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sintesi di un laboratorio sul drafting normativo
Tipologia: Sintesi del corso
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LABORATORIO DRAFTING NORMATIVO Il drafting normativo è il processo con cui vengono redatti testi normativi in modo chiaro e coerente con il sistema giuridico. Il concetto di legge nei secoli è mutato, oggi la legge ha due caratteristiche principali: la generalità e l’astrattezza e tende a prevalere sulle altre fonti del diritto. Nel periodo antico in particolare durante la Repubblica Romana esisteva invece una pluralità delle fonti e spesso gli usi e le consuetudini prevalevano sulla legge creando confusione e disperdono nell’ applicazione della legge stessa. In una situazione in cui è presente una pluralità di poteri la legge tende ad usare meno forte,al contrario quando c’è la presenza di un potere assoluto e concentrato la legge diventa più forte. Un esempio importante di riordinare il sistema giuridico romano è quello dell’imperatore Giustiniano I che si rese conto che la pluralità delle fonti creasse confusione. Decise di riordinare l’ordinamento giuridico della giurisprudenza romana in un a raccolta chiamata il “Corpus Iuris Civilis” detta anche “compilazione giustinianea”. Nella compilazione di questa raccolta Giustiniano fu affiancato da Tribaniano che aveva il compito di esprimere la volontà dell’Imperatore che era considerata legittimate da Dio. Nel diritto romano emergevano due concezioni fondamentali: Il Volontarismo, secondo cui la legge (lex) era l’espressione della volontà di chi detiene il potere. Il Razionalismo, secondo cui il diritto(ius) era fondato sulla ragione. Un’altra importante raccolta fu l’Editto di Rotari emanato nel 643 d.C ed è la più importante raccolta delle leggi dei longobardi. Un cambiamento importante nel modo di concepire la legge fu segnato dalla produzione legislativa in ambito rivoluzionario. Durante il periodo delle rivoluzioni moderne in particolare con la Rivoluzione francese, la legislazione viene vista come strumento per organizzare la società. La legge inizia ad essere concepita come generale e astratta. La generalità implica che la legge sia rivolta a tutti e l’astrattezza significa che la legge riguarda situazioni generali e astratte non casi concreti. Questa concezione deriva principalmente dal pensiero di Jean-Jacques Rousseau espresso nella sua opera “Il contratto sociale”. Secondo Rousseau la legge è espressione della volontà generale quest’idea viene inserita nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, dove nell’articolo 6 si afferma che la legge rappresenta la volontà del popolo. Da quest’idea nasce il concetto di Giuspositivismo cioè la teoria secondo cui il diritto è ci che è posto dalla legge e che la legge deriva dalla volontà generale del legislatore che rappresenta il popolo. Dietro ai due concetti di generalità e astrattezza c’è il principio di uguaglianza cioè l’idea nata durante la Rivoluzione Francese secondo la quale tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, prima di allora esistevano i privilegi di classe. Nell’ Ancien Regime esisteva un sistema fondato sui privilegi, in cui i diritti e i doveri variavano a seconda della classe sociale di appartenenza. Come abbiamo visto poi con la Rivoluzione Francese si affermano i concetti di uguaglianza e volontà generale, uno degli strumenti attraverso cui si pu esprimere la volontà popolare è il referendum. Tuttavia il referendum ha dei limiti perché l’opinione pubblica pu essere influenzata dall’emotività che pu portare a prendere decisioni irrazionali, per questo motivo la Costituzione prevede che alcune materie non possono essere sottoposte a referendum come ad esempio l’amnistia, l’indulto e le leggi tributarie.