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"la pace" di Aristofane, Appunti di Greco

appunti schematizzati per punti riguardanti la commedia di Aristofane "la pace"

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 14/05/2023

sara.tamburrino
sara.tamburrino 🇮🇹

4.3

(3)

15 documenti

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LA PACE
DI ARISTOFANE
-due serbi si lamentano di come si comporta lo scarabeo; ovvero il loro padrone !
-Il secondo servo si lamenta soprattutto dicendo che non c'è lavoro più
disgraziato che impastare il cibo per lo scarabeo poiché questo mette su arie e
non si degna di mangiare se non gliel'ha preparata impastata tutto il giorno!
-Il secondo servo dice anche che intanto inizierà a raccontare l'argomento di
questa commedia e del suo padrone che sta tutto il giorno a bocca aperta a
guardare il cielo e a insolentire Zeus !
-Il loro padrone è Trigeo!
-Il secondo servo rivolgendo agli spettatori fa capire che il suo padrone è
impazzito poiché vuole alzarsi in volo sopra a un gigantesco scarafaggio ed
andare in cielo da Zeus per chiedergli che cosa vuole fare di tutti quanti
cittadini i greci e se non ha risposta lo accuserà formalmente di consegnare la
Grecia ai persiani!
-Entrano le figlie di Trigeo!
-Inizia un dialogo tra la figlia e Trigeo, in cui la figlia chiede al padre come ci
arriverebbe e lui risponde con un puledro alato poiché aveva letto nelle favole
di Esopo che questo fu l'unico animale alato ad arrivare dagli dei, ma la figlia
cercava di farlo ragionare dicendogli che quella era solo una leggenda
inverosimile, le chiede allora perché non avesse scelto il Pegaso alato ma lui
disse che così doveva sfamare due bocche, mentre con lo scarafaggio quello
che mangiava lui poi lo darà da mangiare anca all'insetto !
-Trigeo saluta alle sue figlie e inizia il viaggio per arrivare alla casa di Zeus dove
alla porta troverà Ermes !
-Ermes chiede che bestia fosse quella e quale fosse il suo nome, Trigeo rispose
che stava cavalcando un’ ipposcarabeo (ambiguità fra scarabeo e cigno) E che
il suo nome era sciaguratissimo, la sua famiglia era sciaguratissimo e suo padre
era sciaguratissimo. Ma Ermes gli disse di dire il suo vero nome o doveva
morire quindi lui rispose che era Trigeo di Atmone, buon coltivatore di vigne,
non sicofante e non un amante degli impicci!
-Ermes mi dice che qui non troverà nessun Dio poiché avevano traslocato ieri
proprio sotto la volta del cielo poiché erano invitati quelli greci, così al loro
posto hanno installato il Dio della guerra adandoli a lui perché faccia di loro
quello che vuole. E gli disse che se ne erano andati perché non potevano più
vederli combattere e sentire le loro preghiere, poiché per quante occasioni di
tregua gli avessero dato, i greci avevano sempre preferito fare guerra !
-Ermes gli dice anche che non vedranno più la Pace poiché il Dio della guerra l’
ha gettata in una grotta profonda e la coperta di pietre così da impedire di
prenderla e che al suo interno ha portato un enorme mortaio da guerra !
-Entra il dio della guerra!
-Dio della guerra chiama il suo servo ovvero il Dio della Mischia ordinandogli di
andare a prendere un pestello dagli ateniesi, poiché voleva distruggere la città
di Megara e Sicilia, ma intanto Trigeo che stava ascoltando la conversazione di
nascosto prega per non far tornare con il pestello il Dio della Mischia, e così
successe per ben due volte la prima quando torna dagli ateniesi si era rotto,
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Scarica "la pace" di Aristofane e più Appunti in PDF di Greco solo su Docsity!

LA PACE

DI ARISTOFANE

- due serbi si lamentano di come si comporta lo scarabeo; ovvero il loro padrone

- Il secondo servo si lamenta soprattutto dicendo che non c'è lavoro più

disgraziato che impastare il cibo per lo scarabeo poiché questo mette su arie e non si degna di mangiare se non gliel'ha preparata impastata tutto il giorno

- Il secondo servo dice anche che intanto inizierà a raccontare l'argomento di

questa commedia e del suo padrone che sta tutto il giorno a bocca aperta a guardare il cielo e a insolentire Zeus

- Il loro padrone è Trigeo

- Il secondo servo rivolgendo agli spettatori fa capire che il suo padrone è

impazzito poiché vuole alzarsi in volo sopra a un gigantesco scarafaggio ed andare in cielo da Zeus per chiedergli che cosa vuole fare di tutti quanti cittadini i greci e se non ha risposta lo accuserà formalmente di consegnare la Grecia ai persiani

- Entrano le figlie di Trigeo

- Inizia un dialogo tra la figlia e Trigeo, in cui la figlia chiede al padre come ci

arriverebbe e lui risponde con un puledro alato poiché aveva letto nelle favole di Esopo che questo fu l'unico animale alato ad arrivare dagli dei, ma la figlia cercava di farlo ragionare dicendogli che quella era solo una leggenda inverosimile, le chiede allora perché non avesse scelto il Pegaso alato ma lui disse che così doveva sfamare due bocche, mentre con lo scarafaggio quello che mangiava lui poi lo darà da mangiare anca all'insetto

- Trigeo saluta alle sue figlie e inizia il viaggio per arrivare alla casa di Zeus dove

alla porta troverà Ermes

- Ermes chiede che bestia fosse quella e quale fosse il suo nome, Trigeo rispose

che stava cavalcando un’ ipposcarabeo (ambiguità fra scarabeo e cigno) E che il suo nome era sciaguratissimo, la sua famiglia era sciaguratissimo e suo padre era sciaguratissimo. Ma Ermes gli disse di dire il suo vero nome o doveva morire quindi lui rispose che era Trigeo di Atmone, buon coltivatore di vigne, non sicofante e non un amante degli impicci

- Ermes mi dice che qui non troverà nessun Dio poiché avevano traslocato ieri

proprio sotto la volta del cielo poiché erano invitati quelli greci, così al loro posto hanno installato il Dio della guerra affidandoli a lui perché faccia di loro quello che vuole. E gli disse che se ne erano andati perché non potevano più vederli combattere e sentire le loro preghiere, poiché per quante occasioni di tregua gli avessero dato, i greci avevano sempre preferito fare guerra

- Ermes gli dice anche che non vedranno più la Pace poiché il Dio della guerra l’

ha gettata in una grotta profonda e la coperta di pietre così da impedire di prenderla e che al suo interno ha portato un enorme mortaio da guerra

- Entra il dio della guerra

- Dio della guerra chiama il suo servo ovvero il Dio della Mischia ordinandogli di

andare a prendere un pestello dagli ateniesi, poiché voleva distruggere la città di Megara e Sicilia, ma intanto Trigeo che stava ascoltando la conversazione di nascosto prega per non far tornare con il pestello il Dio della Mischia, e così successe per ben due volte la prima quando torna dagli ateniesi si era rotto,

quindi il Dio della guerra dice di andarlo a prendere a Sparta, ma quando il dio della Mischia torna anche questo si era tutto

- Il dio della Guerra dunque, infastidito torna dentro e chiede al suo servo di

prendere gli altri arnesi e di riportarli dentro e che lo farà lui un nuovo pestello

- Trigeo dopo aver sentito queste parole, rivolgendosi ai cittadini greci dice che

questo è il momento di liberarsi, e di tirare fuori la loro cara Pace prima che un altro pestello glielo impedisca

- Si rivolge ai contadini, mercanti, falegnami, operai, meteci, stranieri, insulari

dicendo di venire là e di prendere le vanghe, leve e corde perché era arrivato il momento di liberare il buon genio

- Il Coro inizia a ballare e a gridare, e Trigeo cerca di farli calmare e di farli

smettere poiché le loro urla avrebbero potuto svegliare il Cerbero ovvero Cleone che stava alla sotto e potesse impedirgli di tirar fuori la dea

- Ermes sorprende Trigeo a disseppellire la Pace, e che è condannato subito

poiché Zeus ha comminato la morte a chi viene sorpreso disseppellirla

- Il Coro cerca di adulare Ermes ma ciò che gli fece cambiare idea era Trigeo

quando gli disse che da tempo la luna e quel furfante del sole complottavano contro di loro per consegnare la Grecia ai barbari poiché i greci sacrificavano voi, mentre i barbari loro

- Trigeo, Ermes e il Coro e i contadini cooperano insieme e silenziosamente

rimuovono le pietre il più alla svelta possibile E fanno anche una libagioni chiedendo che questo giorno sia per tutti i greci l'inizio di molti beni e che l'uomo che di cuori si attacca a queste funi non debba mai più imbracciare uno scudo

- Compaiono la Pace, la dea della festa e la dea del raccolto, Ermes fa notare

che le città chiacchierano tra di loro riconciliate, si divertono e ridono

- Ermes dice ai contadini di ritornare ai lavori nei campi e di intonare la peana

( inno in lode di Apollo)

- Ermes racconta come la pace fosse stata perduta; tutto ebbe inizio con

l'incidente di Fidia (sarebbe stato accusato di aver frodato sull'orlo della grande statua di Atene e sarebbe fuggito o sarebbe stato bandito in Elide), poi Pericle che temendo di trovarsi coinvolto nella sua disgrazia, prima di ritrovarsi nei guai incendiò la scintilla del decreto su Megara, e soffiava tale evento di guerra da far lacrimare con il fumo tutti i greci.

- Ermes si rivolge, a richiesta di Trigeo, alla pace poiché era silenziosa, e disse

che era arrabbiata con loro per tutto quello che l'avevano fatto patire e che lei disse di essere venuta di sua iniziativa, dopo Pilo, a portargli una cesta di tregua ma allora l'assemblea l'avevano bocciata tre volte

- Trigeo rivolgendosi a Ermes, gli dice di chiederle come steste Sofocle, e lui

rispose benissimo anche se era successo una cosa strana ovvero da Sofocle era diventato Simonide, gli chiese anche di Cratino ma gli rispose che era morto nell’ invasione degli Spartani con un colpo secco

- Ermes dice a Trigeo a questo patto di prendere in moglie la dea del raccolto,

vivere con lei nei campi e dare alla luce dei grappoli e disbrigarsi a prendere la dea della festa e a condurla davanti al consiglio a cui apparteneva un tempo

- Trigeo chiama il suo scarabeo dicendo di rivolare a casa ma Ermes gli dice che

non è più qui e che era aggiogato al carro di Zeus

campagna dove avranno danzato, liberato e cacciato Iperbolo e pregato gli dei di concedere ricchezza ai greci e di dare a tutti molto orzo, vino e fichi da mangiare e fecondità alle loro donne

- Trigeo poi si rivolge alla dea del raccolto che era entrato con il suo seguito di

venire nei campi e di coricarsi bellamente con lui

- Conclude con il Coro che dice agli ospiti che se lo seguiranno mangeranno la

torta di nozze