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vita e institutio oratoria di Quintiliano
Tipologia: Appunti
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Nasce intorno al 35 d.C a Calgurris nella Spagna settentrionale. Quintiliano è un provinciale benestante che perfezionò i propri studi a Roma, dove frequentò i migliori maestri di grammatica e di retorica. Nel 60 iniziò iniziò la professione di avvocato e maestro di retorica. La fortuna della sua vita fu l’amicizia con Galba , infatti quando quest’ultimo fu proclamato imperatore delle legioni spagnole ,Quintiliano ebbe molto successo. la sua professionalità fu apprezzata da Vespasiano,(membro della dinastia Giulio Claudia ) proclamato imperatore (cioè capo supremo dell’esercito)che gli concesse a Roma una cattedra di eloquenza con stipendio pubblico. A quasi 60 anni Quintiliano abbandona l’insegnamento e si dedica all’educazione di oratore. Quintiliano vuole la collaborazione dell’oratore con il principe in questo modo l’oratore recupera la propria dignità e non è piu’ solo un servo. A riprova di questa fiducia Domiziano(ultimo della dinastia giulio claudia) gli affidò l’educazione dei nipoti. Nel 96 fine dell’impero di Domiziano e pubblicazione dell’istitutio oratoria in cui vi è un’enciclopedia della retorica antica e in cui si affermeranno delle innovazioni sulla pedagogia. Noi sappiamo che Quintilliano ha scritto anche delle opere minori, ci sono giunte diverse declamazioni(discorso fittizio imperniato su una vicenda stoica lontana nel tempo o di tema mitologico.) sulla cui autenticità ci sono diversi dubbi. E invece non ci è giunta un operetta che Quintiliano probabilmente ha scritto(Perduta) e si intitola DE CAUSIS CORRUPTAE ELOQUENTIAE. La corruzione della retorica, di cui parla anche il Satyricon. La retorica entra in crisi perché non c erano piu’ gli oratori di un tempo e le scuole di una volta. Solo Tacito affermò che la retorica era in crisi poiché non c’è piu’ la libertà politica di un tempo e se manca essa non si può parlare liberamente e non si può dire ciò che si pensa e allora è chiaro che si fanno discorsi sul mito e sulla storia antica. Quintiliano pensava che l’oratoria potesse risorgere con l’aiuto della famiglia e della scuola ,che però doveva essere orientata diversamente.
Institutio : percorso scolastico dell’oratore. Infatti quest’ opera è un’enciclopedia della retorica in cui c’è tutto quello che si doveva e come si doveva insegnare secondo le conoscenze di quei tempi.
Oratoria : retor cioè l’insegnante e orator chi esercita la professione e parla in pubblico
L’institutio oratoria(l’educazione dell’oratore)è un trattatato latino pervenuto a noi per intero , diviso in 12 libri e preceduto da una breve lettera all’editore Trifone, un piccolo industriale che fa realizzare da degli amanuensi delle copie di opere e le pubblica, ricavando denaro dalla vendita di esse.
L’opera fin dall’inizio attesta la volontà di collaborazione di Quintiliano con il potere politico. Quintiliano fa carriera grazie a delle figure importanti che si trovano ai vertici dello stato, collabora con loro. Il primo libro è dedicato all’istruzione elementare , elementare inteso come coltivare le risorse intellettuali dei bambini senza turbarli o spaventarli con obblighi o castighi. Nel secondo libro vi è un’ introduzione alla scuola di retorica con particolare attenzione al metodo di insegnamento. La scuola deve stimolare le qualità migliori della persona senza ricorrere a metodi violenti. In questi due libri Quintiliano enuncia delle idee in controtendenza con quelle del suo tempo he avranno molto successo in età rinascimentale in quanto sono volte a promuovere l’empatia e la collaborazione. Nel terzo libro tratta dei generi oratori : celebrativo ( la conferenza) in cui si espongono tesi o si elogia un personaggio pubblico o storico, poi deliberativo (comizio) bisogna spingere chi ha il potere decisionale ad approvare qualcosa, poi giudiziario(arringa) far condannare o assolvere qualcuno davanti a una giuria. Nel quarto libro inizia la presentazione delle parti dell’oratoria(fasi) attraverso le quali si costruisce il discorso : inventio, dispositio, elocutio, la memoria e
l’atio. Alle prime tre Quintiliano dedica dal quarto al nono libro. Inventio vuol dire trovare cioè selezionare le idee , la dispositio è capire in che ordine metterle(ordinamento degli argomenti di solito di ordine misto cioè gli argomenti piu’ fragili in centro per proteggerli e poi all’inizio e alla fine gli argomenti piu’ forti), l’ordine misto però è solo un ordine consigliato che però deve essere modificato a seconda di alcune variabili tra cui il pubblico. E poi elocutio è un abbellimento stilistico. Nel decimo libro viene illustata la storia della letteratura in cui Quintiliano afferma che quella latina è al pari di quella greca, infatti se da un lato Cicerone è visto come un modello di oratore perfetto, egli detestava Seneca per la costruzione del peiodo e per l’esasperazione nello stile di certe figure retoriche. Nell’undicesimo e dodicesimo libro tratta della memoria (ripetere lo schema che ci si è preparato, Cicerone però non memorizzava l’intero discorso ma solo una scaletta di esso)e dell’actio(è l’esecuzione del discorso, attraverso le parole e il corpo(soprattutto le mani) che deve confermare la validità della parola , e poi l ars( la tecnica ). l’ars delinea la figura dell’oratore ideale cioè un vir bonus dicendi peritus ,un maschio adulto con la cittadinanza romana perfetto dal punto di vista morale ed esperto nel parlare.
Il curriculum di studi: il materiale trattato da Quintiliano non è molto originale in quanto egli si limita a raccogliere dati di una tradizione della retorica greca e latina plurisecolare infatti presenta in dettaglio il curriculum di studi delle scuole antiche. egli però è anche un innovatore in quanto condanna l’uso delle punizione corporali come mezzo di educazione e propone che lo studio del greco e del latino procedano in parallelo. Il loro apprendimento non deve avvenire in anni diversi ma ci vuole uno studio simultaneo che permetta di cogliere analogie e differenze.
Attenzione all’infanzia :volge molta attenzione alla psicologia dell’apprendimento in particolare all’età infantile in cui il bambino deve interagire con chi ha di fronte a sé. il processo di apprendimento deve essere positivo e gratificante poichè bisogna far emergere (ex ducere) dall’animo di una persona le sue qualità migliori. L’educazione dell’oratore deve essere curata fin dalla prima infanzia , periodo cruciale per lo sviluppo della personalità. Quintiliano si distacca dall’insegnamento della scuola di retorica del suo tempo , un scuola superiore in cui venivano perfezionati giovani già formati, egli vuole fare dell’educazione u processo globale volto alla formazione di tutta la persona in particolare sul piano morale. Bisogna fare attenzione che le nutrici parlino correttamente , che i genitori siano colti e che i maestri siano esempi di competenza e di moralità. Bisogna dare particolare attenzione alla scuola elementare e media e per questo propone alcune novità metodologiche
Il rifiuto delle punizioni corporali : che erano invece regola delle scuole antiche. Quintiliano le rifiuta poiché inutili e dannose. Se il bambino non è corretto dai rimproveri non lo sarà nemmeno in seguito alla pratica di percosse che inaspriranno solo la cattiveria della persona. L’alunno non deve essere trattato come uno schiavo ma come un futuro cittadino, seguendo la celebre affermazione maxima debetur puero reventia cioè è dovuto al fanciullo il massimo rispetto in quanto in fanciullo non ha ancora la piena cittadinanza ma è quasi uomo.
Valore del gioco : il gioco è fondamentale per lo sviluppo dell’intelligenza. Soprattutto nei primi anni bisogna insegnare come in un gioco ,stimolando la fantasia e la curiosità anziché schiacciarlo sotto il peso delle difficoltà. Ad esempio per insegnare l’alfabeto Quintiliano propone l’uso di letterine di avorio che i bambini possono toccare,nominare e combinare a piacere in quanto anche l’invenzione di un gioco è importante nel processo educativo.