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34 Profilo 4. Eschilo La comunicazione «==» MITTENTE CONTATTO | | MESSAGGIO CONTESTO: AGONI e | | RAMMATICI lingua attica con alcuni ionismi ‘nei dialoghi; patina dorica nei cori Eschilo 1. Il primo tragediografo Stando alla testimonianza di Aristotele nella Poetica, il genere tragico dovette passare per una fase embrionale più 0 meno lunga (vedi p. 15). Dal nostro punto di vista, però, l'ap- parire della tragedia finisce per coincidere con Eschilo, che ci si presenta con un'idea del teatro così piena e poderosa e con una concezione drammaturgica di tale forza e sicurezza che riesce difficile accertare il fatto che con lui siamo agli albori della tragedia. Un teatro Dei tre tragici ateniesi, Eschilo è il più lontano dalla nostra sensibilità. Il mondo delle sue È idee lontano tragedie è vivamente e densamente compenetrato della cultura arcaica: divinità mostruo- Ja noi se, apparizioni dall'oltretomba e arcaici rituali religiosi costituiscono il substrato culturale e il quadro scenico sul quale si stagliano i grandi personaggi delle sue tragedie, costante- mente impegnati con problemi legati all'etica arcaica, quali la definizione dell'autonomia individuale e della libertà di scelta, e l'affrancamento dalle implacabili leggi del yévog. Il teatro di Eschilo, in realtà, è soprattutto teatro di idee, e le morivazioni dei personaggi corrispondono alle idee-guida che sostanziano le sue tragedie. Eschilo è un drammaturgo di straordinaria densità intellettuale, e nei suoi drammi le prospettive ideologiche rivesto- no un ruolo centrale: le grandi scene corali, le atmosfere funebri e paurose e le scene di pathos intenso devono la loro enorme forza di suggestione teatrale alla tensione ideale c alla profondità delle motivazioni concettuali. Il teatro occidentale, seguendo piuttosto la via tracciata da Euripide, ha sviluppato invece un tipo di drammaturgia incentrata soprat- tutto sul personaggio e sulla situazione. 2. La vita Fonti e cronologia Della vita di Eschilo possediamo notizie da tre fonti antiche: il Marmor Parium, la Suda e una biografia anonima premessa alle tragedie nei manoscritti. Importante è inoltre la testi- monianza di Aristofane, che nelle Rane ci ha fornito preziose informazioni sia sulla fortu- na di Eschilo e di Euripide (nonché di Sofocle) nell'Atene della fine del V secolo a.C. sia sulle loro personalità e qualità drammaturgiche, registiche e musicali. L'inclinazione degli antichi a cercare (e spesso inventare) coincidenze cronologiche ci ha tramandato, a proposito di Eschilo, Sofocle ed Euripide, una significativa sincronia lega- ta alla vittoria di Atene contro i Persiani a Salamina (480 2.C.): a questa battaglia avrebbe preso parte Eschilo quarantacinquenne, mentre Sofocle, in quell’anno diciassettenne, avreb- be guidato il peana con cui si celebrò la vittoria ed Euripide sarebbe nato addirittura nel giorno stesso della battaglia. Indipendentemente dalla veridicità di questa testimonianza, interessata più alla definizio- ne della sincronia che al dato biografico in sé, sembra che l'età di Eschilo nell'anno di Salamina sia giusta, dato che anche altre fonti concordano nel collocare la sua nascita nel 525/524 a.C. Eschilo nacque nel demo attico di Elcusi da una nobile famiglia di proprietari terrieri. Le fonti ci tramandano il nome del padre, Euforione, e di un fratello, Cinegiro, che stando al racconto di Erodoto (Storie 6,114) sarebbe morto eroicamente nell’assalto a una nave persiana. Meno sicuri sono i dati sull'esistenza di una sorella e di un altro fratello di nome Ami Le esperienze fondamentali della vita di Eschilo furono militari: combatté contro i Persiani ‘a Maratona (490), a Salamina (480) e, probabilmente, a Platea (479). Come valoroso combattente fu ricordato nell’epigramma sepolcrale (a quanto pare composto da lui stes- so) inciso sulla sua romba a Gela in Sicilia, nel quale non si fa menzione della sua attività teatrale. Nel 500/499, a 25 anni, Eschilo partecipò per la prima volta agli agoni tragici, dove nel 485/484 ortenne la prima delle vittorie, 13 secondo la biografia e 28 secondo la Suda, che include anche le vittorie postume ottenute con le repliche. Eschilo fece due viaggi in Sicilia. Il primo fu nel 476/475, quando celebrò con la tragedia Emnee la fondazione della colonia di Etna da parte di Ierone I, tiranno di Siracusa (ma secon- do alcuni il primo viaggio sarebbe avvenuto nel 471/470 e le Etnee avrebbero celebrato non la fondazione di Etna ma l'incoronazione a re del figlio di Ierone). Il secondo viaggio fu successivo all'Orestea (458) e fu durante questo secondo soggiorno siciliano che avven- ne la sua morte, nel 456/455. Gli Aceniesi, in segno di devozione, decretarono che chi volesse rappresentare un dramma di Eschilo ottenesse sovvenzioni dallo Stato. La ‘carta d'identità’ di Eschilo 525/524 a.C. nascita (nel demo attico di Eleusî 500/499 a.C. : prima partecipazione agli agoni tragici 490 2.0. È partecipazione alla battagia di Maratona 485/484 a.C. © prima vittoria agli agoni tragici 480 2.0. partecipazione alla baltaglia di Salamina 476/475 a.C. © primo viaggio in Sicilia È messa in scena delle Etnee 456/455 a.C. Î morte (durante il secondo soggiorno in Sicilia) 3. Le opere Della vasta produzione eschilea, che stando alle fonti antiche doveva comprendere tra le 70 e le 90 opere fra tragedie e drammi satireschi, ci sono giunte complete solo sette trage- dic: Persiani, Sette contro Tebe, Supplici, Promèteo incatenato e lc tre tragedie dell'Orestea: Agamennone, Coefore cd Eumenidi. Ii dramma più antico di Eschilo, tra quelli rimasti, sono i Persian, che ebbero Pericle come corego e la cui tetralogia fu prima alle Dionisie del 472. Ignota rimane per noi la produ- Eschilo 35 La famiglia e la vita militare L'attività poetica Titoli e cronologia