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la cosmologia platonica, Appunti di Filosofia

la cosmologia platonica (tempo e spazio, il demiurgo, il caos e le cause prossime e remote)

Tipologia: Appunti

2023/2024

In vendita dal 11/08/2025

saramacchii
saramacchii 🇮🇹

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platone (la cosmologia)
i dialoghi della vecchiaia di platone possono essere divisi in due gruppi:!
timeo, crizia ed ermocrate (che non venne mai scritto ma il filosofo dichiara la volontà di
scriverlo)!
teeteto, parmenide e sofista (che trattano l’ontologia e la logica, in particolare gli ultimi due
parlano del non essere e saranno fondamentali per il neoplatonismo).!
[da questo schema rimangono fuori il politico e le leggi, opera incompleta dove vengono ripresi e
rielaborati i temi della repubblica].!
nel primo gruppo in particolare platone riprende il discorso della repubblica spostandosi però
sulla fisica, spiega cioè i fondamenti metafisici che permettono alla polis di esistere.!
nel timeo in particolare ci parla della cosmologia e quindi di com’è nato il mondo, i temi
fondamentali dunque di questo libro saranno lo spazio (dove?) e il tempo (quando?). quindi una
delle prime domande che bisogna porsi è se il cosmo sia nato nel tempo o se con lui è nato il
tempo, e lo stesso vale per lo spazio. intuitivamente per tutte le civiltà antiche il cosmo è nato nel
tempo e nello spazio ma platone ci darà una spiegazione che diverge da questa interpretazione.!
noi concepiamo il tempo come una retta su cui gli eventi si susseguono senza
ripetersi, ma i greci avevano una concezione del tempo circolare dunque gli
eventi avrebbero dovuto ripetersi ciclicamente ogni tot anni (es. la mia esistenza
si dovrebbe ripetere ogni volta che si torna al punto in cui sono nata, in futuro
questa sarà la visione degli stoici). questa posizione è detta determinismo per
cui tutte le cose avvengono secondo un ordine determinato sempre e comunque a
prescindere da tutto. ovviamente platone si distacca da quest’ottica, infatti lui percepiva il
tempo come una spirale a elica per cui le cose si ripetevano in maniera simile ma mai uguale
(es. le stagioni, il giorno e la notte…). quindi una volta definito ciò presupponiamo che il tempo
nasca con la creazione del cosmo (a questo punto verrebbe naturale la domanda di chi a
creato lo spazio ma questo per il filosofo fu un problema irrisolvibile). nasce però anche un altro
problema ovvero quello che se il tempo nasce con il cosmo come fa ad esserci un tempo prima
che il cosmo nasce in cui io lo creo, la soluzione è che c’è un tempo proprio della divinità (ossia
dell’iperuranio) che è diverso dal tempo del mondo che invece si genera con la creazione del
mondo. il primo non scorre ed è immobile ed è detto eternità, il secondo invece dipende da
questo ed è sempre in mutamento.!
prendendo in considerazione lo spazio invece sappiamo che questo ha a che fare con i concetti di
dimensione ed estensione e questo fa come da contenitore per i corpi, legati invece alla materia e
alla forma, che si muovono e quindi mutano. la materia quindi è ciò di cui sono composti i corpi e
dunque la domanda da farsi è se questa, e dunque anche lo spazio, sia nata con il cosmo o
prima. allora platone per trovare la soluzione introduce il demiurgo che crea il cosmo ordinando le
cose che sono già data e quindi possiamo dire che egli è un principio d’ordine, che attua la
partecipazione agendo però su qualcosa di già dato secondo il progetto delle idee. questo
qualcosa su cui lui agisce è la materia, infatti si dà per scontato l’esistenza di una materia prima
del cosmo che è il caos dove tutto si muove e tutto è disorganizzato. ma se c’è il movimento
allora ci devono essere per forza anche spazio e tempo (poiché ci si muove in un determinato
tempo e in determinato spazio) quindi intuitivamente questi ci sono sempre stati.!
quindi il cosmo per esistere ha bisogno del tempo, che sarebbe la serie di istanti, lo spazio,
ovvero i luoghi e la causa che è il motivo per cui le trasformazioni avvengono, cioè ciò che ci
permette di capire come si passa da una situazione ad un’altra. quindi la direzione della causalità
può essere solo dal passato al presente e queste su organizzano in catene di causalità. la causa
prossima è quella che viene direttamente prima della causa presa in considerazione, infatti può
essere solo una, mentre la causa remota sono quelle che precedono la causa da noi presa in
considerazione, infatti queste sono molteplici. se per esempio supponiamo che quest’ultime sono
infinite allora non ci può essere una causa prima e quindi vi è un regresso all’infinito, e quindi
questo impedisce l’origine dello spazio e del tempo e quindi anche del cosmo. !
ma per l’ideologia di platone deve esserci la nascita di questi elementi e quindi per lui nel cosmo
ordinato c’è una causa prima e quindi le catene causali sono finite (nell’iperuranio invece
essendo tutto immobile non vi sono neanche le cause). !
infine platone riprendendo le idee pitagoriche ritene che per creare i vari oggetti servono relazioni
strutturate che si formano secondo un criterio geometrico, e quindi l’acqua, il fuoco… sono
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platone (la cosmologia)

i dialoghi della vecchiaia di platone possono essere divisi in due gruppi:

  • timeo , crizia ed ermocrate (che non venne mai scritto ma il filosofo dichiara la volontà di scriverlo)
  • teeteto , parmenide e sofista (che trattano l’ontologia e la logica, in particolare gli ultimi due parlano del non essere e saranno fondamentali per il neoplatonismo). [da questo schema rimangono fuori il politico e le leggi , opera incompleta dove vengono ripresi e rielaborati i temi della repubblica]. nel primo gruppo in particolare platone riprende il discorso della repubblica spostandosi però sulla fisica, spiega cioè i fondamenti metafisici che permettono alla polis di esistere. nel timeo in particolare ci parla della cosmologia e quindi di com’è nato il mondo, i temi fondamentali dunque di questo libro saranno lo spazio (dove?) e il tempo (quando?). quindi una delle prime domande che bisogna porsi è se il cosmo sia nato nel tempo o se con lui è nato il tempo, e lo stesso vale per lo spazio. intuitivamente per tutte le civiltà antiche il cosmo è nato nel tempo e nello spazio ma platone ci darà una spiegazione che diverge da questa interpretazione. noi concepiamo il tempo come una retta su cui gli eventi si susseguono senza ripetersi, ma i greci avevano una concezione del tempo circolare dunque gli eventi avrebbero dovuto ripetersi ciclicamente ogni tot anni (es. la mia esistenza si dovrebbe ripetere ogni volta che si torna al punto in cui sono nata, in futuro questa sarà la visione degli stoici). questa posizione è detta determinismo per cui tutte le cose avvengono secondo un ordine determinato sempre e comunque a prescindere da tutto. ovviamente platone si distacca da quest’ottica, infatti lui percepiva il tempo come una spirale a elica per cui le cose si ripetevano in maniera simile ma mai uguale (es. le stagioni, il giorno e la notte…). quindi una volta definito ciò presupponiamo che il tempo nasca con la creazione del cosmo (a questo punto verrebbe naturale la domanda di chi a creato lo spazio ma questo per il filosofo fu un problema irrisolvibile). nasce però anche un altro problema ovvero quello che se il tempo nasce con il cosmo come fa ad esserci un tempo prima che il cosmo nasce in cui io lo creo, la soluzione è che c’è un tempo proprio della divinità (ossia dell’iperuranio) che è diverso dal tempo del mondo che invece si genera con la creazione del mondo. il primo non scorre ed è immobile ed è detto eternità , il secondo invece dipende da questo ed è sempre in mutamento. prendendo in considerazione lo spazio invece sappiamo che questo ha a che fare con i concetti di dimensione ed estensione e questo fa come da contenitore per i corpi , legati invece alla materia e alla forma, che si muovono e quindi mutano. la materia quindi è ciò di cui sono composti i corpi e dunque la domanda da farsi è se questa, e dunque anche lo spazio, sia nata con il cosmo o prima. allora platone per trovare la soluzione introduce il demiurgo che crea il cosmo ordinando le cose che sono già data e quindi possiamo dire che egli è un principio d’ordine , che attua la partecipazione agendo però su qualcosa di già dato secondo il progetto delle idee. questo qualcosa su cui lui agisce è la materia , infatti si dà per scontato l’esistenza di una materia prima del cosmo che è il caos dove tutto si muove e tutto è disorganizzato. ma se c’è il movimento allora ci devono essere per forza anche spazio e tempo (poiché ci si muove in un determinato tempo e in determinato spazio) quindi intuitivamente questi ci sono sempre stati. quindi il cosmo per esistere ha bisogno del tempo, che sarebbe la serie di istanti, lo spazio, ovvero i luoghi e la causa che è il motivo per cui le trasformazioni avvengono, cioè ciò che ci permette di capire come si passa da una situazione ad un’altra. quindi la direzione della causalità può essere solo dal passato al presente e queste su organizzano in catene di causalità. la causa prossima è quella che viene direttamente prima della causa presa in considerazione, infatti può essere solo una, mentre la causa remota sono quelle che precedono la causa da noi presa in considerazione, infatti queste sono molteplici. se per esempio supponiamo che quest’ultime sono infinite allora non ci può essere una causa prima e quindi vi è un regresso all’infinito , e quindi questo impedisce l’origine dello spazio e del tempo e quindi anche del cosmo. ma per l’ideologia di platone deve esserci la nascita di questi elementi e quindi per lui nel cosmo ordinato c’è una causa prima e quindi le catene causali sono finite (nell’iperuranio invece essendo tutto immobile non vi sono neanche le cause). infine platone riprendendo le idee pitagoriche ritene che per creare i vari oggetti servono relazioni strutturate che si formano secondo un criterio geometrico , e quindi l’acqua, il fuoco… sono

solidi perfetti che uniti tra loro costituiscono la realtà (in questo modo riprende la tradizione ma anche l’idea atomista).