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Le forme croniche e acute di cefalea, cervicalgia, dorsalgia e lombalgia, inclusi i loro sintomi, cause e conseguenze. Viene inoltre fornita consigliazioni per prevenire e migliorare le posture errate che possono causare dolori vertebrali. Le informazioni sono particolarmente utili per chi lavora in casa o in ufficio, o per chi svolge attività domestiche. Il testo include anche consigli per il corretto sollevamento di pesi e l'uso di ergonomici mobili e sedie.
Tipologia: Sbobinature
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3° Lezione Musumeci La cefalea muscolo tensiva non è una patologia vascolare come l'emicrania e non è legata a un dolore organico come nelle cefalee secondarie. Abbiamo due tipi di cefalea muscolo-tensiva: episodica e cronica. Quella episodica è scatenata da fattori ambientali o stress mentale e può essere bloccata attraverso l'assunzione di analgesici oppure attraverso l'interruzione dell'evento stressante con un breve periodo di rilassamento. Questa cefalea è dovuta alla contrazione dei muscoli. La cefalea muscolo tensiva è detta così perché è causata dalle cattive posture come ad esempio quando lavoriamo davanti al computer e incliniamo in maniera eccessiva la testa in avanti, oppure se il computer è messo troppo in alto e siamo costretti a guardare per ore con la testa rivolta verso l'alto. Pertanto i nostri muscoli posturali possono andare incontro a delle contratture che a lungo andare comportano queste cefalee. La seconda forma di cefalea, quella cronica è pressoché giornaliera ovvero continua con fluttuazione dell'intensità del dolore durante la giornata. Il dolore ha le caratteristiche di una pesantezza, di una costrizione intorno alla testa, il dolore può irradiarsi verso il collo e le spalle e talvolta fino in sede lombare. La cefalea muscolo tensiva può essere dovuta anche all'uso di un cuscino troppo alto che durante la notte può causare delle contratture e di conseguenza cefalea. Alcune accortezze che possono aiutarci sono: assicurarsi che la posizione di lavoro sia corretta ed evitare di stare seduti per lungo tempo. Quindi per chi lavora in ufficio bisogna fare delle pause e fare esercizi di allungamento e iniziare a svolgere attività fisica aerobica. Quando parliamo di cervicalgia intendiamo un dolore localizzato a livello del collo, il dolore parte dal collo e si irradia alle spalle e nei casi più gravi può arrivare fino a livello lombare e alle braccia rendendo così difficoltosi i movimenti. La cervicalgia spesso si associa alla cefalea muscolo tensiva. Le richieste funzionali che facciamo al nostro collo spesso sono inadeguate e queste situazioni comportano in maniera inevitabile una contrattura della muscolatura cervicale con conseguente dolore. Movimenti abnormi o bruschi possono portare a delle piccole contratture del collo e quindi causare cervicalgia. Con il termine dorsalgia intendiamo un dolore localizzato a livello del tratto toracico della colonna vertebrale, precisamente dove troviamo una curva a convessità posteriore detta cifosi dorsale. Spesso la dorsalgia è dovuta ad una posizione scorretta durante il lavoro che tende ad aumentare la cosiddetta cifosi dorsale. In questi casi il dolore tende a localizzarsi frequentemente a livello delle due scapole ed è più intenso verso sera, si accentua dopo lunghi periodi trascorsi in piedi e diminuisce con il riposo. La lombalgia è un disturbo molto frequente, l'80% della popolazione adulta nei paesi industrializzati soffre di lombalgia. Le strutture del rachide implicate nel determinare il dolore sono numerose: legamenti, muscoli, tendini. Il termine lombalgia esprime il sintomo e non la patologia, indica la presenza di un dolore abbinato o meno ad una limitazione funzionale a livello lombare. La maggior parte dei dolori vertebrali non sono dovuti ad una causa ben specifica quindi ad una patologia, ma sono riconducibili a cause non specifiche come ad esempio posture errate, movimenti scorretti, stress psicologici, forma fisica scadente e sovrappeso. La lombalgia è un dolore riferito in sede lombare ed è uno dei sintomi più frequenti della nostra epoca. I più comuni disturbi funzionali, cioè non legati alla presenza di danni anatomici, sono da imputare ad alterazioni della funzione posturale della colonna lombare per anomalie del cosiddetto angolo lombo-sacrale e ad alterazioni della funzione cinetica per anomalie del cosiddetto ritmo lombo pelvico. L'angolo lombosacrale è quell'angolo formato dall'unione dell'ultima vertebra lombare e della prima sacrale, ovvero il cosiddetto promontorio. Ogni variazione di misura di questo angolo, soprattutto in aumento, provoca anomale sollecitazioni sulla colonna con conseguente possibile comparsa di dolore. Il ritmo lombo pelvico invece determina una ritmicità della curvatura lombare che compare ogni volta che flettiamo in avanti il tronco e torniamo in posizione eretta. La lombalgia può essere acuta o cronica, la
forma acuta consiste in un episodio improvviso o di un dolore sempre più forte, la forma cronica consiste nel perdurare dei dolori per almeno 6-8 settimane dall'insorgenza. In presenza di mal di schiena aspecifico è spesso impossibile ottenere una diagnosi precisa. Tuttavia vengono usati numerosissimi termini diagnostici per classificare la lombalgia, possiamo parlare quindi di strappo, distorsione lombare, stiramento lombare, miosite lombare, disturbo intervertebrale, sindrome metamerica,artrosi delle faccette, sindrome discale, eccetera. Durante la nostra vita quotidiana dobbiamo mantenere un assetto posturale corretto. Chi lavora in casa sa che i lavori domestici influiscono in modo negativo su alcuni disturbi della colonna vertebrale, soprattutto per chi svolge lavori domestici come per esempio le casalinghe oppure per quelle persone che come lavoro fanno le pulizie, gli operatori socio sanitari, socio assistenziali. Spesso per abitudine si tende ad affrontare e a portare a termine un'attività per volta, mentre la regola fondamentale dovrebbe essere quella di alternare per quanto possibile i diversi lavori domestici per esempio iniziare stirando per circa 45 minuti e poi passare a rifare un letto,scopare e lavare ,in seguito riprendere a stirare .Con un po' di buon senso si può tenere in ordine una casa evitando di assumere posizioni scorrette per periodi prolungati. Spesso la prima fonte di sovraccarichi della nostra colonna è rappresentata dalle attività della nostra vita quotidiana, come ad esempio durante l'esecuzione di alcuni lavori domestici quando è necessario sollevare pesi cospicui oppure mantenere a lungo posizioni statiche, che ovviamente possono provocare dei dolori. Quando noi andiamo in palestra prima di iniziare facciamo un riscaldamento, un po' di stretching, mentre quando siamo in casa che dobbiamo pulire sicuramente non facciamo un riscaldamento adeguato ma a freddo iniziamo a fare questi movimenti. Nello specifico per le attività domestiche, quindi per esempio se dobbiamo lavare o spazzare a terra, dobbiamo cercare di tenere sempre la schiena allineata ,cercare di utilizzare dei bastoni abbastanza lunghi in modo tale che non ci incliniamo troppo, quando si stira per esempio bisogna evitare di portare il collo e la testa in avanti e quindi cercare di evitare di aumentare la cifosi toracica, pertanto sarebbe utile utilizzare un piccolo sgabello in modo tale che ogni 5-10 minuti cambiamo il piede di appoggio per impedire questi movimenti statici prolungati nel tempo. Ogni 30 minuti bisogna fare una piccola pausa, quindi per esempio andare in bagno oppure fare un'altra attività giusto appunto per cambiare posizione. Quando si è in cucina per esempio e dobbiamo caricare la lavastoviglie non bisogna piegarsi a gambe distese ma flettere le ginocchia e poi piegarsi. Ad esempio quando laviamo i panni a mano dobbiamo cercare di utilizzare un lavabo alto in modo tale che non ci pieghiamo troppo in avanti. Se dobbiamo sollevare un peso ci pieghiamo prima sulle ginocchia e poi solleviamo il peso quindi dobbiamo utilizzare sempre il movimento dello squat per non gravare sulla nostra colonna vertebrale, perché queste posizioni abnormi, aggravate dal peso che dobbiamo caricare, sicuramente possono portare a delle discopatie, ovvero alla fuoriuscita del nucleo polposo dall'anello fibroso e quindi provocare la cosiddetta ernia del disco. Quando si sollevano gli oggetti si devono evitare le torsioni del busto, che potrebbero comportare discopatie. Bisogna semplicemente sollevare la gamba dietro oppure ruotare il piede, in modo tale che ruotiamo tutto il nostro corpo, ma non andiamo a ruotare la colonna vertebrale. È molto importante quando si devono sistemare oggetti in un piano alto utilizzare per esempio uno sgabello e non cercare di auto-allungarsi il più possibile, perché ovviamente le nostre strutture a freddo non sono preparate per svolgere allungamenti non previsti. Quando portiamo dei carichi, come la borsa della spesa oppure quando carichiamo le casse dell'acqua dobbiamo sempre flettere leggermente le ginocchia in modo tale che non carichiamo sulla colonna, ma carichiamo sulle cosce. Bisogna flettere lievemente anche i gomiti in modo tale che preserviamo la struttura del legamento sovraspinoso, perché se noi tendiamo ad estendere l'avambraccio sul braccio, mentre sosteniamo il peso, andremo ad aggravare maggiormente sul legamento sovraspinoso che mi porterà ad un impeachment subacromiale. Quando si gestiscono i bambini, quando si devono prendere dalla culla o si devono sistemare nel seggiolone bisogna sempre utilizzare queste piccole accortezze.
Appare ovviamente impossibile mantenere una postura fisiologica con i tacchi che vanno a determinare inclinazioni a livello del nostro corpo. Quindi vediamo che l'uso delle scarpe è molto importante. Ci sono voluti più di 20 milioni di anni affinché l'uomo evolvesse dalla postura a quattro zampe a quelle eretta. Le calzature con il tacco rappresentano un nuovo fattore introdotto solo negli ultimi quattro secoli e possiamo dire che non sono un toccasana per la posizione eretta. Qualsiasi tipo di tacco produce una inclinazione del piede rispetto al terreno, un tacco piuttosto alto di 8 cm può dare un inclinazione di ben 45 gradi. Appare ovvio che sia impossibile mantenere una postura fisiologica con l'introduzione di queste inclinazioni e siamo pertanto costretti a esercitare alcune correzioni, soprattutto a livello della colonna, per poter rimanere dritti. Ci sono delle accortezze da rispettare, ad esempio i bambini piccoli non devono tenere degli scarponcini molto alti, perché vanno a irrigidire l' articolazione tibio tarsica. Per i bambini viene consigliato dai pediatri di camminare scalzi e soprattutto di camminare a piedi nudi per esempio sulla battigia della spiaggia, sugli scogli, in modo tale da aumentare e migliorare le capacità propriocettive e podaliche del piede. L'utilizzo delle scarpe è molto importante perché se dobbiamo correre dobbiamo utilizzare delle scarpe che riescono ad assorbire bene il carico. Inoltre avere un piccolo tacco è importante perché mi dà quella stabilità che il piede piatto non mi dà. Se utilizziamo tacchi molto alti, questi invece possono provocare ulteriori problemi: nei soggetti con una iperlordosi lombare la curva lombare si imposta ulteriormente, mentre nei soggetti con una cifosi dorsale si manifesta una accentuazione della già presente curva anomala. La colonna vertebrale e le articolazioni portanti si deformano provocando dolori e altri problemi posturali. L'articolazione della caviglia si piega all'indietro, verso il tallone. Le ginocchia e le anche si flettono e le curve della colonna si accentuano esageratamente. L' uso delle scarpe così come l'attività fisica se fatti in maniera corretta possono dare benefici. Le scarpe hanno un duplice scopo: proteggere il piede e migliorare l'aspetto. Se il tacco non è presente, il peso del corpo non graverà più sulla punta del piede, però quando si toglie il tacco a una scarpa si perde parte della aderenza al suolo, specie in caso di superfici scivolose o inclinate. Ed è quindi consigliabile mettere alla scarpa una suola antiscivolo. Nei paesi dove i giovani usano andare scalzi è da notare che pochi subiscono danni articolari a livello delle caviglie, del piede e presentano minori problemi posturali. Per quanto riguarda i bambini piccoli è meglio evitare di fare indossare scarpine rigide senza flessibilità, perché questo ridurrebbe l'importantissima elasticità naturale del tallone e della caviglia, che si ripercuote a livello della colonna. Quando possibile lasciate camminare il bambino a piedi nudi o al massimo con sandaletti piatti. A piedi nudi il bambino sviluppa un buon equilibrio e una corretta postura. Un' altra accortezza riguarda l'utilizzo degli zainetti, una volta venivano utilizzati soltanto dai bambini che andavano a scuola, oggi giorno non usiamo più le cartelle ma usiamo quasi tutti gli zainetti. È bene che gli zainetti vengono posizionati in modo corretto a livello dorsale, è importante che questi zainetti non siano pesanti e che non vadano a comprimere la zona lombare. Al momento dell'acquisto sarebbe opportuno scegliere uno zainetto di una taglia giusta per chi lo deve portare sulle spalle. In primis perché più lo zaino è grande e maggiore sarà il peso, secondariamente perché se è troppo grande sarà indossato scorrettamente. Meglio evitare gli zainetti con il soffietto che oltre ad aumentare il volume, provocano uno sbilanciamento dell'equilibrio posteriormente. È inoltre opportuno scegliere un modello con schienale rigido e imbottito, per evitare che il peso si accumuli tutto verso il basso. Le bretelle dovrebbero essere imbottite ed è utile la presenza di una cinghia addominale che consente di scaricare parte del peso sul bacino. È importante sistemare i libri o qualsiasi cosa all'interno degli zainetti, in modo tale da garantire una maggiore adesione dello zainetto alla nostra colonna vertebrale.
Bisogna quindi cercare di dare più peso a livello delle spalle e a livello del torace rispetto al tratto lombare. È importante imparare a riempire correttamente lo zainetto in modo da far sì che il baricentro dello zaino rimanga vicino a quello corporeo. Bisogna partire dallo schienale introducendo i libri più pesanti e poi via via verso l'esterno quelli più leggeri. Nelle tasche sarebbe opportuno inserire solo materiale molto leggero. Al momento di indossare lo zainetto bisogna evitare movimenti bruschi e istantanei, quindi bisognerà appoggiare lo zainetto su un tavolo o su un ripiano, in modo tale che non dobbiamo fletterci per prendere lo zainetto. Quindi bisognerà appoggiare lo zainetto sul ripiano e flettere le anche, non la schiena, per indossarlo. Una volta sulle spalle bisogna regolare le bretelle in modo che la parte inferiore non oltrepassi la linea delle anche. Bisogna usare sempre entrambe le bretelle e se presente fissare anche la cinghia addominale. Le persone che svolgono un lavoro sedentario e che per svariati motivi decidono di cominciare dall'oggi al domani un'attività sportiva, scelgono spesso in base alle proprie preferenze e non in base ai consigli del personale specializzato. Accade così che alcune strutture muscolari o scheletriche non più abituate al movimento, vengano sollecitate da esercizi non adatti alla propria postura e al proprio corpo, con conseguente uso eccessivo di alcuni gruppi muscolari a discapito di altri. Può succedere quindi che alcuni problemi rimasti silenti per una sorta di abitudine, si manifestino con fastidiosi dolori articolari e infiammazioni muscolo tendinee. Se ovviamente noi assumiamo delle posture scorrette il nostro sistema muscolo scheletrico si abitua a quella posizione e se noi vogliamo ritornare a una posizione fisiologica corretta andremo a provocare del dolore. Immaginate una persona che per anni e anni non si è allenato e decide di fare arrampicata, sollecitando le spalle, la schiena e i muscoli dell'avambraccio, della mano. Questa muscolatura che è rimasta silente per anni si trova a dover interagire con nuove posizioni e questo ovviamente porta a dolore. L'attività sportiva se praticata a livello amatoriale o a livello agonistico è un vero toccasana per il nostro corpo. Mantenere il nostro corpo in movimento ci può dare innumerevoli vantaggi ma nello stesso tempo può essere fonte di qualche inconveniente. Se l'attività fisica viene fatta bene possiamo averne dei benefici, ma se fatta male crea più danni rispetto alla vita sedentaria. L'attività fisica se è adattata alle esigenze della singola persona, praticata con costanza e con regolarità avrà una positiva influenza sul sistema immunitario per effetto della sua azione protettiva e antinfiammatoria. Il corretto e costante esercizio fisico, anche svolto a casa, in tutte le età e soprattutto per gli anziani, è uno scudo in più contro gli agenti patogeni. Evitare la riduzione del tono muscolare soprattutto negli anziani riduce il rischio di conseguenze gravi in caso di una eventuale infezione. Una buona massa muscolare favorisce una corretta risposta immunitaria grazie alla produzione di interleuchina 6. Avere quindi muscoli in salute accelera anche il processo di guarigione e di recupero. L' esercizio fisico è un vero farmaco salvavita sia perché riduce il rischio di ammalarsi sia per superare meglio la malattia, tornando il più rapidamente alla normalità. Gli anziani più in forma hanno un minor rischio di progressione della malattia perché hanno un sistema immunitario più efficiente. Sappiamo benissimo che con l'attività fisica si riduce anche il rischio di obesità. L'attività motoria fisica arreca senz'altro molti vantaggi alla colonna vertebrale, migliora il nutrimento del disco e delle cartilagini vertebrali, riduce la sensibilità ai dolori di schiena e aumenta la tolleranza al dolore, diminuisce le recidive in chi soffre di lombalgia. Per prevenire questa possibilità si possono adottare una serie di accorgimenti: imparare a mantenere corrette posture nella vita extra sportiva, per esempio come stare seduti correttamente, come sollevare i pesi, eccetera. Bisogna eseguire, con la migliore tecnica possibile, il gesto atletico avvalendosi di istruttori specializzati. Quindi non protocolli di allenamenti fai da te. Bisogna scegliere le superfici più idonee alla pratica sportiva: evitare quelle più dure e privilegiare quelle più naturali. Ad esempio se devo fare una corsa è preferibile