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Nascita del genere e l'evoluzione della commedia. Sintesi della commedia di Aristofane e trama delle "Nuvole".
Tipologia: Sintesi del corso
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L’Atene del V secolo era sicuramente un terreno fertile per il proliferare di generi letterari e di opere dal grande valore artistico, nonché per la realizzazione di agoni teatrali in occasione delle Dionisie, così come delle Lenee, in cui l'elemento prevalente era la rappresentazione chiave demistificata e ironica, con un misto di aggressività e invettiva verbale, proprio della poesia comico-realistica. A fornire da modello alla commedia: ➢ TRAGEDIA: modello per l’organizzazione drammaturgica (struttura); differenze rispetto alla tragedia: TRAGEDIA COMMEDIA Argomenti elevati Argomenti bassi Ha come oggetto il mito Ha come oggetto l’attualità contadina Eroe= fortemente etico e dai saldi valori morali Eroe= sovvertisce la realtà, senza alcun vincolo dio realismo e verosomiglianza. Ybris= qualcosa di estremamente negativo Ybris= connaturata al personaggio della commedia, tanto che il personaggio deve necessariamente infrangere vincoli e sottrarsi alla norma. Mostra la necessità di osservare un limite e non valicarlo Mostra la rottura del limite e il compimento di situazioni impossibili nella realtà Personaggi: costruiti e con una studiata psicologia, morali Personaggi: prodotti dalla necessità dell’azione scenica, paradossali, instabili, improbabili Nella conclusione l’eroe subisce una dolorosa sconfitta Nella conclusione l’antagonista subisce una dolorosa sconfitta. * ➢ GIAMBO ARCAICO: tono di attacco personale verso i personaggi scherniti sulla scena ➢ MODELLI ARCAICI : come il motivo carnevalesco del “mondo alla rovescia”, i cori animaleschi, l’espulsione del capro espiatorio, il travestimento rituale, lo scambio dei sessi, i riti di passaggio. ULTERIORI TRATTI CARATTERISTICI DELLA COMMEDIA : o PROGETTO FANTASTICO: commedia prevede la realizzazione di un progetto fantastico messo in opera dal protagonista per trasformare la vita cittadina, ormai guasta e corrotta; perché assurda e paradossale, l'azione comica porta una completa palingenesi della convivenza civile virgola che in tal modo recupera la sua originaria purezza: insomma, i mali che gli autori prendono di mira, sono allontanati in modo da rigenerare la comunità. o SCONFITTA *: la commedia si conclude sempre con una sconfitta, quella dell’antagonista, che viene degradato e vinto virgola e incarna l'estremo grado di corruzione della vita civile, o un vizio cittadino. o EROE DALL’AMBIGUITA’ MORALE: l'eroe, astuto e intraprendentemente spregiudicato, riesce a plasmare intorno a sé una realtà nuova, rinnovando le forme della convivenza sociale. Si riconnette a un modello tipico della mitologia, nudo come trickster , un agente sprovvisto di qualità morali , ma che consente all'umanità un decisivo progresso e contribuisce a rendere stabile l'ordine dell'universo. o ROTTURA DELLA FINZIONE SCENICA E PARABASI: c'è il costante passaggio tra realtà e finzione scenica, grazie alla rottura della quarta parete che separa il pubblico dalla funzione drammaturgica:
il personaggio può dialogare con gli spettatori. Tale meccanismo trova la sua massima espressione nella parabasi, che consiste in una perorazione che il poeta rivolge in prima persona al pubblico per bocca del corifeo, e che è una vera e propria rottura della finzione scenica. o DEFORMAZIONE COMICA: la commedia tende al rovesciamento dei valori e alla deformazione, che si sviluppa tramite l'utilizzo di maschere grottesche, costumi eccessivi, presenza dell'antico feticcio della fertilità (il fallo). o LINGUAGGIO: il linguaggio è molto simile la lingua parlata , ed è caratterizzato da una libertà linguistica straordinaria; sono utilizzati elementi salaci (insulti, scherzi, allusioni oscene), neologismi, metafore, immagini fantastiche, il riepilogo parodistico e deformato di espressioni del linguaggio tragico (paratragedia). La commedia ha attraversato diverse fasi: o FASE ARKAIA (ANTICA), V A.C.: ▪ in questa fase, esponente della commedia era Aristofane. ▪ È una commedia essenzialmente politica (e ciò era permesso dalla paresia, ossia dalla “libertà di parola e di espressione”: ciò sanciva il diritto di esprimersi pienamente e il fatto che il teatro diventasse lo spazio privilegiato in cui fare satira politica ed esprimere i propri punti di vista sulle cose che riguardavano la collettività) ▪ Tratta di elementi di attualità, come la satira di personaggi pubblici, la derisione di figure reali attaccate secondo il principio dell’onomasti kwmwdein (“le una persona con il suo nome”), guerra o la lotta politica contemporanee; Aristofane, per esempio, denunciava spesso i demagoghi, ossia quei politici che per rimanere alla ribalta sfruttavano ogni debolezza semplicemente utilizzando, nei loro discorsi , parole che potessero conquistare il consenso del demos , ma per andare incontro ai propri bisogni e alle proprie ambizioni e non a quelle della collettività , senza alcuna integrità morale. ▪ Tocca aspetti di fondo della convivenza civile, come il rapporto tra le generazioni, la cultura, la vita sociale e religiosa. ▪ Vengono scherniti non solo personaggi politici, ma anche di cultura, come per esempio Socrate. ▪ Tutto questo viene deformato sino al paradosso e non cessa mai di essere oggetto di spettacolo e di riflessione. o FASE MESA (DI MEZZO), IV A.C.: ▪ Contesto storico traballante e oppressivo: furono gli anni della guerra del Peloponneso e Atene fu costretta ad accettare e sottomettersi al regime dei 30 Tiranni e al controllo di Sparta sulle istituzioni politiche Ateniesi, e anche alla sottomissione da parte della Macedonia. ▪ Viene sempre meno il concetto di libertà di espressione per via del regime tirannico. ▪ Gli autori riproponevano spesso gli spettacoli teatrali della generazione precedente. ▪ Introduzione dei personaggi del mito e parodia mitologica (sia nei temi che nei titoli e nei personaggi), a sostituzione della satira politica e degli attacchi diretti ai personaggi pubblici: questo modello fu apprezzato da un pubblico che non poteva più partecipare alla vita politica, perché il IV secolo cambio anche le poleis, e la Grecia divenne una provincia conquistata dal regno di Macedonia, dove anche la libertà di parola e di fare satira venne meno. o FASE NEA (NUOVA), FINE IV A.C.- III A.C.: ▪ Nel III secolo le poleis scompaiono come istituzioni politiche e sopravvivono solo come “istituzioni culturali”. ▪ Il cittadino non è più parte integrante della vita politica e pubblica, ma diventa un suddito.
o Parole della tradizione giambico-realistica ; o Linguaggio tecnico musicale , scientifico , medico; o Giochi linguistici ; o Doppi sensi ; o Espressioni parodistiche del linguaggio tragico ( paratragiche ); o Espressioni dialettali ; o Stranieri che parlano con una lingua “ mista ”; o Colmo di metafore.
Trama: il vecchio contadino Strepsiade e assediato dai debiti contratti per soddisfare la passione per i cavalli del figlio Filippide , un giovane snob che disprezza il padre rozzo e campagnolo e vuole frequentare solo i parenti della madre, donna raffinata e di ottima famiglia. Per sfuggire alla penosa situazione, Strepsiade decide di inviare il figlio a studiare presso i filosofi che, sotto la guida di Socrate , vivono in una catapecchia lì vicina per apprendere l'arte sofistica di far trionfare sempre la propria opinione, in modo da potersi liberare dei creditori. Constatata la mancanza di collaborazione del figlio, Strepsiade decide di recarsi in prima persona a studiare nel pensatoio dove incontra Socrate , sospeso in aria dentro una cesta per studiare più da vicino i fenomeni celesti. Il vecchio si dedica quindi ho ricerche astruse oziose , assistito dalle nuvole, ma non capisce nulla di ciò che vede ascolta, perciò viene cacciato in malo modo. Alla fine, ottiene di mandare al suo posto il figlio, che assiste all' agone tra il tradizionalista discorso giusto e il blasfemo discorso ingiusto , conclusosi con la vittoria di quest'ultimo. così Strepsiade pensa di aver vinto e caccia via i creditori , ma Filippide comincia a far valere le sue ragioni anche a danno del padre, arrivando addirittura percuoterlo a difendere il suo gesto con sofismi. Il vecchio allora, resosi conto di aver compiuto uno sbaglio, va incendiare il pensatoio assieme a tutti i filosofi. Produzione : Di Aristofane sono pervenute 11 commedie , ma il lessico Suda (fonte per ricostruire la sua vita) riferisce che ne avesse composte 44 , di cui 4 spurie. In ogni caso i filologi alessandrini che esaminavano le opere riferiscono questo dato numerico. Aristofane otteneva grande successo con le commedie, in particolare, quella intitolata “i Cavalieri” fu una che permise ad Aristofane di guadagnare il primo premio nel concorso e con altre tre si guadagnò il secondo premio. Ci significa che l’attività teatrale di Aristofane era apprezzata e premiata, poiché egli rappresentava le vicende comiche nel contesto della polis. Del resto, il teatro è funzionale a quel processo di rafforzamento dell’identità del popolo ateniese ed era strumento efficace per portare all’attenzione del pubblico temi attuali. La commedia di Aristofane non è soltanto una forma di teatro, ma è l’espressione di un immaginario collettivo e si apre su uno scenario molto attuale: quello della polis ateniese nell’epoca del suo pieno sviluppo culturale. In linea di massima, la commedia di Aristofane risponde ad uno schema di fondo che si ripropone in quasi tutte le opere: l’eroe comico, un uomo scaltro, si ribella allo stato di degradazione in cui è caduta la vita cittadina ed escogita un’idea fantastica per rinnovare la polis. A questo punto si verifica il passaggio dalla realtà quotidiana, al mondo surreale e utopico in cui i personaggi si immergono. Commedia “I cavalieri”: in questa composizione, il poeta rappresenta uno degli aspetti più inquietanti , equivoci, dell’attività assembleare ad Atene. Il periodo di questa commedia coincide con il trentennio in cui gli ateniesi erano impegnati contro gli spartani. Uno dei personaggi , chiamato Paflagone , è un allusione precisa al personaggio politico Cleone (rappresentante dell’ala radicale del partito democratico) quando la
scomparsa di Pericle aveva consentito a questa parte di democratici di andare al potere. Questa commedia era un chiaro e pericoloso attacco ad personam , perché Cleone e i suoi erano i sostenitori più accaniti della guerra. A differenza degli altri testi in cui sono indicati i nomi propri, qui Cleone non è nominato ma si nasconde dietro Paflagone, ma nello stesso tempo ci sono una serie di dettagli da cui si può dedurre che dietro Paflagone ci sia Cleone, come quando dice che il pubblico ateniese, essendo intelligente, avrebbe il personaggio politico reale di cui si sta parlando. La vicenda rispetto alle altre commedie è molto semplice.