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Il fatto che la luce compia interferenza è conferma del suo comportamento ondulatorio. L’esperimento che mostra l’interferenza della luce fu eseguito da Thomas Young. Un’onda piana monocromatica (di luce) colpisce due sottili fenditure (S 1 e S 2 ) che si comportano come sorgenti di luce coerenti e generano due onde circolari che sono sempre in fase. Si viene così a formare su uno schermo un’immagine che presenta un massimo luminoso centrale e simmetricamente ad esso una serie di frange laterali alternativamente chiare e scure. L’immagine che si forma è una figura d’interferenza. Nelle frange luminose si ha interferenza costruttiva (le distanze dalle sorgenti differiscono di kλ), in quelle scure distruttiva (differiscono di kλ + ½ λ). La lunghezza d’onda λ è data dalla formula λ = yd l , dove y è la distanza tra la frangia luminosa centrale e la prima laterale, d è la distanza tra le fenditure e l è la distanza tra fenditure e schermo. La costruzione, fissate d e l, serve per trovare la relazione tra λ e la posizione B occupata sullo schermo dal centro della prima frangia laterale. La posizione B è individuata dalla sua y dalla frangia luminosa centrale che si trova in C. DIMOSTRAZIONE
- Per l >> d, puoi assumere che i due raggi che vanno in B siano paralleli tra loro e che siamo paralleli a OB. - Il triangolo MS 2 B (con base S 2 M) è isoscele poiché costruito con S 2 B = MB, quindi gli angoli alla base sono congruenti. - I raggi S 1 B e S 2 B sono pressoché paralleli, quindi S 2 B̂M è circa 0°. Per approssimazione quindi gli angoli alla base sono = 90° di conseguenza S 2 M è perpendicolare ai raggi e a OB. - Per teorema CÔ B tra OC e OB è uguale a MŜ 2 S 1 , formato da S 2 S 1 (perpendicolare a OC) e S 2 M (perpendicolare a OB); (indichiamo i due angoli con il colore rosa e la lettera α). - COB e MS 2 S 1 sono triangoli simili per primo criterio. Possiamo impostare la proporzione:
- Essendo S 1 M = λ, S 1 S 2 = d, BC = y e OC = l, si ottiene λ d
y l che equivale a λ = yd l
Sullo schermo in cui si osserva l’interferenza il centro di una k-esima frangia luminosa si trova in posizione BK le cui distanze da S 1 e S 2 differiscono di kλ. Si ha quindi che S 1 BK – S 2 BK = kλ. Oltre alla frangia luminosa di k-esimo ordine che si trova in BK, una frangia luminosa dello stesso ordine si trova in posizione simmetrica a BK. Per dimostrazione precedente il triangolo S 2 MKS 1 è rettangolo e quindi αK è uno dei suoi angoli acuti. Quindi S 1 BK – S 2 BK = S 1 MK = d sen αK; sostituendo ottengo d sen αK = kλ, di conseguenza sen αK = k λ d dove αK è l’angolo a cui si forma la fascia luminosa.
Posso svolgere un ragionamento analogo per trovare l’angolo a cui si forma l’m-esima frangia scura. Consideriamo il centro della frangia in posizione Dm le cui distanze da S 1 e S 2 differiscono di m volte λ - λ 2
. Di conseguenza sen αm = (m – ½) λ d
La diffrazione è un fenomeno di interferenza che si ha quando la luce non si propaga in linea retta, ma invade la zona che, se così fosse, sarebbe in ombra. La diffrazione segue il principio di Huygens: ogni punto di un fronte d’onda piano che entra nella fenditura costituisce la sorgente di un’onda sferica che si propaga verso il 2 schermo. Le onde sferiche generate son in fase e sovrapponendosi interferiscono tra loro e creano la diffrazione, costituita da frange luminose scure.