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Il potere in scienze umane, Appunti di Scienze Umane

Appunti per liceo delle scienze umane opzione economico-sociale

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 08/02/2020

filippo-zonta
filippo-zonta 🇮🇹

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LA POLITICA
IL POTERE
: capacità di ottenere effetti, di produrre dei cambiamenti o di esercitare un'influenza.
In particolare nell'ambito dei rapporti interpersonali e sociali, è la capacità posseduta da un singolo o da un
gruppo di modificare il comportamento di altri.
Aspetti fondamentali:
1. Il potere non si riferisce a una cosa o un’entità, ma a una relazione tra singoli o tra gruppi.
2. Il potere è un concetto che presenta una duplice natura:
a. comando impartito da una persona a un'altra persona —> potere nei confronti di altri
b. “Poter fare”, “essere in grado di”—> potere nei confronti di se stesso
Il potere è diffuso in tutti i rapporti e in tutte le pratiche sociali—> potere ha carattere pervasivo
e per questo è una forza impersonale e anonima che è presente ovunque.
Micheal FOUCAULT ritiene che esiste una dimensione del potere
-“macro” (potere concentrato negli organi dello Stato preposti a legiferare e a governare)
-“micro”.
La teoria di Foucault è chiamata Microfisica del potere, ed è un'analisi del potere inteso come
insieme rapporti di forza che strutturano la società.
Microfisica del potere= il potere plasma la società e non lo stato.
WEBER distingue:
-pura e semplice forza (potere esercitato da un malvivente attraverso le armi)
-potere legittimo: potere capace di condizionare i comportamenti dei membri di una comunità
tramite dei semplici comandi rispettati dai più (potere di uno stato).
Il potere legittimo si divide in tre ideal-tipi.
Ideal-tipo: non è un caso concreto ma bensì uno schema concettuale che permette di scoprire nei casi
concreti alcune caratteristiche che normalmente sfuggirebbero all’osservazione. Gli ideal-tipi del potere
permettono di evidenziare le diverse ragioni del suo successo.
1. Potere tradizionale: la legittimità del potere risiede nel rispetto della tradizione e nella
reverenza verso la persona del signore (esempio: potere patriarcale, patrimoniale)
2. Potere legale-razionale: l'obbedienza è motivata dalla credenza nella razionalità del
comportamento conforme alla legge. Il rapporto di obbedienza diventa impersonale.
(Esempio: stato burocratico)
3. Potere carismatico: l’obbedienza è motivata dalla credenza nelle doti straordinarie del
capo.
“Carisma” deriva dalla tradizione ebraico-cristiana e indica una dote spiegabile solo
attraverso un rapporto privilegiato dell'individuo con la divinità . —> il capo carismatico non
ha bisogno di legittimare il proprio potere in quanto l'adesione dei suoi seguaci è
spontanea e personale. Per questo il rapporto di obbedienza diventa di tipo irrazionale ed
emotivo.
Questa natura emotiva è sia punto di forza che di debolezza, in quanto il carisma è labile
( entusiasmo iniziale spontaneo viene successivamente suscitato attraverso pratiche
ritualistiche) e per questo destinato a evolvere nelle forme di potere ordinario
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LA POLITICA

IL POTERE

: capacità di ottenere effetti, di produrre dei cambiamenti o di esercitare un'influenza. In particolare nell'ambito dei rapporti interpersonali e sociali, è la capacità posseduta da un singolo o da un gruppo di modificare il comportamento di altri. Aspetti fondamentali:

  1. Il potere non si riferisce a una cosa o un’entità, ma a una relazione tra singoli o tra gruppi.
  2. Il potere è un concetto che presenta una duplice natura: a. comando impartito da una persona a un'altra persona —> potere nei confronti di altri b. “Poter fare”, “essere in grado di”—> potere nei confronti di se stesso Il potere è diffuso in tutti i rapporti e in tutte le pratiche sociali—> potere ha carattere pervasivo e per questo è una forza impersonale e anonima che è presente ovunque. Micheal FOUCAULT ritiene che esiste una dimensione del potere

- “macro” (potere concentrato negli organi dello Stato preposti a legiferare e a governare)

- “micro”.

La teoria di Foucault è chiamata Microfisica del potere, ed è un'analisi del potere inteso come insieme rapporti di forza che strutturano la società. Microfisica del potere= il potere plasma la società e non lo stato. WEBER distingue:

- pura e semplice forza (potere esercitato da un malvivente attraverso le armi)

- potere legittimo: potere capace di condizionare i comportamenti dei membri di una comunità

tramite dei semplici comandi rispettati dai più (potere di uno stato). Il potere legittimo si divide in tre ideal-tipi. Ideal-tipo: non è un caso concreto ma bensì uno schema concettuale che permette di scoprire nei casi concreti alcune caratteristiche che normalmente sfuggirebbero all’osservazione. Gli ideal-tipi del potere permettono di evidenziare le diverse ragioni del suo successo.

  1. Potere tradizionale : la legittimità del potere risiede nel rispetto della tradizione e nella reverenza verso la persona del signore (esempio: potere patriarcale, patrimoniale)
  2. Potere legale-razionale : l'obbedienza è motivata dalla credenza nella razionalità del comportamento conforme alla legge. Il rapporto di obbedienza diventa impersonale. (Esempio: stato burocratico)
  3. Potere carismatico : l’obbedienza è motivata dalla credenza nelle doti straordinarie del capo. “Carisma” deriva dalla tradizione ebraico-cristiana e indica una dote spiegabile solo attraverso un rapporto privilegiato dell'individuo con la divinità. —> il capo carismatico non ha bisogno di legittimare il proprio potere in quanto l'adesione dei suoi seguaci è spontanea e personale. Per questo il rapporto di obbedienza diventa di tipo irrazionale ed emotivo. Questa natura emotiva è sia punto di forza che di debolezza, in quanto il carisma è labile ( entusiasmo iniziale spontaneo viene successivamente suscitato attraverso pratiche ritualistiche) e per questo destinato a evolvere nelle forme di potere ordinario

STORIA E CARATTERISTICHE DELLO STATO MODERNO

stato moderno: entità giuridica-politica caratterizzata da solidi confini territoriali, un efficace apparato amministrativo e dal monopolio della forza, che può essere utilizzata in modo legittimo. Caratteristica fondamentale dello Stato Moderno è l'autorità. Autorità : potere sommo da cui derivano tutti i poteri inferiori e che non riconosce al di sopra di se stesso alcun’altra autorità. I primi teorici della sovranità dello stato furono BODIN e HOBBES, i quali auspicano alla formazione di uno stato forte e unitario, capace di porre fine alle guerre interne e di garantire la pace. Diverse forme istituzionali di Stato moderno: Forma di governo: L'insieme di norme, regole non formalizzate, procedure che stabiliscono diverse forme e modalità di esercizio del potere politico.

  • Stato assoluto: Monarchia assoluta: forma istituzionale caratterizzata dall’accentramento del potere nella figura del monarca, che si trova sciolto da ogni vincolo. Il potere è concentrato tutto nelle mani del sovrano. Secondo Hobbes, lo stato assoluto è il risultato di un contratto stipulato dagli uomini per porre fine a una condizione originaria reputata insostenibile (gli individui rinunciano alla loro libertà per ricevere pace e sicurezza) —> sottomissione totale degli individui al potere politico —> laicità del potere, in quanto il potere non deriva da Dio ma da questo contratto
  • Monarchia Costituzionale : forma istituzionale in cui il sovrano giura fedeltà a un documento programmatico, impegnandosi a rispettare i fondamentali diritti civili dei sudditi Il movimento di pensiero e azione che si impegna per il progressivo riconoscimento a tutti i cittadini dei diritti civili, si chiama liberismo politico. Diritti civili: diritti attenenti alla sfera personale che obbligano lo stato a non ostacolare il cittadino nell'esercizio delle sue naturali facoltà. Caratteristica dello stato liberale è la separazione dei poteri : principio che sostiene un’equilibrata distribuzione dei poteri in tre organi reciprocamente indipendenti Il limite di questa monarchia fu l'esiguità alla base elettorale, ovvero i cittadini che eleggevano i loro rappresentanti erano una minoranza.
  • Democrazia : forma istituzionale in cui i singoli cittadini sono uguali di fronte alla legge e partecipano attivamente alla vita della nazione esercitando i propri diritti politici, i quali sono diritti attenenti alla sfera della rappresentanza. In una democrazia il potere è del popolo. GIOVANNI SARTORI (“la democrazia in trenta lezioni”) afferma che per popolo si deve intendere una maggioranza, che ha il diritto di comandare, rispettando però i diritti delle minoranze. —> principio di maggioranza è un requisito necessario, ma non sufficiente in quanto uno stato democratico deve anche tutelare le minoranze. Caratteristiche del regime democratico sono:

- sovranità popolare (i cittadini delegano il governo ai loro rappresentanti)

- Consenso ( approvazione dei comportamenti e delle decisioni dei rappresentanti)

pubblica e privata e definire i comportamenti graditi e sgraditi al potere. (Esempio: ideologia razzista. Al centro della teoria di Hitler c'è la teoria della razza) Confronto:

  • Stato sociale o^ Welfare State : modello politico in cui lo stato si fa garante di prestazioni educative, sanitarie e previdenziali che tutelano l'esistenza di ogni cittadino promuovendone il benessere —> servizi essenziali gratuiti Il principio dello stato sociale è garantire uguaglianza sociale in contesti economici di libero mercato. Per garantire un giusto equilibrio tra questi due aspetti lo stato individua e garantisce i diritti sociali (:diritti attinenti alla sfera sociale). Questi diritti prevedono un diretto intervento dello stato, il quale attraversi il prelievo fiscale ridistribuisce la ricchezza del paese a favore dei ceti più deboli. Gli stati europei interpretano lo stato sociale in modi diversi:
  1. Paesi scandinavi ( Svezia- Norvegia- Danimarca). Questi stati affermano che la protezione sociale è un diritto fondamentale e garantiscono una copertura universale e finanziata con il gettito pubblico delle imposte. Le prestazioni vengono erogate automaticamente nel momento del bisogno. Nel corso degli anni 80 e 90 sono state necessarie delle riforme ma il welfare state non è stato smantellato.
  2. Grand Bretagna e Irlanda. Lo stato garantisce solo l'assistenza sanitaria che però è universale finanziata con denaro pubblico.
  3. Stati dell'Europa centrale. In questi stati le prestazioni sociali sono proporzionate al reddito e finanziate con contributi sociali. Gran parte della popolazione risulta coperta perché con l'inizio dell'occupazione retribuita scatta l'obbligo assicurativo.
  4. Stati Europa meridionale. Questi stati non hanno sistemi omogenei. I principali campi d'azione del Welfare State sono:

- l'istruzione:

In Italia nel 1962 vengono emanate due leggi che sancivano il miglioramento delle strutture scolastiche e creavano una scuola media unica con l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 14 anni. Nel 1968 con la legge n.444 viene istituita la scuola materna statale

- sistema previdenziale e pensionistico:

Attraverso questo sistema si creano gli ammortizzatori sociali per chi ha perso il lavoro. In particolare il sistema pensionistico ha come obbiettivo aumentare le pensioni e regolamentare il campo degli infortunati e delle malattie professionali. Così si cerca di creare un sistema pensionistico universalistico —> pensione sociale per tutti vincolata dal versamento dei contributi. In Italia avviene la riforma di legge Dini n.335 del 1995 con la quale si passa da un sistema retributivo (in cui la pensione corrisponde a una percentuale dello stipendio del lavoratore. Essa dipende in particolare dalle retribuzioni percepite nell’ultimo periodo della vita lavorativa, che STATO TOTALITARIO STATO DEMOCRATICO

  • (^) Potere esercitato da un numero ristretto di persone
  • (^) Manipolazione del consenso
  • (^) Soppressione di tutti i diritti civili e politici
    • (^) sovranità popolare
    • (^) Si govern con il consenso dei cittadini
    • (^) Pieno godimento dei diritti civili e politici

tendenzialmente sono le più favorevoli.) a un sistema contributivo ( l’importo della pensione dipende dall’ammontare dei contributi versati dal lavoratore nell’arco della vita lavorativa). Nel 2011 avvenne la riforma Fornero della legge n. 92. La legge è stata redatta in 20 giorni, dal 16 novembre al 6 dicembre 2011. La riforma Fornero ha accelerato di qualche anno il passaggio al sistema contributivo, previsto dalle precedenti riforme, che invece prevedevano il graduale slittamento da un sistema all'altro. Contestualmente la riforma Fornero ha innalzato l'età pensionistica di uomini e donne, stabilendo i requisiti per la “pensione di vecchiaia” (in base all’età anagrafica): minimo 20 anni di contribuzione e 66 anni di età per donne del pubblico impiego e uomini (Pa e privati), 62 anni per donne del settore privato (poi 66 anni e 3 mesi nel 2018), 63 anni e 6 mesi per donne lavoratrici autonome (che diventeranno gradualmente 66 anni e 3 mesi nel 2018). Inoltre la riforma prevede un adeguamento periodico dei requisiti di pensionamento in funzione dell'allungamento della speranza di vita. Tra gli “effetti collaterali” della Riforma Fornero il problema causato agli esodati, cioè ai lavoratori che avevano sottoscritto accordi aziendali o di categoria che prevedevano il pensionamento di vecchiaia anticipato rispetto ai requisiti richiesti in precedenza. Complice l'innalzamento dell'età del pensionamento costoro sono rimasti senza più stipendio e senza ancora pensione, per alcuni periodi di tempo. Un caso che ha riguardato diverse decine di migliaia di persone, per i quali è intervenuto successivamente l'Esecutivo per garantire loro uno “scivolo” per questa fase di passaggio.

- sanità

BERLIN e BOBBIO effettuano un confronto, introducendo i concetti di libertà positiva è libertà negativa: Il welfare state ha portato a dei risvolti positivi:

- allungamento della durata media della vita dei cittadini

- maggiori garanzie di libero accesso agli studi per tutti

- maggiore tutela dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici

—> aumento delle aspettative dei cittadini ma ha anche portato a qualche disfunzione:

- sul piano politico, in quanto può mettere in difficoltà il parlamento, esponendolo alle

pressioni di gruppi organizzati influenti che tutelano gli interessi dei loro membri

- sul piano organizzativo avviene un'espansione della macchina statale e un aumento dei suoi

dipendenti che ha portato a un ingigantimento della macchina amministrativa

- sul piano economico-sociale è avvenuto un aumento della spesa pubblica che può

determinare un aumento della pressione fiscale e dei forti squilibri finanziari Queste disfunzioni hanno portato a una crisi/declino del Welfare State. Questa crisi è stata anche causata dalla globalizzazione che ha creato una società flessibile. I principali effetti di questa crisi furono: STATO SOCIALE STATO LIBERALE riconosce i diritti sociali e per questo promuove la libertà positiva (lo stato si impegna a garantire a tutti le condizioni necessarie per realizzare le proprie aspettazioni e soddisfare i propri bisogni) tutela i diritti civili e quindi garantisce una libertà negativa (libertà a cui ci si appella quando si chiede di non essere ostacolati nell'esercizio delle nostre facoltà di individui liberi). Qui ci sono meno regole e più libertà di mercato

LA PARTECIPAZIONE POLITICA

:include tutte le azioni che i cittadini intraprendono liberamente allo scopo di produrre cambiamenti nella vita della collettività. Questo fenomeno nasce nella democrazia ateniese, in cui i cittadini partecipavano direttamente alle decisioni della polis. Nelle democrazie attuali la partecipazione non è diretta, ma viene esentata attraverso i rappresentati liberamente scelti. Il cittadino però può partecipare alla vita politica in diversi modi:

- tenendosi informati sulle attività del parlamento, del governo o dei singoli partiti

- partecipare a corsi di formazione politica

- militanza del partito

- protesta

- partecipazione professionale.

La forma per eccellenza di partecipazione politica è quella delle consultazioni elettorali (elezioni). —> le elezioni sono il principale strumento della volontà popolare e un importante indicatore di libertà e democraticità. Comportamento elettorale

  • Astensionismo:^ fenomeno sociale, fisiologico nelle moderne democrazie per cui alle elezioni c'è sempre una percentuale variabile di persone che, pur avendone il diritto, non vanno a votare L'astensionismo è ritenuto un sintomo di una socializzazione politica non riuscita o in altri casi un comportamento dovuto alle caratteristiche del sistema politico.
  • Scheda bianca o nulla con cui il cittadino esprime il proprio dissenso.
  • Voto che può essere un voto di appartenenza (si vota uno schieramento perché sente di appartenere all'universo ideologico o alla categoria sociale rappresentati), un voto di scambio (si vota un partito perché un candita gli ha promosso, in cambio del suo voto, si occuparsi di un suo problema) o un voto di opinione (si vota un partito perché il suo programma è ritenuto più convincente) Opinione pubblica : flusso di pensieri che si genera all'interno della vita sociale e che esprime l'orientamento prevalente delle persone su temi e questioni che riguardano l'intera collettività. Questo concetto ha origine illuminista, ma ha acquisito rilievi con l'estensione del corpo elettorale e con lo sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa. Questi mezzi di comunicazione si sono rilevati una criticità perché offrono al cittadino soltanto un inverso di rappresentazioni semplificate e schematiche (stereotipi). Questa è la teoria del sociologo LIPPMAN. LAZARSFELD ha condotto delle indagini con lo scopo di collocare gli effetti prodotti dai media sulle opinioni della gente —> si osserva un flusso comunicativo a due stadi (idea secondo cui l'influenza dei mezzi di comunicazione di massa sulle opinioni della gente non è diretta, ma mediata dalla trama delle comunicazioni interpersonali e in particolare degli opinion leaders) opinion leaders (: gli individui più attivi nella partecipazione politica e più interessati a informarsi rispetto agli altri, nei confronto dei quali “filtrano” in qualche modo l'azione è l'influenza dei mass media) A questa mediazione va aggiunta un'esposizione selettiva, che è l’ipotesi secondo cui l'influenza dei media è limitata dal fatto che sono le persone a scegliere a quali messaggi mediali esporsi, che sono quelli che confermano le opinioni possedute. Questa prospettiva è stata gradualmente abbandonata perché si sono affermati nuovi orientamenti teorici e perché è nata la necessità di

adeguarsi a un mutato contesto sociale, caratterizzati da una presenza sempre più capillare dei social media. NOELLE-NEUMANN ha ipotizzato la così detta spirale del silenzio. Essa è una prospettiva teorica che indica l'idea che i media, offrendo maggiore visibilità a determinati orientamenti e opinioni a scapito di altri, ne consolidano la presenza e la capacità di presa in seno alla popolazione, scoraggiando l'espressione di idee alternative. Il ruolo dei media può essere compreso partendo da due fattori:

  1. Presenza pervasiva dei media e sopratutto della TV che non permettono l'esposizione selettiva
  2. Dinamiche tipiche della società di massa : ricerca di integrazione sociale e paura dell’isolamento. Il risultato è che l'opinione maggioritaria risulta essere più visibile e forte mentre l'opinione minoritaria tende a restare nel silenzio e nell'ombra.