



Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Appunti completi sullo stile e il pensiero di Quintiliano. Testi latini dall'Institutio Oratoria analizzati, commentati e tradotti. Alla fine troverete un pratico riassunto con tutti i concetti chiave da tenere a mente!
Tipologia: Appunti
1 / 6
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!




Institutio Oratoria: opera in cui passa in rassegna i vari stili degli autori. Critica anche Seneca, non gli garba il suo stile composto da sententiae Cicerone e Quintiliano dicono che la decadenza dell’oratoria va di pari passo con quella del costume Cfr Petronio: all’inizio del Satyricon il protagonista è coinvolto in una discussione sulla retorica: è sempre stato un argomento molto dibattuto, in termini tecnici e moralisti. Petronio nel Satyricon ironizza rispetto a questa tendenza di discuterne continuamente I piani che Quintiliano indaga sono diversi: ne fa una questione di carattere sociale, morale, politica ed educativa. Si parla di corruzione in tutti gli ambiti, quale dovrebbe essere lo strumento che più dovrebbe essere efficace per plasmare il vir bonus dicendi peritus? La scuola Il retore deve essere si “peritus dicendi”, ma in primis deve essere un “vir bonus”, cioè un cittadino buono che sappia dedicarsi al negotium. Il magister deve saper leggere la natura (“ingenium”), intesa come indole di ciascuno studente, nelle sue potenzialità e fragilità, e saperla tirare fuori (“ex ducere”). Gli allievi nel loro percorso educativo devono tirare fuori ciò che hanno dentro. Gli allievi devono potersi sperimentare, soprattutto attraverso le discussioni. Non è uno sguardo miope, lui ha ben presente che nel contesto imperiale la retorica non è in una condizione agevole, però non vuole abdicare all’elemento più importante della vita civile, cioè l’ambito educativo Altra questione su cui riflette a lungo: richiama gli insegnanti e li invita a rendersi conto che gli allievi sono affidati a loro e che si ha a che fare con persone, quindi deve essere personalizzato anche l’approccio in base alle attitudini dei singoli, non standardizzato. Il fatto di doverlo ricordare è gravissimo. Quintiliano si chiede se sia più funzionale l’insegnamento pubblico o privato. Ci riflette analizzando i pro e i contra di ognuno, arrivando a propendere per quello collettivo. In quello ad personam si è soli con lo studente, però viene a mancare un aspetto fondamentale, quello delle relazioni sociali, del confronto e della competizione costruttivi (non mors tua vita mea). Lui tra l’altro è un insegnante, il primo insegnante statale. Lui vive un’esperienza diretta, in prima persona. Avendolo vissuto ne sa analizzare in profondità le diverse dinamiche Quintiliano è originario della Spagna del nord Institutio oratoria X, 1, 125-131 pag 356 Quintiliano discute facendo uso di una sintassi chiara, diretta, semplice, perché l’intento comunicativo è quello dominante Cicerone lo definisce super morigerato, al contrario di Seneca La condanna di Quintiliano nei confronti di Seneca non riguarda i contenuti trattati (ovvero la filosofia stoica), ma il suo stile. Infatti Quintiliano ritiene che il suo stile sia corrotto e che dia un senso di frammentazione, e non un senso di armonia Poco accurato nella filosofia Stile corrotto “fractum”: secondo Quintiliano, Seneca non conferisce quel senso di armonia che invece Cicerone conferisce con la sua prosa Gli allievi sono come gli uccelli. Per gli allievi è naturale apprendere, basti pensare alla curiosità che caratterizza i piccoli La scuola soffoca la creatività 1
Palate di nozioni fine a se stesse L’insegnante sapendo di essere soggetto a imitazione da parte dello studente, deve essere testimone autentico Gli allievi dal canto loro non dovrebbero denigrare gli insegnanti Il magister, dopo aver percepito quale sia l’ingenium di ciascuno degli allievi, deve badare a un obiettivo: non svilire, bensì alimentare il naturale slancio all’apprendimento che caratterizza gli esseri umani (come per gli uccelli è naturale spiccare il volo). Anche i genitori (parentes) devono seguire le inclinazioni dei figli, li devono mettere nella condizione di sperimentarsi, anche nelle difficoltà. ·Preparare la situazione funzionale allo sviluppo delle loro conseguenze. ·Essere certi come educatori di aver fornito tutti gli strumenti per affrontare le conseguenze ·Gli educatori devono essere esempi autentici ed essere consapevoli del fatto che rappresentano degli esempi. Hanno una responsabilità Pur mantenendo il ruolo che rivestono si deve creare una situazione di fiducia, empatia, ammirazione che li renda degni Non devono vestire maschere che non gli appartengono Quintiliano invita i maestri a non dire le parolacce e a non ricorrere alle botte, perché sono espressioni di furor, quando il magister dovrebbe passare il senso del raziocinio/mens bona Si tratta di autorità o autorevolezza? L’autorevolezza è: lo studente si può fidare di ciò che il magister dice, sulla base della fiducia che condividono, perché il magister non verrebbe mai meno all’obiettivo, non tradirebbe mai la fiducia. Patto di corresponsabilità Avere da parte degli allievi la sicurezza che gli educatori mettono la faccia per loro è una grande cosa Il patto è un fedus Institutio oratoria, I, 21, 1-2 (foglio) Primo paragrafo: si pone un quesito che deve essere trattato
Paragrafo 18: sulla base di un obiettivo l’insegnante declina a ritroso argomenti e metodologie. Obiettivo: plasmare il futuro oratore (vir bonus vicendi peritus). Il futuro oratore svolgerà la propria funzione/ufficio “coram populo”, non ad personam, quindi già da ragazzo (“a tenero”) a scuola deve essere messo nella situazione di superare lo scoglio di parlare di fronte a tanti. Invece la relazione esclusiva dell’insegnamento privato confina l’allievo nella condizione di non confrontarsi con gli altri, ma solo con se stesso o col precettore. La scuola in primis deve essere relazione. Se non ci si confronta mai, l’esercizio diventa autoreferenziale e puoi rischiare di sovrastimarti e incorrere nella condizione della superbia “Sensus communis”: fa riferimento ai principi e modalità di ragionamento condivisi. È un condiviso approccio alla vita. Imparando insieme si sviluppa un certo tipo di forma mentis. + determinati percorsi plasmano la mente e l’animo perché si è centrato il focus su certe discipline che danno certo strumenti Assunto: uomo come animale sociale che deve essere naturale per lui instaurare relazioni di confronto, amicizia, sulla base dell’humanitas. Institutio oratoria 1,3 paragrafi 1- _http://www.poesialatina.it/ns/greek/tt2/Quintiliano/I-3-1-17.html Riguarda il “perspicere ingenium et naturam” Mette in luce un aspetto riguardo le capacità cognitive, di cui il maestro deve capire la portata: la memoria È importante poi anche l’aspetto dell’imitazione. Precettore come modello di comportamento e pensiero da cui bisogna prendere spunto. Non bisogna fare esclusivo affidamento sulle qualità, ma bisogna strutturarle attraverso lo studio e attraverso l’imitazione. Altrimenti si fa la fine delle spighe, che biondeggiano prima della mietitura ma che al momento delle mietitura sono vuote. Institutio oratoria I 3, 1- _http://www.poesialatina.it/ns/greek/tt2/Quintiliano/I-3-1-17.html Il senso riguarda il “perspicere ingenium et natura”: Il peritus docendi deve riconoscere il suo modo di essere e le sue inclinazioni. Quintiliano espone il suo punto e dopo ci entra dentro con il ragionamento. Una volta che il fanciullo gli è stato affidato, l’esperto dell’insegnamento (docente) osserverà soprattutto la sua indole e la sua intelligenza. L’indicatore più evidente di intelligenza nei piccoli è la memoria: la sua efficacia (è) duplice: comprendere facilmente e ricordare fedelmente. Quello immediatamente successivo è l’imitazione: infatti, anche questa (virtù) è propria di un’indole propensa all’apprendimento. Così tuttavia a patto che riproponga quelle cose che impara (e) non per esempio l'atteggiamento e l'andatura e tutto ciò che è evidente in senso negativo. Non mi da speranza di un’intelligenza acuta colui che per desiderio di imitare cercherà questo, cioè di essere deriso; infatti quello veramente dotato di ingegno sarà anche innanzitutto onesto. In caso contrario non considererei peggiore il fatto di essere di ingegno tardo piuttosto che cattivo: quello onesto invece si distinguerà moltissimo da quello pigro e svogliato. Questo mio comprenderà non difficilmente le cose che saranno insegnate, alcune anche le chiederà: tuttavia seguirà più che precedere. Quel tipo di ingegni per così dire precoce non giunge quasi mai a maturazione. 15 16 17 18 19 20 21
Anastrofe: “signum praecipuum”(iperbato invece quando diversi termini non sono nella loro collocazione sintatticamente ordinaria) L’erudizione per lui è l’immaginazione di sapere. Se l’insegnante ha una certa forma mentis e dispositio animi? È giusto che egli la veicoli e che gli studenti la assorbano. Per imitazione si intende l’imitazione delle virtù e non di farli diventare caricature. Endiadi = parole con significato molto simile che vengono tradotte con un unico termine (habitum e ingressum = atteggiamento e andatura) Habitum, ingressum e quid coordinati per polisindeto. Ci sono altre qualità dello studente intelligente: egli è anche serio e non pigro “Mihi” : qui emerge Quintiliano. Lui parla sulla base della sua esperienza come insegnante. È per dare testimonianza che quello che dice non è solo opinabile, ma è anche un ragionamento fondato sull’esperienza Institutio Oratoria I, 1, 1- > testo che inizia per “falsa enim est querela”
- “in^ excogitando”^ e^ “discendum”:^ variatio - Quippe = poiché