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Dispensa riassuntiva del primo freud
Tipologia: Dispense
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L’intenzione di Freud, soprattutto nel primo capitolo, è quella di proporre una concezione della psicologia che sia una scienza naturale, ossia di rappresentare i processi psichici com’è stato quantitativamente determinati di particelle materiali identificabili: si fonda sul concetto di quantità di energia (Q), che con i suoi spostamenti determina gli stati di quiete e di movimento e il concetto di neurone. Il principio fondamentale dell’attività neuronica è il principio di inerzia che spiega perché un neurone tende a liberarsi della quantità di energia, scaricandola attraverso il sistema muscolare. La scarica, pertanto, costituisce la funzione primaria del sistema nervoso e serve a mantenere il sistema nervoso primario in uno stato di assenza di stimoli; se le funzioni primarie producono una scarica intesa come “fuga dallo stimolo”, esistono delle funzioni secondarie che producono delle “azione specifiche” che sono l’espressione dei bisogni fondamentali (fame, sessualità). Per far riprodurre un’azione del genere, è necessario uno sforzo indipendente dalle energie endogene e di conseguenza, il sistema nervoso è costretto ad abbandonare la sua tendenza originaria all’inerzia ed imparare s mantenere una scorta di energia sufficiente a soddisfare le esigenze di un’azione specifica. Risulta fondamentale distinguere un processo primario da uno secondario: secondo Pribram e Gill, i processi primari sono quelli che comportano un aumento o diminuzione dell’energia, mentre i processi secondari sono quelli nei quali la capacità di lavoro resta costante. Freud formula l’ipotesi che un neurone possa essere “investito” da una quantità di energia oppure vuoto e che esista un flusso che attraversa i neuroni. La funzione secondaria ha bisogno che la carica condotta dal flusso di corrente resti lì e si accumuli e ciò si può verificare solo se vi è una resistenza che si oppone alla scarica: egli ipotizza che tali resistenze si verifichino nei punti di contatto trai diversi neuroni che chiama tali punti “barriere di contatto”. Cenere ipotizzo la possibilità che ciascun neurone disponesse di più collegamenti con gli altri neuroni, e che i diversi punti di contatto non richiedessero la stessa quantità di eccitamento per permettere il trasferimento di energia da un neurone all’altro. In alcuni punti la quantità di eccitamento richiesto poteva essere minore poiché in quel punto era minore la resistenza. Quando la resistenza era maggiore, poteva avvenire che una eccedenza di energia passasse ad altri neuroni attraverso l’apertura di nuove congiunzioni. La teoria della struttura del sistema nervoso si completa con la distinzione di 3 tipi di sistemi di neuroni: i primi (TT) costituiscono un sistema neurale periferico, mentre il secondo (J) un sistema neurale interno. Il sistema nervoso è in grado di ritenere energia restando recettivo; pertanto i sistemi primari sono affetti alla percezione, ma non hanno la capacità di ritenzione, mentre i sistemi secondari sono addetti alla memoria. Ovviamente ciò è possibile solo se i sistemi primari sono selettivamente impermeabili; diversamente le sinapsi (barriere di contatto) dei sistemi secondari presentano un grado di resistenza più elevato e la facilitazione che si produce, determina una modificazione profonda e plastica della catena neurale, con conseguente accumulazione della carica. Per tale ragione i sistemi di neuroni risultano impermeabili. Freud attribuisce ai neuroni primari una certa elasticità, a quella secondari una plasticità. Freud successivamente ipotizza l’esistenza di un terzo sistema di neuroni (7) più interno degli altri 2 e capace di trasformare le quantità in qualità. Freud considera che il terzo sistema di neuroni venga raggiunto da quantità di energia molto minori rispetto agli altri sistemi: per uscire dalla impasse, Freud introduce una nuova ipotesi, ovvero che essi non abbiano solo un carattere di ordine quantitativo, ma anche temporale, che egli definisce periodo. Così mentre le barriere di contatto possono offrire una resistenza al trasferimento di una quantità, non oppongono nessun ostacolo alla propagazione del movimento neuronico. Non riuscendo a spiegare il processo di attivazione dei terzi neuroni, Freud decide di rivedere la sua ipotesi sul decorso di quantità di energia, dove da un lato e noto che essa si trasferisce da un neurone all’altro, dall’altro Freud ipotizza che esistono neuroni che invece di registrare il trasferimento dell’energia, si attivano per registrare l’andamento temporale con cui avviene il trasferimento di energia. Si può ipotizzare che, essendo possibile descrivere ogni variazione come un informazione, i terzi neuroni vengono attivati da quantità di informazione. A questo punto si può
fare un’importante riduzione circa la nozione di inconscio dove il modello di Freud esposto nelle pagine del progetto di scindono in due livelli: il primo livello è prodotto dalla difesa per effetto della rimozione, il secondo livello dell’inconscio che può essere definito cognitivo o funzionale, Freud ammetteva l’esistenza di processi percettivi e mnestici.
COAZIONE E RAPPRESENTAZIONE SOVRAINTENSA: studiando le nozioni di entrambe, non si può non esaminare le concertualizzazioni sulle “idee fisse”: secondo il Trattato Italiano di patologia di Morselli, Westphal, le idee fisse risiedevano in un disturbo del processo associativo. Ehi si osservavano e nelle condizioni normali, essa rimaneva per un certo tempo nel campo della coscienza, finché, l’attenzione non veniva richiamata ad altre idee: a questo punto la prima idea scompariva dalla coscienza; viceversa, nella malattia delle idee fisse, per una condizione morbosa dei centri nervosi, si ammette che da un lato esista un alto grado di energia, dall’altro mi si aggiunge una limitata attività del potere di associazione per cui la vita del pensiero si arresta. Freud offriva una spiegazione clinica di tipo psicologico: secondo lui, i pensieri opposti sono legati tra di loro in modo che mentre l’uno e conscio in modo sovra intenso, l’altra parte rimossa è inconscia e questo è un prodotto del processo di rimozione. La rimozione, infatti, viene spesso effettuata in modo che il pensiero opposto a quello da rimuovere venga rafforzata l’eccesso. Nel progetto Freud sottolinea che ciò che caratterizza le rappresentazioni sovra intense nell’isteria è la loro Stranizza: esse appaiono invadenti, ridicole e la co azione che ne deriva, secondo Freud, risulta incomprensibile, insolubile e incongrua nella sua struttura; così egli precisa che esiste un tipo di quattro Sioni e nevrotica detta semplice, che, pur non riuscendo ad essere risolta attraverso un processo mentale, risulta comprensibile, in quanto è facile riconoscerne l’origine
LA NOZIONE DI SIMBOLOZZAZIONE ISTERICA: Freud segnala una caratteristica essenziale di questo processo: mentre nel simbolismo normale il soggetto è consapevole del legame che c’è tra il simbolo e lo getto simbolizzato, nel simbolismo isterico vi è una sorta di equazione soggettiva che annulla la consapevolezza dell’associazione tra il sostituto e del sostituto. Freud usa il concetto di simbolizzazione anche nell’interpretazione dei sogni e negli studi sull’isteria: in quest’ultimo, Freud e Breuer introducono il concetto di simbolizzazione quando analizzano il problema della connessione tra trauma motivante e natura del sintomo isterico. Sostengono che, mentre alcune volte questa connessione e talmente chiara da consentire la comprensione del modo in cui una Situazione iniziale abbia prodotto un determinato fenomeno, vi sono altri casi in cui la suddetta connessione non è affatto chiara: inoltre aggiungono i pazienti che ricorrono a tale simbolizzazione sono numerosi ed il legame simbolico tra il fatto originario e il fenomeno patologico non è facilmente afferrabile. Nel Progetto, Egli afferma che l’esperienza clinica mostra due cose fondamentali: il primo che la rimozione al luogo in relazione rappresentazioni che suscitano un affetto penoso tra parentesi dispiacere nel Io; il secondo che si riferisca a rappresentazioni della vita sessuale. Freud utilizza il concetto di difesa primaria e le ragioni per cui viene messo in atto sono due: il primo riguarda le aspettative inerenti al processo di pensiero che non erano di procurarsi un dispiacere ma un soddisfacimento, il secondo è quando un’esperienza di dolore viene bloccata e la percezione del dispiacere viene sostituita da un’altra percezione. Freud spiega che la rimozione è un processo difensivo normale, attuato dall’Io per difendersi da rappresentazioni che possono procurare dispiacere. Ciò che accade invece nell’isteria e che in virtù dello spostamento provocato dal processo di Simbolizzazione, la carica di dispiacere viene trasferita da BB sua, in modo che al posto di B compaia sempre A.
IL PROTON PSEUDOS ISTERICO: si tratta di un antico concetto di Aristotele riguardante i sillogismi: più precisamente, quando la premessa di una proposizione falsa, la conclusione deve essere considerata falsa anche se il ragionamento logico intermedio è corretto e rigoroso. Freud adopera questo concetto per precisare ciò che avviene clinicamente nella formazione del simbolo isterico e per definire meglio il concetto di falso nesso. Quando Freud parla di caratteristiche naturali della sessualità si riferisce a qualcosa che riguarda lo sviluppo psicosessuale dell’individuo.
una rete di neuroni in vestiti in relazione l’uno con l’altro dove si creano in alcune barriere di Contatto che negano il passaggio di energia, quando questo passaggio sarebbe destinato a produrre un dispiacere. L’Io nel contrastare la scarica inibisce la realizzazione dei processi primari e pone le basi per l’attivazione dei processi secondari e quanto più grande è il dispiacere atteso, tanto maggiore è il lavoro della difesa primaria. La necessità di evitare un dispiacere diventa urgente nel nevrotico e nello psicotico, e strategie difensive specifiche vengono messi in atto in ciascun quadro clinico. Nelle “Precisazioni sui 2 principi dell’accadere psichico” vengono descritti i processi primari e secondari alla luce dei principi di piacere e di realtà e Freud esordisce osservando che quello che caratterizza sia la nevrosi e si processi difensivi psicotici e la tendenza del malato a sottrarsi alla vita reale. In questo scritto Freud usa per la prima volta la denominazione “principio del piacere”, fino ad allora chiamato principio dispiacere, sottolineando che la caratteristica di questi processi è quella di funzionare obbedendo al principio del piacere. Questo obbliga a percorrere ed attuare tutte le condotte che si rilevano capaci di procurare un piacere attraverso l’appagamento di un desiderio, ed impone alla psiche di evitare quei processi che conducono al dispiacere. In quest’opera, Freud usa il tema del dolore del dispiacere da un punto di vista psicologico, fingendo di ignorare la complessa teoria del dolore e del piacere proposto dal progetto: la vita psichica contiene una tendenza innata ad evitare il dispiacere e tale tendenza rappresenta un’espressione della funzione primaria. La rimozione, come difesa primaria, interviene quando fallisce la funzione autoregolatrice del sistema nervoso basata sulla capacità di usare la percezione del dispiacere per prevenire un’esperienza dolorosa. In al di là del piacere, Freud spiega che la prima fioritura della vita sessuale infantile è destinata ad estinguersi perché i desideri che essa alimenta sono in compatibili sia con la realtà e sia con inadeguato stadio di sviluppo che il bambino ha raggiunto. Il bambino, prima della pubertà, non può sperimentare le specifiche sensazioni somatiche con legate al funzionamento degli organi genitali e quindi non può sperimentare l’associazione tra la realtà interna, ovvero i bisogni del corpo e la realtà esterna.
IDENTIFICAZIONE ISTERICA: si può definire come un processo di identificazione senza introiezione, in quanto per poter parlare di introiezione occorre che siano soddisfatti due requisiti: il primo è che vi sia una differenziazione tra interno ed esterno, il secondo è che vi sia la differenziazione tra sé ed oggetto. Nell’identificazione isterica sembra che nessuna delle due condizioni precedenti risulti soddisfatta, in quanto ciò che viene inconsciamente affermato è l’assenza delle caratteristiche differenzianti. Come sottolinea Freud, l’identificazione isterica a che fare con una comunanza sessuale e somiglia a quella strana condizione di perdita dell’identità che si osservano gli amanti quando descrivono la loro comunione con l’espressione “siamo una cosa sola”. Nella realtà emotiva dell’isterico si può realizzare, uno Stato in cui una fantasia proprio come nel sogno, prende il posto della realtà. In questo modo la comparsa di un sintomo o di un comportamento implicano un processo deduttivo. Emergono tre elementi fondamentali: l’identificazione isterica è una condizione che riguarda la percezione; essa afferisce all’area
dell’identità dell’individuo; è un fenomeno inconscio.