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Commedia antica, commedia di mezzo e commedia nuova. Menandro, la drammaturgia, affinità con la tragedia, personaggi, messaggio morale, lingua e stile. Riassunto completo per ottenere un ottimo voto all’interrogazione e all’esame di maturità
Tipologia: Appunti
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Il genere comico subisce nel corso del IV secolo a.C. un’evoluzione che interessa la struttura, i soggetti e linguaggio. La trasformazione del genere precede di pari passo con i mutamenti politici e sociali che investono nel mondo greco. La commedia quindi viene divisa in tre fasi:
individui che si recano a teatro per svagarsi dopo le occupazioni quotidiane. Gli spettatori devono immedesimarsi nelle vicende rappresentate. La polis ateniese inoltre aveva cessato di erogare il contributo in denaro che permetteva ai cittadini meno abbienti di assistere agli spettacoli teatrali e perciò ci fu un innalzamento del pubblico che preferiva situazioni drammatiche più raffinate. Il principio di verosimiglianza dunque è alla base del nuovo modo di fare commedia. L’attualità politica abbandona la scena per fare posto a un teatro cosmopolita che coincide con le caratteristiche culturali dell’ellenismo; infatti le opere erano anche spendibili al di fuori dei confini della polis.
Nel periodo che vede il declino delle poleis greche e l’ascesa della Macedonia , ad Atene la produzione comica continua copiosa ., delle tante commedie scritte però rimangono solo titoli e frammenti.
Nella commedia nuova:
Sulla vita di Menandro si hanno scarse informazioni. Nasce nel 342 / 341 a.C. Su più di 100 commedie che scrive ottiene soltanto otto vittorie. Alcune fonti mettono in relazione Menandro con intellettuali e uomini politici del suo tempo ; egli fu discepolo di Teofrasto e amico di Demetrio Falareo , che governava Atene. Non è attestata una partecipazione di Menandro alla vita politica ateniese. Subì le influenze filosofiche del Peripato , mentre sono più rari e controversi gli echi della dottrina epicurea. Sono state tramandate varie leggende e aneddoti su di lui tra cui un riferimento al suo strabismo e alla pazzia che aveva per le donne
Nella commedia di Menandro sono presenti personaggi e situazioni ricorrenti. Vi è sempre la medesima trama: una coppia di giovani deve superare uno o più ostacoli per realizzare o ricomporre il proprio matrimonio; altre situazioni ricorrenti sono la violenza recata a una fanciulla da un giovane prima delle nozze o l’esposizione di un figlio illegittimo e il suo successivo riconoscimento, il finale è sempre lieto Menandro crea degli intrecci molto complessi in cui è la τύχη “il caso” a intervenire per rompere l’equilibrio iniziale. Ai giochi della sorte si aggiunge l’intervento degli uomini che ostacolano i progetti dei giovani innamorati. È presente inoltre la duplicazione degli intrecci infatti con la conclusione dell’atto quattro lasciando in sospeso la sorti dell ’antagonista , nel cinque egli viene beffato e rieducato perché possa riconoscere il suo errore e recuperare un rapporto armonico con gli altri personaggi.
Il carattere dei personaggi inoltre non è fissato una volta per tutte, ma appare come una risposta alle circostanze che hanno plasmato la vita dell’individuo. È presente sicuramente un pessimismo di fondo in quanto la realtà è dominata dal caso e i tentativi messi in atto dai personaggi per risolvere le difficoltà non vanno mai a buon fine; nonostante ciò le avversità sono un’occasione di miglioramento che permettono all’uomo di maturare affrontando le difficoltà della vita. Lingua e stile -Il linguaggio è colloquiale e allo stesso tempo raffinato. -È presente una maggiore sobrietà di toni -Utilizza il trimetro giambico che ben si adatta al tono discorsivo e colloquiale dei personaggi -La lingua utilizzata è quella attica classica, ma si notano i primi segni del processo di trasformazione che porterà alla formazione della κοινή Autori greci latini hanno lasciato su Menandro giudizi in versi ( Orazio, Marziale, Fedro, Ovidio) è in prosa ( Quintiliano, il quale lo include tra gli autori adatti alla formazione dei giovani)