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La linguistica digitale: Frontiere della scrittura : lineamenti di web writing e Comunicazione, dibattito pubblico, social media : come orientarsi con la linguistica
Tipologia: Appunti
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Introduzione Si tratta di un software di analisi del testo e gestione dei corpora. Viene sviluppato da Lexical Computing Limited dal 2003 e sono presento 600 corpora in oltre 90 lingue. QUALI STRUMENTI?
SELECT CORPUS
IL REPERTORIO LINGUISTICO ITALIANO I. LE VARIETÀ DEL REPERTORIO Esiste un solo italiano? Pur parlando tutti l’italiano, ciascuno di noi utilizza la lingua in maniera soggettiva e con caratteristiche peculiari, si parla quindi di “idioletto” : tutti parlano italiano, ma ciascuno con variazioni d’uso rispetto ai tratti costanti individuabili della lingua. Vi sono poi distinzioni che riguardano classi di usi (ad esempio tra diverse generazioni): andando avanti con i tempi, la lingua cambia perché le nuove generazioni apportano le proprie peculiarità all’uso linguistico, consentendo così alla lingua di evolvere nel tempo; i giovani vengono infatti considerati gli innovatori della lingua. Troviamo anche differenze legate al titolo di studio e all’argomento (esempio: un medico si esprime in maniera diversa rispetto ad uno studente).
William Labov, padre della sociolinguistica americana, ha sviluppato un’importante analisi riguardante la variazione linguistica ; secondo i suoi studi, la vita di una persona si contraddistingue per una specie di parabola: nell’adolescenza e nell’età anziana ci si discosta maggiormente da quella che è conosciuta come la “lingua standard”, sostituita quindi da una lingua differente da quella considerata “la norma”.
→ Durante la vita di una persona è possibili individuare diverse fasi nell’uso della lingua (italiani diversi): i giovani innovano, sono molto creativi nell’uso del lessico ed introducono nuove parole, gli anziani si attestano invece più sulle forme dialettali, tornando alla propria infanzia ed all’uso del dialetto. Durante l’età produttiva, corrispondente circa al momento in cui si comincia a lavorare, una persona si conforma anche a livello linguistico, andando così ad utilizzare una lingua molto più vicina a quella standard. In conclusione, è quindi possibile sostenere che esistono tanti tipi di italiano, tanti quante sono le variazioni linguistiche esistenti. Inoltre, importante è sottolineare che nessuno di noi è in grado di padroneggiare tutte le varietà di italiano.
Dimensioni della variazione (Berruto):
L’ italiano standard (scritto e letterario) è stato quindi modello per secoli, ma con il processo di italianizzazione è avvenuta la ristandardizzazione che ha ottenuto come conseguenza la nascita di un nuovo standard: l’italiano neo-standard.
Ricapitolando:
Con l’inizio degli anni ’80 e le innovazioni ad essi connesse ci si concentra maggiormente sui nuovi mezzi di comunicazione ed allo studio della lingua trasmessa : insieme coerente di varietà ibride , specifico delle moderne forme di comunicazione linguistica a distanza (radio, televisione, cinema, ma anche telefonia, fissa e mobile), come ad esempio:
II. LINGUA, CANALE E MODALITÀ DI TRASMISSIONE Importante è precisare la distinzione tra:
Diversi ambiti si intrecciano: semiologico, testuale, sociologico. Grado di rilevanza e pertinenza delle proprietà del canale di trasmissione può variare a seconda che si consideri:
La comunicazione multicanale La multicanalità è il sistema di modellizzazione primario della comunicazione umana; spesso, tale termine, viene associato alla comunicazione del XX secolo. In realtà così non è, tanto che la prima espressione della comunicazione umana è stata proprio quella visivo-gestuale. Ciò non fa altro che comprovare come, sin dalle origini del linguaggio, la multicanalità sia insita all’evoluzione dell’uso linguistico da parte dell’uomo (quando comunichiamo infatti utilizziamo, sin da sempre e quasi sempre, più canali).
Per quanto concerne la comunicazione vocale, quest’ultima si è sviluppata e l’uso di segni vocali è stato quindi inizialmente di semplice supporto a quello gestuale, con lo scopo di consolidare quanto già comunicato. Questo perché la multicanalità ha una ragione di tipo informativo, permette infatti una minor perdita di informazione.
La capacità simbolica degli esseri umani non è legata all’uso di uno specifico canale (nella storia si sono usati segni gestuali, fonici, grafici, ecc.).
Gli esseri umani, sia nello sviluppo filogenetico sia ontogenetico, sanno naturalmente produrre e interpretare significati attraverso canali differenti senza insegnamento formale. L’evoluzione semiologica non potrebbe essere compresa senza prendere in considerazione come la specie ha (ri)funzionalizzato , alla trasmissione di significati, i l proprio corpo e l’ambiente circostante. Il linguaggio umano può essere descritto come “ a new machine made out of old parts”.
Esempio di (ri)funzionalizzazione del corpo Le variabili del sistema allocutivo Con sistema allocutivo facciamo riferimento ai termini che utilizziamo per rivolgerci a qualcuno. Due dei parametri per decidere quale forma usare in relazione ad una persona si basano su due dimensioni: verticalità e dell'orizzontalità.
Esempio di (ri)funzionalizzazione moderna di un segno
Più chiaro il seguito della vicenda:
È di vitale importanza evidenziare come il linguaggio umano nasca permeato di materialità biologica e culturale. Si tratta infatti di un complesso sistema adattativo che si
I testi prodotti attraverso i due canali sono associati a modalità di comunicazione diverse. La conseguenza più evidente si ha nella struttura dei testi prodotti :
I CORRELATI LINGUISTICI
Non esiste una relazione automatica e deterministica tra canale, modalità di comunicazione e prodotto linguistico. “Costanti’ del parlato e dello scritto: per indicare le proprietà che contraddistinguono le strutture linguistiche delle due modalità e che rispondono a esigenze di compatibilità con il canale e la modalità di trasmissione.
NON SOLO PARLATO E SCRITTO La storia semiologica dell’uomo non esaurisce in unico percorso che dal parlato porta allo scritto, ma è caratterizzata da molteplici forme e risorse semiotiche multicanale e multimodali. Una rappresentazione più realistica deve quindi arricchirsi tenendo conto anche di altre modalità. I due criteri presi in considerazione (discontinuità di produzione/ricezione del testo) ci permettono di inserire altre modalità di comunicazione che non sono né scritte né parlate e che troviamo insoddisfacente associare all’uno o all’altro.
La multidimensionalità non è una proprietà che deriva dallo sviluppo tecnologico del XX secolo, ma appartiene alla storia biologica e culturale della specie. Non c’è un rapporto deterministico tra canale, modalità, grammatica e testi, piuttosto rapporto di covariazione costante : è possibile individuare dei principi basici di organizzazione che identificano classi di modalità, che a loro volta sono associate a costruzioni linguistiche, che si radicano nell’uso e contribuiscono a delineare i confini della grammatica di una lingua. La naturale multimodalità della comunicazione umana rende irrealistico un modello in cui l’universo semiotico è interpretato come derivazione del parlato e della scrittura
Lo sviluppo delle nuove tecnologie ha posto in una luce diversa le possibili intersezioni tra usi scritti e parlati (written speech, writing conversation, ecc.):
L’etichetta CMC ( Comunicazione Mediata dal Computer ) include tutte le forme di interazione mediate dai dispositivi elettronici > distinzione fondamentale tra sistemi sincroni e asincroni.
EVOLUZIONE :
Si è quindi verificata una costante evoluzione dei sistemi di scambio con progressivo allontanamento dai generi della scrittura tradizionale verso produzioni prive di un antecedente.
La vera rivoluzione riguarda la possibilità di scambio > dialogo semisincrono: è una forma di comunicazione in cui gli scambi di messaggi si verificano con un certo ritardo, ma non sono completamente asincroni come in un messaggio di testo; è una mediazione tra un dialogo immediato (sincrono) e un dialogo con risposte tardive (asincrono).
Abbiamo quindi una rifunzionalizzazione : la scrittura viene piegata verso usi inediti, perché i sistemi “nativi digitali” hanno generato nuovi spazi comunicativi e nuovi “usi semiotici del canale”.
Molte descrizioni si concentrano su:
Due categorie di studio consolidate:
non è necessariamente legata al canale in senso stretto, ma ai nuovi usi semiotici del canale”
SPIEGAZIONE Lo stadio attuale è arrivato a permetterci di coniugare due proprietà che prima sembravano incompatibili: discontinuità di produzione e ricezione e discontinuità del testo. A produrre cioè dialoghi a distanza che non necessariamente contengono tutte le tracce della redazione del testo e della sua esecuzione, ma che possono mantenere la quasi sincronia.
La collocazione delle scritture digitali nell’architettura dell’italiano contemporaneo coinvolge anche la lettura diafasica e diastratica della CMC.
Gli aspetti non-standard delle scritture digitali sono ricondotti alle convenzioni scrittorie, al “linguistic whateverism” , allo scarso dominio dell’italiano da parte degli utenti. Troviamo quindi riferimenti all’«italiano neopopolare», a quello dei semicolti, alla «lingua selvaggia», per sottolineare come internet abbia fatto emergere le ridotte competenze scrittorie di molti italiani.
APPROCCIO ALLA CMC Approccio generale: due proprietà (continuità di produzione e continuità del testo) per comprendere i nuovi usi semiotici del canale senza ricadere nelle dicotomie e irriducibilità di scritto e parlato limitata al canale.
I social media hanno prodotto un rapido invecchiamento dei modelli interpretativi.
PROCESSO COMUNICATIVO E TIPI DI TESTI I. CARATTERI GENERALI Processo comunicativo : con questo termine si indica il trasferimento di informazione da mittente a ricevente attraverso (almeno) un segno (biplanare). Roman Jakobson parla di sei fattori costitutivi
La struttura del processo comunicativo Il messaggio è la risultante della variazione di tutti gli altri fattori della comunicazione. Quali variabili sociolinguistiche?
Pratica discorsiva : con questa espressione si indica l’insieme dei processi di produzione, distribuzione e fruizione di un determinato discorso. ➔ un processo comunicativo produce un messaggio nell’ambito di una pratica discorsiva e di una pratica sociale che ne condizionano la forma, la funzione, l’efficacia.
Specificità del discorso pubblico nel XX e XXI secolo
Online tutto si complica Con l’avvento del web si generano processi comunicativi più complessi. Se nelle interazioni faccia a faccia siamo consapevoli della correlazione tra variazione sociolinguistica, semiotica dei processi comunicativi e la loro variazione linguistica e discorsiva, nessuno ci ha abituati a orientarci nella complessità semiotica e sociolinguistica dei processi comunicativi online.
Il web 2.0 ha fatto collassare parte della sfera pubblica tradizionale su un’unica piattaforma:
La comunicazione non è più unidirezionale che da un centro si diffonde. Abbiamo più centri di comunicazione tutti collegati tra di loro.
Come puo’ cambiare l’utente?
Scollamento tra percezione dello scambio che hanno emittente e ricevente. Emittente ha impressione di parlare, ricevente pensa di leggere un messaggio scritto.
Emittente
Ricevente
II. PRINCIPI COSTITUTIVI DEL WEB Per DISCORSO si intendono tre cose diverse :
ENUNCIATO : unità minima del discorso, una produzione semiotica che modifica la realtà in qualche modo. Ogni enunciato contemporaneamente:
(1) Luigi mangia la carne. (2) Luigi mangia la carne? (3) Luigi mangia la carne! (4) Luigi, mangia la carne!
L’ enunciato è l' elemento nucleare nella composizione di un testo. Gli enunciati sono raramente usati in isolamento → sequenze coerenti e coese di enunciati costituiscono testi.
IL TESTO Proprietà:
Rapporto comunicativo:
INTENZIONALITA’ ED ACCETTABILITA’ Si fa riferimento alla cooperazione tra mittente e ricevente (principio di cooperazione, Grice). In un contesto comunicativo la cooperazione tra mittente e ricevente è data per scontato, ma non è così nel web.
Intenzionalità
Accettabilità
LE MASSIME DELLA COOPERAZIONE
Presupposizioni Le presupposizioni sono informazioni implicate, non esplicitamente dichiarate, che devono essere vere per un enunciato per essere considerato appropriato o per avere un valore di verità determinato.
Implicature Le implicature sono delle predicazioni implicite. Possiamo parlare di implicature convenzionali, ovvero associate sistematicamente all’uso di alcune forme linguistiche.
Alcuni esempi
Testi cartacei, digitalizzati e digitali Ci sono state molte correnti di pensiero:
Risulta però utile recuperare l’espressione “nativo digitale” in riferimento ai testi e non alle persone; se internet è effettivamente un contenitori di testi, ciò che può distinguerli è il cosiddetto gradiente di digitalità :
In queste scritture, native digitali, del cosiddetto web 2.0, si concentrano le maggiori innovazioni della testualità digitale.
Ipertesti come scritture discontinue Gli ipertesti sono in sé scritture discontinue (o multilineari), se confrontate con il testo tipografico, che si sviluppano in verticale. Questa caratteristica è ancor più evidenziata da alcuni accorgimenti che finiscono per far assomigliare le unità informative di cui si compone il testo ai campi di un database:
IV. CARATTERISTICHE DELLA TESTUALITÀ DIGITALE Al giorno d’oggi ci troviamo di fronte ad un sovraccarico informativo della comunicazione in rete, tale sovraccarico viene selezionato attraverso i motori di ricerca. Perché i contenuti siano recuperabili e compaiano, possibilmente, ai primi posti nei risultati occorre che siano modellati in modo tale da poter essere trovati dai motori di ricerca ( web semantic ).
L’ enveloping , strategia utilizzata in robotica, consiste nel ridisegnare, a partire dalle esigenze della macchina, l’ambiente entro cui essa opera ; ciò implica che un testo venga costruito con lo scopo di risultare facilmente trovabile nei/dai motori di ricerca.
Le necessità della macchina sono le norme per la SEO ( search engine optimisation/ottimizzazione per il motore di ricerca ): tali norme determinano la struttura profonda ideale di un testo digitale tramite, ad esempio, tag e metatag, ovvero marcatori invisibili, ma che arrivano ad influenzare la superficie del testo.
La scrittura digitale è caratterizzata da una profondità che ha a che fare con la verticalità della codifica del testo : quando si digita sulla tastiera o si immettono dati sullo smartphone, non si producono segni grafici, ma si genera un impulso elettrico che viene tradotto in un codice binario, una sequenza di 0 e 1. Tali codici binari consentono di rappresentare l’intera serie dei numeri interi. Attraverso un ulteriore sistema di conversione, tutta questa serie di codici binari che si susseguono l’un l’altro, vengono convertiti in codici ASCII.
Altri livelli di codifica:
In sintesi, al testo si sovrappongono delle informazioni di supporto, che ne determinano l’aspetto e servono a rintracciare quel testo nelle informazioni di rete.
Il testo digitale è concepito per un doppio destinatario : il lettore umano e il motore di ricerca. Nel web 2.0 il tagging è diventato social tagging (o folksonomy), cioè una “tassonomia cooperativa” : ad esempio quando contrassegniamo luoghi e persone presenti su una foto che condividiamo su uno dei tanti social media. Il social tagging può interessare anche il contenuto di testi e manifestarsi in superficie, come avviene per esempio con l’uso di simboli @ e # in Twitter.
Nell’analisi delle differenze tra scritto e parlato si fronteggiano di conseguenza un’ impostazione mediale (legata alle specificità del canale) ed una concettuale.
Scritto e parlato L’ impostazione concettuale è stata sviluppata in particolare da Peter Koch e Wulf Osterreicher, quest’ultimi sostengono che la differenza tra scritto e parlato non è binaria, ma scalare. Un testo, indipendentemente dal canale che impiega, può essere concettualmente più o meno distante dalle caratteristiche pragmatiche tipiche dell’oralità o della scritturalità.
Piattaforme di comunicazione quasi sincrone come WhatsApp utilizzano un canale preferibilmente (ma non esclusivamente) grafico per veicolare una comunicazione molto simile all’oralità. Si tratta però di simulazioni dello scambio conversazionale primario in quanto prive di una caratteristica essenziale, ovvero la vicinanza fisica degli interlocutori (mancano cioè tono, espressioni, atteggiamento…). Di conseguenza, il canale utilizza delle strategie atte a sviluppare e migliorare tali simulazioni come, ad esempio, “online” o “sta scrivendo…”.
Parlato, scritto ed emoticons Le emoticons :
È possibile distinguere tre livelli di progressiva integrazione delle emoticons nel corpo dell’enunciato:
Hanno anche una funzione metadiscorsiva , cioè esplicitano l’atteggiamento dello scrivente nei confronti del contenuto del messaggio (ironia, stupore, contentezza, perplessità…). Tale funzione va in qualche modo a sostituire il ruolo e l’importanza ricoperta dalle espressioni facciali.
Il significato delle icone è di solito fisso, ma può essere soggetto a interpretazione individuale o a risemantizzazione. Grazie alla risemantizzazione del significato, le icone diventano più vaghe; la vaghezza costituisce uno degli elementi principali del codice fonico-uditivo. Le emoticons assumono caratteristiche simili a quelle dell’oralità ed il loro significato può essere concordato tra utenti di gruppi se prolungato nel tempo
Elementi costitutivi della scrittura digitale La brevità è uno dei tratti costitutivi della scrittura digitale: la costruzione telegrafica è caratterizzata da una sintassi tendenzialmente monofrasale e da un parallelismo che favorisce l’utilizzo di costrutti ellittici (per esempio su Twitter c’era un limite di 140 carattere imposto agli utenti).
Parlando di scritture digitali è necessario prendere in considerazione:
Proprietà delle scritture digitali Le proprietà delle scritture digitali sono:
- brevità
Tali peculiarità portano ad una nuova forma di intertestualità esasperata o intertestualità attiva , che rende le singole produzioni frammenti incompleti e dipendenti da altri per una piena interpretazione. Alcuni studiosi evidenziano diversi limiti derivanti da questa organizzazione del discorso, tipica delle scritture digitali:
COME RICONOSCERE I TESTI PERSUASIVI Uno degli obiettivi dei testi persuasivi è quello di creare consapevolezza semiotica, pragmatica e sociolinguistica delle comunicazioni sulla rete per essere in grado di utilizzare codici di comunicazione adatti ai fini, ai mezzi e agli attori delle interazioni online.