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L’apprendimento e le sue forme, Appunti di Psicologia Generale

Il documento tratta del l’apprendimento, delle forme di condizionamento e delle punizioni.

Tipologia: Appunti

2021/2022

In vendita dal 29/09/2023

gaia-burnelli
gaia-burnelli 🇮🇹

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APPRENDIMENTO
L’apprendimento
Definizione: modifica del comportamento relativamente stabile he si verità in seguito di una
situazione specifica sperimentata ripetutamente.!
Processo rilevante nello sviluppo evolutivo, è la modifica di un comportamento, tutte le volte che
faccio una cosa che prima non facevo vuol dire che ho appreso a fare qualcosa di nuovo.!
Dobbiamo costruire schemi che migliorano sempre più la nostra adattabilità.!
Noi spesso apprendiamo in maniera non intenzionale !
Di apprendimento si sono occupate tutte le scuole di psicologia, fra cui la scuola
comportamentista, la quale puntava il dito sul modello stimolo-risposta, poi stimolo-organismo-
risposto, ma in principio uno schema in cui il soggetto era considerato in maniera piuttosto
passiva, attraverso il sistema di apprendimento costruiva una copia del mondo con cui era in
contatto ( ).!
Questo tipo di apprendimento fondato su una riproduzione di comportamenti che rendono
vantaggiosa una certa risposta allo stimolo ambientale riguarda solo alcuni particolari tipi di
apprendimento , in questo modo noi non consumiamo troppe energie.!
Es: quando impariamo ad usare il computer sappiamo già come funziona, aspettiamo che si
accenda, mettiamo la password e scriviamo.!
Attraverso la ripetizione andiamo incontro all’automatizzazione di un certo comportamento,
questo tipo di apprendimento riguarda i comportamenti manifesti, quindi quello che io sono in
grado di dimostrare e fare.!
A fare da contrappeso alle teorie comportamentiste vi sono le teorie cognitive, esse hanno
criticato le teorie comportamentiste ma in una buona parte integrando le loro ricerche perché si
occupano di esaminare i comportamenti diversi da quelli studiati dai comportamentisti perché
necessitano un’elaborazione intelligente dello stimolo, il range di possibilità per produrre un certo
tipo di stimolo è più ampio e dipende da molte variabili. !
La di. sta nel ruolo del soggetto : l’individuo ha un ruolo passivo producendo comportamenti
stereotipati, ( teorie associazioniste), mentre il soggetto è attivo e utilizza molte funzioni per
l’elaborazione di nuovi stimoli (teorie cognitive) !
-questo tipo di apprendimento fa parte di quelli più complessi, che riguardano procedure
mentali.!
Condizionamento classico
Esperimento condotto da Pavlov, lo studioso spiegò il vantaggio che noi abbiamo ad associare 2
stimoli e quindi a prendere lo stimolo che successivamente si realizzerà.!
Lo studioso ricevette un nobel per la medicina nel 1904 per i suoi studi sull’apparato digerente dei
cani, nell’esperimento del cane che aveva un tubi no nella ghiandola salivare e che raccoglieva la
saliva in un contenitore e ereggi strada la quantità di saliva prodotta.!
I comportamenti studiati da Pavlov sono comportamenti di natura riflessa ( salivazione ) e quindi si
producono per automatismo .!
Nell’uomo le risposte riflesse sono molto importanti anche per lo studio delle emozioni, l’ansia è
un campanello di pericolo nell’uomo, si costituisce un pattern di un certo tipo come campanello di
allarme: situazione di pericolo.!
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APPRENDIMENTO

L’apprendimento

Definizione: modifica del comportamento relativamente stabile he si verità in seguito di una situazione specifica sperimentata ripetutamente. Processo rilevante nello sviluppo evolutivo, è la modifica di un comportamento, tutte le volte che faccio una cosa che prima non facevo vuol dire che ho appreso a fare qualcosa di nuovo. Dobbiamo costruire schemi che migliorano sempre più la nostra adattabilità. Noi spesso apprendiamo in maniera non intenzionale Di apprendimento si sono occupate tutte le scuole di psicologia, fra cui la scuola comportamentista, la quale puntava il dito sul modello stimolo-risposta, poi stimolo-organismo- risposto, ma in principio uno schema in cui il soggetto era considerato in maniera piuttosto passiva, attraverso il sistema di apprendimento costruiva una copia del mondo con cui era in contatto ( ). Questo tipo di apprendimento fondato su una riproduzione di comportamenti che rendono vantaggiosa una certa risposta allo stimolo ambientale riguarda solo alcuni particolari tipi di apprendimento , in questo modo noi non consumiamo troppe energie. Es: quando impariamo ad usare il computer sappiamo già come funziona, aspettiamo che si accenda, mettiamo la password e scriviamo. Attraverso la ripetizione andiamo incontro all’automatizzazione di un certo comportamento, questo tipo di apprendimento riguarda i comportamenti manifesti, quindi quello che io sono in grado di dimostrare e fare. A fare da contrappeso alle teorie comportamentiste vi sono le teorie cognitive, esse hanno criticato le teorie comportamentiste ma in una buona parte integrando le loro ricerche perché si occupano di esaminare i comportamenti diversi da quelli studiati dai comportamentisti perché necessitano un’elaborazione intelligente dello stimolo, il range di possibilità per produrre un certo tipo di stimolo è più ampio e dipende da molte variabili. La diff. sta nel ruolo del soggetto : l’individuo ha un ruolo passivo producendo comportamenti stereotipati, ( teorie associazioniste), mentre il soggetto è attivo e utilizza molte funzioni per l’elaborazione di nuovi stimoli (teorie cognitive)

  • (^) questo tipo di apprendimento fa parte di quelli più complessi, che riguardano procedure mentali. Condizionamento classico Esperimento condotto da Pavlov, lo studioso spiegò il vantaggio che noi abbiamo ad associare 2 stimoli e quindi a prendere lo stimolo che successivamente si realizzerà. Lo studioso ricevette un nobel per la medicina nel 1904 per i suoi studi sull’apparato digerente dei cani, nell’esperimento del cane che aveva un tubi no nella ghiandola salivare e che raccoglieva la saliva in un contenitore e ereggi strada la quantità di saliva prodotta. I comportamenti studiati da Pavlov sono comportamenti di natura riflessa ( salivazione ) e quindi si producono per automatismo. Nell’uomo le risposte riflesse sono molto importanti anche per lo studio delle emozioni, l’ansia è un campanello di pericolo nell’uomo, si costituisce un pattern di un certo tipo come campanello di allarme: situazione di pericolo.

Pavlov vide che intanto che preparava la situazione di laboratorio del cane, vide che il chimografo registrava un incremento della salivazione anche se il cibo non gliel’aveva ancora dato, si chiese quindi se fosse possibile che fosse collegato e stato attivato con il movimento, l’organismo quindi si predispone all’azione successiva ovvero l’azione di mangiare. Bisogna quindi capire se la variazione ambientale incide nel comportamneto dell’animale, se però inserisco un comportamento che non ha a che fare con il cibo ma che può stimolarlo si vuole studiare se esso possa davvero avere lo stesso effetto per quanto riguarda la salivazione.

  • (^) in assenza di cibo è come se il cervello cercasse di attivare una risposta riflessa per qualcosa che sarebbe avvenuto dopo “STIMOLO INCONDIZIONATO” che produce una risposta incondizionata.
  • Se anticipo al cibo il suono della campanella, esso all’inizio non ha nessun collegamento con il riflesso di salivazione ed è quindi uno STIMOLO NEUTRO, se però questa associazione la ripeto molte volte sono in grado di condizionare l’animale semplicemente presentando il suono del campanello. Il cane inizierà ad emettere una risposta al suono del campanello, il quale è diventato uno STIMOLO CONDIZIONATO che diventa un RIFLESSO CONDIZIONATO.
  • (^) L’animale in realtà non ha appresso niente di nuovo ma a rispondere a uno stimolo che in natura non sarebbe valso niente. L’animale impara per pura associazione di 2 stimoli sempre in stretta vicinanza gli uni agli altri. La riposta incondizionata: ha determinate caratteristiche con un periodo di acquisizione, lo stimolo condizionato deve essere presentato sempre prima di quello incondizionato e l’accoppiamento deve essere fatto molte volte. Se noi non diamo più il cibo all’animale, esso elimina la risposta ma se poi ripetiamo il procedimento vediamo che l’animale lo ripete ma con un numero minore di accoppiamenti. Le variabili di condizionamento classico:
  1. Intensità degli stimoli;
  2. Intervallo di tempo tra stimolo condizionato e stimolo incondizionato (< 2 sec);
  3. Frequenza degli accoppiamenti tra gli stimoli (ripetizione delle associazioni). I due stimoli per avere un’associazione devono essere vicini. Anche noi abbiamo dei comportamenti riflessi come risposta emotiva (arrossire, eccessiva sudorazione delle mani, ecc,) —>Valenza del rinforzo, vi possono essere : A. Rinforzi positivi : agiscono da ricompensa aumentando la probabilità che un comportamento si manifesti, B. Rinforzi negativi : aumentano la probabilità di apprendimento di comportamenti che eliminano attivamente una fonte di sofferenza, oppure consentono di eliminare uni stimolo sgradevole e penoso tramite comportamenti di evitamento e fuga. È un comportamento alternativo rispetto a una fonte di sofferenza come per quanto riguarda la gabbia di Skinner, in cui accendeva una luce quando la gabbia veniva elettrificata, la luce funzionava da stimolo anticipatore della scossa medesima, in

Rapporto variabile: —>il peggiore dal punto di vista dell’apprendimento, in quanto il rafforzo viene dato da un numero di risposte variabile Es: il gioco d’azzardo, in cui il soggetto non può fare previsioni, la risposta viene emessa continuamente e i tempi di riposo si riducono, il giocatore d’azzardo perdendo una volta potrebbe pensare che magari alla successiva sarà più fortunato e ripete per poi ripetere l’azione —> si agisce con la speranza di ricevere il rinforzo Per Skinner lo schema a rapporto variabile è il più efficace per l’apprendimento Es: il bambino piccolo che si mette a piangere perché vuole dormire con i genitori, la madre fa finta di non sentirlo e cerca di non andare da lui ( modello Ulisse ), in questo modo da un rinforzo variabile al bambino, il quale impara che se continua a piangere prima o poi verrà portato nel letto dei genitori. Il bambino tende a reiterare il comportamento. —> per far imparare al bambino a dormire da solo non devo cedere, non devo prenderlo a letto, devo mantenere una linea, in quanto associa il piangere a lungo al dormire nel letto, il bambino se lo prendiamo a letto non impara alcuna regole di apprendimento. —>Per innescare un apprendimento è meglio il fisso, per apprendere il variabile —> In base ai rinforzi si possono creare diversi stati di confusione ad esempio una mamma che al 30 della figlia ad un appello d’esame regala qualcosa alla figlia, ma in seguito, ad un altro 30 non fa nulla. Quando pero la figlia prende 18 e si arrabbia, e a quello dopo sempre 18 ma dice che andrà meglio la prossima volta. La punizione:

  • (^) Riduce la probabilità che un comportamento venga prodotto,
  • (^) Inibisce temporaneamente il comportamento ma non lo estingue. —> meno efficace del rinforzo Vi sono rinforzi negativi come “ti tolgo il telefono per 6 mesi”, una punizione impossibile, il genitore cederebbe prima. La punizione è un meccanismo tale per cui noi cerchiamo, non di correggere un comportamento, ma di inibirlo (bloccarlo). Es: il bambino si sporge dalla ringhiera, la madre lo sgrida e lo mette in punizione. Il comportamento pericoloso deve essere bloccato, la punizione inibisce il comportamento pericoloso, viene bloccato ma non viene corretto.

In passato si pensava che la punizione fosse un metodo di apprendimento, i bambini ad esempio nelle scuole venivano messi nell’angolo, lo studioso Skinner difatti dimostra che tale idea fosse sbagliata, con essa si consolidano solo i comportamenti negativi ma non si correggono. —>La punizione ha solo lo scopo di inibire un comportamento Quando serve la punizione? Es: processo al figlio di grillo Comportamenti 2 : socialmente desiderato ==> il figlio di grillo e i suoi amici sanno come comportarsi Comportamento 1 : socialmente non desiderato ==> deficienti che abusano di una ragazza Ipotesi 1: il soggetto conosce il comportamento, ma nonostante ciò, pur sapendo come stare al mondo, ottiene una punizione inevitabile Ipotesi 2 : i soggetti non conoscono il comportamento 2, ai soggetti va insegnato il comportamento adeguato e si rinforza positivamente il soggetto quando lo assume. —>Non ha senso punire un individuo che non ha ricevuto in precedenza un insegnamento, es. bambino che arriva sempre in ritardo perché i genitori non lo svegliano e aiutano a prepararsi, un giorno arriva in orario deve essere premiato è rinforzato in modo tale che si senta gratificato per essere arrivato in orario. Lo schema di apprendimento deve essere modulato sulla base delle richieste di ciascun individuo. Cosa succede quando le punizioni vengono somministrate in maniera indiscriminata e con schemi rigidi? Lo studioso Seligman effettuò uno studio ( “L’impotenza appresa” —>1976) che ha testato il comportamento di 2 gruppi di cani, pone i cani in un luogo elettrificato, i due gruppi sono separati ad uno viene data la possibilità di premere la leva per togliere la condizione di sofferenza. ( gruppo 1) Al secondo gruppo ( 2 ) non venne data la possibilità di interrompere la scossa, la subivano senza via di scampo, in sezioni successive, se i cani del gruppo due venivano messi nella gabbia in cui potevano imparare a spingere la leva non ottenevano alcun tipo di apprendimento. —> non erano in grado di apprendere comportamenti di fuga e restavano immobili. Erano talmente inibiti dalla punizione che non manifestavano alcun comportamento alternativo per interrompere la situazione.

  1. Mappa cognitiva, rappresentazione mentale della meta e dello spazio che porta alla meta. Rappresentazione di un obiettivo e in quanto rappresentazione mentale può essere utilizzata o noi imbasterà al vantaggio o non vantaggio dato dalla situazione. La meta sarà raggiunto secondo il percorso più semplice e meno dispendioso: il principio del minimo sforzo. Il rinforzo non è la condizione per apprendere ma è la condizione che rende possibile, che facilita il manifestarsi dell’apprendimento. —> l’apprendimento viene è esibito solo che c’è una meta