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essere donna nell'800 francese, Appunti di Letteratura Francese

lezione sul contesto storico e culturale dell'800, e in particolare su cosa significa essere donna in quel periodo

Tipologia: Appunti

2018/2019

Caricato il 06/03/2019

giovannabella99
giovannabella99 🇮🇹

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Essere donna nell’800 francese
Fino alla rivoluzione francese, in Francia, vi era una doppia etica: le donne aristocratiche potevano leggere e
scrivere, mentre le donne non aristocratiche –se capaci di scrivere– erano considerate delle poco di buono.
Anche in ambito sessuale vi era più tolleranza nel contesto aristocratico, venivano accettati anche gli amanti,
mentre in quello borghese l’adulterio non era minimamente tollerato. La morale borghese era misogina: la
donna non esisteva da sola; era vista solo come casalinga o mezzo di riproduzione (la donna sterile infatti
non era considerata tale). Esse erano vendute dal padre al marito. La donna inoltre doveva essere grassa (+
grassa + figli --> magre = perdita economica). Il doppio mento era assoluto segno di bellezza. Era forte l’idea
che “la donna ha bisogno di una componente liquida, emessa dall’uomo”. La sua condizione perfetta era
quando era incinta. Nell’abbigliamento doveva indossare colori sgargianti perché era considera un fiore. Essa
non poteva firmare nulla se non era accompagnata da un uomo (padre, marito, fratello..). Baudelaire si stacca
da questa prospettiva; egli esalta la donna sterile e lesbica che non ha figli e non ha bisogno di un uomo.
Nell’800 vi è una progressiva presa di potere da parte delle donne, vissuta con angoscia dalla società. Si
vengono a formare due modelli di donna: il “modello positivo” (Venere) e il “modello negativo” (Salomè),
anche se nella seconda parte del secolo cresce la rappresentazione di Salomè e diminuisce quella di Venere.
Essa era considerata castratrice.
Nel tempo cresce la paura nei confronti delle donne, che arrivano sempre di più all’emancipazione. Dopo il
1870, in seguito alla disfatta contro la Prussia, con la riforma scolastica le donne possono andare al liceo e si
inizia ad avere paura che possano entrare nel mondo del lavoro, fare sport, uscire di casa, scegliere il marito..
a dare corpo a questa paura è la figura di Salomè, rappresentata come una tagliatrice di teste. Regnault la
rappresenta come una sorta di bestia crudele. E’ vestita come una danzatrice nordafricana, è stanca e tiene
una spada e un vassoio. Sorride come consapevole della propria crudeltà. Nei volti Salomè è truccata,
elegante e artificiosa. A denunciare la sua crudeltà abbiamo i suoi capelli rossi. La
versione di Oscar Wilde prevede che Salomè si innamori di Giovanni Battista. Lei lo seduce, lui la rifiuta e
così ne ordina la decapitazione. Ottenuta la testa, ne baciò le labbra. Quella di Oscar Wilde è comunque
l’unica versione che prevede anche la morte di Salomè. Il padre infatti ordina ai soldati che la ammazzino
sotto il peso dei loro scudi, come un insetto. La sua colpa era quella dell’iniziativa sessuale, di scegliere chi
vuole.
Il popolo francese aveva una passione smodata per il quadro concepito da Moreau, che però conoscono nella
versione che da Huysmans nel suo romanzo. Come se fossimo in un Salon, Huysmans ci racconta il quadro.
Il protagonista del romanzo lo contempla e offre ai francesi una copia verbale, una copia sostitutiva del
quadro di Moreau ch era stata acquistata da un americano e quindi era sparita dalla Francia. Questa
sostituzione, che il pittore non condividerà è terrificante, va oltre quello che aveva in mente Moreau, il quale
aveva pensato ad una Salomè più simile a Sallambò: qualcosa di raro e prezioso. Nella riscrittura di
Huysmans invece la figura diventa la rappresentazione della corruzione, è la prostituita per eccellenza, la
donna che distrugge. L’immagine si fisserà nella percezione del popolo francese. Contemporaneamente si
diffonde però la sifilide, dunque nasce la credenza che sia la donna a diffondere questa infezione sessuale.
Salomè dunque diventa la grande malata, colei che fa ammalare sia a livello fisico che mentale (la sifilide
colpiva anche il cervello). Essa è portatrice di morte ma anche vampiro = morto vivente che non può morire.
Non si corrompe ma corrompe tutto ciò che tocca. La corruzione viene da fuori, dal misterioso Oriente dalla
quale si vede arrivare una minaccia per l’incorruttibile Europa.

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Essere donna nell’800 francese

Fino alla rivoluzione francese, in Francia, vi era una doppia etica: le donne aristocratiche potevano leggere e scrivere, mentre le donne non aristocratiche –se capaci di scrivere– erano considerate delle poco di buono. Anche in ambito sessuale vi era più tolleranza nel contesto aristocratico, venivano accettati anche gli amanti, mentre in quello borghese l’adulterio non era minimamente tollerato. La morale borghese era misogina: la donna non esisteva da sola; era vista solo come casalinga o mezzo di riproduzione (la donna sterile infatti non era considerata tale). Esse erano vendute dal padre al marito. La donna inoltre doveva essere grassa (+ grassa + figli --> magre = perdita economica). Il doppio mento era assoluto segno di bellezza. Era forte l’idea che “la donna ha bisogno di una componente liquida, emessa dall’uomo”. La sua condizione perfetta era quando era incinta. Nell’abbigliamento doveva indossare colori sgargianti perché era considera un fiore. Essa non poteva firmare nulla se non era accompagnata da un uomo (padre, marito, fratello..). Baudelaire si stacca da questa prospettiva; egli esalta la donna sterile e lesbica che non ha figli e non ha bisogno di un uomo. Nell’800 vi è una progressiva presa di potere da parte delle donne, vissuta con angoscia dalla società. Si vengono a formare due modelli di donna: il “modello positivo” (Venere) e il “modello negativo” (Salomè), anche se nella seconda parte del secolo cresce la rappresentazione di Salomè e diminuisce quella di Venere. Essa era considerata castratrice.

Nel tempo cresce la paura nei confronti delle donne, che arrivano sempre di più all’emancipazione. Dopo il 1870, in seguito alla disfatta contro la Prussia, con la riforma scolastica le donne possono andare al liceo e si inizia ad avere paura che possano entrare nel mondo del lavoro, fare sport, uscire di casa, scegliere il marito.. a dare corpo a questa paura è la figura di Salomè, rappresentata come una tagliatrice di teste. Regnault la rappresenta come una sorta di bestia crudele. E’ vestita come una danzatrice nordafricana, è stanca e tiene una spada e un vassoio. Sorride come consapevole della propria crudeltà. Nei volti Salomè è truccata, elegante e artificiosa. A denunciare la sua crudeltà abbiamo i suoi capelli rossi. La versione di Oscar Wilde prevede che Salomè si innamori di Giovanni Battista. Lei lo seduce, lui la rifiuta e così ne ordina la decapitazione. Ottenuta la testa, ne baciò le labbra. Quella di Oscar Wilde è comunque l’unica versione che prevede anche la morte di Salomè. Il padre infatti ordina ai soldati che la ammazzino sotto il peso dei loro scudi, come un insetto. La sua colpa era quella dell’iniziativa sessuale, di scegliere chi vuole.

Il popolo francese aveva una passione smodata per il quadro concepito da Moreau, che però conoscono nella versione che da Huysmans nel suo romanzo. Come se fossimo in un Salon, Huysmans ci racconta il quadro. Il protagonista del romanzo lo contempla e offre ai francesi una copia verbale, una copia sostitutiva del quadro di Moreau ch era stata acquistata da un americano e quindi era sparita dalla Francia. Questa sostituzione, che il pittore non condividerà è terrificante, va oltre quello che aveva in mente Moreau, il quale aveva pensato ad una Salomè più simile a Sallambò: qualcosa di raro e prezioso. Nella riscrittura di Huysmans invece la figura diventa la rappresentazione della corruzione, è la prostituita per eccellenza, la donna che distrugge. L’immagine si fisserà nella percezione del popolo francese. Contemporaneamente si diffonde però la sifilide, dunque nasce la credenza che sia la donna a diffondere questa infezione sessuale. Salomè dunque diventa la grande malata, colei che fa ammalare sia a livello fisico che mentale (la sifilide colpiva anche il cervello). Essa è portatrice di morte ma anche vampiro = morto vivente che non può morire. Non si corrompe ma corrompe tutto ciò che tocca. La corruzione viene da fuori, dal misterioso Oriente dalla quale si vede arrivare una minaccia per l’incorruttibile Europa.