termine finanziata con capitale permanente (capitale proprio + debiti a media/lunga scadenza). Se è positivo il capitale permanente finanzia anche parte dell’attivo corrente (struttura patrimoniale solida), se è negativo indica invece una struttura patrimoniale precaria. ● Grado di capitalizzazione = (capitale proprio / capitale di debito) Il grado di capitalizzazione se è >1 ottimo (impresa capitalizzata), <1 impresa dipendente dal capitale di debito (impresa sottocapitalizzata). INDICI PATRIMONIALI Rigidità impieghi= (attivo imm. / tot impieghi) x Elasticità impieghi= (attivo corr. / tot impieghi) x100 → più è alto più l’impresa è in grado di rispondere in maniera reattiva ai mutamenti del mercato Incidenza deb. a breve= (deb. a breve / tot impieghi) x Incidenza deb. a m/l= (deb. a medio e lungo / tot impieghi) x Autonomia finanziaria= (cap. proprio / tot impieghi) x100 → grado di solidità dell’impresa, >66% ottimo, tra 33% e 66% normale, <33% impresa dipendente dal capitale di deb. INDICI E MARGINI FINANZIARI In. disponibilità= attivo corrente / deb. a breve In. autocopertura imm.= cap. proprio / attivo imm. In. copertura glob. imm.= (cap. proprio + deb. a b,m,l) / attivo imm. In. liquidità secondaria= (disp. liquide + disp. finan.) / deb. a breve

ANALISI DEI FLUSSI FINANZIARI

Le operazioni di gestione provocano flussi economici e flussi finanziari. I flussi economici sono i costi e ricavi iscritti nel Conto economico. I flussi finanziari sono determinati dalle variazioni nelle disponibilità liquide, nei crediti e nei debiti. I flussi finanziari possono riguardare le variazioni del Patrimonio circolante netto (attivo corrente - debiti a breve scadenza), oppure le variazioni delle disponibilità liquide (denaro in cassa, assegni, c/c attivi bancari e postali). I flussi finanziari sono classificati in fonti di risorse finanziarie e impieghi di risorse finanziarie, distinguendoli per aree di provenienza:

  • area dell'attività di finanziamento , che riguarda l'ottenimento e il rimborso di prestiti a media e lunga scadenza, gli aumenti e le diminuzioni di capitale sociale a pagamento;
  • area dell'attività di investimento , che riguarda gli acquisti e le vendite di immobilizzazioni immateriali, materiali e finanziarie;
  • area dell'attività operativa , che riguarda i costi e i ricavi d'esercizio che danno luogo a uscite o a entrate monetarie oppure a debiti e crediti a breve scadenza. RENDICONTI FINANZIARI L'analisi per flussi consente di redigere:
  • il Rendiconto finanziario delle variazioni del PCN , documento facoltativo che consente di individuare le fonti e gli impieghi di risorse finanziarie che hanno modificato uno o più elementi dell'attivo corrente e dei debiti a breve scadenza;
  • il Rendiconto finanziario delle variazioni delle disponibilità liquide , documento obbligatorio che fa parte del bilancio d'esercizio in forma ordinaria, che consente di individuare le fonti e gli impieghi di risorse finanziarie che hanno modificato le disponibilità liquide. BILANCIO SOCIO-AMBIENTALE I documenti di rendicontazione sociale e ambientale evidenziano se e come l'impresa si fa carico di contribuire alla sostenibilità dello sviluppo economico e sociale del territorio e al benessere della collettività. La sostenibilità comprende gli ambiti economico, sociale e ambientale. La rendicontazione sociale e ambientale è obbligatoria per le imprese di grandi dimensioni che devono redigere la dichiarazione non finanziaria. ● Riparto del valore aggiunto Il riparto tra gli stakeholder del valore creato dall'attività aziendale è messo in evidenza da uno specifico prospetto dove è indicata la remunerazione percepita da ciascuna categoria di soggetti:
  • dipendenti : misurata dai salari e stipendi, contributi sociali, TFR, altri benefici a loro favore;
  • finanziatori (banche e altre istituzioni finanziarie): misurata dagli interessi pagati;
  • soci: misurata dagli utili distribuiti;
  • impresa : misurata dall'autofinanziamento proprio (accantonamento degli utili alle riserve) e improprio (ammortamenti, accantonamenti ai fondi rischi e oneri di lungo periodo);
  • Pubblica amministrazione : misurata dalle imposte e dalle tasse pagate;
  • collettività : misurata da donazioni a favore di iniziative sociali, da sponsorizzazioni di eventi sportivi e culturali e così via.

PROBLEMI DI SCELTA

● ACCETTAZIONE DI UN ORDINE —> costo suppletivo Per decidere se accettare un ordine si confrontano i costi e i ricavi emergenti e si calcola il costo suppletivo (o differenziale) sostenuto per aumentare l'attuale capacità di produzione. Se il ricavo netto è maggiore del costo suppletivo l'ordine viene accettato. COSTO SUPPLETIVO TOTALE = costo totale di n unità - costo totale di n+1 unità COSTO SUPPLETIVO UNITARIO = costo suppletivo totale/ unità incremento di produzione Ricavo unitario > costo suppletivo unitario —> accettazione dell’ordine ● MIX DI PRODOTTI DA REALIZZARE —> margine di contribuzione Per definire il mix di prodotti da realizzare si calcola il margine di contribuzione in funzione di un fattore produttivo. Margine di contribuzione di 1º livello / fattore scarso (es. ore di funzionamento macchine) Al risultato maggiore viene attribuita la quota di fattore scarso maggiore. ● ELIMINAZIONE DI UN PRODOTTO POCO REDDITIZIO Se i ricavi cessanti sono maggiori dei costi cessanti (costi variabili e fissi specifici), allora non conviene eliminare il prodotto che contribuisce a coprire i costi fissi. In caso contrario, può convenire eliminare il prodotto. Si calcola il MARGINE DI CONTRIBUZIONE DI 2º LIVELLO e se questo è positivo allora non è conveniente eliminare il prodotto, viceversa è conveniente. ● MAKE OR BUY Nelle decisioni di make or buy si verifica la convenienza ad acquistare da un fornitore (scelta buy) il prodotto attualmente fabbricato internamente (scelta make). Se i costi emergenti sono maggiori dei costi cessanti, è preferibile la scelta make. In caso contrario è preferibile la scelta buy. COSTI DIFFERENZIALI = acquisti all’esterno - produzione interna Se il costo differenziale totale è positivo (+costi) non è conveniente acquistare esternamente. ● BREAK EVEN ANALYSIS La break even analysis è una tecnica che consente di esaminare l’andamento dei costi e dei ricavi e di individuare il punto di pareggio (break even point). Nel BEP i costi totali (costi variabili + fissi) sono uguali ai ricavi totali. La quantità in cui si ottiene tale pareggio si calcola come segue: q=CF/(p-cv)

in cui:

  • CF sono i costi fissi totali
  • p corrisponde al prezzo unitario di vendita
  • cv è il costo variabile unitario. Il grafico con cui si rappresenta il punto di equilibrio è il seguente: Sull'asse delle ascisse sono rappresentate le quantità prodotte e vendute. Sull'asse delle ordinate si rappresentano i costi totali (CT) e i ricavi totali (RT). Nel punto di equilibrio si raggiunge il pareggio economico in quanto i costi totali e i ricavi totali coincidono. A sinistra del punto di equilibrio è evidenziata l'area di perdita; a destra del punto di equilibrio l'area di utile. Il MARGINE DI SICUREZZA esprime di quanto può calare in percentuale il fatturato prima di entrare nell’area di perdita. Sì calcolo come segue: [(q prodotta - q equilibrio)/q prodotta]x Le imprese multi prodotto calcolano il punto di equilibrio in termini di quantità monetarie. Il fatturato di equilibrio si calcola come segue: RTE= CF/(1-[CV/RT] EFFICACIA, EFFICIENZA, RENDIMENTO E PRODUTTIVITÀ L’ efficacia indica la capacità dell’impresa di raggiungere gli obiettivi. L' efficienza indica la capacità dell'impresa di conseguire gli obiettivi utilizzando in modo ottimale le risorse. Il rendimento di un fattore produttivo è dato dal rapporto tra la produzione conseguita e la quantità di fattori produttivi impiegati. La produttività si misura con il rapporto tra il valore della produzione venduta e la quantità di fattori produttivi impiegati.

LA PIANIFICAZIONE E LA PROGRAMMAZIONE DELL'IMPRESA

La strategia aziendale consiste in un insieme prestabilito di decisioni attraverso le quali l'impresa fissa gli obiettivi di medio/lungo periodo e predispone un piano di azioni per realizzarli. La gestione strategica si sviluppa attraverso diverse fasi:

  • definizione delle finalità (le mission) e degli obiettivi di fondo (obiettivi di medio/lungo termine);
  • analisi dell'ambiente esterno al fine di individuare le opportunità e fronteggiare le minacce;
  • analisi dell'ambiente interno , al fine di valutare in termini quantitativi e qualitativi le risorse di cui l'impresa dispone;
  • selezione delle strategie ;
  • attuazione delle strategie , modellando la struttura organizzativa aziendale secondo gli obiettivi da conseguire. ANALISI DELL’AMBIENTE ESTERNO L'analisi dell’ambiente esterno è svolta per individuare quali obiettivi si potrebbero perseguire (ciò che si potrebbe fare) analizzando le caratteristiche economiche e sociali dell'ambiente esterno e individuando le variabili che lo condizionano. Le opportunità costituiscono occasioni favorevoli che l'impresa deve sfruttare mentre le minacce rappresentano ostacoli da superare.

STRATEGIE DI CORPORATE

La strategia di corporate riguarda le macro scelte imprenditoriali con le quali si definisce l'orientamento strategico di fondo dell'intera organizzazione, ossia le linee guida. Tra le varie strategie di corporate troviamo:

  • strategie di consolidamento , generalmente adottate da imprese che desiderano mantenere la propria posizione competitiva, effettuando soltanto lievi modifiche o aggiustamenti al fine di difendere la posizione acquisita.
  • strategie di sviluppo , vengono attuate ogni qualvolta vi sia l'esigenza di incrementare i volumi produttivi o di conquistare nuovi mercati ampliando l'attività aziendale. Tali strategie si realizzano attraverso la concentrazione/integrazione oppure la diversificazione. MATRICE CRESCITA/QUOTA Un' area strategica di affari (ASA) è la parte di un'organizzazione che ha una propria strategia, mercato, concorrenti, obiettivi di produzione, vendita e redditività distinti da quelli delle altre ASA presenti nell'impresa. A seconda del tasso di sviluppo delle vendite rapportato alla quota di mercato detenuta , distinguiamo: ● ASA ad alto tasso di sviluppo, con quote di mercato basse : operano in settori emergenti, con un mercato in evoluzione, caratterizzato da un elevato rischio; tali aree strategiche d'affari, occupandosi della produzione di beni in fase di lancio e con prospettive incerte sono spesso in perdita, sostenendo costi superiori ai ricavi. Tali aree strategiche d'affari sono denominate question marks (punti interrogativi) perché presentano problemi di crescita e di incertezza dei risultati; ● ASA ad alto tasso di sviluppo, con quote di mercato elevate : operano in settori in fase di sviluppo, che dominano il mercato e presentano prospettive reddituali soddisfacenti. Tali aree strategiche d'affari sono definite stars (stelle); ● ASA a basso tasso di sviluppo, con quote di mercato elevate : sviluppano produzioni affermate, ma in settori maturi. Esse devono principalmente difendere le posizioni acquisite sul mercato, strategia che non richiede ingenti investimenti; sono quindi dotate di redditività e liquidità soddisfacenti e per tale motivo sono definite cash cows (mucche da mungere); ● ASA a basso tasso di sviluppo, con quote di mercato basse : operano in settori in declino, con un insoddisfacente equilibrio reddituale e finanziario, quindi con scarse prospettive di sopravvivenza durevole; sono definite dogs (cani). STRATEGIE DI BUSINESS Le strategie di business si concentrano sulle singole ASA e devono tenere conto del vantaggio competitivo da perseguire, come affrontare la concorrenza e quali prodotti/servizi sviluppare per soddisfare i consumatori. Il vantaggio competitivo è la capacità di creare valore per gli acquirenti dei propri prodotti, valore misurato dal prezzo che i clienti sono disposti a pagare in funzione dei benefici che si attendono di ottenere. Il vantaggio competitivo può essere raggiunto utilizzando strategie di: ● leadership di costo : l'impresa deve essere in grado di fornire prodotti equivalenti a quelli della concorrenza ma a prezzi più bassi; ● differenziazione : l'impresa deve essere in grado di fornire prodotti con caratteristiche qualitative tali da distinguerla dalle imprese concorrenti e da determinare le preferenze e la fedeltà dei clienti; in tale caso questi ultimi possono essere insensibili agli aumenti di prezzo; ● focalizzazione : l’impresa mira a raggiungere migliori risultati in un’area ristretta di competizione, individuando segmenti e adattando ad essi la propria offerta escludendosi dagli altri. La focalizzazione può avvenire sui costi oppure sulla differenziazione.

STRATEGIE FUNZIONALI

Le strategie funzionali riguardano l'aspetto operativo delle strategie di business, coinvolgono le singole funzioni aziendali (marketing, produzione, logistica ecc.), tra le principali troviamo:

  • prodotto/ mercato : (funzione marketing) ha l’obiettivo di supportare la penetrazione e lo sviluppo dei mercati (incremento vendite nei mercati esistenti, espansione in nuovi mercati) e la diversificazione e lo sviluppo dei prodotti (introduzione di nuovi prodotti in mercati già serviti;
  • vantaggio competitivo : (funzioni produzione e ricerca e sviluppo) ha l’obiettivo di raggiungere la leadership di costo o la differenziazione;
  • creazione di valore per i clienti : ha l’obiettivo di offrire maggiore qualità, prezzo migliore, o un miglior servizio per aumentare il valore percepito dai clienti. STRATEGIE DI INTERNAZIONALIZZAZIONE Le strategie di internazionalizzazione si distinguono in:
  • strategia internazionale : l'impresa (medio-piccola) mantiene internamente le attività core business e offre all'estero prodotti standardizzati ;
  • strategia multinazionale : le multinazionali sono imprese che, attraverso filiali o società controllate, operano in più Paesi effettuando investimenti diretti all'estero (IDE) mediante acquisizione di aziende già operative, costituzione ex novo di aziende oppure joint venture con aziende locali. L'impresa attua un decentramento geografico e concede autonomia alle sedi estere per adattare i prodotti ai diversi mercati;
  • strategia globale : l'impresa (di grandi dimensioni) accentra la produzione nella sede centrale o presso subfornitrici estere e offre in tutto il mondo prodotti standardizzati (vantaggio competitivo di costo);
  • strategia transnazionale : l'impresa (di grandi dimensioni) attua un decentramento geografico offrendo prodotti adattati alle diverse esigenze locali (vantaggio di costo e di differenziazione). BUDGET Il budget è lo strumento di programmazione di breve periodo che indica gli obiettivi economico-finanziari da perseguire nell'esercizio successivo e le risorse da impiegare per ottenere i risultati. Il budget d'esercizio è formato dalla Situazione patrimoniale e dalla Situazione economica e deriva dai seguenti budget:
  • budget economico analitico ;
  • budget degli investimenti fissi ;
  • budget finanziario. BUDGET ECONOMICO ANALITICO Il budget economico analitico contiene i costi e i ricavi di competenza del prossimo esercizio evidenziando il risultato economico previsto. La sua redazione richiede la preparazione dei seguenti budget settoriali:
  • budget delle vendite (vendite di prodotti da realizzare);
  • budget della produzione (quantità di prodotti da fabbricare);
  • budget delle materie (quantità di materie necessarie per realizzare la produzione);
  • budget degli acquisti (quantità di materie da acquistare considerando quelle necessarie per la produzione e le scorte programmate);
  • budget della manodopera diretta (costo della manodopera da utilizzare per realizzare la produzione);
  • budget delle rimanenze di materie e di prodotti finiti (esistenze iniziali e rimanenze finali);
  • budget dei costi generali di produzione, distribuzione e amministrativi;
  • budget degli oneri finanziari (interessi passivi sui debiti commerciali e finanziari);
  • budget dei proventi e degli oneri diversi. BUDGET DEGLI INVESTIMENTI FISSI Il budget degli investimenti fissi contiene i dati relativi all'acquisto, alla dismissione e all'ammortamento delle immobilizzazioni immateriali e materiali programmate dall'impresa. Fornisce dati per la redazione:
  • del budget finanziario , poiché quantifica l'esborso monetario per l'ampliamento o il mantenimento della struttura produttiva;
  • del budget economico , in quanto indica i costi di utilizzo degli investimenti (quote di ammortamento e costi di manutenzione e riparazione).

Analisi quantitativo-monetaria : l'analisi quantitativo-monetaria comporta la redazione del Piano degli investimenti e dei prospetti di Conto economico, Stato patrimoniale e Rendiconto finanziario previsionali. Sulla base dei dati contenuti in tali documenti si calcolano i principali margini e indici di bilancio. ● Conclusioni : riportano una valutazione complessiva del rendimento e del grado di concreta fattibilità del progetto; si chiudono con l'analisi SWOT dell'iniziativa. BUSINESS PLAN PER LE INIZIATIVE INTERNAZIONALI Il business plan per le iniziative internazionali presenta alcuni elementi distintivi, specifici delle iniziative all'estero. Viene preceduto dall'analisi dei Paesi candidati a essere i destinatari dell'iniziativa, per selezionare il Paese verso il quale orientarsi, svolta in più fasi:

  • analisi dell'ambiente generale di un'ampia lista di Paesi (long list) per escludere i Paesi non interessanti dal punto di vista politico, economico, sociale e culturale;
  • definizione di una lista più ristretta di Paesi accettabili (short list) e analisi dell'ambiente competitivo dei Paesi accettabili;
  • scelta del Paese più attraente in considerazione delle caratteristiche specifiche del prodotto offerto dall'impresa. PIANO DI MARKETING Il piano di marketing traduce operativamente gli obiettivi e le strategie dell'azienda, fornendo un quadro chiaro per le decisioni da prendere. Segue il ciclo PDCA (Plan, Do, Check, Act): si pianificano obiettivi e strategie (Plan), si implementano le decisioni (Do), si verifica l'andamento (Check), e si attuano eventuali correzioni (Act) (feed-back e feed-forward). La redazione del piano di marketing è strutturata in 5 fasi:
  1. Analisi della situazione di partenza (analisi SWOT);
  2. Individuazione degli obiettivi;
  3. Definizione delle tattiche;
  4. Redazione del budget;
  5. Esecuzione dei controlli. Ridurre il budget di marketing è comune, ma è invece essenziale per portare a termine le strategie. Un budget adeguato, tra il 2% e il 15% del fatturato, deve essere proporzionato agli obiettivi e al tempo di realizzazione, con percentuali specifiche a seconda della dimensione aziendale e del mercato di riferimento. Investire correttamente nel marketing è cruciale per raggiungere i risultati desiderati, generando un ritorno proporzionale alla spesa. Valori del budget in funzione del fatturato
  • Meno di 1 milione di €: 12 - 15%
  • Tra 1 e 2 milioni di €: 9 - 11%
  • Sino a 5 milioni di €: 7 - 9%
  • Dai 5 ai 10 milioni di €: 6 - 7%
  • Dai 10 ai 100 milioni di €: 5 - 6%
  • Sino a 300 milioni di €: 3 - 5%
  • Oltre i 300 milioni di €: 2 - 4% Distribuzione delle risorse
  • 2-3%: Acquisto di mezzi pubblicitari (TV, radio, web, giornali e riviste online)
  • 4-5%: Materiale di stampa, siti web
  • 2%: Eventi e attività promozionali
  • 5%: Consulenze specialistiche
  • 15%: Personale
  • 25%: Commerciali
  • 19,50%: Strutture di vendita nazionali
  • 27%: Costi di know-how Componenti del marketing digitale
  • SEO: ottimizzazione per i motori di ricerca, per risultati a breve termine;
  • SEM: marketing sui motori di ricerca;
  • PPC: pay-per-click per generare traffico qualificato;
  • Social Media: investimenti significativi per raggiungere un ampio pubblico;
  • Email Marketing: campagne via email;
  • Mobile Marketing: applicazioni mobili e georeferenziazione;
  • Content Marketing: sviluppo di contenuti personalizzati. BUSINESS MODEL CANVAS Il Business Model Canvas è uno strumento strategico di analisi di un'idea imprenditoriale. Si presenta sotto forma di schema grafico e può essere utilizzato per verificare la possibilità di sviluppo di un nuovo progetto o per verificare la validità di progetti già esistenti.