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{La tragedia * Questo genere letterario si colloca cronologicamente indietro rispetto all’oratoria (tra periodo classico e ellenistico, tra Ve IV, fino ad arrivare al IM a.C) in quanto il teatro nasce nella seconda met del VI a.C. per svilupparsi nel V a.G., secolo in cui la tragedia si esaurisce, mentre la commedia si protrae fino al IV. Il genere teatrale è il più significativo per l'età classica unitamente all’oratoria ma con un altro valore. Con questo genere vengono a formarsi leggermente prima la tragedia, collegata alla lirica e più importante, e poi la commedia. Il termine teatro deriva dal greco Ofatpov da 0éa, vista, e edopa, vedere e quindi essere spettatori.;Tuttavia non è coinvolta solo la vista, ma anche quello dell’udito!Infatti il rapporto tra pubblico e rappresentazione è (auralé ovvero implica l’esposizione orale e l'uso dell’udito da parte del pubblico. Quanto viene rappresentato è il dramma, da Sphpa, azione, e Spùo, fare; difatti drammatico significa rappresentato sulla scena teatrale, indipendentemente dal contenuto tragico o meno. La rappresentazione quindi è direttà, in scena agiscono i personaggi e manca totalmente a diegesi (intervento del narratore), prevalendo totalmente la mimesi. L'Autore del testo (o ‘regista’) introduce i personaggi direttamente, senza intervenire con © parti di racconto!” Un'altra sequenza presente è quella riflessivaPovvero quella che contiene opinioni e viene espressa dal coro? Quest'ultimo probabilmente sta all'origine della nascita stessa della tragediî (e commedia). {Per origine commedia, che lei nona fatto, leggere p.24] L'origine del tcatro tragico è piuttosto oscurapSi fa riferimento ad Aristotele, TV a.C), il quale si occupò anche di questioni letterarie. In filosofia, definito poi da Dante ‘maestro di coloro che sanno”, trattò infatti di etica, teoretica e politica (le tre branche fondamentali) senza tralasciare la trattazione scientifica e interessi letterari» A proposito scrisse la Poetica} un'opera per noi fondamentale che tratta specialmente del teatro. Essa risultava divisa in due libri: la tragedia è la commedià, parte andata poi perduta (sul perché e il come di questa perdita si concentra Il romanzo Novecentesco // nome della rosa, ambientato nel Trecento). Nel primo libro, Aristotele stesso trova problematico ritrovare l'origine del teatro. Tuttavia egli fa} individuava in un-canto ditirambico,. cioè un canto corale in onore di Dionisò accompagnato da musiche e danze (completamente andate perdute) e giunto a noi da Bacchilidé. Questa informazione unita al fatto che le rappresentazioni» avvenissero in corrispondenza delle Dionisie, celebrazioni effettuate tra Marzo © Aprile (recupero dell'attività agraria) in in onore di Dioniso, Dio fuori dall’Olimpo e dalla razionalità, non a caso è il dio del vino e dell'ebbrezza in un mondo profondamente impregnato di X6y0g. E proprio come l'origine è incerta, anche la spiegazione del nome “tragedia” rimanc®? molto oscura?La parola tpaYOSid' (1payos=capro e oSfj=canto) ha più di una spiegazione: ® Puòriferirsi a un capro, premio per la partecipazione ad ùna gara di canto;? ® Puòriferirsi a un capro, oggetto sacrificale nel corso delle feste? ® Può riferirsi al “canto dei capri” e alludere quindi ai satiri ‘(figure mostruose, con tratti umani € ferini) che presentano alcuni aspetti caprini. Il satiro ha inoltre una forte attribuzione sessuale, che ci riconduce al mito/della fertilità”e alle Dionisie stesse, c si riferisce a una vita agreste e non urbana. Possiamo quindi affermare che probabilmente, nel contesto rustico in onore di Dioniso ( dio del vino e quindi protettore della viticoltura) si elevassero canti per ringraziare la divinità! Da questi cantiy molto diffusi in età arcaica, è derivata l'intuizione del teatrd. Infatti, proprio sul finire del VI a. C, per intuizione di Tespî(figura semi-mitica del primo poeta tragico), n? singolo o si distaccé dal coro o giunse dall'estemo e iniziò ad interagire a parole col capo coro (corifeo)? Questa è la grande intuizione che porta alla nascita del teatro: si può eliminare l'azione indiretta, per 6oncentrare tutto sull'azione diretta degli attori in scena, passando da una dimensione prettamente corale a un qualcosa di diverso. Viene così introdotto la figura il primo attore (npotaywviotiig). Per l'aggiunta del secondo attore (Seutepaywviomig) bisogna aspettare circa mezzo secolo, quando esso viene aggiunto da Eschilo (fine VI-Va.C), e per il terzo (1pitayamoniz) Sofocle (V'a.C:). Accanto a Tespi sono poche le notizie dei primi autori tragici giunte fino a noi. In particolare i nomi di Cherilo di Atene, Frinicio di Atene (530 a.C.ca.) e Pratina di Fliunte (ritenuto iniziatore del dramma satiresco) si intrecciano a quello di Eschilo, ancora molto giovane, per aver rappresentato le loro opere negli stessi agoni. È tuttavia da ricordare che le feste legate a Dioniso e al teatro 4 non sono solo le grandi Dionisie; ma anche le Dionisie rurali (celebrate in inverno, tra Dicembre e Gennaio, periodo in cui la natura “dorme”) e le Lenee, (collegate soprattutto alla commedia e celebrate sul finire dell'inverno, tra Gennaio e Febbraio). Queste feste quindi ricoprono anche il periodo in cui l'attività rurale è ferma, perché, quando c'è attività, si ha meno tempo? per festeggiare! Riprendendo il discorso degli attori (in greco vroxpirit=colui che risponde/interpreta), ne esisteranno quindi solamente 3, tutti esclusivamente uomini, che interagiranno col coro, e in particolare col corifco. Ogni attore perciò ha più parti da rccitare.in una tragedia e nasce così l'importanza delle maschere e dei vestiti (da noi ricostruiti con ritrovamenti pitturali). Ci sono tuttavia delle donne teatranti, come le danzatrici, che però non figurano come attori veri e propri; Questo avviene per via del collegamento tra le rappresentazioni teatrali e la religione c purtroppo questa tendenza è rimasta per gran parte dels; Medioevo, in quanto la società ancora considerava una qualsiasi donna che recitare come una meretrice (pregiudizio che resta fino alle soglie dell'età contemporanea). Scanned with CamScanner