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Nei disability studies vi è una parte nella quale si fa la distinzione tra deficit,corpo e fragilità
Tipologia: Appunti
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I disability studies Negli ultimi trent’anni nelle zone angloamericane e dell’Europa del Nord è stata fatta un’ampia riflessione sul tema della disabilità. Tale riflessione in questo ambito viene chiamata disability studies cioè lo studio della disabilità in maniera ancora più approfondita. Negli Stati Uniti è sorto un’ altra versione del modello sociale che descrive i processi di interazione tra le persone e i ruoli che gli vengono dati. Per spiegare meglio questo concetto lo studioso Goffman descrive tali soggetti utilizzando terminologie teatrali. Infatti descrive le modalità e le attività fatte dalle persone disabili utilizzando i termini di copione e rappresentazione per attirare l’attenzione di chi gli sta intorno cioè il pubblico interpretando una o più parti. In questo caso però vi si presentano dei problemi per chi ha una disabilità perché per fare in modo che essi ricoprano un determinato ruolo nella
società interpretando delle parti specifiche bisogna metterli in condizione di poterlo fare mettendogli a disposizione i mezzi e i luoghi e persone anche adatte allo scopo. Lo stigma di Goffman nasce quindi dalla distinzione delle persone abili e non e all’appartenenza di esse ad una di queste categorie. Il deficit, il corpo e la fragilità Nel disability studies vi è una parte nella quale si fa la distinzione tra deficit,corpo e fragilità. Infatti il deficit secondo questi studi è fondamentale per distinguere il soggetto disabile da quello abile. Questo modello inglese descrive la disabilità come una classe sociale rendendo più facile da capire il concetto di deficit mettendo lo stesso e la malattia al centro di un’attenta riflessione da parte della società che costruisce attorno al disabile una rappresentazione chiara ed esplicita di ciò che secondo essa è la persona con handicap e le diverse patologie che questo può avere. Da una ricerca fatta da uno studioso di nome Mercier nel 1999 viene evidenziata ancora di più la differenza tra la disabilità fisica e quella mentale. Infatti la persona con una disabilità fisica esprime una voglia di vivere e di riscatto nei confronti della società a differenza di una persona con disabilità mentale la quale non è in grado di badare a sé stessa e di conseguenza non ha una visione propria del mondo circostante. Uno studioso di nome Garet anche lui diversamente abile descrive il corpo facendo riferimento alla sua disabilità dicendo: “Il mio spingermi oltre i limiti del mio corpo era un modo per dire al mondo accademico che ero ancora vivo e stavo facendo quello che avevo sempre fatto. Tutte le mie attività febbrili in università e nella comunità erano un modo per gridare al mondo: Hey, c’è ancora il vecchio me dentro questo corpo!”.