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Analisi di alcuni testi tratti da 'Institutio oratoria'
Tipologia: Appunti
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-seconda Enciclopedia molto importante: vade mecum della cultura occidentale: “Institutio oratoria” Testo “Il padre e l’educazione” -alla base di un grande uomo politico c’è sempre un grande educatore -secondo Q il più importante maestro è il proprio padre —> il pater familias era la guida, il punto di riferimento del giovane romano (funzione pedagogica e educativa) -la coltivazione : come le piante vanno raddrizzate dall’agricoltore cosi l’educatore deve raddrizzare la pianta dell’educato -la cultura (significa “tirare fuori”) diventa la fonte di trasmissione del padre nei confronti dei figlio -il padre deve essere cosciente che in suo figlio ci sono cose che vanno ben coltivate -il padre deve prestare attenzione al figlio fin dagli inizi (non si deve mettere in mano il figlio solo alle donne) affinché esso cresca sano e forte —> Quintiliano contraddice il modo di fare dell’epoca -noi impariamo da subito; l’educazione va portata avanti fin dai primi respiri —> pensiero molto moderno -l’abitudine al ragionamento e al pensiero comincia in giovane età -come per gli uccelli è normale imparare a volare così è nomale per l’uomo crescere utilizzando in maniera corretta il funzionamento e l’applicazione della nostra razionalità -quelli che sono “ebeti” cioè poco pronti ad apprendere, avranno molte difficoltà -due tipologie umane:
-ciò che si è appreso da piccoli andrà sempre ad aumentare —> successo nella vita -la competizione diventa fondamentale -l’essere padri si impara e la continuità tra le generazioni è determinata dalla continuità di apprendimento tra padre-figlio -non c’è la considerazione dell’affetto -seconda novità: Quintiliano è il primo a sostenere la negatività della violenza dell’educazione (a quel tempo un maestro/padre che non picchiava veniva considerato debole) -si può ottenere molto di più con le buone + bisogna rendere più umana l’educazione (non obbligare con la forza e la violenza) Testo “L’insegnate ideale” -l’insegnate ideale è il padre
-non è facile trovare un equilibrio tra le due posizioni
-i due sentimenti, odio e disprezzo non permettono la comunicazione del docente e l’apprendimento della materia -per Q i maestri più dannosi sono quelli troppo permissivi perché il loro ruolo è parodizzato -nuova concezione della pedagogia: pochi castighi e ammonimenti per evitare di generare ansia e complessi di inferiorità -il professore:
produce noia
studenti e li costringerà ad odiare ciò che lui voleva insegnare
insegna -il paradigma repubblicano era basato sull’autorità (sia in famiglia che all’interno della scuola) -la famiglia romana inizia a disgregarsi nel II secolo e l’autoritas del pater familias inizia a venire meno (donne sempre più importanti) —> l’educazione si femminilizza e si ingentilisce —> Q, osservando maestri e studenti, si rende conto che con questi metodi più comprensivi si ottenevano molte più cose: studenti più felici e disposti ad imparare -società nuova più colta e che da più importanza all’individuo Testo “Contro le cattive abitudini degli alunni” -l’oratore/politico è il punto più elevato a cui l’educazione romana porta -cattive abitudini dell’alunno: usare la retorica come un palcoscenico, un tentativo di ottenere l’approvazione della folla -non devono essere i pari a giudicare le azioni, l’applauso è relativo alla folla (il buon oratore non lo deve cercare) -nella nostra società si disprezza la competenza, tutti pensano di essere competenti di tutto —> il buon oratore deve spiegare che bisogna dare giudizi solo su ciò che si conosce (invocazione all’umiltà) -sistematicizzazione del sapere -nuova concezione dell’educazione -comunicazione tra generazioni —> il maestro deve aver un maggiore interesse nei confronti dell’interiorità dell’allievo Testo “Retorica e filosofia nella formazione del perfetto oratore” -la conoscenza oratoria è fondamentale —> per i romani la parola è un elemento centrale della formazione dell’individuo (il dialogo e la lingua sono gli elementi caratterizzanti dell’individuo) -consapevolezza che un uomo è veramente libero solo se padroneggia la lingua -retorica = padroneggiare tecnicamente la lingua —> è amorale -oratoria = è composta dalla retorica, ma dentro essa c’è anche l’elemento filosofico in cui forma e contenuto sono bilanciati —> è morale (l’orator è onesto, un cittadino esemplare) -l’oratore deve dare a ciascuno gli strumenti per poter difendere la propria posizione e difendere se stesso nei confronti del contesto sociale -lui riprende la famosa frase di Catone il Censore e la spiega —> siamo di fronte alla costruzione di un oratore, persona matura (perfectum = che ha portato a compimento le sue doti) -gli oratori sono tutti quelli che hanno portato a termine il proprio processo evolutivo e cognitivo (perfetti nella manifestazione dell’essenza adulta) -la scuola ha lo scopo di far trovare la propria interiorità, il proprio essere attraverso la cultura -due tipi di insegnanti: