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IL SISTEMA BUDGETARIO E DEI COSTI NELLE AZIENDE SANITARIE
Tipologia: Tesi di laurea
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Introduzione ed evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale Il nuovo modello aziendale Il federalismo fiscale Il nuovo sistema contabile delle aziende sanitarie La contabilità economica delle aziende sanitarie I costi aziendali I centri di costo Il sistema budgetario Conclusione Bibliografia e sitografia
Il Servizio Sanitario Nazionale, secondo la legge (art.1, L. 833/78), è costituito “dal complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attività destinati alla promozione, al mantenimento ed al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione senza distinzioni di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che assicurino l’eguaglianza dei cittadini nei confronti del Servizio” Non tutti sono a conoscenza che solo nel 1958 fu realizzato un Ministero della sanità pubblica con il compito di gestire le funzioni della programmazione sanitaria nazionale e regionale. Prima di allora, la sanità era gestita dalla “mutua” (questo il nome popolare dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro le malattie – INAM) che erogava servizi ai lavoratori ed ai loro familiari; in questo modo chi lavorava poteva fruire di una assicurazione sanitaria in modo tale da poter provvedere alle cure mediche e ospedaliere anche della famiglia. Tale assicurazione era finanziata con i contributi versati dagli stessi lavoratori e dai loro datori di lavoro. Il Servizio sanitario nazionale, venne ufficialmente istituito ex L. 833/78, in attuazione dei principi contenuti segnatamente nell’ art. 32 della Costituzione per il quale “la Repubblica tutela la salute come
personalità giuridica pubblica e trasformate in Aziende Sanitarie Locali (ASL); gli ospedali di importanza nazionale, di alta specializzazione e di riferimento alla rete di servizi di emergenza, furono dotati di personalità giuridica, di funzioni autonome e trasformati in Aziende Sanitarie Ospedaliere (A.O.); il cambiamento rispondeva all’esigenza di seguire caratteri di efficacia ed efficienza relativamente alle attività svolte, al fine di contenere il più possibile gli sperperi dovuti alla mancata managerialità di chi amministrava. Tra gli ultimi aggiornamenti, è necessario citare la riforma del titolo V della Legge Costituzionale n. 3/2001. Si parla di legislazione esclusiva statale sulla determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale in merito alla tutela della salute.
L’azienda sanitaria ha subito un processo di aziendalizzazione che l’ha dotata di una personalità giuridica pubblica, dotata di autonomia gestionale, ascrivibile ad una delle seguenti categorie:
nonostante abbia tentato un’innovazione rispetto al passato, non è stata in grado di oltrepassare quelle difficoltà prevedibili che hanno appunto ostacolato la riforma aziendale. Fondamentale è stata la continua lievitazione della spesa sanitaria che necessitava di continui interventi a carico del sistema e che hanno necessitato la trasformazione, in queste aziende, della contabilità finanziaria in contabilità economica. La contabilità finanziaria va a misurare gli esborsi monetari sostenuti (spese) o gli introiti monetari (entrate). La contabilità economica misura il valore delle risorse (beni e servizi) utilizzate, cioè i costi ed il valore dei beni e dei servizi prodotti cioè i ricavi. Fra contabilità economica e finanziaria esistono due tipi di differenze:
Il legislatore con il fine di contenere la mole della spesa sanitaria, ha deciso di seguire due linee guida:
La gestione economica e patrimoniale delle AA.SS deve essere organizzata secondo i principi contenuti negli articoli dal 2423 al 2428 del Codice Civile. In questi articoli sono fissate le norme basilari:
questo ha un’azione bidirezionale perché ha valore sia nei confronti dell’azienda, sia nei confronti dei fornitori.
Il sistema di contabilità analitica serve a determinare i costi sostenuti dalle singole strutture aziendali e ad individuare le relazioni esistenti fra i costi e i particolari oggetti di imputazione. Un esempio può essere fatto nelle prestazioni erogate per un paziente in degenza per cui abbiamo costi diretti, come i medicinali utilizzati per la singola patologia, e costi indiretti, un esempio il costo dell’energia elettrica. Più in generale possiamo definire costi diretti tutti quelli che sono attribuiti a singoli prodotti e servizi mediante la determinazione delle quantità impiegate e la loro valorizzazione. Sono invece costi indiretti quei valori che non si possono attribuire direttamente ad un preciso centro di costo ma sono distribuiti tra più centri di costo. Un esempio classico di costo indiretto è la ripartizione dei costi delle altre aree funzionali come la direzione generale, la direzione amministrativa, la direzione sanitaria delle Aziende Sanitarie Locali o delle Aziende Ospedaliere. Detto ciò diventa necessario individuare i centri di costo aziendali per poter così andare ad attribuire correttamente i vari costi sostenuti dall’Azienda Sanitaria, alle differenti strutture che la compongono. Applicando questa metodologia sul piano pratico ci consente di valutare i centri di responsabilità affidati ad un dirigente, il quale deve rendere conto all’azienda dei risultati da lui conseguiti in relazione a quelle che sono le risorse messe a disposizione dell’azienda per la sua struttura. I costi aziendali si possono dividere in due macrocategorie:
Il sistema di contabilità analitica ci consente di andare ad individuare le relazioni esistenti tra i costi sostenuti dall’Azienda Sanitaria e le prestazioni da essa erogate. Nel quadro del processo contabile ogni struttura interna aziendale può essere individuata come: centro di costo, centro di profitto o centro d’investimento. Il centro di costo è individuato per quelle aree di responsabilità economica che vanno ad incidere in modo diretto e immediato sui costi di produzione (erogazione di prestazioni). Si parla anche di centro di ricavo, quando esso può influenzare direttamente e in modo
e controllare l’attività delle Aziende Sanitarie al fine di dotare le stesse di una gestione più efficiente e più efficace. Nel settore sanitario lo sviluppo del sistema riguardante il budget deve tenere conto del tipo di attività da svolgersi, considerando i diversi livelli che governano l’assistenza sanitaria:
aggiornato ed è un tariffario che può essere bypassato attraverso degli abbattimenti su questo stabiliti dalla Regione. Il sistema del DRG è tipico del finanziamento del sistema ospedaliero: ad ogni gruppo di diagnosi abbastanza affini corrisponde un DRG, ossia una tariffa e un valore soglia che serve per monetizzare il vantaggio o lo svantaggio attribuito alla AA.SS.OO. o AA.SS.LL. per le prestazioni ospedaliere. A seconda della tariffa stabilita per il DRG è evidente che se la prestazione non rientra nei costi dei giorni di degenza stabiliti, l’azienda ci rimette o al contrario ci guadagna. Il tariffario è continuamente aggiornato (al contrario dei DRG che salvo qualche piccola modifica sono quelli di oltre 10 anni fa), proprio perché le prestazioni cambiano a seconda delle tecnologie utilizzate o nuove tecnologie possono comportare un abbattimento o un innalzamento dei prezzi previsti. Nel budget di produzione sono determinati: il numero, la categoria e la qualifica d’unità di personale necessario, nonché la quantità di materiale necessario per la produzione delle prestazioni erogate. Assumono importanza nel budget di produzione anche i:
http://www.salvisjuribus.it/le-riforme-del-sistema-sanitarionazionale/ https://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/00056dl.htm https://leg16.camera.it/561?appro=734&Il+federalismo+sanitario https://www.opensoldipubblici.it/faq/id-22/index.html https://www.ricercagiuridica.com/codici/vis.php?num= https://www.yourcfo.it/blog/finance/il-sistema-di-analisi-dei- costiaziendali/#:~:ext=Categorie%20dei%20costi %20aziendali&text=Costi%20sostenuti%20per%20l'acquisto,partecipare %20a%20pi%C3% B9%20processi%20produttivi.&text=Tali%20costi%20costituiscono% 20elementi%20del,le%20attivit%C3%A0%20dello%20stato%20patri moniale. http://www.unife.it/medicina/ls.infermieristica/studiare/minisiti/scien ze_giuridiche_economiche/modulo-di-economia-aziendale/2015- 16/lezione-co-an-cdg.pdf https://www.nurse24.it/specializzazioni/management-universitaarea- forense/sistema-budgetario-costi-aziende-sanitarie.html ALTRA TESI SEMPRE SU BUGET
La gestione degli aspetti economici, finanziari, patrimoniali ma anche organizzativi e qualitativi rappresenta un punto fondamentale del sistema di controllo di qualunque azienda. Che si tratti di aziende pubbliche o private, ed ancora più nelle Aziende Sanitarie , amministrare in modo efficace ed efficiente rappresenta la strategia fondamentale da perseguire, tenendo conto delle diverse articolazioni organizzative. Il controllo di gestione, per tutte le aziende, è uno strumento di guida verso il raggiungimento degli obiettivi prefissati e di ausilio per chi è responsabile delle decisioni e della loro implementazione. L’attivazione, nell’ambito di una qualsiasi organizzazione, di un processo di programmazione e controllo di gestione, implica molteplici elementi di criticità riconducibili al suo impatto sulle principali componenti del contesto a cui si applica (sottosistema organizzativo, in termini di ruoli, responsabilità, meccanismi operativi; sottosistema informativo-informatico; processo decisionale) ed alle necessarie profonde modificazioni di tali componenti. Nelle Aziende Sanitarie l’attivazione del processo di programmazione e controllo risulta ancor più
anche nella cultura che lo pervade. Il mutamento principale è stato sicuramente il riconoscimento alle USL della personalità giuridica e di diritto pubblico, dotata di autonomia organizzativa, patrimoniale, contabile, gestionale e tecnica. L’adozione del modello aziendale impone alle Aziende Sanitarie, in particolare, di focalizzare la propria attenzione sulla tensione verso l’economicità della gestione, intesa come congruenza tra risorse ed obiettivi, e ciò comporta la responsabilizzazione delle Aziende Sanitarie ai risultati della gestione posta in essere.
Le Aziende Sanitarie Pubbliche fanno parte del Servizio Sanitario Nazionale: sono aziende con personalità giuridica pubblica e sono centri di imputazione di autonomia imprenditoriale. Con la legge di riforma la precedente unità sanitaria locale (USL) è divenuta azienda dotata di autonomia organizzativa, gestionale, tecnica, amministrativa, patrimoniale e contabile. Esse assolvono i compiti del Servizio Sanitario nazionale italiano in un determinato ambito territoriale. Sono organi dell’Azienda Sanitaria:
Le Aziende Sanitarie Locali svolgono un’attività molto ampia al fine di assicurare ai cittadini residenti nel loro ambito territoriale tutti i servizi sanitari che rientrano nei livelli essenziali di assistenza stabiliti dallo Stato e dalla Regione. Le attività di assistenza devono essere assicurate dalle ASL sull’intero territorio di competenza, in base alla distribuzione della popolazione, alla conformazione del territorio, alle situazioni epidemiologiche locali. L’attività di programmazione è finalizzata alla formulazione dei piani e dei programmi Aziendali. La prima fase di programmazione in un’Azienda Sanitaria è quella strategica che deve riferirsi a decisioni strettamente collegate alla mission dell’Azienda cioè alle sue ragioni d’essere, deve tener conto degli elementi governabili nel mediolungo periodo per declinare gli ambiti di sviluppo e contenere quelli di crisi, contestualizzare nel proprio ambito territoriale gli indirizzi e le risorse assegnate dai Piani Sanitari Nazionali e Regionali e dal riparto del Fondo Sanitario Nazionale e regionale. Pertanto, una delle qualità essenziali della programmazione dovrebbe essere quella di prendere in considerazione un arco di tempo pluriennale. L’attività programmatica di un’Azienda contempla anche la predisposizione di piani ed di programmi annuali, in seguito recepiti dal sistema
avverte nella fase di trasformazione del fabbisogno potenziale in domanda sanitaria espressa. Dalla programmazione strategica pluriennale derivano i programmi annuali, le attività che l’Azienda dovrà svolgere annualmente per attuare le proprie strategie ovvero per conseguire gli obiettivi fissati in sede di pianificazione strategica. La programmazione annuale si concretizza nel processo di budget attraverso il quale vengono assegnati gli obiettivi e le risorse per raggiungerli alle strutture organizzative, cioè ai Centri di Responsabilità intesi come unità organizzative omogenee che fanno capo a dirigenti specificamente individuati che ne assumono la responsabilità della gestione. E questo è fondamentale in quanto, senza chiari livelli di responsabilità, vengono meno i presupposti per il raggiungimento dei risultati attesi. Il budget è, perciò, lo strumento mediante il quale i responsabili assumono impegni nei confronti dell’Azienda per garantire determinati risultati quali-quantitativi di attività previo utilizzo di definiti livelli di risorse.
Con l’espressione “gestione del budget” si indicano le operazioni di monitoraggio delle risorse e delle attività preventivate nel budget Aziendale. La gestione del budget consente la verifica intermedia del raggiungimento degli obiettivi
strategici, permette, cioè, di confrontare periodicamente i risultati raggiunti con gli obiettivi finali e di mettere in moto eventuali azioni di correzione rispetto alle strategie e/o agli investimenti programmati. Il processo di budget costituisce uno strumento di gestione dell’organizzazione e si configura come un documento formale, cioè redatto secondo uno schema prefissato, che traduce gli obiettivi aziendali in elementi quantificabili. Il processo di formulazione del budget consiste infatti in un processo di previsione che definisce da una parte le attività e gli obiettivi che s’intendono perseguire durante l’anno e, dall’altra, le risorse umane, strutturali, tecnologiche e finanziarie a ciò necessarie. L’elemento fondamentale del budget è costituito pertanto dalla correlazione tra risorse e obiettivi. Nelle schede budget devono essere anche evidenziati: