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Analisi di un tratto intermezzo dell'Edipo Re, di Sofocle
Tipologia: Appunti
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Dei 123 drammi composti da Sofocle questa è una delle sole 7 tragedie fino a noi pervenute; La datazione non può dirsi certa, come tutti i testi drammatici antichi fu depositato in forma scritta (prima era solo una sorta di copione per la scena) un secolo dopo la sua rappresentazione nel 330 a.C. per ordine di Licurgo, si ritiene sia databile alla seconda metà del X sec. Binomio incerto tra male e bene: il protagonista, né malvagio né perfettamente virtuoso, a causa di un errore (hamartìa: non voleva uccidere il padre né unirsi alla madre ma «scoprirà che è fratello e padre dei figli coi quali vive, figlio e sposo della donna da cui è nato, assassino del padre con cui ha seminato lo stesso solco». Passa da uno stato di grande fortuna (è il re di Tebe) a uno di grande disgrazia (si acceca e viene esiliato); l’azione tragica si basa sui due meccanismi del rovesciamento e del riconoscimento : nel momento in cui Edipo si riconosce, scopre chi è, si rende anche conto che la sua vera identità è rovesciata, è opposta rispetto a quella che aveva creduto: da «sovrano glorioso e potente e uomo felice» a «cieco infelicissimo e disperato». Mimesis (immedesimazione grazie ad una narrazione mimetica (si sviluppa attraverso le parole dei personaggi)): il protagonista appartiene, quindi, ad una tipologia umana di mezzo, simile nella scala di valutazione etica allo spettatore, e quindi essenziale alla immedesimazione di quest’ultimo nel personaggio. Lo spettatore, proprio per la forte identificazione, proverà pietà per colui che è caduto in disgrazia (per la colpa di un atto compiuto inconsapevolmente) e terrore perché questi gli somiglia, l’empatia dello spettatore viene alimentata, all’interno della tragedia, dall’eclissi del narratore che permette di esporre il punto di vista soggettivo di ogni personaggio senza venire mediato da voci esterne. Ne consegue il rischio di un coinvolgimento eccessivo, violento. Per questo Aristotele individua il fine della tragedia nella catarsi (processo di purificazione). Il termine, da un lato, è strettamente legato alla realtà fisiologica e corporea, di conseguenza, la ‘purificazione’ cui condurrebbe la tragedia rappresenta un vero e proprio meccanismo materiale e concreto, capace di farsi sentire “sulla pelle” dello spettatore. Il dramma di Edipo nasce e si sviluppa attraverso due dialoghi-conflitto (con Tiresia e con Creonte) e si scioglie attraverso due dialoghi-svelamento (con il nunzio e con il pastore), io mi occuperò in particolare dei momenti di conflitto del dramma dove Edipo, ancora ignaro della sua vera identità, si impegna nella ricerca dell’assassino di Laio, il precedente re di Tebe.
ha contaminato questa terra” , “sei tu l’assassino che cerchi”. All’interno del dialogo tra i due sono numerose le accuse velate che Tiresia, conoscitore della verità, lancia contro il sovrano, svelandogli il suo stesso destino, egli però non possiede gli strumenti completi per poter comprendere le parole dell’vecchio, di conseguenza le rinnega e rinnega anche la sua arte profetica. - > 3 - “com’è che al tempo in cui la cagna imperversava con i suoi indovinelli, tu non pronunciasti la parola che salvasse i tuoi concittadini?” La Sfinge= Morto Laio, sul trono di Tebe salì Creonte, fratello di Giocasta. Il nuovo re di Tebe emanò un editto promettendo il trono e la mano di sua sorella Giocasta a chiunque riuscisse a liberare il paese dalla Sfinge. La Sfinge era un mostro col volto di donna, il corpo di leone e le ali di aquila: era su una roccia che dominava la strada principale che portava a Tebe; la bestia fermava i passanti e proponeva loro un enigma, divorando coloro che non sapevano rispondere. Fino ad allora nessuno era riuscito a rispondere all'enigma e perciò ci fu una strage di tebani; Creonte con questo editto sperava di mettere fine a questa storia. Poco tempo dopo, Edipo si trovò difronte la Sfinge che gli rivolse il solito indovinello: Quale è l'animale che di mattina cammina con quattro zampe, a mezzogiorno con due, e la sera con tre? Edipo rispose - È l'uomo, che da bambino cammina carponi; divenuto maturo cammina ritto su due piedi, e da vecchio per camminare deve servirsi di un bastone come sostegno. L'incantesimo era rotto, la Sfinge piena di rabbia si buttò dalla rupe e morì, il giovane che aveva liberato il paese da quel mostro fu accolto nella città di Tebe e come promesso fu fatto re e sposò Giocasta.